Bonifacio del Vasto

Marchese aleramico

Bonifacio del Vasto (Savona, 1055 circa – 1125 circa) era marchese di Savona e della Liguria Occidentale, appartenente alla dinastia degli Aleramici, del ramo soprannominato del Vasto. Era, secondo Goffredo Malaterra, "il più famoso marchese d'Italia".

Bonifacio del Vasto
Marchese di Savona
Stemma
Stemma
PredecessoreTeutone del Vasto
Successorenessuno (dominio diviso tra i suoi figli e nipoti)
Marchese della Liguria Occidentale
NascitaSavona, 1055 circa
Morte1125 circa
DinastiaDel Vasto
PadreOttone III di Savona, detto Teutone
MadreBerta di Torino
ConiugiContessa d'Incisa
Agnese di Vermandois
FigliVedi matrimonio e discendenza

Biografia modifica

Era figlio del marchese Ottone III di Savona, chiamato "Teutone", e della moglie Berta di Torino (figlia a sua volta di Olderico Manfredi II, marchese di Torino e Susa, e di Berta d'Este). Teutone ebbe cinque figli maschi giunti all'età adulta, di cui quasi certamente Anselmo era il primogenito, mentre forse Bonifacio il secondogenito[1]. Anselmo risulta alla fine degli anni '70 sposato e con un figlio maschio e una o più femmine, Però Anselmo e Manfredo morirono in alcuni scontri armati e l'erede principale divenne Bonifacio, il quale sposò subito dopo la vedova del fratello[1].

È attestato per la prima volta all'anno 1064 insieme alla madre e i fratelli, due dei quali morirono in combattimento intorno al 1079, quando Bonifacio intende sposarsi con la vedova del fratello Anselmo.[2] In questo periodo assunse il controllo del marchesato di Savona, e conferma privilegi ai savonesi nel 1084.[2]

 
Stemma dei marchesi di Savona della casata del Vasto

Alla morte della zia materna, Adelaide di Susa, nel 1091, ultima degli arduinici, Bonifacio mirò ad estendere la sua egemonia sui territori precedentemente appartenuti alla marca di Torino, scontrandosi con un altro importante pretendente: Umberto II di Savoia. Alleandosi con alcuni ricchi feudatari e con il vescovo di Torino, Bonifacio effettuò una formidabile espansione nel periodo a cavallo tra l'XI e il XII secolo e s'impadronì di ampi territori nella Liguria occidentale e nel Piemonte meridionale, occupando i comitati di Albenga, Alba, Asti, Auriate, Bredulo e la stessa Torino[3].

L'enorme estensione territoriale di cui Bonifacio del Vasto divenne signore fu lasciata in eredità ai figli nel suo testamento di 1125.

Il nome del Vasto modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Del Vasto.

Egli non utilizzò mai il nome Del Vasto, con cui fu designato in seguito. Nella documentazione appare sempre come "Bonifacius marchio". Ancora non ha consenso da parte dagli storici riguardo alla significazione del soprannome del Vasto, con il quale alcuni di suoi discendenti furono anche riferite. Finora non è stato possibile verificare l'esistenza di un "marchesato del Vasto", che alcuni storici hanno applicato all'area di Montenotte, nel retroterra montuoso di Savona[4], parte dei desertis locis donati da Ottone I di Sassonia al primo marchese Aleramo[5]. La discussione continua ancora oggi.

Matrimoni e discendenza modifica

Bonifacio sposò inizialmente Alice di Savoia[6], figlia del conte Pietro I di Savoia[7], "desponsata" dal fratello Anselmo morto da poco. I "desponsalia" erano una cerimonia, il cui significato è considerato da alcuni come equivalente a un matrimonio e da altri solo come una promessa di matrimonio[8]. Il matrimonio, quindi, fu annullato da papa Gregorio VII, che aderiva alla prima tesi e lo considerava un matrimonio fra parenti, non ammesso dal diritto canonico. Prima di questo passo, il 3 novembre 1078, il papa affidò a Cuniberto, vescovo di Torino, a Guglielmo, vescovo di Asti e al vescovo d'Alba, l'incarico di farlo desistere da queste nozze, intento non andato a buon fine[9]. Dalle nozze, nel frattempo, erano già nati i seguenti figli:

  • Bonifacio d'Incisa, diseredato per tradimento[1]. Esso poco dopo il 1100, seguì il padre nelle sue lotte, ma, come scritto nel testamento del padre del 1125, lo tradì facendolo imprigionare dai suoi nemici, consegnando a questi inoltre i castelli da lui gestiti; probabilmente egli tradì il padre in quanto egli non era considerato nella ripartizione egualitaria dei figli per la successione[1]. Egli comunque ereditò i beni materni di Incisa, creando un proprio nucleo di potere autonomo[1]. Da lui discendono i marchesi d'Incisa.
  • una figlia, inizialmente promessa sposa al re di Francia. L'accordo fu annullato quando essa perse lo status canonico di figlia legittima.

Successivamente Bonifacio sposò Agnese di Vermandois[10], figlia di Ugo I il Grande di Vermandois[6], della stirpe capetingia, fratello del re di Francia Filippo I e crociato, e di Adelaide, ultima esponente della stirpe carolingia, dalla quale ebbe:

Bonifacio fu anche tutore di Adelasia ed Enrico, figli di suo fratello Manfredo, deceduto in seguito a una rivolta di cittadini a Savona nel 1079[11][12][13]. Adelasia del Vasto, quindi, fu sua nipote ma non figlia, come è invece citata in alcuni documenti[14]. Adelasia sposò Ruggero I di Sicilia, divenendo madre di Ruggero II e, sposando in seconde nozze Baldovino I, in seguito fu regina di Gerusalemme. Il matrimonio nel 1089 tra Adelasia e Ruggero suggellò un'alleanza tra Aleramici e i normanni Altavilla. Scesero in Sicilia, con Adelasia, anche due sorelle che sposarono due figli naturali di Ruggero, Giordano e Goffredo, e il fratello Enrico, che sposò Flandina figlia di Ruggero, e risulta già personaggio di primo piano della corte normanna nel 1094[15]. Dai grandi possedimenti familiari dei Del Vasto tra Piemonte e Liguria, migrarono in Sicilia anche molti conterranei della Marca Aleramica. Questa gente aleramica al seguito di Enrico e Adelasia costituì la prima ondata migratoria di lombardi (in realtà, piemontesi e liguri, e in minor parte lombardi ed emiliani) [16] che ripopolarono alcuni centri della Sicilia occidentale e orientale tra l'XI e il XIII secolo.

Ascendenza modifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Anselmo II di Savona Anselmo I di Savona  
 
Gisla di Milano  
Anselmo III di Savona  
Adila d'Este Alberto Azzo I  
 
 
Ottone III "Teutone" del Vasto  
 
 
 
 
 
 
 
Bonifacio del Vasto  
Olderico Manfredi I Arduino il Glabro  
 
Immula  
Olderico Manfredi II  
Prangarda di Canossa Adalberto Atto di Canossa  
 
Ildegarda dei Supponidi  
Berta di Torino  
 
 
 
Berta di Milano  
 
 
 
 

Note modifica

  1. ^ a b c d e Alessio Fiore, Il mutamento signorile. Assetti di potere e comunicazione politica nella campagne dell'Italia centro-settentrionale (PDF), Firenze University Press, pp. 36-37, ISBN 978-88-6453-511-1.
  2. ^ a b VASTO, Bonifacio del - Treccani, su Treccani. URL consultato il 14 dicembre 2023.
  3. ^ Treccani -Enciclopedia online
  4. ^ Riccardo Musso, Il "Vasto" e i castelli di Montenotte, in Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria, XXVI, 1990
  5. ^ Alberto Peano Cavasola, Il castello di Lancillotto. La storia europea di Castel Gavone, Centro Storico del Finale, Finale, 2004, pp. 64-65.
  6. ^ a b MONFERRATO, SALUZZO, SAVONA, su fmg.ac. URL consultato il 14 dicembre 2023.
  7. ^ (LA) Armando Tallone, Regesto dei marchesi di Saluzzo (1091-1340), Chiantore-Mascarelli, 1906. URL consultato il 14 dicembre 2023.
  8. ^ C. Du Cange, Glossarium mediae et infimae latinitatis, Graz, 1954, III, p. 82.
  9. ^ Giuseppe Sergi, L'aristocrazia della preghiera. Politica e scelte religiose nel medioevo italiano, Roma, Donzelli Editore, 1994, p. 185, ISBN 88-7989-038-7.
  10. ^ F. Savio, Il marchese Bonifacio del Vasto e Adelaide contessa di Sicilia, in Atti della R. Accademia delle Scienze di Torino, s. 3, XXII (1886-87), pp. 87 e sgg. Alle tesi di Savio su questo matrimonio (non è del tutto chiaro il casato di Agnese) aderiscono anche gli studi recenti, ad esempio quelli di Luigi Provero (cfr. nota 106 della memoria in bibliografia). Alcuni storici ventilano anche un terzo matrimonio con Alice di Savoia.
  11. ^ Erich Caspar, Gregorii VII Registrum, in Monumenta Germaniae Historica: Epistolae selectae, II/2, Berlino 1923
  12. ^ Italo Scovazzi, Filippo Noberasco, Storia di Savona, vol. I, Savona, 1926, pp. 133-143.
  13. ^ «Manfredi e Anselmo furono uccisi nel corso di una rivolta dei cittadini» in Walter Goetz, Le origini dei comuni italiani, Milano, A. Giuffrè, 1965, p. 72.
  14. ^ Salvatore Spoto, Sicilia normanna: viaggio nella Sicilia cosmopolita, centro d'arte e cultura tra Oriente ed Europa Newton & Compton, Roma 2003, p. 155.
  15. ^ R. Pirro, Sicilia Sacra, (a cura di A. Mongitore), Palermo, 1733, notitia IV, p. 771, col. 2.
  16. ^ Vincenzo D'Alessandro, Servi e liberi in Uomo e ambiente nel Mezzogiorno normanno-svevo, Bari, Edizioni Dedalo, 1989, p. 312.

Bibliografia modifica

  • G. Manuel di S. Giovanni, Dei marchesi del Vasto e degli antichi monasteri de' SS. Vittore e Costanzo e di S. Antonio nel marchesato di Saluzzo, Torino, 1858;
  • F. Savio, Il marchese Bonifacio del Vasto e Adelaide contessa di Sicilia, in "Atti della R. Accademia delle scienze di Torino" XII (1886-87), pp. 87–105;
  • R. Bordone, Il "famosissimo marchese Bonifacio". Spunti per una storia delle origini degli Aleramici detti del Vasto, in "Bollettino storico-bibliografico subalpino" LXXXI, Torino, 1983, pp. 587–602;
  • L. Provero, I marchesi del Vasto: dibattito storiografico e problemi relativi alla prima affermazione, in "Bollettino storico-bibliografico subalpino" LXXXVIII, Torino, 1990.

Sui Lancia marchesi di Busca:

  • C. Merkel, Manfredi I e Manfredi II Lancia. Contributo alla storia politica e letteraria italiana nell'epoca sveva, Torino, 1886;

Sui Lancia e Lanza di Sicilia:

  • Anonimo (ma F. Lancia di Brolo), Dei Lancia di Brolo. Albero genealogico e biografie, Palermo, 1879;
  • Giuseppe Sorge, Mussomeli dall'origine all'abolizione della feudalità, vol. II, Catania, 1916, poi Palermo, Edizioni Ristampe Siciliane, 1982.

Voci correlate modifica

Collegamenti esterni modifica