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Borgo Santa Maria Nuova
Grifo vessillo piccola immagine.jpg
Descrizione stemmaScudo oro con un grifone rampante nel mezzo
ColoriRosa e azzurro
MottoOgni cosa col tempo -
VIRTVS ARDVA PETIT
AppellativoGrifoni
RettoreBarbara Concone
Indirizzo della sedeVia Arò, 54
Intitolazione della chiesa e ubicazioneChiesa di Santa Maria Nuova
Piazza Santa Maria Nuova
Santo PatronoSanta Maria della Purificazione
Data della festa2 febbraio
Numero di vittorie
  • per il Borgo: 11 (ultima nel 2009)
  • per il Comune: 8 (ultima nel 2009)
Simbolo rappresentativoGrifone
Rioni, borghi o comuni avversariBorgo San Pietro, Rione San Silvestro
Sito ufficiale
Testata periodicaIl Grifone

Il Borgo di Santa Maria Nuova è uno dei 14 quartieri della città di Asti che si contende ogni anno, la prima domenica di settembre, con sette comuni della provincia, l'antica corsa del Palio di Asti.
Prende il nome dalla antica chiesa di Santa Maria Nuova.

StoriaModifica

Le originiModifica

Il primo insediamente avvenne nella zona nord orientale del borgo col nome di sobborgo di Monterainero (dal tedesco Rehinart) e mutuò il nome dalla vicina collinetta nel settore orientale della città di Asti, dove in seguito sorse il castello omonimo, che Ferdinando Gabotto riteneva il più antico della città. Il sobborgo prosperò e si ingrandì ai due lati della via Francigena che continuava in città con la "contrada maestra".

Nel 741 è attestata l'esistenza della chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate (Sant'Antonio di Valbrenta) con convento ed ospedale annessi, che si trovava a pochi passi fuori della cerchia delle mura romane, verso est, ed a sud-ovest di Monterainero, nella valletta di Valbrenta, (oggi corso Dante). Nel 1288 il complesso passò all'ordine degli agostiniani e venne distrutto dagli Spagnoli nel 1650.

La chiesa di Santa Maria NuovaModifica

Probabilmente intorno alla metà del IX secolo sorse la chiesa di Santa Maria Nuova, citata in un documento del Cartario Astese dell'anno 1009 come già esistente da tempo (si parla di un fondo situato "prope Ecclesiae sanctae Mariae, quae dictur Nova", da non confondere con il più antico duomo della città, dedicato ugualmente alla Vergine).
Nel 1132 il vescovo Landolfo la affidò ai "canonici mortariensi".
Al rettore della chiesa venne inoltre attribuito il titolo di "priore", che restò in uso fino al 1798, quando venne mutato nel titolo di "arciprete" e si ebbe la nomina del primo parroco del clero secolare.
Presso la chiesa, i canonici agostiniani costruirono un piccolo monastero, ricostruito e ingrandito nel 1591, che oggi costituisce parte del vecchio ospedale civile. Venne inoltre costruita una struttura ospedaliera, menzionata nel testamento del cronista Guglielmo Ventura, redatto nell'anno 1310.

La seconda cerchia di muraModifica

 
Il Borgo di S.Maria Nuova particolare dalla città di Asti in un'incisione di Francesco Bertelli del 1629
 Lo stesso argomento in dettaglio: Mura di Asti.

Nel periodo tra il 1320 e il 1330 il borgo di Santa Maria Nuova venne racchiuso nella seconda cerchia di mura, detta "dei borghigiani", che sostituiva un più antico recinto di spalti e fossati.
In questo periodo iniziò l'espansione demografica del borgo, a ridosso del "recinto dei nobili" ed ai due lati della "via Maestra".
Anche alcune famiglie nobili, come i Lupi , i Lorenzi , gli Alione, costruirono alcune residenze nel borgo.
Il poeta Gian Giorgio Alione definì questa zona di Asti Cavallon o Cavallaz, ed in seguito prese anche la denominazione di "Svizzera". Il Borgo a partire dal XVI secolo divenne la comunità socio – territoriale più popolosa tra quelle racchiuse nella seconda cerchia di mura della città; aveva dei confini estremamente precisi, era amministrata da un "rettore", che restava in carica un anno e si eleggevano quattro "capi d'arme".

Declino del borgoModifica

In seguito alla guerra franco-spagnola che si scatenò nella prima metà del XVII secolo nel Monferrato il borgo subì la distruzione di molti edifici ed una riduzione della sua popolazione, che raggiunse il minimo di 500 anime nella seconda metà del secolo.

Nel 1796 per le difficoltà economiche il re Carlo Emanuele IV soppresse diverse congregazioni religiose, incamerandone i beni e l'abbazia di Santa Maria Nova venne messa in vendita all'asta nel 1798. Anche durante l'occupazione napoleonica il monastero rimase invenduto e in abbandono. Nel 1804 la "commissione degli Ospizi" del comune di Asti, ottenne il fabbricato per la nuova sede dell'"Ospedale degli infermi", inaugurato il 29 settembre del 1810. Nel 1819 si creò nello spazio in precedenza occupato da un giardino che svolgeva anche le funzioni di cimitero, venne creata l'attuale piazza Santa Maria Nuova.

Il XX secoloModifica

Con gli inizi del Novecento, in seguito anche al generale riassetto urbano della città di Asti, con il definitivo completamento di piazza Alfieri, ricominciò il processo di sviluppo ed espansione del borgo, che riprese la propria antica vocazione commerciale fiorita nel periodo medioevale.

La chiesa di Santa Maria NuovaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Nuova (Asti).

La chiesa ha strutture tardo-gotiche ed è inserita nel complesso cinquecentesco del convento utilizzato fino al 2003 come ospedale civile della città.
Il campanile ha forme romaniche. La chiesa è a navata unica (40 m di lunghezza per 13 m di larghezza e 15 m di altezza). Sull'altare centrale è ospitata la grande pala di Gandolfino da Roreto (Madonna della colomba, 1496). Vi si conservano inoltre un San Pietro e gli Apostoli di anonimo romano del XVI secolo, un Sant'Agostino e il miracolo dell'ossessa di pittore lombardo del XIII secolo, un'Adorazione dei Magi di pittore veneto del XVIII secolo e La fondazione della chiesa dei Santi Apostoli, della maniera di Giuseppe Bazzani (Mantova, XVIII secolo).

I confiniModifica

Il territorio attuale del Borgo di Santa Maria Nuova è sorto dall'unione di alcuni nuclei abitativi formatisi a ridosso delle mura romane di levante della città di Asti, comprendente un'area pentagonale: uno dei lati era costituito dall'antico rivo Valbrenta, ora coperto da corso Dante, un altro era il "Borgo del Cavallone" (odierna via Pietro Micca), al cui vertice vi era il castello di Monterainero (oggi inserito nell'omonimo Parco); ancora un altro lato coincide con l'odierno corso alla Vittoria, che prende il nome da una chiesetta omonima sorta nel 1591-1592 in seguito alla vittoria degli astesi sulle truppe di Fabrizio Maramaldo e scomparsa nel 1916.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Asti (1526).
 
stemma marmoreo gentilizio della chiesetta dei ss. Apostoli

Lo stemmaModifica

Lo stemma marmoreo gentilizio della chiesetta dei Santi Apostoli presso il cimitero urbano di Asti, dal 1929 collocato sopra l'architrave del portale della chiesa di Santa Maria Nuova, reca al centro la Madonna col Bambino in braccio, sorretta da una bianca nuvola, mentre ai bordi un cartiglio riporta la scritta latina: “Abbatia S. Mariae Novae et Apostolorum Canonicorum Regularium 1670”. Ai lati sono presenti i segni della dignità abbaziale, il bastone pastorale e la mitra.

Nel 1929, il giorno della corsa del Palio, don Stefano Robino, arciprete della chiesa di Santa Maria Nuova, facendo una cronaca dettagliata di quegli avvenimenti, riferisce che “...in mattinata (12 maggio) ha radunati sulla piazza della chiesa parrocchiale i suoi corsieri coi rispettivi fantini nelle assise bianco-rosa del borgo……” .

Nel 1968 vennero adottati i colori rosa-azzurro bipartiti (che nell'iconografia tradizionale sono i colori dell'abito della Madonna) e alla fine degli anni settanta venne aggiunto al centro del vessillo la riproduzione dello stemma dei canonici lateranensi.

Dai primi anni Ottanta il simbolo del Borgo di Santa Maria Nuova è costituito da un labaro partito di rosa e di azzurro. Al centro lo stemma con un grifone rampante, argento membrato e linguato di rosso. Intorno allo stemma, bordato di blu o nero, si legge il seguente cartiglio: “Societas Burgi Sancte Mariae Nove”.

Vittorie al Palio di AstiModifica

 
Il fantino Bucefalo nell'edizione del 2005
  • 4 maggio 1819 Giuseppe Ranco, sotto gli auspici della Beata Vergine delle Candele in Santa Maria Nuova, con il fantino Carlo Manzone, detto Vandom o Baciascalino. Corsa alla lunga sulla "Contrada Maestra".
  • 2 maggio 1820, Secondo Musso.(Vittoria rivendicata, ma in realtà conseguita da Felice Balbo di Venaria, sotto gli auspici della chiesa di Sant'Eusebio di Venaria, fantino Domenico Moscati)
  • 12 maggio 1929: vinse il fantino Pietro Audano (Firmino) sul cavallo Coriolan. Si corre alla lunga in corso Dante.
  • 1932: su 32 cavalli partecipanti, vinse il fantino Mario Reggiani. Si corse in piazza Emanuele Filiberto, odierna Piazza Campo del Palio.
  • 1935: su 24 cavalli partenti vinse il fantino Giacomo Boccardo.
  • 1972: vinse il cavallo Tornado condotto dal fantino Gigino Sassano, che aveva sostituito nella finale l'infortunato Gaetano Lobue. Corsa in Piazza Campo del Palio.
  • 2000: vittoria del fantino Martin Ballesteros , detto il Pampero, sul cavallo Guera. Corsa in piazza Alfieri.[1]
  • 2005: vittoria del fantino Maurizio Farnetani , detto Bucefalo, sul cavallo “L'altro”, in un avvincente rimonta su Massimo Coghe (San Martino - San Rocco ).
  • 2006: vittoria del fantino Maurizio Farnetani detto Bucefalo sul cavallo Un Altro.
  • 2009: vittoria del fantino Massimo Coghe detto Massimino sul cavallo First Lady ("Sister bug").

Inoltre, il Borgo si assegna la vittoria del 1834, anche se dalla documentazione del Comune di Asti, risulta soltanto il verbale di presentazione dei cavalli partecipanti alla corsa e l'ordine d'arrivo è andato perduto.[2]

NoteModifica

 
1930, i partitanti di Santa Maria nuova sfilano con il vessillo 2 secoli- 2 vittorie
  1. ^ Il motto del Borgo è " ogni cosa col tempo", ma nel 2000, visto che la vittoria del Palio tardava ormai dal 1972, il cartiglio sulla casacca del fantino recante il motto venne cancellato. A settembre dello stesso anno, il Borgo Santa Maria Nuova vinse il Palio.
  2. ^ A questo proposito esistono alcune fotografie del 1930, che ritraggono i partitanti di Santa Maria Nuova sfilare con un sendallo del XIX secolo e con un vessillo recante la scritta "Santa Maria Nuova due secoli, due vittorie 1834 - 1929". Secondo i rosa-azzurri, è probabile che la memoria della vittoria di qualche borghigiano vissuto a cavallo del XIX e XX secolo sia stata tramandata da poter legittimare come propria la corsa del 1834 e poter quindi sfilare con il vessilo della vittoria. A questo proposito esiste nella sede di via Arò un sendallo datato 1834, copia eseguita nel XX secolo

BibliografiaModifica

  • AA.VV. a cura del Comitato Palio Rione S. Martino / S. Rocco. Il Borgo San Martino San Rocco nella storia di Asti. Ed. Comitato Palio SMSR, Asti, 1995
  • AA.VV., Confraternite, archivi, edifici, arredi nell'astigiano dal XVII al XX secolo, A.Torre 1999 Torino
  • AA.VV., Il Palio di Asti, a cura di Angelo Timò, Asti 1935
  • Pier Luigi Bassignana (a cura di). Il palio di Asti. Torino, Ed. Umberto Allemandi, 2004, ISBN 88-422-1227-X
  • Luigi Baudoin. Il Palio di Asti. Torino, Ed. AEDA, 1970
  • don Alfredo Bianco. Asti Medievale. Asti, Ed. Cassa di Risparmio di Asti, 1960
    • Asti ai tempi della rivoluzione. Ed CRA 1960
  • Gian Luigi Bera,Asti edifici e palazzi nel medioevo., Gribaudo e Lorenzo Fornaca Editore Se Di Co 2004 ISBN 88-8058-886-9
  • Cipolla Carlo, Appunti per la storia di Asti, 1891
  • Giuseppe Crosa, Asti nel sette-ottocento, Gribaudo-Lorenzo Fornaca Editore. 1993 Asti
  • Niccola Gabiani, Asti nei principali suoi ricordi storici (3 volumi), Asti 1927/1934.
    • Le torri le case-forti ed i palazzi nobili medievali in Asti, A. Forni ed., ristampa 1978.
    • L'invasione del Borgo di Santa Maria Nuova in Asti da parte degli Spagnuoli nell'anno 1650, Alessandria Tipo-Lit. succ. Gazzotti & C. 1914.
    • Il Palio di Asti. allegato ad "Alexandria, rivista mensile della provincia", Asti, 1931
  • Ferdinando Gabotto, La vita in Asti al tempo di Giovan Giorgio Alione , Asti Tip. A.Bianchi 1899.
  • Ferro, Arleri, Campassi, Antichi Cronisti Astesi, ed. dell'Orso 1990 ISBN 88-7649-061-2
  • Giovanni Giraudi. Con gli sbandieratori il Palio di Asti nel mondo. Asti, Tipografia Arti Grafiche, 1988
  • S.G. Incisa, Asti nelle sue chiese ed iscrizioni C.R.A. 1974.
  • Venanzio Malfatto. Il Palio di Asti: storia, vita, costume. Madonna dell'Olmetto, Ed. Agami, 1989
    • Asti itinerari della memoria ,ed. Agami 1993
  • Gianfranco Monaca. Asti: San Secondo dei mercanti - Un contributo per la mitologia della città. Asti, Ed. Gribaudo, Lorenzo Fornaca Editore 1997
  • Anna Peyrot, Asti e l'Astigiano ,tip.Torinese Ed. 1983
  • Paolo Raviola, Lacrime e sorrisi, Asti, Promo Pubblicità-Lorenzo Fornaca Editore, 2007
    • Asti, la sua storia, il suo Palio, Promo Pubblicità Editore, 2006
  • Stefano Robino. Rievocazioni e attualità di Santa Maria Nuova in Asti: cenni storici, artistici, liturgici. Asti, Ed. Tipografia moderna, 1936
  • Quintino Sella, Codex Astensis, Roma tip. dei Lincei 1887
  • Angelo Timò, Il Palio di Asti, un'antica tradizione, in "Alexandria, rivista mensile della provincia", anno 1, n°1, Alessandria, 1931
  • Lodovico Vergano. Il palio di Asti: cronache e documenti. Asti, Scuola Tipografica S. Giuseppe, 1969

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica