Bernardo della Torre

teologo, patriota e vescovo cattolico italiano
Bernardo della Torre
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Marsico Nuovo
Vescovo di Lettere
Vescovo di Castellammare di Stabia
Nato 9 novembre 1746
Ordinato presbitero 25 maggio 1771
Consacrato vescovo 9 aprile 1792
Deceduto 28 maggio 1820

Bernardo Maria della Torre (Napoli, 9 novembre 1746Portici, 28 maggio 1820) è stato un teologo, patriota e vescovo cattolico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Ordinato sacerdote nel 1771, insegnò filosofia nel seminario arcivescovile di Napoli. In questo stesso contesto, qualche anno più tardi, in seguito alla pubblicazione di un lavoro sulla metafisica, ebbe una curiosa disputa letteraria con Carlo Rosini, all'epoca prefetto del seminario, impostata sullo scambio di lettere critiche pubblicate con pseudonimi: il secondo utilizzò quello di Filalete, il primo scrisse con quello di Ritobulo[1].

Dal 9 aprile 1792 fu vescovo di Marsico Nuovo, mentre il 18 dicembre 1797 venne nominato vescovo di Lettere. Nel 1799, quando scoppiò la Rivoluzione Napoletana, era anche vicario generale dell'arcidiocesi di Napoli. In questa veste prese parte attiva a quei fatti, facendo parte della commissione ecclesiastica[2]. E, in particolare con una Lettera pastorale, quella A' fedeli della sua diocesi, definendosi emblematicamente "cittadino", assunse forti accenni democratici. Proprio per effetto di tale scritto, a seguito del ristabilimento dell'ordine da parte dell'esercito di Ferdinando IV, fu arrestato e rischiò la condanna a morte, che gli fu evitata solo grazie alla protezione di Luisa Granito[3], moglie di Francesco Ricciardi. Condannato all'esilio, come molti esuli napoletani si rifugiò in Francia, per rientrare a Lettere nel 1806, con l'avvento nel Regno di Napoli di Giuseppe Napoleone. Con il successore di questi, Gioacchino Murat, della Torre fu nominato in una commissione, di cui facevano parte anche Giuseppe Capecelatro, Melchiorre Delfico e Vincenzo Cuoco, per la riorganizzazione del sistema della pubblica istruzione[4].

Dal 21 dicembre 1818, e fino alla morte, fu vescovo di Castellammare di Stabia.

Scritti principaliModifica

  • Il Teopompo o sia dialoghi apologetici della cristiana religione contro l'autore del Testamento di Mesliero e diversi altri critici, Stamp. Raimondiana, Napoli 1773.
  • De' caratteri degl'increduli, presso Michele Morelli, Napoli 1779.
  • Il cristianesimo stabilito. Poema epico a sua altezza reale D. Leopoldo principe delle due Sicilie, Tip. Trani, Napoli 1816.
  • La Verità della religione cristiana con facile metodo dimostrata, 2 voll., presso Domenico Sangiacomo, Napoli 1821 (opera postuma).

NoteModifica

  1. ^ Cfr. G. Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani, vol. I, Pirola, Milano 1848, p. 267
  2. ^ B. Croce, La vita religiosa a Napoli nel Settecento, in Uomini e cose della vecchia Italia, s. II, Laterza, Bari 1927, p. 153.
  3. ^ A. Russo, Nel desiderio delle tue care nuove. Scritture private e relazioni di genere nell'Ottocento risorgimentale, FrancoAngeli, Milano 2006, pp. 24-25
  4. ^ F. Tessitore, Nuovi contributi alla storia e alla teoria dello storicismo, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2002, p. 104.

BibliografiaModifica

  • «Dizionario biografico universale», vol. V, Passigli, Firenze 1849, p. 374, ad vocem, books.google.it.
  • G. Improta, Bernardo della Torre vescovo di Lettere e Gragnano e la rivoluzione napoletana del 1799, Magna Grecia, Napoli 1999.
  • M.A. Tallarico, Il vescovo Bernardo della Torre e i rapporti Stato-Chiesa nel decennio francese a Napoli (1806-1815), in «Annali dell'Istituto italiano dell'età moderna e contemporanea», 27-28(1975-1976), pp. 129–397.

Collegamenti esterniModifica