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Bordone (musica)

effetto armonico o monofonico di accompagnamento in cui una nota o un accordo sono suonati in modo continuo
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il registro d'organo con lo stesso nome, vedi Bordone (registro d'organo).

In musica, il bordone, in inglese drone, è un effetto armonico o monofonico di accompagnamento in cui una nota o un accordo sono suonati in modo continuo per buona parte o per l'intera composizione, sostenuti o ripetuti, e spesso determinano la tonalità della composizione stessa. L'uso sistematico del bordone ha origine nella musica antica dell'Asia di sudovest e si diffonde poi nell'India dell'est, nel nord e nell'ovest dell'Europa e nel sud dell'Africa.[1].

Allo stesso tempo, un bordone è la parte di uno strumento musicale che produce note sostenute, generalmente senza una particolare attenzione dell'esecutore. Il tanpura, il sitar ed il sargam indiani sono strumenti (a corda pizzicata i primi, ad arco il secondo) capaci di eseguire bordoni. Le cornamuse, le launeddas e le ghironde sono anch'esse strumenti atti ad eseguire bordoni che donano allo strumento il loro suono così caratteristico. La quinta corda del banjo è anch'essa atta a produrre bordoni.

I compositori europei di musica classica hanno usato occasionalmente il bordone per evocare atmosfere arcaiche, rustiche o musiche medioevali:

  • Haydn, sinfonia n. 104 "London", apertura del finale accompagnante una melodia popolare.
  • Beethoven, sinfonia n. 6 "Pastorale", apertura e sezione del trio nello scherzo.
  • Berlioz, Aroldo in Italia, accompagnamento dell'oboe ad imitazione dei pifferi montanari.
  • Bartók, nel suo adattamento per piano di musiche popolari ungheresi.

Il bordone è raramente impiegato nella musica classica, perché il suo temperamento equabile nella musica tonale causa leggere dissonanze avvertibili sopra un bordone. Il bordone più noto nel repertorio classico è il preludio de L'oro del Reno di Richard Wagner: gli strumenti bassi sostengono un Mi bemolle lungo tutto il movimento[2]. Bordoni successivi si trovano in Hard Music di Loren Rush (1970), Was?? di Folke Rabe (1968), Down at Piraeus di Robert Erickson e "The Velvet Underground & Nico" di The Velvet Underground con Nico (1967).

La musica del compositore italiano Giacinto Scelsi è essenzialmente basata su bordoni. Brevi bordoni sono usati da diversi altri compositori.

Il bordone differisce dal pedale per la sua durata: mentre il pedale ha una durata limitata, il bordone può durare anche per tutta la durata del pezzo.

NoteModifica

  1. ^ Van der Merwe 1989, p.11
  2. ^ Erickson 1975, p.94

BibliografiaModifica

  • (EN) Erickson, Robert (1975). Sound Structure in Music. University of California Press. ISBN 0-520-02376-5.
  • (EN) van der Merwe, Peter (1989). Origins of the Popular Style: The Antecedents of Twentieth-Century Popular Music. Oxford: Clarendon Press. ISBN 0-19-316121-4.

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