Blue Monday (New Order)

canzone dei New Order del 1983
Blue Monday
singolo discografico
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Copertina del vinile a dodici pollici FAC 73[1]
ArtistaNew Order
Pubblicazione7 marzo 1983[2]
Durata7:29 (versione originale)
4:09 (versione ridotta)
Album di provenienzaPower, Corruption & Lies
GenereSynth pop[3]
Alternative dance[2]
Hi-NRG[5]
EtichettaFactory - FAC 73[4]
Tonpress – S-534[4]
ProduttoreNew Order[4]
Registrazione1982, presso i Britannia Row Studios[6]
Formati7", 12"[4]
NoteLato B:
The Beach (12")
Thieves Like Us (7")
Certificazioni
Dischi d'oroCanada Canada[7]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platinoRegno Unito Regno Unito[8]
(vendite: 600 000+)
New Order - cronologia
Singolo precedente
(1982)
Singolo successivo
(1983)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[9]
Blue Monday '88
singolo discografico
Blue Monday 88.jpg
ArtistaNew Order
Pubblicazione25 aprile 1988[10]
Durata4:07 (7")
7:10 (12")
GenereAlternative dance[2]
EtichettaFactoryFAC 73R[10]
ProduttoreNew Order, Quincy Jones[10]
Formati7", 10", 12", MC, CD[10][11]
NoteLato B:
Beach Buggy
Certificazioni
Dischi d'oroNuova Zelanda Nuova Zelanda[12]
(vendite: 10 000+)
New Order - cronologia
Singolo precedente
(1987)
Singolo successivo
(1988)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[13]
Blue Monday-95
singolo discografico
BlueMonday 95 Blauer.jpg
ArtistaNew Order
Pubblicazioneluglio 1995[14]
Durata8:35
Album di provenienzaThe Rest of New Order
GenereAcid house[15]
Techno[15]
Synth pop[15]
EtichettaLondon
850241.1, NUOX 7[14]
ProduttoreNew Order
Formati12", MC, CD[14]
New Order - cronologia
Singolo precedente
(1995)
Singolo successivo
(1997)

Blue Monday è un singolo del gruppo musicale britannico New Order, pubblicato dalla Factory Records il 7 marzo 1983, in parallelo all'uscita del secondo album in studio Power, Corruption & Lies.[4] Composto dai membri Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris e Bernard Sumner[2], fu successivamente remixato e ridistribuito nel 1988 (sempre dalla Factory[10]) e nel 1995 (dalla London Records[14]), rispettivamente come Blue Monday '88 e Blue Monday-95.

Destò una certa curiosità la speciale confezione per la prima edizione in vinile 12", con The Beach (un ri-arrangiamento strumentale della canzone[16]) sul lato B, progettata dai grafici Peter Saville e Brett Wickens in modo tale da ricordare un floppy disk 5¼", con un codice crittografato formato da file di quadratini colorati sul lato destro, che nasconde la tracklist e i nomi del gruppo e dell'etichetta discografica.[16][17]

Al suo debutto sul mercato il pezzo ottenne un grande riscontro commerciale, entrando nelle prime dieci posizioni delle classifiche di vendita di molti Paesi in tutto il mondo e diventando il singolo a dodici pollici più venduto di sempre;[18] soltanto nel Regno Unito, considerando anche le ripubblicazioni del 1988 e del 1995, si contano 1,16 milioni di copie vendute (delle quali 700.000 nel 1983).[19] Sulla scia di questo trionfo, fu incluso in alcune edizioni su CD e musicassetta del coevo Power, Corruption & Lies.[20]

Fu acclamato dalla critica e inserito in molte classifiche delle canzoni più belle degli anni ottanta e della storia della musica;[18][21][22][23][24] in più nel corso del tempo divenne un vero e proprio «classico» da discoteca, nonché un'opera seminale per la musica elettronica tutta,[25] ispirando diversi artisti della scena sia indipendente sia mainstream.[2][16][26][27] Numerose furono le cover, anche varie negli stili, che vennero realizzate negli anni: alcune, come quelle degli Orgy, dei Flunk e degli 808 State, si rivelarono dei successi.

ProduzioneModifica

I New Order dichiararono di aver scritto Blue Monday spinti dalla delusione data dal fatto che il pubblico dei loro concerti non avesse mai chiesto un bis.[28] Dapprincipio infatti esso era stato concepito come un semplice pattern ritmico che avrebbe concesso loro di ritornare sul palco, ri-accendere i sintetizzatori e lasciare che la gente ballasse; tuttavia ben presto si evolse in un progetto più complesso che li convinse a trasformarlo in un vero e proprio singolo discografico. Curiosamente, durante le esibizioni dal vivo, nonostante tutto il successo che ottenne, continuò ad essere eseguito soltanto come bis.[29] Alcuni elementi percussivi e melodici vennero prelevati da una precedente composizione (e indicata come una demo[16]), Video 5 8 6, del 1982, che si sarebbe poi evoluta nella canzone 5 8 6, pubblicata come quarta traccia in Power, Corruption & Lies.[28]

Secondo Bernard Sumner, quattro pezzi influenzarono lui e gli altri membri in fase di scrittura: Dirty Talk (1982) del gruppo italo disco Klein + M.B.O. per l'arrangiamento; il classico della disco music You Make Me Feel (Mighty Real) (1978) del cantante Hi-NRG Sylvester per la linea di basso con le ottave (il cui riff fu «rubato» da Peter Hook dal tema musicale di Ennio Morricone del film di Sergio Leone del 1965 Per qualche dollaro in più[30][31]); Our Love (1979) di Donna Summer per il ritmo e Uranium dei Kraftwerk (dall'album Radio-Activity, del 1975) per il coro sintetizzato, che venne pure campionato ed inserito nell'introduzione e nel finale.[21][27][32][33]

Prima di prender parte alle sessioni di registrazione, il gruppo decise di realizzare delle demo elaborate tramite computer con i codici binari, per poter prendere dimestichezza con i nuovi programmi MIDI dei loro strumenti.[34] Per questo motivo, il pezzo fu considerato un «classico del synth pop»[35][36] e il definitivo passaggio dei New Order dal genere post-punk a quello dell'alternative dance.[37] Fu citato inoltre come uno degli esempi di stile hi-NRG applicato alla club music.[5]

Struttura musicaleModifica

La canzone è aperta dal noto battito marcato in semicroma della batteria, programmato per una drum machine Oberheim DMX,[16][38] al quale, dopo quattro battute, si aggancia in assolvenza la melodia principale eseguita da un sequencer. Secondo alcune interviste per il documentario NewOrderStory, questa fu in realtà eseguita totalmente fuori sincrono con il ritmo, in quanto Gillian Gilbert si era dimenticata di inserire una nota nel programma dello strumento; tuttavia, questo venne reputato dalla band un felice incidente che contribuì al fascino del brano.[21][39]

Rispettivamente, una drum machine Oberheim DMX e un Moog Source

La sezione centrale è invece caratterizzata da una palpitante linea di basso sintetizzato, suonata da un Moog Source e sovrapposta al basso elettrico di Peter Hook grazie ad un sequencer Powertran costruito da Sumner,[40] il quale canta un testo composto da una sola coppia di strofe, di sedici e quindici versi rispettivamente[41] (con l'ultima inframmezzata da una parte strumentale) senza ritornello (e, in questo senso, Blue Monday è da considerarsi una hit atipica[42]). Stefano Aicardi di Ondarock, riguardo alla composizione, scrisse che:[16]

«Il contrappunto tra i violenti beat dal tono più plastico e grave e il colpo di frusta dei rullanti, il basso galoppante di Hook e le atmosfere gregoriane del Minimoog creano un tono epico, che il canto glaciale, quasi parlato, di Sumner, invece di distruggere, rende ancora più solenne; Gillian Gilbert interviene nel finale creando lo spettro di una melodia e lasciando che il brano si dissolva nel nulla, prima di riprendere nella sua versione strumentale (il B-side "The Beach", che di fatto rende il brano lungo oltre 15 minuti).»

TestoModifica

Il testo di Blue Monday, scritto da Sumner, fu oggetto, data la sua cripticità, di numerose e diverse interpretazioni: ad esempio, il sito Songfacts indicò che potrebbe essere semi-autobiografico e trattare della dipendenza da droghe di cui soffriva il chitarrista,[43] mentre Gabriele Antonucci della rivista Panorama lo considerò incentrato sul controllo e l'abuso all'interno di una relazione conflittuale.[44]

D'altronde il titolo non compare mai nei versi (come di consueto per le produzioni della band[43]) e per questo circolò la leggenda, smentita dagli stessi New Order, che questo si riferisse al lunedì del 14 giugno 1982, quando l'Argentina si arrese all'Inghilterra nel conflitto per il controllo delle Isole Falkland.[16][44] In realtà fu preso da un'illustrazione all'interno del romanzo del 1973 di Kurt Vonnegut La colazione dei campioni, ovvero Addio triste lunedì (Breakfast of Champions, or goodbye blue monday), che Stephen Morris stava leggendo durante il periodo di scrittura del pezzo. In essa c'era scritto "Goodbye Blue Monday" in riferimento all'invenzione della lavatrice come risoluzione di tutti i problemi delle casalinghe.[43] Lo stesso Hook tuttavia, durante un'intervista del The Guardian pubblicata il 24 febbraio 2006, invece disse che:[31]

(EN)

«They're not about Ian Curtis; we wanted it to be vague. I was reading about Fats Domino. He had a song called Blue Monday and it was a Monday and we were all miserable so I thought, "Oh that's quite apt."»

(IT)

«Non si tratta di Ian Curtis; volevamo che fosse vago. Stavo leggendo di Fats Domino. Aveva una canzone intitolata Blue Monday ed era un lunedì ed eravamo tutti infelici quindi ho pensato, "Oh, è abbastanza azzeccato".»

Per quanto riguarda la lirica, affermò:

(EN)

«I don't think there is a great deal to tell behind the lyrics if I am going to be brutally honest! It was just one of those things where Barney just went for it and the rest was history.»

(IT)

«Non penso che ci siano grandi cose da dire sul testo, se posso essere brutalmente onesto! Era solo una di quelle cose che Barney si limitava a fare ed il resto era storia.»

(Peter Hook[45])

CopertinaModifica

Peter Saville venne incaricato di realizzare la copertina dalla Factory. Egli inizialmente aveva pensato ad una porzione di affresco rinascimentale, con l'intenzione di infondere nell'estetica dell'etichetta discografica la grandezza del Rinascimento italiano, ispirato dalla miniserie televisiva della BBC del 1981 I Borgia.[46] Poi però, visitando la sala prove dei New Order, rimase colpito dai sintetizzatori che il gruppo utilizzava per registrare i pezzi e così cambiò idea.[46]

Stephen Morris raccontò a tal proposito: «Mi ricordo che Peter entrò in sala e rimase quasi ipnotizzato, quando vide il nostro nuovo campionatore. Si trattava di un Emulator sampler, che utilizzava dei floppy disk da quattro pollici, sui quali registravamo le linee guida della canzone. Peter prese in mano un floppy e mi chiese subito se poteva avere uno di quegli affascinanti oggetti. Ecco com'è nata la copertina di Blue Monday[46] Saville aggiunse: «Salii in macchina e tornai verso Londra. Mi sembrava di essere in una situazione paradossale, sul posto del passeggero c'era questo floppy che mi aveva colpito per la sua forma ed il suo design, mentre l'autoradio mi stordiva con le note dance di Blue Monday. Arrivai alla fine della M1 proprio quando la canzone terminò la sua furiosa corsa, rimasi quasi inebetito, i New Order avevano decisamente cambiato tiro ed io avevo sul sedile il simbolo di questo cambiamento. Dovevo vestire Blue Monday come se fosse stato un grande floppy disk.»[46]

 
Dei floppy disk da 8, 5¼ (quello utilizzato come modello da Saville e Wickens) e da 3½ pollici

Perciò il progetto finale della copertina, completato assieme al collaboratore Brett Wickens,[6] risultò essere una riproduzione di un floppy disk 5¼", sulla quale non vennero scritti né il nome del gruppo né il titolo in maniera esplicita[47]), in quanto Saville aveva deciso di inserire, sul dorso della confezione, un codice costituito da quadratini colorati, i quali, adeguatamente decifrati attraverso una legenda stampata sul retro dell'album Power, Corruption & Lies, riportavano la dicitura: «FAC 73 BLUE MONDAY AND THE BEACH NEW ORDER».[17] La Peter Saville Associates, come riportato in una fattura dattiloscritta del 14 luglio 1983, chiese alla Factory Records per la progettazione 538,20 £.[48] L'autore commentò:[49]

(EN)

«The floppy disc informs the design and the colour coding was from my interest in aesthetics determined by machines. It reflected the hieroglyphic visual language of the machine world.»

(IT)

«Il floppy disc dà forma al design e il codice a colori era il mio interesse [principale] per quanto riguarda l'estetica determinata dalle macchine. Riflette il linguaggio visivo geroglifico del mondo della macchina.»

Queste dei New Order furono due delle quattro pubblicazioni della Factory ad avere una tale tipologia di rompicapo in copertina e vennero seguite da Confusion, il singolo successivo,[50] e From the Hip, album del 1984 del complesso post-punk inglese Section 25 prodotto da Sumner.[51]

Le prime stampe del vinile dodici pollici erano fustellate con un interno argentato,[17] ma il loro costo era talmente elevato che per l'etichetta ogni copia rappresentava una perdita di denaro. Nel libro Factory Records: The Complete Graphic Album[52] Matthew Robertson scrisse infatti che «per l'uso della fustellatura e di colori specifici, il costo di produzione di questa copertina era così alto che ogni singolo venduto fu una perdita.» Il fondatore della Factory Tony Wilson affermò di aver perso cinque pence a singolo «grazie al nostro strano sistema di contabilità»; Saville disse che «nessuno si aspettava che Blue Monday diventasse una hit e quindi nessuno si aspettava che il costo fosse un problema.»[53] Inoltre in Shadowplayers: The Rise and Fall of Factory Records aggiunse: «Sono così annoiato da questa storia. Noi non sapevamo nemmeno quante di queste copertine costose siano state fatte.»[54] Robertson riportò che «le ristampe successive ebbero dei piccoli cambiamenti per ridurre i costi».[N 1][53]

PubblicazioneModifica

 
Tony Wilson (qui nel 1990), co-fondatore della Factory Records, che utilizzò gli introiti generati con la vendita di Blue Monday per aprire il club The Haçienda[55]

Blue Monday fu distribuita nel 1983 in vinile dodici pollici dalla Factory Records e nel primo anno di pubblicazione riuscì ad entrare per ben due volte, in periodi differenti, nella Official Singles Chart: al suo debutto raggiunse infatti la dodicesima posizione, ma poi, coadiuvata anche dal successo dell'album allora in uscita, Power, Corruption & Lies, riuscì a toccare anche la nona.[56]

Il 31 marzo di quell'anno, i New Order fecero un'apparizione al Top of the Pops (assieme a The Style Council, Mari Wilson, U2, Kajagoogoo, Tracey Ullman e Duran Duran), per promuovere ulteriormente la canzone.[57] E contro la tradizione del programma, la suonarono dal vivo, sotto loro insistenza, in quanto reputavano sciocco mandarla in playback; purtroppo però ebbero dei problemi tecnici e così il risultato non fu fedele alla registrazione originale. Stephen Morris, a tal proposito, disse che «Blue Monday non è mai stato un brano facile da suonare, ma tutto è andato per il verso sbagliato. I sintetizzatori erano malandati. Sembrava orribile».[58] Nel 1985, con il successivo Thieves Like Us, il singolo fu ufficialmente pubblicata in Polonia su vinile a sette pollici e in una confezione differente, a cura della Tonpress e sotto la licenza della Factory, e riuscì a vendere 50 000 copie e a posizionarsi al quinto posto della classifica di fine anno.[59]

Nel 1988 Quincy Jones convinse i New Order a firmare un contratto con la sua casa discografica Qwest Records e supervisionò (assieme a John Potoker) il remix del loro singolo, che uscì lo stesso anno come Blue Monday '88 (con sul lato B lo strumentale Beach Buggy),[43] ottenendo un successo ancor più grande della versione originale e toccando la terza posizione nelle classifiche britanniche, la quarta in quelle australiane e addirittura la prima nella Top Dance statunitense[60] ed in Nuova Zelanda.[61] È sulla scia di questa rinnovata popolarità che fu lanciato sul mercato, nel 1995, Blue Monday-95, un nuovo mix realizzato dal duo musicale tedesco Hardfloor, che ebbe discreta fama, entrando nella Top 20 inglese e in altre Top 100 europee.[56][62][63][64][65]

VenditeModifica

Con i suoi sette minuti e mezzo di durata, Blue Monday è uno dei singoli più lunghi che siano riusciti a scalare la Official Singles Chart e, con 3 200 000 copie acquistate, è di fatto il brano pubblicato sul vinile a dodici pollici più venduto di tutti i tempi.[2][16][18][32] A dispetto di ciò, non gli fu mai assegnato, se non in retrospettiva, un disco d'oro o di platino in quanto la Factory Records, essendo un'etichetta totalmente indipendente, non era iscritta all'associazione British Phonographic Industry.[66] Secondo la Official Charts Company, vendette 1 160 000 copie solo in Inghilterra, divenendo il sessantanovesimo singolo maggiormente venduto nel Regno Unito.[67] I suoi proventi vennero destinati all’apertura del celebre The Haçienda, locale di punta di Manchester e dal quale sarebbero usciti tutti quei gruppi che avrebbero formato la cosiddetta scena musicale del «Madchester».[55]

Video musicaleModifica

 
Fay Ray in una scena del videoclip di Blue Monday '88

Un primo videoclip di una versione più corta di Blue Monday fu realizzato nel 1983. Si tratta di un collage di filmati militari dai colori solarizzati, di animazioni create al computer di forme geometriche come quadrati (uguali a quelli presenti nella copertina) e rette, di registrazioni digitalizzate a bassa risoluzione e framerate di esecuzioni dal vivo del gruppo e di brevi segmenti di gameplay del videogioco Zaxxon (per Apple II).[68] Durante la puntata del 4 aprile 2016 del programma televisivo della ABC Rage fu invece mostrato un altro video, in cui si vedeva la performance dei New Order in playback al Top of the Pops della BBC.[69]

Anche per Blue Monday '88 fu realizzato un video promozionale, pubblicato nel DVD dell'antologia Substance, che mostra alcuni sketch del fotografo William Wegman e del suo cane Weimaraner Fay Ray alternati ad animazioni fatte a mano di Robert Breer e ad alcune scene in cui i membri della band compiono alcune azioni, come camminare su una trave di legno sopra un pavimento dipinto di blu, giocare con delle maglie metalliche e con dei folioscopi o osservare una sfera che ruota attorno a loro come un satellite.[70]

Accoglienza e influenza culturaleModifica

Agli NME Awards del 1983, Blue Monday vinse il premio per il miglior singolo, mentre i New Order quello per il miglior gruppo.[71] Il pezzo fu poi acclamato dalla critica musicale: per il programma radiofonico Sold on Song della BBC Radio 2 «è ampiamente considerato come un legame cruciale tra la discoteca anni settanta e il boom dance/house che venne fuori alla fine degli anni ottanta.»[66] Infatti, sebbene il synth pop fosse uno degli stili più forti della musica popolare della Gran Bretagna, il singolo, con l'incoraggiamento del manager della band Rob Gretton, venne realizzato guardando alla scena club/house di New York ed al lavoro di produttori come Arthur Baker (che avrebbe inoltre collaborato con il gruppo per il successivo Confusion).[66] Il critico musicale Lorenzo Salzano, del webzine Ondarock, indicò la canzone come «uno dei primi brani elettronici a registrare un enorme successo di pubblico e un vero caposaldo dei dancefloor degli ultimi vent'anni, capostipite del synth-pop che spopolerà negli anni Ottanta ma anche della futura electro.»[72]

 
In Italia, i giornalisti e critici Ezio Guaitamacchi e Luca Sofri (in foto) hanno inserito Blue Monday nelle loro classifiche musicali Mille canzoni che ci hanno cambiato la vita (2009)[73] e Playlist: 2978 canzoni di cui non potete fare a meno (2008)[74]

Il giornalista Matthew Horton della rivista NME scrisse, in un articolo commemorativo del 14 marzo 2013 in occasione del trentesimo anniversario della pubblicazione della canzone, che: «Blue Monday ha impostato i parametri e i suoi discendenti diretti di Manchester hanno riempito lo spazio, accogliendo i battiti sequenziati nel proprio repertorio e diventando sexy. Sexy come gli Happy Mondays non potrebbero mai essere, questo è. Diffondendosi più lontano, gli artisti crossover Primal Scream, The Prodigy, LCD Soundsystem e The Chemical Brothers beneficiano tutti della fusione visionaria di Blue Monday mentre i suoi viticci continuano ad espandersi attraverso il panorama pop.»[26]

Il pezzo fu inserito nel 2010 nel libro 1001 Songs You Must Hear Before You Die: And 10,001 You Must Download (e nell'edizione aggiornata del 2015[75]), curato da Robert Dimery[76] e in molte classifiche dei migliori brani del decennio e di sempre, redatte da riviste specializzate: per esempio Pitchfork nel 2015 lo collocò al quarto posto della sua lista dei duecento migliori singoli del decennio,[77] Rumore al duecentoquarantunesimo della sua Rumore 300 (del 2017),[78] Uncut rispettivamente al diciannovesimo e al trentatreesimo di The 100 Greatest Singles Of The Post-Punk Era (del 2001)[79] e 100 rock and movie icons (del 2005),[80] Mojo invece lo mise sia tra le più belle pubblicazioni dell'epoca (nel 2007)[81] sia tra i cento più grandi singoli di sempre (nel 1997),[82] o ancora NME lo incluse in ben cinque sue classifiche (40 Records That Captured the Moment 1952-91, del 1992,[83] The Top 100 Singles of All Time, del 2002, dove occupa la ventesima posizione,[84] The 100 Best Songs of NME's Lifetime, del 2012, in cui si trova alla quinta,[84] The 100 Best Songs of the 1980s, sempre del 2012, dove tocca la prima,[84] e The 500 Greatest Songs of All Time, del 2014, in cui occupa l'ottava[85]) e Q in sette (100 Songs That Changed the World, del 2003, al nono posto,[86] The 1001 Best Songs Ever dello stesso anno, all'undicesimo,[87] Top 20 Singles from 1980-2004 del 2004, al nono,[88] 50 Greatest British Tracks, del 2005, al quarantaquattresimo,[89] The Ultimate Music Collection, sempre del 2005,[90] The 80 Best Records of the 80s, del 2006, al secondo,[91] 50 Years of Great British Music, 10 Tracks per Decade, del 2008[92]). Rolling Stone lo inserì alla posizione 235 della versione aggiornata del 2021 della sua lista dei 500 migliori brani di tutti i tempi.[32] Nel 2022 infine la NME lo incluse nell'elenco The story of NME in 70 (mostly) seminal songs, al numero ventuno: Mark Beaumont scrisse che, con esso, «la cultura dell'alternative dance formativa britannica trovò la sua strada» nel mainstream e «rimase fino a quando l'esplosione dell'acid house cancellò il clubland».[93]


Nel 1999 Stephin Merritt, leader del gruppo musicale statunitense Magnetic Fields, compilò nel suo blog My Messy Blog una classifica delle sue registrazioni musicali preferite del secolo (selezionandone una per anno dal 1900 fino al 1998), nella quale inserì la canzone per rappresentare il 1983.[94] Inoltre all'artista statunitense Chynna Clugston Flores piacque così tanto all'epoca, che decise poi di intitolare la sua serie a fumetti slice of life del 2000 proprio Blue Monday.[95]

Peter Hook, parlando a Q magazine in occasione dell'uscita di 1001 Best Songs Ever, dichiarò:[43]

(EN)

«I go through stages of intense dislike for Blue Monday, which I'm sure every group does when they get one song they're synonymous with, but the way it keeps getting reinvented is wonderful. It seems to be one of those tracks that's timeless, which is amazing. We were using technology which could have dated like other '80s stuff, but somehow we managed to swerve it. Was that deliberate? No, everything we do is by accident. [...] Blue Monday's not a song, it's a feeling, but once people hear that drum riff they're off. People used to go mad when we didn't play it. We had a fight onstage with a DJ in Nottingham once because we wouldn't play it - which was a very New Order thing to do. As You get older and mellower you appreciate what got you where you are. We play it now because people love it.»

(IT)

«Passo per fasi di intensa antipatia per Blue Monday, che sono sicuro che ogni gruppo ha quando realizza una canzone con la quale diventa sinonimo, ma il modo in cui continua a essere reinventata è meraviglioso. Sembra essere una di quelle tracce senza tempo, il che è sorprendente. Stavamo usando una tecnologia che poteva essere datata come quella di altra roba anni '80, ma in qualche modo siamo riusciti a superarla. Era voluto? No, tutto ciò che facciamo è per caso. [...] Blue Monday non è una canzone, è una sensazione, ma una volta che le persone sentono quel riff di batteria vanno fuori di testa. La gente impazziva quando non la suonavamo. Una volta abbiamo litigato sul palco con un DJ a Nottingham perché non l'avremmo suonata, il che era una cosa molto da New Order. Man mano che diventi più vecchio e felice, apprezzi quello che ti ha portato dove sei. Ora la suoniamo perché la gente la adora.»

Disputa con i Gerry and the HologramsModifica

Blue Monday venne accusato nel 2015 dal musicologo Clinton Heylin, in un articolo pubblicato dal The Guardian, di essere un palese rifacimento (con il testo differente) di Gerry and the Holograms, canzone del 1979 pubblicata come title track dell'eponimo album di debutto dell'omonima band formatasi a Manchester (stessa città di origine dei New Order[96]) per volere del musicista e conduttore radiofonico CP Lee.[30][97][98] Sebbene Bernard Sumner abbia smentito queste voci,[99] nelle note di copertina di un'antologia del gruppo John Scott, uno dei membri, afferma:

(EN)

«Hundreds of people have asked how I feel about New Order appropriating our music. Unless I won the lottery I couldn't afford to fight the battle. It's a David versus Goliath situation to be honest. I can’t afford to have an opinion.»

(IT)

«Centinaia di persone mi hanno chiesto come mi sentissi per il fatto che i New Order si fossero appropriati della nostra musica. A meno che non avessi vinto alla lotteria, non potevo permettermi di combattere una battaglia [legale]. È una situazione alla Davide contro Golia ad essere onesti. Non posso permettermi di avere un'opinione.»

(John Scott[99])

ApparizioniModifica

Nel 2008 fu avviata la pubblicazione della Collector's Editions di tutti gli album dei New Order pubblicati tra il 1981 e il 1989, ristampati in versione rimasterizzata e con l'aggiunta di diverse tracce bonus.[100] Blue Monday e The Beach furono così inseriti in Power, Corruption & Lies,[101] mentre Blue Monday '88 e Beach Buggy in Brotherhood.[102]

Le antologie del gruppo in cui il singolo è presente sono:

 
Substance 1987, la prima antologia del gruppo in cui è presente Blue Monday[103]

Inoltre, è comparso in molteplici raccolte di artisti vari, celebrative o del decennio 80 o in generale della musica elettronica, sia nella versione originale pubblicata su vinile 12 pollici sia remix (ne sono esempi in tal senso i mix dei DJ Tom Middleton e Plastikman inserite nei loro album The Sound of the Cosmos del 2002 e Arkives: 1993-2010 del 2010[108][109]).[2]

Utilizzo nel cinemaModifica

 
Una scena della cerimonia d'apertura della XXX Olimpiade

Nel cinema, la canzone è stata prettamente sfruttata come colonna sonora per pellicole ambientate negli anni ottanta (col fine di delinearne immediatamente il tempo della narrazione), o che ne vogliono richiamare l'atmosfera.[110]

Cerimonia d'apertura dei Giochi della XXX OlimpiadeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cerimonia di apertura dei Giochi della XXX Olimpiade.

Blue Monday inaugurò la parte dedicata alla musica anni Ottanta di Frankie and June say...thanks Tim (21:52–22:09), sequenza della cerimonia d'apertura della XXX Olimpiade tenutasi a Londra nel 2012 incentrata sulla musica popolare inglese: seguì Pretty Vacant dei Sex Pistols e precedette Relax dei Frankie Goes to Hollywood.[111][112][113]

Lista delle tracceModifica

Testi e musiche di Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris and Bernard Sumner eccetto dove indicato.[4]

Blue MondayModifica

12" - FAC73 (UK) (1983)[4]
  1. Blue Monday – 7:29
  2. The Beach – 7:19
7" - Tonpress S-534 (Polonia) (1985)[114]
  1. Blue Monday – 7:29
  2. Thieves Like Us – 6:36 (Arthur Baker, Gilbert, Hook, Morris, Sumner)

Blue Monday '88Modifica

 
Quincy Jones supervisionò il mix di Blue Monday '88
7" - FAC73-7 (UK)[11]
  1. Blue Monday '88 – 4:09
  2. Beach Buggy – 4:18
7" - Qwest 7-27979 / Cassette
Qwest 4-27979 (USA)[11]
  1. Blue Monday '88 (Single Mix) – 4:10
  2. Touched by the Hand of God (Single Version) – 3:41
12" - FAC73R (UK)[4]
  1. Blue Monday '88 (12" Version) – 7:09
  2. Beach Buggy – 6:52
12" - Qwest 0-20869 (USA)[115]
  1. Blue Monday '88 (12" Mix) – 7:09
  2. Blue Monday '88 (Dub) – 7:16
  3. Touched by the Hand of God (Remix) – 7:02
  4. Touched by the Hand of God (Dub) – 5:30
CD - FACD73R (UK)[116]
  1. Blue Monday '88 (12-inch) – 7:09
  2. Beach Buggy (12-inch) – 6:52
  3. Blue Monday '88 (7-inch) – 4:09
Video CD - FACDV73R (UK)[117]
  1. Blue Monday '88 (12-inch) – 7:09
  2. Beach Buggy (12-inch) – 6:52
  3. Blue Monday '88 (7-inch) – 4:09
  4. Blue Monday '88[N 3] – 4:09
Cassette - Qwest 4-27979 (Canada)[11]
  1. Blue Monday '88 (12" Mix) – 7:09
  2. Touched by the Hand of God (Single Version) – 4:10
  3. Blue Monday 1988 (Single Version) – 4:10
  4. Blue Monday 1988 (Dub version) – 7:16

Blue Monday-95Modifica

 
Il remix Blue Monday-95 venne realizzato dal duo musicale tedesco techno Hardfloor
7" - NUO 7 (UK)[14]
  1. Blue Monday-95 (Hardfloor Radio Edit) – 4:16
  2. Blue Monday (Original Radio Edit) [N 4]) – 4:09
12" - NUOX7 (UK)[14]
  1. Blue Monday-95 (Hardfloor Mix) – 8:34
  2. Blue Monday-95 (Andrea Mix) – 8:26
  3. Blue Monday-95 (Manuella Mix) – 7:31
  4. Blue Monday-95 (Original Mix) – 7:26
CD - NUOCD 7 (UK)[14]
  1. Blue Monday-95 (Hardfloor Mix) – 8:37
  2. Blue Monday-95 (Original Mix) – 7:26
  3. Blue Monday-95 (Manuella Mix) – 7:32
  4. Blue Monday-95 (Andrea Mix) – 8:28
  5. Blue Monday-95 (Plutone Mix) – 6:29
CD - 850039.2 (Europa)[14]
  1. Blue Monday-95 (Manuela Mix) – 7:31
  2. Blue Monday-95 (Andrea Mix) – 8:28
  3. Blue Monday-95 (Hardfloor Mix) – 8:36
  4. Blue Monday-95 (Brain Mix) – 5:24
CD - 850041.2 (Europa)[14]
  1. Blue Monday-95 (Plutone Mix) – 6:29
  2. Blue Monday-95 (Starwash Mix) – 5:38
  3. Blue Monday (Original Mix) – 7:23
  4. Blue Monday-95 (Hardfloor Dub) – 8:15
  • Nota: Blue Monday (Plutone Dub), della durata di 4:46, uscì solo su vinile promozionale FAC73PL.[14]

FormazioneModifica

 
Dall'alto a sinistra, in senso orario: Bernard Sumner, Gillian Gilbert, Stephen Morris e Peter Hook

ProduzioneModifica

Blue MondayModifica

Blue Monday '88Modifica

Blue Monday '95Modifica

Posizione nelle classificheModifica

Blue MondayModifica

Classifiche settimanali (1983) Posizione massima
Australia[118] 13
Austria[119] 4
Belgio (Ultratop 50 Singles)[120] 7
Belgio (VRT Top 30)[121] 7
Francia[122] 38
Germania dell'Ovest[123] 2
Irlanda[64] 1
Nuova Zelanda[124] 2
Paesi Bassi[125] 3
Polonia[126] 5
Regno Unito (Official Singles Chart)[56] 9
Regno Unito (Official Independent Chart)[127] 1
Stati Uniti d'America[128] 5
Svizzera[129] 10
Classifiche di fine anno (1983) Posizione
Belgio[130] 23
Nuova Zelanda[131] 1
Regno Unito[132] 18
Germania dell'Ovest[133] 12
Classifica (1984) Posizione
Nuova Zelanda[124] 9
Classifica (1985) Posizione
Nuova Zelanda[124] 29

Blue Monday '88Modifica

Classifiche settimanali (1988) Posizione massima
Australia[134] 4
Belgio (Ultratop 50 Singles)[135] 14
Belgio (Top 30)[136] 6
Germania dell'Ovest[137] 3
Europa[138] 6
Finlandia[62] 11
Irlanda[64] 2
Nuova Zelanda[61] 1
Paesi Bassi[139] 5
Regno Unito (UK Indie Charts)[56][127] 1
Regno Unito (Official Charts Company)[56] 3
Stati Uniti d'America (Billboard Hot 100)[128] 68
Stati Uniti d'America (Billboard Hot Dance Club Play)[128][140] 1
Stati Uniti d'America (Billboard Hot Dance Music/Maxi-Singles Sales)[128] 9
Svizzera[141] 9
Note
Nella Billboard Hot Dance Club Play, il singolo è arrivato al primo posto insieme al precedente Touched by the Hand of God.[140]
Classifiche di fine anno
Classifica (1988) Posizione
Australia[142] 50
Europa[143] 63
Paesi Bassi[144] 74
Nuova Zelanda[145] 11
Germania dell'Ovest[146] 41

Blue Monday '95Modifica

Classifiche settimanali (1995) Posizione
Australia[147] 109
Finlandia[62] 9
Germania[63] 54
Irlanda[64] 29
Regno Unito[56] 17
Svezia[65] 38

Ripubblicazioni del 2006 e del 2009Modifica

Classifica (2006) Posizione massima
Regno Unito[56] 73
Classifica (2009) Posizione massima
Belgio[148] 16

CoverModifica

Dalla sua pubblicazione, numerosi artisti si cimentarono nella realizzazione di una propria versione di Blue Monday.[149] Gli Orgy, i Flunk e i 808 State furono tra coloro che ottennero il maggiore riscontro commerciale con le proprie cover.[150][151][152]

Cover degli OrgyModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Blue Monday (Orgy).

Il gruppo musicale statunitense Orgy registrò una cover di Blue Monday, che poi pubblicò come secondo singolo il 14 dicembre 1998.[153] Si rivelò un successo e divenne popolare sia nelle radio che su trasmissioni quali MTV e 120 Minutes,[150][154][155] comparendo in molte classifiche di vendita[156][157] e guadagnando l'attenzione della critica, che ne notò la fresca fusione fra la musica industrial ed il metal.[158]

Cover dei FlunkModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Blue Monday (Flunk).

Anche il complesso norvegese Flunk re-incise Blue Monday per il primo album in studio For Sleepyheads Only e la pubblicò come singolo nel 2002; fu la sua unica hit [151] e complessivamente ben accolta dai critici.[151]

Acid House Mixes By 808 State (1988)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Acid House Mixes By 808 State (1988).

Nel 1998 la band di musica elettronica inglese 808 State fece un remix di Blue Monday per uno dei loro set di canzoni, destinato alle serate "Hot Night" del night club di Manchester The Haçienda.[159] Considerato perduto per diverso tempo, venne ritrovato da uno dei membri, Graham Massey, nel suo archivio e pubblicato come singolo nel 2004 dalla Rephlex Records.[152]

Altre coverModifica

 
Not so Blue Monday, una versione in "poesia sonora" del singolo ad opera di Witold Szwedkowski, composta il 3 marzo 2019[160]
 
La Manchester Camerata Orchestra, insieme a Peter Hook e ai DJ Graeme Park e Mike Pickering, registrò Blue Monday sulla sua base originale per l'album Haçienda Classical (2016)[161]

NoteModifica

Esplicative
  1. ^ La fustellatura venne infatti rimpiazzata da una stampa color argento nelle ri-pubblicazioni del 1988 e del 1995. Cfr. Commento del regista Michael Winterbottom nel DVD del film 24 Hour Party People.
  2. ^ Alcune versioni di questa antologia presentano in allegato un intero disco con i remix di Blue Monday.
  3. ^ Videoclip.
  4. ^ Intitolato anche Blue Monday '88 (7-inch).
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