Big Fish - Le storie di una vita incredibile

film del 2003 diretto da Tim Burton
Big Fish - Le storie di una vita incredibile
Big Fish 002.JPG
Titolo originaleBig Fish
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2003
Durata125 min
RapportoWidescreen
Generefantastico, drammatico, avventura
RegiaTim Burton
SceneggiaturaJohn August (dall'omonimo romanzo di Daniel Wallace)
ProduttoreRichard D. Zanuck, Bruce Cohen, Dan Jinks
Produttore esecutivoArne Schmidt
Casa di produzioneColumbia Pictures, Jinks/Cohen Company, The Zanuck Company, Tim Burton Productions
Distribuzione in italianoColumbia Tristar Films Italia
FotografiaPhilippe Rousselot
MontaggioChris Lebenzon
Effetti specialiSony Pictures Imageworks
MusicheDanny Elfman
ScenografiaDennis Gassner
CostumiColleen Atwood
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Big Fish - Le storie di una vita incredibile (Big Fish) è un film del 2003 diretto da Tim Burton, tratto dall'omonimo romanzo di Daniel Wallace.

TramaModifica

Alla festa di nozze di Will Bloom, suo padre Edward ricorda il giorno in cui Will nacque, sostenendo di aver catturato un enorme pesce gatto usando la sua fede nuziale come esca. Will, avendo ascoltato queste storie per tutta la vita, crede che siano bugie, litiga con suo padre e di fatto interrompe i rapporti con lui. Tre anni dopo, Edward è colpito dal cancro, così Will e la sua moglie Joséphine, incinta, tornano nella città di Ashton nell'Alabama, per trascorrere del tempo con l'uomo. Durante il viaggio in aereo, Will ricorda una storia dell'incontro d'infanzia di Edward con una strega, che gli mostra come sarebbe morto nel suo occhio di vetro.

Edward, nonostante la malattia, continua a raccontare la storia della sua vita a Will e Joséphine. Sostiene di essere stato costretto a letto per tre anni a causa della sua rapida crescita. Quindi è diventato uno sportivo di fama locale prima di essere guidato dall'ambizione di lasciare la città natale. Si avvia nel mondo con un gigante frainteso, Karl, che stava terrorizzando la città mangiando bestiame proveniente dalle fattorie circostanti. Edward e Karl trovano un bivio e percorrono strade separate. Edward segue un percorso attraverso una palude e scopre la città segreta di Spectre; i locali allegri affermano che era atteso, sebbene sia arrivato con largo anticipo. Lì fa amicizia con il poeta Ashton Norther Winslow e la figlia del sindaco Jenny. Il posto per certi versi sembra letteralmente paradisiaco. Tuttavia Edward lascia Spectre, non disposto a sistemarsi ma promettendo a Jenny che tornerà.

Edward e Karl si riuniscono e visitano il Calloway Circus, dove Edward si innamora di una bellissima giovane donna. Karl ed Edward trovano lavoro nel circo, dove il direttore del circo Amos Calloway stringe un accordo con Edward: quest'ultimo lavorerà gratis, e Amos come compenso gli rivelerà un dettaglio sulla donna alla fine di ogni mese. Tre anni dopo, Edward scopre che Amos è segretamente un lupo mannaro e viene attaccato, ma evita che per salvargli la vita sparino con un proiettile d'argento al direttore trasformato inducendolo a giocare a riporto con un legnetto fino a quando, al mattino, non torna umano. Amos, persuaso del carisma e del valore di Edward, rivela il nome della donna, Sandra Templeton, e che frequenta la Auburn University.

Edward va ad Auburn e si presenta a Sandra e si dichiara; ella gli rivela che è fidanzata con il coetaneo e compaesano di Edward, Don, da sempre invidioso dei suoi successi, e che per questo lo conosceva già di fama. Ugualmente la corteggia per molti giorni, arrivando persino a piantare milioni di narcisi, il suo fiore preferito, fuori dalla sua camera da letto di dormitorio. Sopraggiunge Don, che picchia brutalmente Edward, spingendo Sandra a rompere il loro fidanzamento e sposare l'altro spasimante; il giorno stesso, Don muore presto per un attacco di cuore come aveva profetizzato la strega.

Poco dopo, Edward viene arruolato nell'esercito e inviato a combattere nella guerra di Corea. Paracadutato nel mezzo di uno spettacolo militare nordcoreano, ruba documenti importanti e convince le gemelle siamesi Ping e Jing ad aiutarlo a tornare a casa in cambio di un lavoro che le renda famose -presso il circo di Amos-. Al suo ritorno a casa, Edward diventa un commesso viaggiatore e incrocia i percorsi con Winslow. Aiuta inconsapevolmente Winslow a rapinare una banca in via di fallimento senza più soldi in cassaforte e in seguito lo ispira a lavorare a Wall Street. Il poeta diventa un ricco broker e ripaga Edward con una grande somma di denaro, usata per ottenere la casa dei suoi sogni.

Nel presente, Will indaga sulla verità dietro le storie di suo padre e viaggia verso Spectre. Incontra una Jenny anziana, che spiega che Edward ha salvato la città dalla bancarotta acquistandola in un'asta e ricostruita con l'aiuto dei suoi amici di Calloway Circus. Will intuisce che Jenny avrebbe voluto avere una relazione con suo padre che si spingesse oltre l'amicizia, ma mentre lei amava Edward, questo era rimasto fedele a Sandra.

Will torna a casa e scopre che Edward ha avuto un infarto, perciò decide di restare con lui all'ospedale. Edward si sveglia ma, incapace di parlare molto, chiede a Will di raccontare come finisce la sua vita. Anche se in difficoltà, Will immagina e racconta a suo padre di un'audace fuga dall'ospedale al fiume vicino, dove tutti quelli che Edward ha conosciuto in passato, arricchendolo di incredibili esperienze, sono lì per salutarlo. Will conduce Edward sino al fiume, dove si trasforma nel pesce gatto gigante e nuota via. Edward muore soddisfatto sapendo che Will finalmente capisce il suo amore per la narrazione, e al funerale, il figlio e la nuora sono sorpresi quando tutte le persone delle storie di Edward arrivano alla commemorazione, sebbene ognuna appaia in una versione leggermente meno fantastica di quella descritta. Will, comprendendo finalmente l'amore di suo padre per la vita, trasmette le storie di Edward a suo figlio.

ProduzioneModifica

In seguito alla morte del padre, lo sceneggiatore John August, dopo aver letto il manoscritto di Big Fish, persuase la Columbia Pictures a procurarsi i diritti sul libro.[1] Steven Spielberg si propose per la regia nell'agosto del 2000,[2] ed ebbe da August la scrittura di due abbozzi del lavoro, con in mente la recitazione di Jack Nicholson nel ruolo di Edward Bloom. August lavorò duramente per rendere il libro episodico in una storia coesiva, decidendo di avere in essa più narratori, e così scrisse un terzo abbozzo dopo che Spielberg iniziò a distrarsi per la produzione di altri progetti. I produttori Dan Jinks e Bruce Cohen discussero inizialmente il progetto con Stephen Daldry,[3] prima di inviare il terzo abbozzo a Tim Burton, che si propose nell'aprile del 2002 per la regia.[4]

Burton non era mai stato particolarmente legato ai propri genitori, ma la morte di suo padre nell'ottobre del 2000 e quella della madre nel marzo del 2002 lo afflissero molto. In seguito alla produzione di Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie, volle tornare alla realizzazione di film meno impegnativi. Burton gradì il copione, considerandolo la prima storia veramente unica offertagli dopo Beetlejuice - Spiritello porcello. Burton trovò piacevole anche la combinazione nella storia della drammatizzazione emozionale con i racconti esagerati narrati, che gli permettevano di raccontare a sua volta storie di ogni genere. Burton si incontrò con Jack Nicholson e insieme, brevemente, discussero sull'utilizzo delle tecniche computerizzate che potessero rendere l'attore più giovane. Dopo aver tralasciato l'idea, Burton iniziò il difficile processo di casting di due attori per uno stesso personaggio, cosa che fece slittare le riprese dall'ottobre del 2002 al gennaio 2003.[5]

Ewan McGregor e Albert Finney furono ingaggiati nei rispettivi ruoli del giovane e del vecchio Edward Bloom il 1º agosto 2002.[6] La combinazione fu suggerita dai produttori Jinks e Cohen che erano al lavoro con McGregor in Abbasso l'amore, e Burton acconsentì, notando la somiglianza recitativa con Johnny Depp, abituale interprete dei film di Burton. Poi, vedendo la performance di Finney in Tom Jones, Burton trovò quest'ultimo simile a McGregor, e per coincidenza trovò un articolo della rivista People a confermarlo.[7] Lo stesso valse per il ruolo di Sandra, dato a Alison Lohman, che fu scelta in soli due minuti di audizione. La maggior parte del cast fu definita in novembre.[8]

Le riprese di Big Fish iniziarono il 13 gennaio 2003 e terminarono agli inizi di maggio. La produzione fu basata a Wetumpka, Alabama. Tutte le scene con la recitazione di Albert Finney nel ruolo del vecchio Edward Bloom furono filmate per prime a causa della difficoltà emotiva che richiedeva la parte. McGregor fu sul set dall'inizio e osservò la recitazione dell'attore. Dopodiché, le riprese proseguirono più lievemente, più piacevolmente vedendo il lavoro di Burton e McGregor un ambiente più gioviale e più vario nelle storie raccontate. La maggior parte del film fu improvvisato, come la scena della nascita di Edward o la scena esilarante di Edward Bloom in Corea. Le riprese avvennero tutte in Alabama eccezion fatta per una settimana di lavoro a Parigi.

Burton preferì utilizzare effetti speciali pratici anziché l'animazione computerizzata. Furono usate la prospettiva forzata per le scene con Karl il Gigante, e i gradienti di colori, impiegati per la prima volta dal regista, per rendere i toni del film più fantastici.[9]

La colonna sonora di Big Fish fu composta dal collaboratore abituale di Burton, Danny Elfman. Anche il cantante dei Pearl Jam Eddie Vedder contribuì con la canzone intitolata Man of the Hour, composta dopo la visione del film. Importante è stato anche l'inserimento di Let's Work Together dei Canned Heat.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Mark Salisbury, Tim Burton, Big Fish, in Burton on Burton, Faber and Faber, 2006, pp. 203-22, ISBN 0-571-22926-3.
  2. ^ Brian Linder, Spielberg Reels in Big Fish, IGN, 10 agosto 2000. URL consultato il 5 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2009).
  3. ^ Josh Tyrangiel, Big Fish in His Own Pond, Time, 24 novembre 2003. URL consultato il 21 aprile 2007.
  4. ^ Steven Awalt, ‘Big Fish’ dead on the hook for Spielberg, SpielbergFilms, 30 aprile 2002. URL consultato il 5 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2008).
  5. ^ Greg Dean Schmitz, Big Fish - Greg's Preview, Yahoo!. URL consultato il 6 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2006).
  6. ^ Stax, Two Big Fish Caught, IGN, 1º agosto 2002. URL consultato il 6 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2009).
  7. ^ Fred Topel, Tim Burton Reels in Big Fish, IGN, 9 dicembre 2003. URL consultato il 6 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2007).
  8. ^ Stax, More Big Fish, IGN, 15 ottobre 2002. URL consultato il 6 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2007).
  9. ^ Bill Desowitz, Burton Applies Light CG Touch to Big Fish, VFXWorld, 10 dicembre 2003. URL consultato il 19 agosto 2007.

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Collegamenti esterniModifica

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