Bestetti Edizioni d'Arte

Bestetti Edizioni
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StatoItalia Italia
Fondazione1906 a Milano
Fondata daEmilio Bestetti
Chiusura1987
Sede principaleMilano
Persone chiave
SettoreEditoria
ProdottiLibri d'arte, Litografie, libri, periodici
Slogan«Memoria e arte, valori per capire il futuro»

La Bestetti Editori è stata una casa editrice italiana, specializzata in arte.

StoriaModifica

Bestetti e TumminelliModifica

Fu fondata a Milano nel 1906[1] dall'editore milanese Emilio Bestetti e dall'editore siciliano Calogero Tumminelli, con la denominazione sociale di «Casa editrice d'arte Bestetti e Tumminelli», iniziando le pubblicazioni nel 1909.

Pubblicò diverse riviste, come Dedalo dal 1920, sotto la direzione di Ugo Ojetti, e Architettura e arti decorative dal 1921,[2] sotto la direzione dell'architetto Marcello Piacentini.

Nel 1924 la sede fu trasferita a Roma; nel 1926 si unirono ai Fratelli Treves. Nel 1931 Tumminelli si fuse con la Treves e la Treccani, costituendo la «S.A Treves-Treccani-Tuminelli».

Nel 1933 la società si sciolse definitivamente.[1]

 
Fronte e retro di una cartolina della Galleria d'arte moderna in Roma edita dalla Casa editrice d'arte Bestetti e Tumminelli raffigurante il dipinto L'erede di Teofilo Patini.

Nel parco della Villa Reale di Milano l'artista futurista Fortunato Depero, costruì un "Padiglione del libro" in forma di grande scultura tipografica per le edizioni Bestetti-Tuminelli e Treves ai fini di promuovere la lettura in Italia, e al suo interno venivano anche svolte gratuitamente lezioni di lettura e scrittura[3].

All'interno della casa editrice Bestetti, a Milano, si creò un salotto artistico e letterario, riservato solo a giovani artisti, scrittori e alle famiglie più importanti della città tra cui si ricorda la famiglia di Gabriele D'Annunzio, Giorgio de Chirico, Giovanni Gentile, i fratelli Ettore Bocconi e Ferdinando Bocconi, la famiglia Orlando, i Polli[senza fonte]. Nota anche per la Casa d'arte Bestetti, al cui interno vennero spesso realizzate per diversi anni anche mostre d'arte, di numerosi artisti tra cui Giorgio de Chirico.

Carlo Bestetti edizioniModifica

Nel 1933, dallo scioglimento della Edizione d'arte Bestetti e Tuminelli, Tuminelli costituì una nuova casa editrice tra Milano e Roma, la «Tumminelli editore», e riprese "L'Istituto Romano di Arti Grafiche", mentre la famiglia Bestetti decise di continuare ad occuparsi di arte con la Bestetti Edizioni d'arte, per divenire dal 1946 Carlo Bestetti Edizioni con il nipote Carlo Bestetti[4]. Dal 1938 al 1943 la casa editrice Tumminelli di Roma pubblicò la rivista fascista "La Difesa della Razza", diretta da Telesio Interlandi su diretto unvito di Benito Mussolini, che pubblicò nel suo numero 1 il Manifesto della Razza, e che diede pieno appoggio alle Leggi Razziali in Italia.

Giorgio De Chirico, amico della famiglia Bestetti, collaborò con la casa editrice Bestetti come illustratore di numerose opere. Tra gli illustratori della Bestetti Edizioni troviamo molti dei nomi più significativi della storia dell'arte italiana, tra cui Gregorio Sciltian, Renato Guttuso, Mario Sironi, Massimo Campigli, Carlo Carrà.[senza fonte]

Pubblicazioni d'ArteModifica

  • Bibbia di Borso d'Este, Adolfo Venturi, pubblicata insieme a Giovanni Treccani; con documenti e studio storico-artistico, 2 volumi, Milano, 1937.
  • I Cavalli, Carlo Bestetti edizioni d'arte, 1948, illustrata da Giorgio De Chirico
  • L'Apocalisse Evangelista, Carlo Bestetti edizioni d'arte, 1977, illustrata da Giorgio De Chirico
  • Hebdomeros, Carlo Bestetti edizioni d'arte, 1972, Roma, 24 disegni illustrati da Giorgio De Chirico
  • Giorgio de Chirico, Litografie, uniche a tiratura limitata: Cavalieri Antichi, Antichi Cavalli, Cavalli sulla sponda dell'egeo, Solitudine dell'uomo politico, Sei litografie, L'enigma del ritorno, La Partenza di Giasone,I guerrieri di ritorno da troia, Cavallo fuggente, Cavalli e rovine, Cavalieri antichi, Cavallo e castello, Cavallo a Villa Falconieri, Antichi cavalieri e Villa.

RivisteModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Editori a Milano (1900-1945). Repertorio, a cura di Patrizia Caccia, Milano, Franco Angeli, 2013, p. 71.
  2. ^ Fonte: Le riviste di architettura in Italia anni Venti-Trenta, I fascicolo, maggio-giugno 1921, documento formato PDF.
  3. ^ [1] Arte italiana, presenze 1900-1945, Palazzo Grassi, Bompiani, 1989, pgg. 70
  4. ^ [2] Bestétti, Emilio, Enciclopedia Treccani

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN150415308 · LCCN (ENno98095329 · GND (DE16318478-1 · NLA (EN44599336 · WorldCat Identities (ENviaf-40146284395315331593