Blachernitissa

è uno dei temi iconografici dell'arte bizantina

La Blachernitissa (o Blacherniotissa, detta Platytera, o Madre di Dio del segno) è uno dei temi iconografici dell'arte bizantina maggiormente replicati. Rappresenta Maria in atteggiamento di orante e con l'immagine del bambino Gesù racchiusa in un clipeo posto all'altezza del suo ventre; prende il nome dalla basilica delle Blacherne a Costantinopoli ed è ispirata all'immagine del mosaico che ne decorava l'abside.

Icona slava del XIII secolo conservata nella galleria Tret'jakov
L'icona proveniente dalla cattedrale della Dormizione

StoriaModifica

La basilica delle Blacherne fu fondata dall'imperatrice Pulcheria nell'omonimo quartiere di Costantinopoli e dedicata a Maria. Leone I eresse accanto all'edificio una cappella a pianta centrale, la Santa Soros, per custodirvi la reliquia del maphorion (ovvero il manto) della Vergine: Leone I fece decorare a mosaico la zona absidale della cappella con la scena della famiglia imperiale nell'atto di offrire a Maria il modello dell'edificio.

Questa immagine di Maria, detta Blachernitissa, divenne presto molto popolare soprattutto in quanto strettamente legata a una delle più importanti reliquie della Vergine.

L'immagine originale è andata persa, ma è nota attraverso numerose riproduzioni: Maria è rappresentata stante, in posizione rigidamente frontale, in atteggiamento da orante (con le braccia sollevate in gesto di preghiera) e con l'immagine del busto del bambino Gesù in un clipeo posto all'altezza del ventre.

Tale iconografia della Madonna fa esplicito riferimento al dogma dell'incarnazione del Verbo e si diffuse anche in Occidente attraverso icone risalenti, per lo più, al XII secolo.

Il busto di Maria orante secondo il tipo della Blachernitissa venne raffigurato anche su monete bizantine e tale immagine venne imitata anche su un follaro coniato a Salerno da Roberto il Guiscardo e su uno coniato a Messina da Ruggero II.

La basilica delle Blacherne possedeva anche altre immagini della Vergine (una Deesis, un'Odigitria), dette anch'esse Blachernitissa: secondo la tradizione l'icona dell'Odigitria, dopo la caduta di Costantinopoli, fu portata nella cattedrale della Dormizione nel cremlino di Mosca e sarebbe conservata nella galleria Tret'jakov in Russia.

BibliografiaModifica

  • Jan van Laarhoven, Storia dell'arte cristiana, Edizioni Bruno Mondadori, Milano 1999.

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