Bonanni (famiglia abruzzese)

famiglia nobile abruzzese
Coronet of Baron - Portugal.svg
Bonanni
Coa fam ITA bonanni.jpg
Neque sol per diem.
Neque luna per noctem.

D'oro al gatto passante di nero.
StatoItalia Italia
Casata di derivazioneBonanno
TitoliCroix pattée.svg Baroni
EtniaItaliana

La famiglia Bonanni, baroni di Ocre, è una famiglia nobile abruzzese.

StoriaModifica

Si ritiene che la famiglia derivi dai Bonanno di Sicilia, che avevano lo stesso identico stemma (d'oro al gatto passante di nero).[1][2][3]

Gaspare Bonanni, nato nella prima metà del XVI secolo, fu il primo membro della famiglia nel governo cittadino della città di L'Aquila, nella quarta piazza, non nobiliare.[4]

Il primo barone della famiglia, Andrea, fu vittima nel 1637 di faide tra le famiglie nobili aquilane.[5][6]

Feudi e dimoreModifica

I Bonanni ebbero beni e terreni in Abruzzo e furono feudatari di Castel Frentano (già Castelnuovo), Crecchio, Forca di Penne e Ocre, con palazzi a Napoli, Tocco da Casauria e L'Aquila, con il cinquecentesco Palazzo Lucentini Bonanni e il quattrocentesco Palazzo Cipolloni Cannella, precedentemente Palazzo Bonanni.[7]

Membri principaliModifica

NoteModifica

  1. ^ Annuario della nobiltà italiana, 1881, p. 207.
  2. ^ Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, vol. 1, Pisa, 1886, p. 148.
  3. ^ Vincenzo Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia, ossia Raccolta araldica, vol. 1, Palermo, Visconti & Huber, 1871, p. 105.
  4. ^ Umberto Russo, L'Abruzzo: dall'umanesimo all'età barocca, p. 534.
    Citazione: « [...] Dagli stessi elenchi ricaviamo che al 1618 i Bonanni potevano vantare una sola presenza nel governo della città, quella di Gaspare nella quarta piazza, nel 1581, piazza che né esigeva né conferiva nobiltà. Solo in seguito, nel secondo semestre del 1628 un Bonanni, il cav. Andrea, giungerà ad essere Camerlengo.»
  5. ^ Rassegna degli Archivi di Stato, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1996, p. 25.
    Citazione: « [...] Difatti se la installazione del regio tribunale era stata chiesta dal magistrato civico già da alcuni anni e quindi sollecitata mediante un'apposita delegazione nel 1637 a seguito dell'ennesima faida in cui era rimasto ucciso il barone Andrea Bonanni, esponente di una delle poche famiglie aristocratiche lealiste, il governo spagnolo sembra decidere l'istituzione dell'Udienza.»
  6. ^ Raffaele Colapietra, Gli aquilani d'antico regime davanti alla morte 1535-1780, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1986, p. 130.
  7. ^ Raffaele Colapietra, L'Aquila: i palazzi, Ediarte, 1997, p. 22 e 44.

BibliografiaModifica

  • Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, vol. 1, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1875.

Voci correlateModifica