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Bertrand de Saint-Martin

vescovo, cardinale e monaco francese
Bertrand de Saint-Martin, O.S.B.
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Incarichi ricopertiVescovo di Fréjus (1248-1264)
Vescovo di Avignone (1264-1268)
Arcivescovo di Arles (1266-1273)
 
Nato1220 circa
Consacrato vescovo1248
Elevato arcivescovo1266
Creato cardinale1273 da papa Gregorio X
Deceduto1277
 

Bertrand de Saint-Martin, o Bertran (1220 circa – Lione, 29 marzo 1277), fu decano dell'abbazia di Sant'Andrea di Villeneuve-lès-Avignon, quindi vescovo di Fréjus, poi di Avignone ed infine arcivescovo Arles. Fu creato cardinale da papa Gregorio X.

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Decano dell'abbazia di Saint-André, venne nominato nel 1248 vescovo di Fréjus, carica che manterrà fino al 5 marzo 1264, quando venne nominato vescovo di Avignone da papa Urbano IV,[1] carica che terrà fino al 1266.

Vescovo di AvignoneModifica

Il nuovo vescovo di Avignone si dimostrò vicino agl'interessi degli Angiò e Carlo I d'Angiò, conte di Provenza, seppe apprezzare i suoi servigi. Sotto il pontificato di Clemente IV Bertran de Saint-Martin giocò un ruolo importante in Italia: con un "breve" datato da Perugia il 14 luglio 1265, il papa impose l'arresto ed incarcerare tutti coloro che in Roma osassero resistere all'autorità pontificia e si fosse mostrato ostile a Carlo d'Angiò. Fu grazie al rapporto con l'arcivescovo di Cosenza che il nostro prelato s'incaricò di questa delicata missione.[2]

Arcivescovo d'ArlesModifica

Dopo aver occupato la sede episcopale di Avignone per due anni e quattro mesi, Bertrand assunse il governo della diocesi di Arles per obbedire agli ordini del papa. In conformità con gli usi egli fu scelto dai canonici di questa città per sostituire l'arcivescovo deceduto Florent (29 giugno 1266). Due canonici furono delegati per recarsi presso Clemente IV a Viterbo a sollecitare la decisione pontificia sulla scelta operata dal capitolo di Arles.[3]

L'11 ottobre di quell'anno egli divenne arcivescovo di Arles, carica che mantenne fino al 1273. Del suo periodo episcopale ad Arles si conoscono numerosi eventi, in particolare omaggi e sinodi. L'anno del suo arrivo egli rese omaggio a Barral I, signore di Baux, per la terra di Mouriès, che l'arcidiocesi aveva in feudo da questo signore.

Nel 1267, il 10 giugno egli si recò a Tarascona per ricevere a sua volta gli omaggi di Bertrand de Baux, figlio di Guillaume de Baux, signore di Berre, per diversi feudi, fra i quali le terre della Crau.

In quel medesimo anno papa Clemente IV accordò a lui, ed ai suoi successori, un privilegio riservato al papa: quello di far portare dinnanzi a loro la croce nella provincia di Arles.

Il 5 aprile 1270, Bertrand approvò, in qualità di arcivescovo metropolitano, la suddivisione degli introiti della diocesi di Tolone in dodici prebende ed il 15 luglio 1271 celebrò un sinodo ad Avignone, ove si trovarono riuniti con l'arcivescovo di quella città, quelli di Cavaillon e di Carpentras.[4]

Cardinale-vescovo di SabinaModifica

All'inizio di giugno del 1273, o secondo alcuni autori nel 1272 o 1274,[5] egli fu nominato cardinale vescovo di Sabina da papa Gregorio X. Bertrand fu il primo arcivescovo di Arles a ricevere la porpora cardinalizia.

Bertrand partecipò, nel corso del suo cardinalato, ai seguenti conclavi:

Controversie sulla date del suo decessoModifica

La sua data di morte è incerta. Secondo alcune fonti egli sarebbe deceduto durante il secondo concilio di Lione, nel 1274 ma ciò pare poco probabile, poiché l'ultima bolla pontificia ove compare la sua firma è datata 23 marzo 1275. L'Annuario Pontificio del 1929, a pag. 127, indica che egli morì a Lione il 28 marzo 1275. Tuttavia Konrad Eubel, nella sua Hierarchia Catholica Medii Aevi alle pagg. 9 e 38 del Volume I afferma che Bertran de Saint-Martin aveva partecipato ai conclavi che elessero i papi Innocenzo V e Giovanni XXII e che egli morì nel 1277. Secondo Joseph Hyacinthe Albanés fu il 29 marzo di quell'anno, informazione corroborata dalla Société départementale d'archéologie et de statistique de la Drôme, che indica una data vicina, il 28 marzo 1277.[6]

NoteModifica

  1. ^ Tuttavia, Jean-Pierre Papon, pare a torto, lo fa passare direttamente dalla diocesi di Fréjus a quella d'Arles (Jean-Pierre Papon, Histoire générale de Provence, page 311 qui).
  2. ^ Société départementale d'archéologie et de statistique de la Drôme Tome XX. — Imprimerie Jules Céas et fils, Valence, 1886 – page 34 qui
  3. ^ Société départementale d'archéologie et de statistique de la Drôme, Tome XX. — Imprimerie Jules Céas et fils, Valence, 1886 – page 35 qui
  4. ^ Société départementale d'archéologie et de statistique de la Drôme, Tome XX. — Imprimerie Jules Céas et fils, Valence, 1886 – page 37 qui
  5. ^ Société départementale d'archéologie et de statistique de la Drôme Tome XX — Imprimerie Jules Céas et fils, Valence, 1886 – page 38 qui :
    Infine il papa Gregorio X, apprezzando le sue rare qualità lo nominò cardinale-vescovo di S.Sabina, nello stesso momento in cui egli onorò della porpora romana Pierre de Tarentaise, arcivescovo di Lione e san Bonaventura, ministro generale dell'Ordine francescano. Bertrand fu il primo arcivescovo di Arles ad essere promosso a tale dignità. Raynaldifil, secondo la testimonianza di Ptoléméc de Luc, pose questa nomina cardinalizia nel 1272, mentre Panvin et Ciaconius sostengono che essa ebbe luogo a Lione durante le feste per la Pentecoste dell'anno 1274
  6. ^ Société départementale d'archéologie et de statistique de la Drôme, Tome XX — Imprimerie Jules Céas et fils, Valence, 1886 – page 40 qui : «In quale anno morì Bertrand de St-Martin ? La necrologia non lo dice. Egli sottoscrisse il 23 marzo 1275 la bolla di privilegio accordato ai religiosi agostiniani di St Pierre, à Altenhohenawe, in Boemia. Saxi ci assicura che morì durante la vacanza della Sede apostolica che seguì il decesso di Giovanni XXI, cioè tra il 20 maggio ed il 25 novembre 1277. Questo dato, se esatto, confrontato con quello del Necrologio di de St-André-lès-Avignon, fisserebbe il decesso di Bertrand al 28 marzo 1277»

BibliografiaModifica

  • (FR) Joseph Hyacinthe Albanés, Gallia christiana novissima, p. 355.
  • (FR) Jean-Pierre Papon, Histoire générale de Provence, 1777, p. 311.

Collegamenti esterniModifica