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Bodio Lomnago
comune
Bodio Lomnago – Stemma Bodio Lomnago – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoEleonora Paolelli (lista civica Cittadini in movimento Bodio Lomnago) dal 27/05/2019 (2º mandato)[1]
Territorio
Coordinate45°47′N 8°45′E / 45.783333°N 8.75°E45.783333; 8.75 (Bodio Lomnago)Coordinate: 45°47′N 8°45′E / 45.783333°N 8.75°E45.783333; 8.75 (Bodio Lomnago)
Altitudine273 m s.l.m.
Superficie4,04 km²
Abitanti2 190[2] (28-02-2017)
Densità542,08 ab./km²
FrazioniLomnago, Rogorella, Boffalora, Pizzo, Porto, Roccolo
Comuni confinantiCasale Litta, Cazzago Brabbia, Daverio, Galliate Lombardo, Inarzo, Varese
Altre informazioni
Cod. postale21020
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012016
Cod. catastaleA918
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibodiesi
Patronosant'Anna
Giorno festivo26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bodio Lomnago
Bodio Lomnago
Bodio Lomnago – Mappa
Posizione del comune di Bodio Lomnago nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Bodio Lomnago (Boeusc Lomnagh in dialetto varesotto[3][4], AFI: /ˈbøːʃ lumˈnaːk/) è un comune italiano di 2.190 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

StoriaModifica

PreistoriaModifica

L'insediamento di Bodio Lomnago, il cui etimo è di origine ancora sconosciuta, anche se già usato nel Medioevo, nascerebbe già nell'età della Pietra come villaggio palafitticolo sul lago di Varese. Questa ipotesi è suffragata dal ritrovamento vicino alle rive del lago di importanti resti archeologici quali vasellame, attrezzi, strutture lignee assimilabili a palafitte e addirittura fondazioni di periodi seguenti, che dimostrano come la zona fosse fra le più popolate e attive del bacino. Tre stazioni palafitticole furono scoperte nel 1863: il 28 aprile fu scoperta la stazione di Bodio Centrale (detta anche delle Monete, poiché furono ritrovate anche 128 monete romane), il 1º dicembre quelle di Desor (a nord, in località Maresco) e Keller (a sud-est, in località Gaggio)[5]. I reperti ritrovati[6] e le analisi delle strutture lignee[7] hanno evidenziato una frequentazione del sito dal Neolitico all'età del Bronzo. Numerosi i reperti rinvenuti nei tre siti: frammenti di ceramiche (olle, tazze, ciotole e scodelle), di strumenti in selce (raschiatoi per il taglio dei vegetali e punte di freccia) e in bronzo, sia per ornamento (spilloni) che per l'attività lavorativa (punte di lancia, lame di pugnale)[8]. La stazione palafitticola di Bodio Centrale è stata inserita nel 2011 nella lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell'Umanità, insieme ad altre due stazioni palafitticole della provincia di Varese, l'Isolino Virginia (lago di Varese) e il Sabbione (lago di Monate)[9].

Età anticaModifica

Il territorio fece parte dell'areale dei Celti insubri, che, più tardi romanizzati, sfruttarono la natura collinosa del territorio per stabilire una torre di osservazione e comunicazione sulla sommità del colle oggi conosciuto come Monte Rogorella. Attualmente incluso in una proprietà privata, il sito conserva ancora le fondazioni tipiche e gode di un ampio campo visivo fino sulle sponde del Lago Maggiore. Alle pendici della Rogorella si sono inoltre trovati importanti resti celtici, quali monili, gioielli e altri oggetti di uso comune. Altri reperti tipicamente celtici che si possono trovare nei boschi che ricoprono buona parte delle colline presenti sono delle pietre utilizzate dai Celti per le loro cerimonie religiose e sacrificali. Queste pietre, sagomate a modo di altare e dotate di caratteristica concavità centrale o plurime, usata probabilmente per raccogliere sacrifici o celebrazioni rituali, sono chiamate "coppelle" per via della forma delle incisioni.

Età medioevaleModifica

Seguendo il destino dell'Insubria, anche Bodio Lomnago passò sotto il dominio dei Longobardi. Testimone di questo periodo è la piccola chiesa di San Sigismondo, attualmente San Crocifisso, recentemente restaurata, localizzata nel centro storico del paese. Con l'avvento del Medioevo, Bodio entrò a far parte di vari feudi in mano alle famiglie della nobiltà locale (Bossi, Daverio, Sessa) ed è in questo periodo che viene menzionato per la prima volta il nome Bodio in documenti dell'epoca. Dal 1395 Bodio fu integrato nel Ducato di Milano, stato cui appartenne fino all'epoca napoleonica.

Età contemporaneaModifica

Bodio e Lomnago furono uniti una prima volta in epoca napoleonica a seguito del Progetto di concentrazione del Dipartimento del Lario del Regno d'Italia napoleonico del 1807, come comune denominativo di Bodio, con i soppressi comuni aggregati di Bodio e Lomnago, nel cantone I di Varese, distretto II di Varese. Successivamente il comune di Bodio fu aggregato a quello di Daverio nel 1812. Bodio e Lomnago tornarono successivamente autonomi, parte prima del Regno Lombardo-Veneto e quindi del Regno d'Italia [10]. Entrambi i comuni furono ricompresi nella provincia di Como, circondario di Varese, e dal 12 gennaio 1927 nella neo costituita provincia di Varese. Nel 1928 il comune di Bodio fu soppresso e aggregato a quello di Lomnago[11]. L'attuale nome risale al 27 ottobre 1946, quando entrò in vigore il decreto che accolse la richiesta dell'allora comune di Lomnago di modica della denominazione in Bodio Lomnago [12].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa del Crocefisso
  • Chiesa di San Giorgio martire (ex parrocchiale, Lomnago)
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente
  • Sito palafitticolo di Bodio centrale o delle Monete, iscritto nel 2011 nella prestigiosa lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO assieme ad altri Antichi insediamenti sulle Alpi palafitticoli di età preistorica
  • Villa Corso-Acquadro e Cascina Orsi (in precedenza Torriani, poi Daverio, poi Bossi)
  • Villa Gadola-Beltrami (già Bossi)
  • Villa Puricelli

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[13]

 

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Elezioni amministrative ed europee 2019 Live - VareseNews, 27 mag 2019
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 83.
  4. ^ Ortografia classica
  5. ^ D. Banchieri, Preistoria dei laghi varesini, Pisa, Giardini editori e Stampatori, 1986, p. 11.
  6. ^ D. Banchieri, Preistoria dei laghi varesini, Pisa, Giardini editori e Stampatori, 1986, pp. 11-65.
  7. ^ Barbara Grassi e Claudia Mangani (a cura di), Storie sommerse. Ricerche alla palafitta di Bodio centrale a 150 anni dalla scoperta, Milano, Soprintendenza per il Beni Archeologici della Lombardia, 2014.
  8. ^ Barbara Grassi e Claudia Mangani (a cura di), Guida alla palafitta di Bodio centrale o delle Monete, 2015.
  9. ^ Palafitta del Sabbione, su unescovarese.com. URL consultato il 12 luglio 2017.
  10. ^ comune di Bodio, su lombardiabeniculturali.it.
  11. ^ regio decreto 16 settembre 1927, n. 2387, in. G.U. del Regno d'Italia n. 300 del 28 dicembre 1927, in vigore dal 12 gennaio 1928 http://www.elesh.it/storiacomuni/provvedimento_variazione.asp?id=1142
  12. ^ D.L.C.P.S. del 6 settembre 1946 n. 188, in G.U. n. 232 del 12 ottobre 1946 http://www.elesh.it/storiacomuni/provvedimento_variazione.asp?id=630
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterniModifica

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