Benigno Zaccagnini

medico e politico italiano
Benigno Zaccagnini
Zaccagnini.jpg

Ministro dei lavori pubblici
Durata mandato 27 luglio 1960 –
22 febbraio 1962
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Giuseppe Togni
Successore Fiorentino Sullo

Segretario della Democrazia Cristiana
Durata mandato luglio 1975 –
febbraio 1980
Predecessore Amintore Fanfani
Successore Flaminio Piccoli

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Collegio XIII Bologna
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature AC, I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Emilia Romagna
Collegio Bologna
Incarichi parlamentari
  • Componente della I Commissione (Affari interni) - I legislatura
  • Componente della V Commissione (Difesa) - I legislatura
  • Componente della IX Commissione (Agricoltura e alimentazione) - I legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame dei provvedimenti relativi ai danni di guerra - I e II legislatura
  • Presidente della Commissione parlamentare consultiva per il parere sull'emanazione di un Testo Unico sulla riorganizzazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale - II legislatura
  • Componente della XI Commissione (Lavoro e previdenza sociale) - II legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame della proposta di legge Angelini Armando n. 427: "Dichiarazione di pubblica utilità e norme per l'espropriazione degli stabilimenti industriali inattivi" - II legislatura
  • Componente della III Commissione (Esteri) - III, IV, V, VI,VII, VIII legislatura
  • Componente della XII Commissione (Industria e Commercio) - III legislatura
  • Componente del Comitato di vigilanza sulla biblioteca - V legislatura
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature IX, X (fino al 1989)
Gruppo
parlamentare
DC
Coalizione Pentapartito
Circoscrizione Emilia Romagna
Collegio Borgotaro - Salsomaggiore (1983), Fiorenzuola d'Arda - Fidenza (1987)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia
Professione Medico Chirurgo, specialista in Pediatria

Benigno Zaccagnini (Faenza, 17 aprile 1912Ravenna, 5 novembre 1989) è stato un politico e medico italiano.

BiografiaModifica

Cresciuto in una famiglia cattolica praticante, frequentò la parrocchia di Santa Maria in Porto, nel centro storico di Ravenna. Si iscrisse al locale circolo della Gioventù cattolica (parte dell'Azione Cattolica). Studente universitario, fece parte della FUCI. Conobbe Aldo Moro (presidente della FUCI), Igino Righetti e monsignor Giovanni Battista Montini (futuro Papa Paolo VI), persone che svolsero un ruolo importante nella sua formazione culturale e spirituale[1].

Nel 1937 si laureò in Medicina e Chirurgia e successivamente si specializzò in Pediatria e fino all'8 settembre 1943 esercitò la professione medica anche durante il conflitto mondiale: dal 1941 al 1943 fu ufficiale medico nei Balcani. Convinto antifascista, dopo l'8 settembre 1943 prese parte alla Resistenza: fece parte, in qualità di medico, dell'VIII Brigata Garibaldi a Ravenna[1]. Fu chiamato a partecipare alle riunioni del Comitato di liberazione nazionale di Ravenna come rappresentante della Democrazia cristiana (di cui era segretario per Ravenna): fu la sua prima partecipazione ad un organismo politico. In questo frangente strinse amicizia con Arrigo Boldrini e, nonostante la loro diversità ideologica (Boldrini era del Partito Comunista Italiano), collaborarono senza screzi alla liberazione della Romagna[2].

Nel 1946 fu eletto all'Assemblea Costituente con 11 121 preferenze nel collegio di Bologna. Rieletto alla Camera dei deputati nel 1948 nella circoscrizione di Bologna, ottenne 16 898 voti preferenziali. Fu membro della V Commissione (Difesa) e della XI Commissione (Lavoro). Divenne membro della direzione centrale della DC e poi del Consiglio nazionale del partito. Alle elezioni del 1963 fu capolista ottenendo 46 303 preferenze[1]. Negli anni sessanta si schierò a favore della formula politica del centrosinistra, aderendo alla corrente di Aldo Moro. Fu rieletto alla Camera fino al 1979, mentre dal 1983 fino alla morte fece parte del Senato della Repubblica; Zaccagnini si candidò sempre in Emilia-Romagna, regione in cui il PCI raggiungeva la maggioranza assoluta.

La sua attività governativa cominciò nel 1958, quando divenne sottosegretario al Ministero del lavoro e della previdenza sociale nel governo Fanfani II. L'anno successivo fu Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel governo Segni II, e mantenne tale carica anche durante la breve esperienza del governo Tambroni (1960), per divenire, sempre nello stesso anno, Ministro dei lavori pubblici nel successivo governo guidato da Amintore Fanfani, il terzo esecutivo presieduto dal politico toscano.

Soprannominato l'onesto Zac[3], con una reputazione di grande integrità, negli anni seguenti Zaccagnini preferì incarichi parlamentari o di partito: dal 1962 al 1968 fu presidente del gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana, dal 1968 al 1975 vice presidente della Camera, e dal 1973 al 1975 presidente del Consiglio Nazionale della DC. Zaccagnini, che inizialmente aveva aderito alla corrente di Iniziativa democratica (più nota come corrente dorotea), dal 1968 si avvicinò ad Aldo Moro, uscito da quella corrente dopo aver lasciato la Presidenza del Consiglio. Nel 1975 fu eletto segretario nazionale della Democrazia Cristiana. Alle elezioni politiche del 1976 la DC, da lui guidata, ottenne il 38,7% dei voti (+3,4% rispetto alle elezioni amministrative dell'anno avanti), riuscendo in tal modo a frenare la corsa a Palazzo Chigi di Enrico Berlinguer, segretario del partito comunista, che pur toccò col 34,4% il suo massimo risultato elettorale.

Durante il rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, Zaccagnini difese la linea della fermezza, cioè il rifiuto di trattare coi terroristi in termini tali che ne implicassero un riconoscimento politico; ma la tragica morte dell'amico e capocorrente lo debilitò umanamente e politicamente, anche a causa di alcuni passaggi delle lettere di Moro dalla prigionia in cui viene pesantemente criticato e definito "il più fragile segretario che abbia mai avuto la DC"[4]: nel 1980 fu sostituito nella carica di segretario nazionale da Flaminio Piccoli, e da quel momento in poi non accettò più nessun incarico istituzionale. Nel 1984 fu eletto al Parlamento Europeo.

Morì a Ravenna, a settantasette anni, il 5 novembre 1989 per un arresto cardiaco, causato da un soffocamento.[5]

OpereModifica

  • Una proposta al Paese, Firenze, Vallecchi, 1976.
  • La testimonianza di don Mazzolari, con Pietro Scoppola, Roma, Cinque lune, 1976.
  • Il messaggio di don Giovanni Minzoni. Atti del Convegno nazionale di studio. Ravenna, ottobre 1983, a cura di e con Roberto Ruffilli, Ravenna, Centro studi G. Donati, 1984.
  • Lettere agli amici, Roma, AVE, 1990.
  • La politica è bellissima, Ravenna, Media news, 2009.
  • Discorsi parlamentari. 1947-1979, con CD, Roma, Camera dei deputati, 2009.

NoteModifica

  1. ^ a b c Ernesto Preziosi, Il tempo ritrovato. I cattolici in Italia negli ultimi cent’anni, Edizioni Dehoniane Bologna, 1987, pp. 157-176.
  2. ^ Membro del CLN ravennate, fu incaricato di prendere contatti con il capo dei partigiani locali. L'incontro si svolse in un luogo segreto; a nessuno dei due partecipanti venne comunicata l'identità dell'interlocutore. Quando i due furono di fronte si riconobbero immediatamente: Arrigo Boldrini era stato infatti aspirante nell'Azione Cattolica nella stessa parrocchia frequentata da Zaccagnini. Cfr. Ernesto Preziosi, op. cit., pag. 175.
  3. ^ Così Zac ci insegnò a credere che i muri sarebbero caduti, su democratica.com. URL consultato il 4 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2018).
  4. ^ Aldo Moro a Benigno Zaccagnini
  5. ^ Le esequie di Benigno Zaccagnini

BibliografiaModifica

  • Italo Farnetani, Pediatri e medici alla Costituente, Editeam, Cento (FE), 2006. ISBN 88-6135-001-1
  • Italo Farnetani, Francesca Farnetani, Zaccagnini: il pediatra in prestito alla politica , «Grand'Angolo di Edit-Symposia. Pediatria e Neonatologia» 2006; 13 (3), pp. 84–92.
  • ErsilioTonini, Zaccagnini: un testimone nel mondo moderno , «Grand'Angolo di Edit-Symposia. Pediatria e Neonatologia» 2006; 13 (3), pp. 93–96.
  • Italo Farnetani, Spallicci e Zaccagnini Due pediatri romagnoli alla Costituente , «La Pié» 2006; 75, pp. 150–153.
  • Antonello Biagini, ZACCAGNINI, Benigno, in Enciclopedia Italiana, IV Appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1981.  

Voci correlateModifica

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