Apri il menu principale

Borsa valori

mercato finanziario
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'edificio della Camera di Commercio di Torino, vedi Borsa Valori (Torino).
Tabellone borse valori
Palazzo Mezzanotte, sito a Milano, è l'edificio che ospita la Borsa Italiana

La borsa valori è un mercato finanziario regolamentato dove vengono scambiati valori mobiliari e valute estere.

Si tratta di un mercato secondario, essendovi trattati strumenti finanziari che sono già stati emessi e quindi già in circolazione, ed è un mercato ufficiale (o regolamentato), poiché vi sono disciplinate in modo specifico tutte le operazioni di negoziazione e loro modalità, gli operatori, le tipologie contrattuali ammesse etc.[1]

StoriaModifica

Età anticaModifica

La prima evidenza scritta di operatori di cambio, prestiti e depositi si ha in Babilonia con il codice di Hammurabi[2][3][4][5], cui sono seguite figure come il trapezita dell'antica Grecia, gli "argentarii" Etruschi (che provenivano dalla Lidia), e il loro discendente mensaurius nell'antica Roma[6] - ma, nonostante la compartecipazione alle imprese sia antica, queste figure non operano ancora nel mercato borsistico, specializzato nello scambio dei titoli, che nascerà propriamente solo ad Amsterdam nel '600.[7]

Età modernaModifica

A partire dal tardo medioevo, nelle città-stato italiane nacquero e si diffusero i titoli negoziabili, i biglietti di cambio, le imprese, il sistema bancario per registro - fino alla costituzione intorno al XV secolo dei primi organismi bancari importanti e alla trasformazione delle fiere in luoghi di scambio e di commercio. Queste innovazioni vennero portate a Bruges nel '300, nuovo luogo di incontro dei mercanti italiani commercianti nella regione anseatica.[8]

Il termine "Borsa" deriva dalle riunioni per determinare il valore delle merci e delle valute che si tenevano a Bruges nel '300 e nel '400 presso il palazzo Ter Buerse (già taverna che radunava mercanti e specializzata nella loro consulenza[9], poi centro della piazza luogo degli scambi monetari e delle sedi "nazionali" dei mercanti stranieri), costruito dall'antica famiglia aristocratica Van der Bourse, che decorò (com'è ancora visibile) l'ingresso del palazzo con il proprio simbolo araldico: tre borse.[10] Dopo Bruges, le prime borse sorsero ad Anversa nel 1531, a Lione nel 1548 e a Francoforte sul Meno nel 1585. Il cammino delle borse fu quello di passare da una gestione privata ad una pubblica, fortemente regolamentata.

Nel XVII secolo si ebbe la diffusione della società per azioni, si aprirono le prime Casa de Contratación, a Siviglia, a Londra e a Parigi, e nel 1561 la Borsa di Amsterdam prese il posto, come importanza, di quella di Anversa, specializzandosi sia nella contrattazione di merci che di titoli. Se agli inizi del XVIII secolo l'attività borsistica ricevette un grande impulso dall'espansione dei traffici, dell'emissione di titoli, degli investimenti, e dei debiti pubblici, a causa di forti speculazioni durante le varie guerre si ebbero una lunga serie di tracolli, che portarono in Inghilterra alla formulazione del Bubble Act per mettere fine alla confusione.

Età contemporaneaModifica

Nella prima metà del XIX secolo in Francia si assistette ad un boom speculativo che portò alla nascita di oltre 500 società in accomandita per azioni, sviluppatesi soprattutto a Parigi e a Lione. Nello stesso periodo in Inghilterra, grazie all'abolizione del Bubble Act, si ebbe una forte espansione del mercato; qui la diffusione delle azioni industriali nei centri provinciali - mentre Londra si occupava soprattutto delle azioni ferroviarie e delle società internazionali - rendeva il mercato notevolmente diffuso, a macchia di leopardo, sul territorio nazionale. Negli Stati Uniti d'America i primi cinque decenni del secolo furono scanditi dalle differenti politiche dei vari Presidenti, che agevolarono oppure ostacolarono l'espansione dei mercati finanziari e azionari.[6]

DescrizioneModifica

Attività tipicaModifica

Compito della borsa è quello di ricevere gli ordini di compravendita dagli operatori ed eseguirli, attenendosi alla legge della domanda e dell'offerta.[non chiaro]

Il lavoro degli operatori (traders) viene chiamato trading ("scambio"), intendendo lo scambio di uno strumento finanziario per del denaro contante. L'attività di trading è fortemente regolamentata, con sanzioni penali e/o amministrative definite in pressoché in tutti gli ordinamenti.

Il sistema scambi organizzatoModifica

Dal 1998 in tutte le Nazioni che aderiscono all'UE e all'OCSE, i mercati regolamentari possono avere regolamenti interni e statutari decisi dalla società di gestione; tale mercato è definito "SSO (Sistema di Scambi Organizzati)" ed è anche detto più comunemente "Borsa" (Borsa Privata), che quindi si può suddividere in indipendente (come la Borsa Privata) ed in istituzionale (come la Borsa centrale, in genere dello Stato - per l'Italia, Borsa Italiana o Italian Stock Exchange); il mercato istituzionale adotta nel suo registro e nella propria compagine societaria e/o tra le aziende quotate/quotabili enti pubblici, società pubbliche, società miste ovvero accreditamenti istituzionali, ovvero aziende che siano titolari di concessioni o che abbiano requisiti per partecipare a concordati o ad appalti pubblici.

Il primo SSO privato e indipendente italiano è TEMEX ("Terzo Mercato Exchange").[senza fonte] In seguito molti istituti bancari e SIM hanno adottato internamente un proprio SSO, in cui è possibile acquistare o vendere quote di società ivi quotate, direttamente da sportelli bancari e\o presso promotori finanziari, ovvero agenzie di intermediazione. L'unico SSO privato istituzionale (istituzionalizzato) fu il MAC ("Mercato Alternativo del Capitale"), dal 2006 rilevato da Borsa Italiana. Il primo SSO in Europa Continentale fu SmallXChange, società (Ltd) panamense con sede in Inghilterra.

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Borsa Italiana.

In Italia prima dell'avvento della borsa telematica, oltre alla Borsa di Milano erano presenti anche queste piazze di scambio minori e con funzione prettamente regionale: Borsa Valori di Roma; Borsa Valori di Torino; Borsa Valori di Bologna, Borsa Valori di Genova; Borsa Valori di Venezia; Borsa Valori di Firenze; Borsa Valori di Napoli; Borsa Valori di Palermo; Borsa Valori di Trieste.

Borse valori maggioriModifica

Le seguenti sono le 20 maggiori borse valori per capitalizzazione di mercato (in miliardi di dollari statunitensi), secondo la Federazione Mondiale delle Borse.[11]

P. Economia Borsa Capitalizzazione
(miliardi di $)
dicembre 2012
Volume di scambi
(miliardi di $)
dicembre 2012
1   Stati Uniti   Europa NYSE Euronext (US & Europa) 16918 15019
2   Stati Uniti   Europa NASDAQ-OMX (US & Nord Europa) 5578 10371
3   Giappone Borsa del Giappone (Japan Exchange Group) 3681 3606
4   Regno Unito
  Italia
Borsa di Londra (London Stock Exchange) & Borsa Italiana 3397 2194
5   Hong Kong Borsa di Hong Kong (Hong Kong Stock Exchange) 2832 1106
6   Cina Borsa di Shanghai (Shanghai Stock Exchange) 2547 2599
7   Canada Borsa di Toronto (Toronto Stock Exchange) 2059 1357
8   Germania Borsa di Francoforte (Deutsche Börse) 1486 1276
9   Australia Borsa Australiana (Australian Securities Exchange) 1387 936
10   India Borsa di Bombay (Bombay Stock Exchange) 1263 110
11   India Borsa valori indiana (National Stock Exchange of India) 1234 526
12   Svizzera Borsa di Zurigo (SIX Swiss Exchange) 1233 585
13   Brasile Borsa di San Paolo (BM&F Bovespa) 1227 875
14   Corea del Sud Borsa della Corea (Korea Exchange) 1179 1518
15   Cina Borsa di Shenzhen (Shenzhen Stock Exchange) 1150 2369
16   Spagna Borsa Spagnola (Bolsas y Mercados Españoles) 995 852
17   Sudafrica Borsa di Johannesburg (Johannesburg Securities Exchange) 908 336
18   Russia Borsa di Mosca (Moscow Interbank Currency Exchange) 825 337
19   Singapore Borsa di Singapore (Singapore Exchange) 765 256
20   Taiwan Borsa di Taiwan (Taiwan Stock Exchange) 735 679

NoteModifica

  1. ^ https://www.borsaitaliana.it/borsa/glossario/mercato-regolamentato.html
  2. ^ Moorey, P R S, Ancient Mesopotamia :Materials and Industries The Archaeological Evidence, Eisenbrauns, 1 Nov. 1999, ISBN 1-57506-042-6. URL consultato l'8 giugno 2012.
  3. ^ Beaudreau, B C – World Trade iUniverse, 13 Sep 2004 ISBN 0595778445 Retrieved 2012-06-08
  4. ^ secondary references – [1] + [2] + [3] + [4]
  5. ^ Chahin, M. – Before the Greeks James Clarke & Co., 1996 ISBN 0718829506 Retrieved 2012-06-08
  6. ^ a b Loretta Bruschini Vincenzini, "Storia della Borsa", Newton, 1996, pag.10
  7. ^ Stringham, Edward Peter; Curott, Nicholas A.: On the Origins of Stock Markets [Part IV: Institutions and Organizations; Chapter 14], pp. 324-344, in The Oxford Handbook of Austrian Economics, edited by Peter J. Boettke and Christopher J. Coyne. (Oxford University Press, 2015, ISBN 978-0199811762). Edward P. Stringham & Nicholas A. Curott: "Business ventures with multiple shareholders became popular with commenda contracts in medieval Italy (Greif, 2006, p. 286), and Malmendier (2009) provides evidence that shareholder companies date back to ancient Rome. Yet the title of the world's first stock market deservedly goes to that of seventeenth-century Amsterdam, where an active secondary market in company shares emerged. The two major companies were the Dutch East India Company and the Dutch West India Company, founded in 1602 and 1621. Other companies existed, but they were not as large and constituted a small portion of the stock market (Israel [1989] 1991, 109–112; Dehing and 't Hart 1997, 54; dela Vega [1688] 1996, 173)."
  8. ^ https://www.nbbmuseum.be/en/2010/01/stockmarket.htm
  9. ^ http://www.belgiumview.com/belgiumview/tl2/view0001212.php4?pictoshow=0001212ab
  10. ^ B. Mark Smith, The Equity Culture: The Story of the Global Stock Market., Farrar, Straus and Giroux, 4 agosto 2015, ISBN 0-374-28175-0.
  11. ^ Federazione Mondiale delle Borse (dati mensili); Archiviato il 17 agosto 2014 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • Roberto Araldi, Andamenti dei mercati borsistici e comportamenti umani, Giappichelli, Torino, 2008.
  • Roberto Araldi, L'influenza delle distorsioni cognitive sull'andamento dei mercati borsistici, Giappichelli, Torino, 2011.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Informativa societaria (non ufficiale)
Controllo di autoritàLCCN (ENsh85128191 · GND (DE4079188-9 · NDL (ENJA00572100