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Black or White

singolo di Michael Jackson del 1991
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo film del 2014, vedi Black or White (film).
Black or White
Michael Jackson Black or White.jpg
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaMichael Jackson
Tipo albumSingolo
Pubblicazione11 novembre 1991
Durata3:22
(single edit)
4:15
(album version)
Album di provenienzaDangerous
GenereHard rock
Dance rock
Rap rock
EtichettaEpic Records
ProduttoreMichael Jackson
Registrazione1990
Certificazioni
Dischi d'argentoFrancia Francia[1]
(vendite: 125 000+)
Regno Unito Regno Unito[2]
(vendite: 350 000+)
Dischi d'oroGermania Germania[3]
(vendite: 50 000+)
Italia Italia[2]
(vendite: 25 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia (2)[4]
(vendite: 140 000+)
Canada Canada[2]
(vendite: 50 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (2)[5]
(vendite: 2 000 000+)
Michael Jackson - cronologia
Singolo precedente
(1989)
Singolo successivo
(1992)

Black or White è una canzone scritta, composta e interpretata dal cantante statunitense Michael Jackson, pubblicata l'11 novembre 1991 ed estratta come primo singolo dal suo ottavo album in studio Dangerous.

Il singolo raggiunse la 1ª posizione in oltre 20 paesi e nella Billboard Hot 100, dove rimase per 7 settimane consecutive. È uno dei singoli più venduti di Jackson e ha ricevuto 2 dischi di platino dalla RIAA per vendite superiori ai 2 milioni di unità negli Stati Uniti.[6]

Musicalmente la canzone è un mix di hard rock, dance e rap.[7] Il videoclip del brano, per la regia di John Landis, che aveva già diretto per Jackson il video di Thriller, è certificato nel Guinness dei primati come il video con i più alti indici di ascolto nella storia della TV mondiale raggiungendo gli oltre 500 milioni di telespettatori il giorno della sua messa in onda.[8][9]

Il testo della canzone denuncia il problema del razzismo, come anche alcune scene del videoclip ufficiale, i cui ultimi 4 minuti vennero censurati.[10][11]

Il brano è stato nominato ai Grammy Awards del 1993 nella categoria miglior interpretazione vocale maschile, che non vinse[12], ma alla stessa edizione dei Grammy Jackson venne premiato col Grammy Legend Award.[13][14] Nel 1993 il videoclip del brano vinse il premio come Best Music Video agli NAACP Image Awards.[15]

Indice

DescrizioneModifica

ComposizioneModifica

Musicalmente Black or White è un mix di hard rock, dance e rap, ma è fondamentalmente una canzone hard rock simile a Beat It.[7] Scritto dallo stesso Michael Jackson, è prodotto da lui e da Bill Bottrell, a cui venne affidata anche la scrittura dell'intro e della parte rappata. Bottrell scelse una chitarra Gibson LG2 del 1940 per il riff che suonò lui stesso mentre per anni si credette che fosse stato Slash, il chitarrista dei Guns N' Roses, a suonarlo, quando lui stesso ha dichiarato che la sua presenza nel pezzo è solo nell'intro nella parte iniziale[10][16] durante la discussione tra padre (interpretato dallo stesso Bottrell) e figlio (l'attore Andres McKenzie[17]).

Il rapModifica

Fu la prima canzone di Michael Jackson, pubblicata come singolo, a contenere al suo interno un intero verso rap, se non si calcola la poesia in stile Edgar Allan Poe letta da Vincent Price in Thriller e da molti definita erroneamente "rap".[18] Come dichiarato dal co-autore del pezzo, Bill Bottrell, l'idea del rap nacque perché la canzone aveva un grosso buco nel mezzo: dopo i primi giorni di lavoro su di essa, avevano il nucleo della canzone, i versi, il coro, che Michael cantava molto presto nel pezzo, ma tutto quello che rimaneva era una grande sezione centrale.[19]

L'idea del rap è saltata in testa a Bottrell una mattina mentre era a casa, col testo ispirato dai temi che Jackson aveva trattato nelle sue parti della canzone. Bottrell registrò una versione del rap che intendeva usare come riempitivo temporaneo e la fece ascoltare a Jackson che l'ha subito adorata. Il piano iniziale di Bottrell era quello di avere un rapper reale per registrare la sua parte, e suggerì a Jackson di usare LL Cool J o Heavy D, che erano entrambi in studio lavorando su altri brani per l'album. Jackson, tuttavia, ha insistito sul fatto che usassero la registrazione di Bottrell, qualcosa con cui il produttore non era del tutto a suo agio:[19]

«Sono un cantautore e un produttore discografico, non sono un rapper. Il fatto che io sia bianco e che ho fatto quel tipo di rap parla del contenuto della canzone, quindi nella sua mente tutte queste cose si sono combinate.»

(Bill Bottrell, Vice.com)

Alla fine, Bottrell fu d'accordo ma, ancora non del tutto a suo agio, decise che voleva usare uno pseudonimo. Scelse lo pseudonimo "L.T.B." come riferimento alla serie TV Leave It to Beaver (in Italia Il carissimo Billy)[19]:

«È un bambino bianco di periferia, mi sto prendendo gioco di me stesso»

(Bill Bottrell, Vice.com)

Dopo che la canzone ha venduto milioni di copie e trascorso sette settimane in cima alle classifiche statunitensi, il manager di Bottrell ha iniziato a ricevere chiamate che chiedevano al fantomatico L.T.B. di realizzare un album completo.[19]

IspirazioniModifica

Nel 2003 durante il documentario Living with Michael Jackson, Jackson disse di aver scritto il brano ispirandosi seduto sopra un ramo del suo "Giving Tree", un albero del Neverland Ranch da sopra il quale Jackson traeva ispirazione; anche altre canzoni come Heal the World e Childhood sarebbero state composte ispirandosi da sopra quest'albero.[20]

PromozioneModifica

Jackson interpretò il pezzo per la prima volta dal vivo il 27 novembre del 1991 al MTV 10th Anniversary Special, un concerto speciale per i 10 anni del canale musicale MTV, esibendosi con al fianco Slash alla chitarra[21], e in altre performance speciali in TV come in un medley all'halftime del Superbowl XXVII nel 1993[22] e agli MTV Video Music Awards 1995.[23] La canzone fu interpretata dal vivo in tutti i concerti del Dangerous World Tour nel 1992/'93 e dell'HIStory World Tour nel 1996/'97. Nel 1999 la eseguì invece in un medley, identico a quello degli MTV Awards 1995, nei due concerti Michael Jackson & Friends, mentre nel 2001 venne anche cantata nello speciale concerto per i 30 anni di carriera da solista di Michael Jackson tenutosi al Madison Square Garden a New York. Nel 2002, al concerto A Night at the Apollo, fu l'ultima volta che Jackson eseguì la canzone davanti ad un pubblico dal vivo in una serata speciale all'Apollo Theater dove sul palco lo raggiunse Dave Navarro, al posto di Slash, per l'assolo di chitarra.[24][25] Jackson provò anche il pezzo per la serie di concerti This Is It del 2009 che alla fine non ebbero mai luogo a causa della sua morte improvvisa avvenuta il 25 giugno 2009. Le immagini delle prove pubblicate in seguito nel film Michael Jackson's This Is It, rappresentano l'ultima volta che Jackson ha interpretato questo pezzo su un palcoscenico.

Il successoModifica

Black or White fu il singolo trainante dell'album Dangerous. Dopo poco tempo dalla sua pubblicazione il singolo vendette oltre 1 milione di copie, ricevendo la certificazione di platino negli Stati Uniti. Inoltre raggiunse la prima posizione in una ventina di nazioni tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia, Australia, Norvegia, Svizzera, Belgio, Canada, Irlanda, Spagna, Svizzera e Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti rimase al vertice per 7 settimane consecutive, in Italia per 8 settimane e nella classifica europea per 10 settimane. Il singolo risulta il più venduto nell'inverno 1991 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania. L'anno seguente è stata inoltre la canzone straniera più venduta in Italia. Nel 1992, il singolo fu ripubblicato in una versione remixata, chiamata Black or White Clivillés & Cole Remixes affiancata al video originale. La versione remixata del brano raggiunse l'11ª posizione nel Regno Unito, e la 14ª posizione in Irlanda. Nel 1992 venne premiato con un premio speciale Billboard Award, per essere il singolo più venduto al mondo in quell'anno, assieme all'album Dangerous, che risultava invece essere l'album più venduto.[26] Il brano è stato nominato ai Grammy Awards del 1993 nella categoria miglior interpretazione vocale maschile, che però non si è aggiudicato.[12] Nel 2006 il singolo è stato ripubblicato e inserito nella raccolta Visionary: The Video Singles; malgrado fossero passati ben 15 anni dalla sua prima pubblicazione, riuscì a raggiungere la posizione n.2 in Spagna e la n.18 nel Regno Unito. Nel 2009, dopo la morte di Michael Jackson, i suoi album e singoli hanno incrementato esponenzialmente le vendite e di conseguenza anche Black or White è rientrato nelle classifiche di tutto il mondo.[27] Nel 2018 la RIAA ha certificato il singolo due volte disco di platino per vendite superiori alle 2 milioni di unità nei soli Stati Uniti.[6] Ad oggi rimane uno dei singoli più famosi e di maggior successo commerciale di Jackson, con vendite superiori ai 5 milioni di copie.[19]

Il videoModifica

Per la direzione del video, Michael Jackson si affidò ancora una volta al regista di Hollywood, John Landis, stesso regista del video di Thriller nel 1983. Nel video appare evidente l'intento di predicare uguaglianza tra le etnie e unificare i popoli.[10] Il video fu mandato in onda da tutte le reti musicali per la prima volta il 14 novembre del 1991 in collaborazione con 58 stati nel mondo e registrò il record di audience di oltre 500.000.000 di telespettatori certificato dal Guinness dei primati come il "video con il maggior numero di telespettatori di sempre".[9] Quando uscì, il video fu il più costoso della storia, con un costo di 4 milioni di dollari, battendo il record precedente appartenente al video Bad dello stesso Jackson. La rivista Rolling Stone ha classificato il videoclip di Black or White alla 52ª posizione nella classifica dei 100 migliori video di sempre, mentre VH1 lo ha inserito al 38º posto della sua classifica. Nel 1993 vinse il premio come Best Music Video agli NAACP Image Awards.[15]

TramaModifica

Il video ha inizio in un'anonima cittadina americana in un quartiere bianco di periferia, dove da un'abitazione si sentono i riff di chitarra che prorompono dallo stereo di un giovane fan di Jackson (interpretato da Macaulay Culkin) che deve fronteggiarsi con il padre (interpretato da George Wendt) sdegnato da quel baccano. Come nell'intro originale della canzone, il padre chiede al figlio di abbassare la musica e, dopo il rifiuto di questi, irrompe nella stanza sgridandolo per poi sbattere la porta dietro di sé facendo cadere un poster incorniciato di Jackson (ritratto in una posa durante l'esibizione di Beat It in una delle tappe del Bad World Tour) infrangendone il vetro. Il figlio, sceso di sotto dove il padre sta guardando una partita di football americano e la madre leggendo una rivista scandalistica, trova modo di rispondergli collegando la propria chitarra elettrica ad un gigantesco amplificatore che mette al massimo volume. Al primo accordo eseguito, il padre, seduto su una poltrona, vola letteralmente fuori dal soffitto e, dopo essere passato davanti alla Luna in una citazione del film E.T., piomba in un deserto africano, circondato dai leoni. Qui vede Michael Jackson che comincia a ballare insieme a dei ballerini vestiti come degli Zulu, mentre canta le prime strofe della canzone. Nelle sequenze successive si avvicendano danzatrici indonesiane, indiani d'America in una sorta di scenario western, le danze dei cosacchi, e un'odalisca. La prima parte del video si conclude con Jackson che canta da in cima alla torcia della Statua della Libertà, circondato da altri monumenti storici, mentre subito dopo una serie di persone di tutte le razze cantano le ultime strofe della canzone mentre mutano da una razza all'altra in maniera omogenea.[10]

Alla fine del video si può vedere una pantera nera camminare nello studio, il felino scende delle scale e, una volta in strada, si trasforma in Michael Jackson. Dopo aver recuperato il suo famoso cappello fedora, Jackson inizia a danzare da solo in una strada notturna deserta senza musica accompagnato solo dai suoi beat box e dal ritmo dei suoi mocassini. In una sequenza successiva, distrugge una macchina e delle vetrate su cui, in una versione del 1993 del video, sono anche presenti simboli e scritte razziste. Dopodiché si lancia in una lunga piroetta per poi atterrare sulle ginocchia sopra ad una pozzanghera e, con degli schizzi di acqua, distrugge un'insegna luminosa, per poi trasformarsi di nuovo in una pantera.

La chiusura del video, sempre nella versione del 1993, è affidata ad un cameo dei personaggi de I Simpson, Homer e Bart, dove, riprendendo l'intro originale del video, il padre chiede al figlio di "spegnere quella cosa", riferito al video di Jackson in TV, al rifiuto di Bart, Homer gli strappa il telecomando di mano e spegne la TV, al che, con sullo sfondo un primo piano di Jackson, appare la scritta Prejudice Is Ignorance (Pregiudizio vuol dire Ignoranza) che compendia il significato radicale del testo e del video e che si riferisce anche alle critiche scaturite in seguito da queste ultime scene.[10]

Gli effetti specialiModifica

Nel video, tra i vari effetti speciali, venne usata anche l'innovativa, per l'epoca, tecnica del morphing, per esempio nella parte finale dove i diversi personaggi (tra cui Tyra Banks) a "mezzobusto" rievocano la frase "is black, is white" e anche nella trasformazione finale di Jackson in una pantera nera e viceversa. Prima di allora questo effetto si era potuto vedere solo al cinema in film come Terminator 2 ed era la prima volta che un effetto del genere veniva utilizzato per un videoclip.[10]

ControversieModifica

Il video ha riscontrato degli iniziali pareri positivi ma,[28] gli ultimi 4 minuti, furono oggetto di censura. L'atteggiamento assunto da Jackson negli ultimi minuti del video fu giudicato dalla critica come un'istigazione alla violenza e alla devastazione.[29] Conseguentemente i critici hanno sferzato il video insinuando la presenza di un esplicito "atteggiamento sessuale", critica che discende dal fatto che il cantante in quegli ultimi 4 minuti fa scivolare le dita sul basso ventre. Secondo alcuni questa può sembrare una censura scaturita da un eccessivo puritanismo attribuibile alla mentalità negli Stati Uniti dell'epoca. Sebbene non vi siano elementi che lo attestino, se si pondera sul significato del video e della canzone, la scelta della pantera nera appare come un riferimento all'organizzazione rivoluzionaria afroamericana Pantere Nere.

Per compenetrare le reali motivazioni che hanno indotto la censura però è necessario contestualizzare il videoclip nella sua realtà storica. Nella cronaca dei primissimi anni novanta si può osservare, soprattutto a Los Angeles, un affluire di rivolte ad opera dei neri che vedevano violati i propri diritti civili da parte degli agenti locali.[30][31][32] Accrescevano infatti, gli episodi di abuso di potere e di violenza della polizia inequivocabilmente legati al razzismo.[33][34][35] Gli ultimi 4 minuti del video di Black or White vengono accusati proprio di aver generato una di queste rivolte, quantunque la causa della rivolta in questione fosse più probabilmente da attribuire alla polizia che aveva sparato a un nero senza una valida motivazione.[36] Tuttavia, il video, nel clima del periodo, poteva realmente incoraggiare gli oppressi a ribellarsi ai soprusi subiti dalle autorità e sapendo quanto esiziali siano le rivolte per il governo, in quanto ne minano la reputazione, la credibilità e l'autorità, l'immediata censura era inevitabile.

Per questo motivo, nella versione uscita in Home Video nella VHS Dangerous - The Short Films nel 1993, vennero aggiunte in post-produzione le scritte razziste sui vetri che Jackson infrange, che prima non erano presenti nella versione mandata in onda in tutto il mondo nel 1991.[10]

ParodieModifica

I Genesis parodiarono l'intermezzo finale della pantera nera nel video di I Can't Dance, in cui Phil Collins, all'epoca amico di Jackson[26], imita il ballo di Michael con alcuni segmenti di suoni provenienti proprio dal video originale.[37]

Gli Alien Ant Farm nel 2001 parodiarono alcune scene del video di Black or White nel loro video della cover della canzone di Jackson, Smooth Criminal, come la scena in cui il cantante principale sale sopra ad un automobile facendone esplodere i finestrini.[38]

TracceModifica

Edizione originale (1991)Modifica

Versioni vinile 7" e CDModifica

  1. Black or White (single version) – 3:22
  2. Black or White (instrumental) – 3:22

Versione CD maxiModifica

  1. Black or White (single version) – 3:22
  2. Black or White (instrumental) – 3:22
  3. Smooth Criminal – 4:16

"The Clivillés & Cole Remixes"Modifica

  1. Black or White (The Clivillés & Cole House/Club Mix) - 7:36
  2. Black or White (The Clivillés & Cole House/Dub Mix) - 6:34
  3. Black or White (The Underground Club Mix) - 7:29
  4. Black or White (The Clivillés & Cole House with Guitar Radio Mix) - 3:53
  5. Black or White (Tribal Beats) - 3:38

Versione vinile 12"Modifica

  1. Black or White (The Clivilles & Cole House/Club Mix) – 7:36
  2. Black or White (The Clivilles & Cole House/Dub Mix) – 6:34
  3. Black or White (The Clivillés & Cole House with Guitar Radio Mix) – 3:53
  4. Black or White (single version) – 3:22
  5. Black or White (instrumental) – 3:22
  6. Black or White (Tribal Beats) – 3:38

The Visionary Single (2006)Modifica

Lato CD
  1. Black or White (single version) – 3:22
  2. Black or White (The Clivillés & Cole House with Guitar Radio Mix) – 3:50
Lato DVD
  1. Black or White (videoclip) - 11:00

Versioni ufficialiModifica

  • Black or White (album version) – 4:15
  • Black or White (single version) – 3:22
  • Black or White (instrumental) – 3:22
  • Black or White (The Clivillés & Cole House/Club Mix) - 7:36
  • Black or White (The Clivillés & Cole House/Dub Mix) – 6:34
  • Black or White (The Underground Club Mix) - 7:29
  • Black or White (The Clivillés & Cole House with Guitar Radio Mix) – 3:50
  • Black or White (Tribal Beats) - 3:38
  • Black or White (videoclip, original version) - 11:00 (versione originale video come mostrata in TV nel 1991, senza i graffiti sull'automobile, porte e vetrine nella parte finale del videoclip. Questa versione è inclusa nel DVD Video Greatest Hits - HIStory e nel triplo DVD Michael Jackson's Vision)
  • Black or White (videoclip, graffiti version) - 11:00 (versione con i graffiti aggiunti digitalmente su automobile, porta e vetrina nella parte finale del videoclip - inclusa solo in Dangerous - The Short Films)
  • Black or White (videoclip, short version) - 6:23 (versione senza il segmento finale, trasmessa da molte TV dell'epoca a causa del minutaggio della versione originale e inclusa nella raccolta DVD Number Ones)

ClassificheModifica

Classifica (1991) Posizione
massima
Australia 1
Brasile 1
Belgio 1
Canada 1
Francia 1
Irlanda 1
Italia 1
Nuova Zelanda 1
Norvegia 1
Regno Unito 1
Singapore 1
Spagna 1
Stati Uniti 1
Svezia 1
Svizzera 1[39]
Austria 1
Germania 1
Danimarca 1
Paesi Bassi 1
Classifica (2006) Posizione
massima
Australia 56
Italia 15
Spagna 2
Official Singles Chart 18
Classifica (2009) Posizione
massima
Austria 17
Danimarca 22
Italia 5
Nuova Zelanda 16[40]
Norvegia 18[41]
Svizzera 7[39]
Official Singles Chart 25[42]

NoteModifica

  1. ^ (FR) Les Ventes & Les Certifications, InfoDisc. URL consultato il 21 aprile 2012.
  2. ^ a b c nvpi.nl
  3. ^ musikindustrie.de (Retrieved January 12, 2009)
  4. ^ (EN) ARIA Accreditations (1987-2010), ARIA Charts. URL consultato il 7 marzo 2008.
  5. ^ (EN) Michael Jackson’s Catalogue Garners Major New Gold & Platinum Awards, su riaa.com.
  6. ^ a b (EN) Michael Jackson’s Catalogue Garners Major New Gold & Platinum Awards, su RIAA, 23 agosto 2018.
  7. ^ a b (ES) Jeans, Peligroso regreso, Michael Jackson: Un mito indescifrable, in Jeans, 1993, p. 7. «En 'Black or White'...el resultado es una mezcla de hard rock, dance y rap».
  8. ^ (EN) Mike Smallcombe, 'Black or White' 25 years on: The story behind the song, video and THAT premiere, su makingmichael.co.uk, 14 novembre 2016.
  9. ^ a b Guinness World Records 2015, Mondadori, 16 settembre 2014, ISBN 978-8804644903.
  10. ^ a b c d e f g Joseph Vogel, Man in the Music: The Creative Life and Work of Michael Jackson, 2011, pp. 158-162, ISBN 978-1402779381.
  11. ^ (EN) David Browne, Michael Jackson's Black or White, in EW.com, 25 giugno 2009.
  12. ^ a b Rock On The Net: 35th Annual Grammy Awards - 1993, su www.rockonthenet.com.
  13. ^ (EN) Michael Jackson, in GRAMMY.com, 22 maggio 2018.
  14. ^ (EN) Watch Michael Jackson become a GRAMMY legend, in GRAMMY.com, 22 giugno 2017.
  15. ^ a b Gema Rico, MICHAEL JACKSON - NAACP MUSIC AWARDS 1993, 8 luglio 2012.
  16. ^ (EN) ROBIN MURRAY, Slash On Michael Jackson Track 'Black Or White' not him, he claims, in Clash Magazine, 12 marzo 2010.
  17. ^ (EN) Black or White, in Dangerous (album booklet), 1991, p. 13.
  18. ^ Linnea Crowther, NO MERE MORTAL: VINCENT PRICE AND MICHAEL JACKSON’S THRILLER, su legacy.com, 2011.
  19. ^ a b c d e (EN) Jamie Lee Curtis Taete, Meet the Mystery Man Who Rapped on Michael Jackson's 'Black or White', in Vice, 5 maggio 2015.
  20. ^ Julie Shaw, Living with Michael Jackson: A Tonight Special, 6 febbraio 2003.
  21. ^ Michael Jackson At The 10th Anniversary of MTV in 1991, in Michael Jackson Official Site, 27 novembre 2017.
  22. ^ (EN) Steve Knopper, Flashback: Michael Jackson Reclaims His Pop Throne at 1993 Super Bowl, in Rolling Stone, 31 gennaio 2018.
  23. ^ VMA 1995 - MTV Video Music Awards - MTV, su MTV.
  24. ^ The day Dave Navarro played with MJ, su medium.com, 26 agosto 2018.
  25. ^ (FR) Remember: A Night At The Apollo - 24 avril 2002, in On Michael Jackson's footsteps, 24 aprile 2013.
  26. ^ a b AlexyzJacksonHD, Michael Jackson - Billboard Awards Speech 1992 HD.
  27. ^ (EN) Ben Sisario, In Death as in Life, Michael Jackson Sets Music Sales Records, in The New York Times, 1º luglio 2009.
  28. ^ 4
  29. ^ 5
  30. ^ 6
  31. ^ 7
  32. ^ 8
  33. ^ 9
  34. ^ 10
  35. ^ 11
  36. ^ 12
  37. ^ GenesisVEVO, Genesis - I Can't Dance (Official Music Video).
  38. ^ AlienAntFarmVEVO, Alien Ant Farm - Smooth Criminal, 7 ottobre 2009.
  39. ^ a b Swiss Singles Chart Archives, su hitparade.ch. URL consultato il 18 luglio 2009.
  40. ^ name="RIANZ Music Chart"
  41. ^ VG-Lista Topp 20[collegamento interrotto], Vakthavende Journalist (VG), 2009. URL consultato il 7 luglio 2009.
  42. ^ UK Singles Chart, The Official UK Charts Company, 11 luglio 2009. URL consultato l'11 luglio 2009.

Collegamenti esterniModifica