Bibbia Poliglotta di Walton

Brian Walton
(Seymour, Yorkshire, 1600 - Londra, 1661)

«SS. Bibbia polyglotta complectens textus originales hebraicos cum Pentateuco samaritano, chaldaicos,graecos versionumque antiquarum samaritanae, chaldaicae, latinae vulgatae,aethiopicae, graecae Sept.. syriacae, arabicae, persicae, quicquid comparari poterat ex mss. antiquis undique conquisitis optimisque exemplaribus impressis summa fide collatis.»

(Brian Walton,[1])
Biblia Sacra Polyglotta, aedidit B. Walton, de Londinii: excudebat Thomas Roycroft, 1653-57
(Frontespizio della copia presente nella Biblioteca Scarabelli che proviene dal Convento dei Cappuccini di Caltanissetta)
Il frontespizio ha la forma di un arco trionfale,nel quale sono raffigurate otto scene bibliche, tra le quali nella lunetta superiore, il dono delle lingue nella Pentecoste; fu progettato da John Webb e inciso da Venceslao Hollar.[2]

La Bibbia Poliglotta di Walton o Bibbia Poliglotta Londinese, la più ricca fra le Bibbie poliglotte,[1] è stata stampata a Londra tra il 1654 e il 1657; il primo volume è apparso nel mese di settembre del 1654, il secondo nel mese di luglio del 1655, il terzo nel mese di luglio 1656, e gli ultimi tre nel 1657. L'impresa editoriale si concluse nel 1669 con la pubblicazione dei due volumi a corredo del "Lexicon Heptaglotton" di Edmund Castell.

Cenni storiciModifica

Questa Bibbia è una monumentale opera editoriale articolata in sei volumi in folio. Venne concepita e realizzata da Brian Walton (Seymour, Yorkshire, 1600 - Londra, 1661) un vescovo anglicano di Chester, nonché studioso orientalista.[3] Le lingue presenti nel testo, oltre al latino e al greco antico, sono l'arabo, il caldeo, l'ebraico, l'etiopico, il persiano, il samaritano e il siriaco. Il testo biblico è preceduto dai Prolegomena scritti dallo stesso Walton. Rispetto a testi simili antecedenti essa contiene il Libro Etiopico dei Salmi, il Cantico dei Cantici, il Nuovo Testamento arabo e i Vangeli in Persiano. L'intenzione del suo autore fu quella di creare una Bibbia che fosse la più completa e la meglio dotata di apparato critico in rapporto a qualsiasi altro precedente lavoro del genere. Essa è stata l'ultima Bibbia prodotta in più lingue.[3] Oltretutto Walton riuscì nella difficile impresa di ridurre i costi di produzione dell'opera, che risultarono meno proibitivi della Bibbia Parigina del 1645.[Nota 1][4] I più grandi studiosi e teologi del tempo aiutarono Walton in questa impresa per far sì che questa edizione diventasse la più importante mai prodotta, tra essi l'arcivescovo Ussher e Dean Fuller; i professori Wheelocke, Castell e Lightfoot di Cambridge, e i professori Pococke, Greaves e Sanderson di Oxford.[2]

È interessante, dal punto di vista filologico, il fatto che Walton abbia corredato la sua edizione di varianti tratte dal codice Alessandrino (poi noto come A).[5][6] Inoltre, il pentateuco giudeo-persiano, traslitterato da Thomas Hyde in caratteri arabi e tradotto in latino, è presente in questa versione per la prima volta;[7]. Costituisce poi un ulteriore elemento di pregio il fatto che l'opera rappresenti la seconda pubblicazione, dopo la Bibbia Poliglotta di Parigi (1629-1645), a riportare interamente i testi biblici.[8]

Tutti i testi presenti sono accompagnati da traduzioni latine, inoltre i testi, in numero di nove, sono giustapposti in senso orizzontale o verticale, su entrambe le due pagine. Normalmente i sei volumi sono accompagnati ai due volumi del "Lexicon Heptaglotton Hebraicum, Chaldaicum, Syriacum, Samaritanum, Aethiopicum, Arabicum, et Persicum" di Edmund Castell, che è apparso nel 1669 per la prima volta a completamento dell'opera editoriale iniziata dal Walton.[9] Questa edizione della Bibbia Poliglotta è stata pubblicata successivamente anche in diverse lingue da Elias Hutter (Norimberga 1599-1602), e da Christianus Reineccius (Lipsia 1713-1751).[10]

I due frontespizi delle due edizioni dei Prolegomini di B. Wolton

La stampa delle varie edizioni fu curata dall'editore Thomas Roycroft di Londra (Londini).[11]

L'impresa editoriale iniziò con il patrocinio di Cromwell, cui fu dapprima dedicata la produzione della prima edizione detta "repubblicana"; poi, dopo la restaurazione degli Stuart, fu edita la versione "lealista" con una nuova dedica in omaggio a Carlo II Stuart.[1] Questa edizione fu messa all'Index Librorum Prohibitorum dalla Sacra congregazione dell'Indice, su mandato del Sant'Uffizio il 29 novembre 1663.[11][12]

Una caratteristica nuova nella progettazione e commercializzazione di questa edizione della Bibbia consistette nel fatto che Walton, per la prima volta nella storia, usò il metodo "dell'associazione" (stampa per associazione).[13][14] Il meccanismo congegnato consisteva nel farsi anticipare delle somme dagli acquirenti prima della stampa dell'opera, in cambio dell'impegno a consegnare un esemplare della stessa entro un tempo determinato. La somma che il socio dell'associazione consegnava veniva detta azione e i soci chiamati azionisti. Ogni socio poteva acquisire più quote o azioni dell'associazione rappresentando di conseguenza più azionisti.[15]

Con questo sistema egli riuscì ad avere commissionati, prima di intraprendere la stampa, circa 800 esemplari dell'opera, che in origine costava 10 sterline[16] poi nel tempo il prezzo quintuplicò, passando a 50 sterline.[17]

EdizioniModifica

Esistono due edizioni dell'opera, che si differenziano nella prefazione del primo volume, cioè la "repubblicana" e la successiva, detta "lealista" . Alcuni esemplari contengono, in aggiunta alla prefazione "lealista", un'epistola dedicatoria dello stesso Walton al re Carlo II (in un bifolio segnato "A" posto dopo il frontespizio).[18]

Lexicon HeptaglottonModifica

 
Lexicon Heptaglotton Hebraicum, Chaldaicum, Syriacum, Samaritanum, Aethiopicum, Arabicum, et Persicum - Londra 1669)

Normalmente, una volta stampati, i sei volumi della Bibbia erano venduti insieme ai due del lessico "Eptaglotto" (dal greco επτά: sette, il greco e il latino non venivano conteggiate perché lingue correnti) di Edmund Castell. Proprio quest'ultimo, prima di intraprendere la stesura dell'Heptaglotton Lexicon, aveva aiutato Brian Walton nella preparazione della Bibbia poliglotta.

Il "Lexicon Heptaglotton Hebraicum, Chaldaicum, Syriacum, Samaritanum, Aethiopicum, Arabicum, et Persicum" di Castell è stato pubblicato nel 1669, a completamento dell'opera editoriale iniziata da Walton,[9][19] dallo stesso editore londinese della bibbia: Thomas Roycroft.[11]

La prima edizione era in un solo volume, mentre la prima edizione in due volumi fu pubblicata nel 1689. Vi furono anche delle edizioni limitate alle sole lingue siriaca ed ebraica: la prima fu pubblicata a Gottinga nel 1788 da J. D. Michaelis, mentre quella ebraica fu pubblicata da Trier nel 1790-1792.[20]

Edmund Castell (Tadlow, Cambridgeshire 1606 - Higham Gobion, Bedfordshire 1685), spesso citato nella forma italianizzata Edmundo Castelli,[21][22] fu professore e studioso di lingua araba all'Università di Cambridge sin dal 1666. La realizzazione di quest'impresa editoriale, portata a compimento in 18 anni di duro lavoro e con la collaborazione di 14 assistenti, comportò, per l'illustre studioso, sia la cecità, sia una spesa personale di 12.000 sterline, costringendolo alla rovina economica, tanto da farlo finire in carcere per bancarotta.[23] Della sua opera rimasero invendute 500 copie, che poi andarono distrutte in un incendio;[24] oggi una copia autentica può essere acquistata sul mercato antiquario ad una cifra di circa 3.200 dollari.[25]

RicercheModifica

Ricerche filologiche farebbero intendere che Giacomo Leopardi in alcune opere giovanili possa essersi ispirato alla Bibbia, proprio nella edizione poliglotta di Walton;[26][27] oltre ad aver imparato verosimilmente su essa e sul Lexicon di Castell il greco e l'ebraico.[28][29][30] La biblioteca di Casa Leopardi ne possiede una copia.

Va ricordato che la stessa Bibbia era messa all'indice dei libri proibiti e per la quale il giovane Giacomo ebbe una dispensa cardinalizia ad hoc per la sua lettura.[Nota 2][31]

Diversi studiosi attribuiscono alla lettura della Bibbia da parte del Leopardi molti legami ideologici e culturali in diverse sue opere, soprattutto nello Zibaldone e forse anche nella La Ginestra.[32][33]

 
Scheda catalografica d'epoca della Bibbia poliglotta di Walton conservata presso la Biblioteca Passerini-Landi
Due schede catalografiche relative al Lexicon Heptaglotton, conservate a Pisa e a Bologna


Immagini della Bibbia Poliglotta di WaltonModifica

NoteModifica

  1. ^ Il Dizionario della biografia nazionale o Dictionary of National Biography (DNB) è un lavoro standard di riferimento per le figure più importanti della storia britannica. È stato originariamente pubblicato in 63 volumi tra il 1885 e il 1900.
  2. ^ Ex audientia SS.mi die 13 aug. 1819:
    Renovatur Clerico Jacobo Leopardi licentia legendi libros prohibitos, exceptos tamen eos ex professo contra bonos mores»
    Cardinal Consalvi
  1. ^ a b c Walton in “Enciclopedia Italiana” – Treccani, Treccani.it.
  2. ^ a b (EN) Biblical Criticism Catalogue Number 73, su mhs.ox.ac.uk.
  3. ^ a b (EN) Catholic Encyclopedia: Polyglot Bibles, http://www.newadvent.org/.
  4. ^ (EN) Leslie Stephen, Dizionario della biografia nazionale, 1885-1900 , vol. 59 Wakeman - Watkins, Wikisource . Anziano Smith & Co., 1899, 269 (archiviato dall'url originale).
  5. ^ Codice Alessandrino, http://www.mb-soft.com/.
  6. ^ (EN) Bibbia Cultura e Didattica - Edizioni critiche, bicudi.net.
  7. ^ Mauro Perani, Materia giudaica. Rivista dell'Associazione italiana per lo studio del giudaismo (2010-2011), Casa Editrice Giuntina, pp. 484–, ISBN 978-88-8057-454-5. URL consultato il year=2012.
  8. ^ G. Bernardo de ROSSI, Introduzione alls Sacra Scrittura..., Stamperia Ducale, 1817, pp. 77–. URL consultato il 13 luglio 2013.
  9. ^ a b John Lightfoot e John Rogers Pitman, The whole works of the Rev. John Lightfoot: master of Catharine Hall, Cambridge, Printed by J. F. Dove, 1824, pp. 366–.
  10. ^ (EN) Bibbia Poliglotta Complutense (PDF), L'Enciclopedia Cattolica, Volume XII, 1911 da Robert Appleton Azienda online Edition 2003.
  11. ^ a b c OPAC Sebina OpenLibrary, Sebina OpenLibrary.
  12. ^ Alejandro Cifres, Daniel Ponziani, dev.dsmc.uniroma1.it (PDF)[collegamento interrotto].
  13. ^ Gianfrancesco Pivati, Nuovo dizionario scientifico e curioso sacro-profano, Milocco, 1750, pp. 477–. URL consultato il 13 luglio 2013.
  14. ^ Dizionario universale delle arti e delle scienze, che contiene la spiegazione de' termini, e la descrizione delle cose significate per essi, nelle arti liberali e meccaniche, e nelle scienze umane e divine: le figure, le spezie, le proprietà, le produzioni, le preparazioni ... Il tutto indirizzato a servire per un corso d'erudizione, e di dottrina antica e moderna ... Di Efraimo Chambers ... Traduzione esatta ed intiera dall'inglese. Tomo primo [-nono]: 8: [SIB-TYR]., 1749, pp. 91–. URL consultato il 13 luglio 2013.
  15. ^ Dizionario delle origini, invenzioni e scoperte nelle arti, nelle scienze, nella geografia, nel commercio, nell'agricoltura ..., Bonfanti, 1831, pp. 293–.
  16. ^ Sterlina, ilMarengo.com.
  17. ^ (EN) Leslie Stephen, Dizionario della biografia nazionale, 1885-1900, vol. 59 Wakeman - Watkins, Wikisource . Anziano Smith & Co., 1899, 270 (archiviato dall'url originale).
  18. ^ OPAC Polo BVE - Biblioteca nazionale centrale di Roma, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2013).
  19. ^ Englishmen, Lives of eminent and illustrious Englishmen, ed. by G. G. Cunningham, 1836, pp. 343–.
  20. ^ (EN) Lexicon Syriacum ex eius lexico heptaglotto seorsim typis describi : Castell, Edmund, 1606-1685 : Free Download & Streaming : Internet Archive, su archive.org.
  21. ^ Biblioteca universitaria di Pisa- Catalogo per autori e titoli - LEVI-LICETI - Lexicon heptaglotton Hebraicum, Chaldaricum, Syriacum, Samaritanum, Aethiopicum conjunctim et Persicum separatim ... Cui accessit brevis et harmonica ... - I cataloghi storici digitalizzati dell'ICCU, 2013 - Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche.
  22. ^ Thomas Spencer Baynes, The Encyclopaedia Britannica: a dictionary of arts, sciences, and general literature, C. Scribner's sons, 1833, pp. 193–. URL consultato il 14 luglio 2013.
  23. ^ (DA) 631 (Salmonsens konversationsleksikon / Anden Udgave / Bind IV: Bridge—Cikader), su runeberg.org.
  24. ^ Artaud de Montor, Encyclopédie des gens du monde: répertoire universel des sciences, des lettres et des arts; avec des notices sur les principales familles historiques et sur les personnages célèbres, morts et vivans, Treuttel et Würtz, 1835, pp. 78–. URL consultato il 22 luglio 2013.
  25. ^ (EN) Lexicon Heptaglotton - First Edition | Bauman Rare Books, Bauman Rare Books.
  26. ^ Loretta Marcon, La notte oscura dell'anima: Giobbe e Leopardi, Guida Editori, 2005, pp. 20–, ISBN 978-88-7188-970-2.
  27. ^ Loretta Marcon, Qohélet e Leopardi, Guida, 2007, ISBN 978-88-6042-364-1.
  28. ^ Giobbe e Leopardi | Il giardino di Giacomo Leopardi, su ilgiardinodigiacomo.wordpress.com, 19 aprile 2008.
  29. ^ --- Casa Leopardi --- La Biblioteca, http://www.giacomoleopardi.it/biblioteca.htm (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).
  30. ^ Giacomo Leopardi - Comune di Recanati, su comune.recanati.mc.it.
  31. ^ Giacomo Leopardi: autografi falsi e mancati onanisti, http://www.fregnani.it/.
  32. ^ P. Giuseppe Bortone s.j., Presenza biblica nella cultura e nella poesia leopardiana: ipotesi sulla sua religiosità, XIX Corso Biblico a cura di P. Giuseppe Bortone s.j..
  33. ^ Luciano Zappella, Il libro scomparso: Giacomo Leopardi e la Bibbia | Luciano Zappella - Academia.edu, academia.edu/, settembre-ottobre 2011.

BibliografiaModifica

Brian WaltonModifica

Edmund CastellModifica

Giacomo LeopardiModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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