Berta di Savoia (1075-1111)

Sovrana
Berta di Savoia
Regina consorte d'Aragona e
Regina consorte di Navarra
Stemma
In carica 1097 –
28 settembre 1104
Predecessore Agnese d'Aquitania
Successore Urraca di Castiglia
Nascita 1075
Morte 1111
Dinastia Savoia
Padre Pietro I di Savoia
Madre Agnese di Poitou
Consorte di Pietro I di Aragona
Religione cattolica

Berta di Savoia (10751111) fu una principessa della Savoia e regina consorte di d'Aragona e di Navarra.

OrigineModifica

Secondo lo storico e genealogista, ungherese, Szabolcs de Vajay (Szabolcs de Vajay), nel suo Berthe, reine d'Aragon, Berta è figlia del marchese di Torino, conte di Savoia e conte d'Aosta e Moriana, Pietro I di Savoia e di Agnese di Poitou (o Agnese d'Aquitania)[1], figlia del conte e duca d'Aquitania, Guglielmo VII, come ci viene confermato da Samuel Guichenon[2].

Pietro I di Savoia, secondo lo storico Samuel Guichenon, nel suo Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, era il figlio primogenito del Conte di Moriana, d'Aosta e del Chiablese, Oddone e della margravia di Torino e di Susa, Adelaide[2], che discendeva dalla famiglia degli Arduinici, e secondo Samuel Guichenon, era figlia del margravio di Torino e Susa, Olderico Manfredi II e della contessa Berta degli Obertenghi[3], che secondo lo storico Ludovico Antonio Muratori era figlia di Oberto II, margravio di Milano, di Tortona e di Genova[4].

Anche storico spagnolo Jerónimo Zurita y Castro nei suoi Anales De La Corona De Aragon, Volume 1 ci confermano che Berta era italiana, pur senza precisare che fosse una discendente di casa Savoia (parece verisimil que esta Reyna Berta sucediesse de aquella casa de los Marqueses de Italia)[5].

BiografiaModifica

Sempre secondo Szabolcs de Vajay, Berta nel 1092, si era recata nel Poitou, presso la madre, Agnese[1], che, dopo la morte della sua cugina prima, Agnese di Aquitania, figlia del duca d'Aquitania Guglielmo VIII[6] (fratellastro del suo predecessore Guglielmo VII), avrebbe organizzato il suo matrimonio col re di Aragona e di Pamplona, Pietro I[1], rimasto vedovo della prima moglie (Agnese di Aquitania) e senza eredi; Berta, nel 1097, sposò Pietro I di Aragona, che, secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium era figlio del re d'Aragona, re di Pamplona e conte di Sobrarbe e Ribagorza, Sancho Ramírez (Sancho I di Aragona e Sancho V di Navarra)[7] e della moglie (come ci conferma nella Historia de los Condes de Urgel, Tomo I D. Diego Monfar y Sors, quando cita il primo testamento del fratello di Isabella, Ermengol detto di Gerb[8]) Isabella di Urgell (ca. 1052 - † dicembre 1071).

Ancora Szabolcs de Vajay, ci conferma che la regina Berta viene citata in diversi documenti del regno d'Aragona, tra i 1097 ed il 1105[1].

Anche lo storico e filologo medievalista spagnolo, Antonio Ubieto Arteta conferma che la regina Berta era di origine italiana e che, durante il suo regno fece diverse donazioni ed è citata in diversi documenti[1].

Berta rimase vedova nel 1104; secondo il Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Pietro morì nel 1104[9], dopo aver regnato per undici anni, secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium[7]; la data della morte è confermata anche dagli Annales Compostellani[10].

Secondo il Cartulaire de l'abbaye de Saint-Sernini de Toulouse (844-1200) Pietro quando morì si trovava in Val d'Aran[11].

Secondo la Crónica de San Juan de la Peña, Pietro morì il 28 settembre, e fu tumulato nel Monastero di San Juan de la Peña[12], dove raggiunse i suoi predecessori.

A Pietro, senza eredi, succedette il fratellastro, Alfonso il Battagliero[7][9].

Sempre secondo Antonio Ubieto Arteta e Szabolcs de Vajay, dopo la morte del marito, Berta continuò ad usare il titolo di regina continuando a governare autonomamente sul cosiddetto Los Mallos[1], composto dai feudi di Agüero, Murillo, Riglos, Marcuello, Ayerbe, Sangarrén e Callén[13], che cessò di esistere alla sua morte[1].

FigliModifica

Berta non riuscì però a dare un erede a Pietro[13][14].

NoteModifica

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica