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Biblioteche del mondo antico

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Le grandi biblioteche del mondo antico si diffusero come "contenitori" di opere letterarie soprattutto a partire dall'età ellenistica, con alcuni importanti precedenti.

AfricaModifica

AlgeriaModifica

 
Biblioteca di Timgad
  • Timgad (250 d.C.) (Moderna Algeria)
La biblioteca fu un regalo per il popolo romano e la provincia di Thamugadi o Timgad da parte di Giulio Quinziano Flavio Rogaziano nel terzo secolo[1]. Essa comprendeva una grandiosa sala ad arco che consisteva di una sala di lettura, un corridoio e una esedra per i lettori. La biblioteca era piuttosto ampia, di 81 piedi di lunghezza per 77 di larghezza; nicchie oblunghe lungo i muri contenevano cassette lignee, che custodivano i papiri. In aggiunta, ci sono testimonianze di capsae poste al centro, così come di spazi di lettura[2]. Non ci sono, comunque, dati sulla effettiva consistenza dei volumi contenuti, anche se è stato stimato che avrebbe contenuto almeno 300 rotoli papiracei.

EgittoModifica

Fondata da Tolomeo I, si tramanda che questa biblioteca contenesse 400000 rotoli e fu considerata il centro propulsore della cultura antica. Il Serapeo di Alessandria fungeva da estensione della Biblioteca. La data della sua distruzione è incerta, ma si stima che disponesse di una delle più grandi collezioni del mondo classico.[3] Fu la prima biblioteca nel contenente africano.[senza fonte]
Questa biblioteca era, in pratica, un'estensione del Tempio stesso. Le mura di questa camera erano piene di disegni e di nicchie che contenevano numerosi manoscritti papiracei e rotoli racchiusi in contenitori fatti di pelle[4]. Tali documenti registravano l'attività quotidiana del tempio, ma riportavano anche i progetti di costruzione e le direttive della decorazione delle mura[4].
La denominazione legata a Nag Hammadi è comunemente utilizzata per riferirsi a 13 codici che comprendono 50 testi gnostici[5].

AsiaModifica

AnatoliaModifica

  • Biblioteca di Antiochia (221 a.C.) (Moderna Antakya)
La Biblioteca fu commissariata sotto la guida, nel III secolo a.C., di Euforione di Calcide e sovvenzionata dal sovrano Antioco III il Grande[6]. Euforione fu capo bibliotecario e ricercatore[7]
I sovrani Attalidi costituirono la seconda più importante biblioteca ellenistica dopo Alessandria, fondata in rivalità con i Tolomei, specie dopo che essi smisero di esportare il papiro; in parte a causa della competizione, in parte per la penuria di materia prima, i Pergameni inventarono un sostituto da usare nei codici, detto pergamena dal nome della città. Essa era costituita da pelle bovina raffinata, un predecessore del vello e della carta. La biblioteca giunse a comprendere più di 200000 volumi: il successo di Pergamo dipese proprio dall'egemonia attalide, una dinastia di mecenati[8].
 
La facciata della Biblioteca di Celso
Essa faceva parte della triade di biblioteche nel Mediterraneo che, come detto, includeva le suddette biblioteche di Pergamo e di Alessandria. Tale biblioteca era, in realtà, un sepolcro ed un monumento dedicato alla memoria di Tiberio Giulio Celso Polemeano, da cui essa prende il nome[9]. 12000 volumi erano raccolti in questa biblioteca e depositati in molte capsae lungo le mura dell'ampia struttura.
La biblioteca era stata fondata da Costanzo II, che era il figlio del primo imperatore cristiano Costantino e che chiese che che i rotoli di papiro fossero copiati su pergamena per meglio conservarli. Tra l'altro, diversi documenti della Biblioteca di Alessandria furono traslati in questa biblioteca che, secondo alcune stime, aveva fondi per poco più di 100.000 volumi tra rotoli di papiro e codici rilegati in pergamena.[10][11]

SiriaModifica

IranModifica

IraqModifica

PalestinaModifica

Situata nell'attuale Israele, questa biblioteca era una grande biblioteca contenente testi cristiani. Grazie ad Origene di Alessandria ed al suo allievo Panfilo di Cesarea, la scuola di Cesarea conquistò il primato per la biblioteca ecclesiastica più ampia del tempo, con più di 30000 manoscritti: Gregorio di Nazianzo, Basilio il Grande, Girolamo ed altri vi si recarono per i loro studi.

Subcontinente indianoModifica

Vari centri di studio e università buddhiste dell'India antica tenevano biblioteche con manoscritti di foglie di palma e su altri supporti, su molteplici argomenti. Tra le più importanti:

  • Takshasila (in Pakistan) dal VI a.C. al V secolo a.C.. Importante centro universitario dove vennero scritti alcuni importanti testi in sanscrito, tra cui L'Arthaśāstra.[15] Venne distrutta nel V secolo d.C. dagli Unni, quando era già in decadenza.[16]
  • Nālandā (considerata più importante università buddhista dell'India antica e una delle prime università registrate dalla storia).[17] Nel 1193, l'Università di Nālandā fu saccheggiata dai musulmano turchi che avevano invaso la zona al comando di Bakhtiyar Khilji; questo evento viene considerato come una pietra miliare nel declino del Buddismo in India.

CinaModifica

Il catalogo della biblioteca è giunto sino a noi grazie al Libro degli Han, nella sezione Yiwenzhi, trattato di letteratura. Quando fu redatto l'inventario la biblioteca coteneva 596 opere divise in sei argomenti: testi sacri; filosofia; poesia; astrologia; medicina; strategie militari.
  • Gli archivi della dinastia Qin.[18]

EuropaModifica

GreciaModifica

La biblioteca dello Stagirita era di tipo privato e una delle prime di cui si abbia notizia nel mondo antico. In realtà, non se ne conosce l'estensione e la conformazione, anche se i resoconti antichi riportano che essa formò il nucleo della successiva Biblioteca di Alessandria[19]
La Biblioteca era un locale pubblico situato nella enclave di Kos, noto come un crocevia per ricercatori e filosofi[20]. Una registrazione di persone che, probabilmente, erano responsabili della manutenzione della biblioteca è riportata su una iscrizione nei pressi del monumento[20]
  • Biblioteca di Panteno (Atene) (II secolo d.C.)
 
Resti della facciata occidentale (metà settentrionale) con parte dell'ingresso della Biblioteca di Panteno
Dedicata sia ad Atena Archegetis che all'imperatore romano Adriano, da cui oggi prende nome, la biblioteca era situata nell'agorà di Atene[21]. Il fondatore e finanziatore di essa era Tito Flavio Panteno che, insieme ai suoi figli, la donò ai cittadini ateniesi[22]. Anche se non è nota la data precisa della dedica, si è ipotizzato che essa fosse costruita tra il 98 ed il 102 d.C.[22], forse iniziata dal padre dello stesso Panteno[22].
La pianta è alquanto distante dai canoni delle biblioteche di età imperiale: una spaziosa esedracon un cortiletto decorato da tre gallerie formava il nucleo[22], mentre un'iscrizione spiegava le regole della biblioteca, recitando “Non è permesso, in via di un giuramento preliminare, portare fuori libri. La biblioteca è aperta dalla prima alla sesta ora"[21].
La biblioteca sarebbe stata distrutta dall'invasione degli Eruli nel 267 d.C.[21]

ItaliaModifica

  • Biblioteche del Foro.
Erano più organismi fondati sotto Augusto nei pressi del Foro Romano, che contenevano testi greci e latini, ospitati in ali separate secondo l'uso del tempo. Esistevano biblioteche nel Porticus Octaviae accanto al Teatro di Marcello, nel tempio di Apollo Palatino e nel Foro di Traiano, presso la Biblioteca Ulpia.[11]
L'aristocrazia romana reputava la biblioteca come un segno di prestigio e molte di esse furono poi trasferite ai monasteri dell'epoca medievale.[11]
 
Pianta della Villa dei Papiri
Unica biblioteca sopravvissuta dall'antichità. La grande collezione privata in questa villa potrebbe essere appartenuta al suocero di Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone Cesonino. Sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., fu riscoperta nel in 1752. Da allora, sono stati scoperti circa 1800 rotoli carbonizzati. Usando, oggi, moderne tecniche come la scansione multispettrale, rotoli prima illeggibili o zone invisibili di rotoli già aperti si stanno decifrando. Comunque, è possibile che restino nuovi rotoli nelle zone inferiori, ancora non scavate, dell'amplissima villa[24]

NoteModifica

  1. ^ H. Blanck, Il libro nel mondo antico, Bari, Dedalo, 2008, pp. 287 ss.
  2. ^ H. Blanck, Il libro nel mondo antico, Bari, Dedalo, 2008, p. 289.
  3. ^ Polastron, Lucien X.: Books On Fire: the tumultuous story of the world's great libraries 2007, pp. 10-23, Thames & Hudson, Londra.
  4. ^ a b http://www.historyofinformation.com/expanded.php?id=3626
  5. ^ Cfr. http://www.mangla.it/main/qumran_naghammadi.php.
  6. ^ https://libaniusredux.blogspot.com/2013/05/lost-sources-besides-pausanias.html
  7. ^ http://www.eduscapes.com/history/ancient/200bce.htm
  8. ^ H. Blanck, Il libro nel mondo antico, Bari, Dedalo, 2008, pp. 200 ss.
  9. ^ F. S. Kleiner, A History of Roman art, Boston, Wadsworth, 2010, p. 253.
  10. ^ L. Canfora, La biblioteca scomparsa, Palermo, Sellerio, 2009, pp. 200 ss.
  11. ^ a b c Lionell Casson, Libraries in the Ancient World, Yale University Press (2001), passim e s.v. ISBN 978-0300097214; consultato anche in trad. ital., Biblioteche del mondo antico, Sylvestre Bonnard (2003). ISBN 978-8886842563
  12. ^ Polastron, Lucien X.: Books On Fire: the Tumultuous Story of the World's Great Libraries 2007, p. 3, Thames & Hudson, Londra
  13. ^ Vedi anche Menant, Joachim: "La bibliothèque du palais de Ninive" 1880, p. 33, Parigi: E. Leroux, "Quels sont maintenant ces Livres qui étaient recueillis et consérves avec tant de soin par les rois d'Assyrie dans ce précieux dépôt ? Nous y trouvons des livres sur l'histoire, la religion, les sciences naturelles, les mathématiques, l'astronomie, la grammaire, les lois et les coutumes; ...(Ma quali sono questi libri che sono stati raccolti e conservati con tanta cura dai re d'Assiria in questo prezioso deposito? Troviamo libri di storia, religione, scienze naturali, matematica, astronomia, grammatica, leggi e costumi)".
  14. ^ ""Il re aveva asserto di essere in grado di leggere lo scritto cuneiforme e il suo desiderio di conservare in un unico luogo tutte le opere importanti del mondo della letteratura e della scienza fu quindi chiamato meravigliosamente visionario. Alcune delle opere raccolte da Assurbanipal erano già antiche di 1000 anni all'epoca. Inclusi nella biblioteca del re erano frammenti di una copia del poema epico della Creazione (VII secolo a.C.), come anche parti dell'Epopea di Gilgamesh (VII secolo a.C.), considerata l'opera più importante della letteratura mesopotamica. Nei secoli XIX e XX, più di 20.000 tavolette cuneiformi furono rinvenute dal British Museum." Artwork From Ancient Assyrian Palaces on Exhibit, in Assyrian International News Agency. URL consultato il 7 giugno 2012.
  15. ^ Olivelle, pp. 31-38
  16. ^ Marshall, p.86
  17. ^ "Really Old School," Garten, Jeffrey E. New York Times, 9 December 2006.
  18. ^ Murray, S. (2009). The library: an illustrated history. New York, NY: Skyhorse Pub. p. 49.
  19. ^ http://hist.science.online.fr/greece/storia/La%20biblioteca%20scomparsa.pdf.
  20. ^ a b http://www.eduscapes.com/history/ancient/100.htm
  21. ^ a b c http://www.agathe.gr/guide/library_of_pantainos.html
  22. ^ a b c d https://desertfathers.blogspot.com/2012/07/athens-greecelibrary-of-pantainos.html
  23. ^ Plinio il Vecchio, XXXV 10.
  24. ^ Cfr. S. Adamo Muscettola, La villa dei papiri ad Ercolano, Napoli, Soprintendenza Archeologica per le province di Napoli e di Caserta, 2000.

BibliografiaModifica