Boys Don't Cry (film)

film del 1999 diretto da Kimberly Peirce
Boys Don't Cry
Boys Don't Cry (film).jpg
Hilary Swank in una scena del film
Titolo originaleBoys Don't Cry
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1999
Durata118 min
Dati tecniciColore
rapporto: Widescreen
Generebiografico, drammatico
RegiaKimberly Peirce
SoggettoTracy Granger
SceneggiaturaKimberly Peirce
ProduttoreEva Kolodner
Produttore esecutivoJohn Sloss
Casa di produzioneRegency Enterprises
Distribuzione in italianoFox Searchlight Pictures
FotografiaJim Denault
MontaggioTracey Granger
Effetti specialiJack Bennett
MusicheNathan Larson
ScenografiaMark Shelby
CostumiVicki Farrell
TruccoNicki Ledermann
Art directorShawn Carroll
Character designMichael Shaw
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Boys Don't Cry è un film del 1999, diretto da Kimberly Peirce ed interpretato da Hilary Swank e Chloë Sevigny.

Il soggetto è basato su un fatto di cronaca: le vicissitudini del giovane Brandon Teena, transgender biologicamente femmina nato Teena Brandon. Nonostante la non eccellente distribuzione negli Stati Uniti la pellicola suscitò interesse e consensi, accresciuti con il concomitante assassinio di un adolescente gay, Matthew Shepard.

Grazie a questo film, Hilary Swank si è aggiudicata il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico e l'Oscar alla miglior attrice nel 2000, mentre Chloë Sevigny è stata candidata agli stessi premi per il suo ruolo da non protagonista.

TramaModifica

Alla fine del 1993, Brandon Teena si trasferisce da Lincoln a Falls City, Nebraska, depressa cittadina di provincia ben nota per la sua chiusura mentale e vari episodi di cronaca nera. Brandon è generoso, solare e affascinante, ma nasconde a tutti il segreto di essere un ragazzo transgender, fatto che si rivelerà in modo inequivocabile allorché verrà denudato di forza. Teena si complica pericolosamente la vita mentendo a tutti e di continuo, talora senza necessità.

Brandon trova lavoro, diviene amico della timida ragazza madre Candace Lambert e dei loschi John Lotter e Tom Nissen - con precedenti penali - fino a instaurare una relazione con la giovane introversa Lana Tisdale, ex ragazza di Lotter, che trova in lui un amore e una devozione senza precedenti, ricambiandolo con trasporto, indifferente persino alla nozione di transgender, di essere nato donna, con pulsioni maschili crescenti che lo spingeranno a progettare il cambiamento di sesso mediante un difficilissimo intervento chirurgico nel quale dovranno costruire un pene impiegando non una protesi ma tessuti suoi.

La situazione precipita quando, fermato dalla Polizia per guida spericolata, si vengono a scoprire a carico di Brandon alcuni piccoli precedenti in altre contee dello Stato, del suo processo in corso cui sarà contumace, e soprattutto la sua identità transgender. Ciò gli vale la detenzione in un carcere femminile da cui esce su cauzione di una incredula Lana, alla quale racconta di essere transgender.

Il suo arresto non passa inosservato, finendo sui giornali e nelle mani della famiglia di Lana, di John e Tom. Questi, inorriditi da quello che considerano una perversione, lo costringono a spogliarsi per essere indi trascinato in un posto isolato e stuprato brutalmente, violentemente e ripetutamente. Brandon Teena fugge e denuncia i suoi stupratori, nonostante la profonda sofferenza e l'incomprensione dello sceriffo. Candace lo nasconde in casa sua per essere quindi raggiunto da Lana. I due, rendendosi conto di amarsi al di là di qualunque ostacolo, progettano una fuga, ma, quando Lana torna a casa sua per fare le valigie, trova John ubriaco e armato, adirato con Brandon.

Tentando di depistarlo, convince lui e Tom ad andare a bere una birra insieme e sale sulla loro macchina ma i giovani lo conducono in casa di Candace assassinando questa insieme a Teena. Lana, risparmiata insieme al bambino di Candace, veglia a fianco delle salme per poi lasciare la città recando una lettera di Brandon.

Nelle didascalie nei titoli di coda si viene a sapere che i due assassini vennero arrestati e mentre Niessen ottenne l'ergastolo testimoniando contro Lotter, quest'ultimo è detenuto nel braccio della morte; qualche anno più tardi Lana ebbe una figlia e tornò a Falls City per crescerla.

ProduzioneModifica

All'inizio fu presa in considerazione Chloë Sevigny (che interpreta Lana) per il ruolo principale; dopodiché furono provate in tre anni centinaia di attrici prima di arrivare a Hilary Swank.

Il film è ambientato in Nebraska, ma fu girato nei dintorni di Dallas (Texas).

Colonna sonoraModifica

  1. The Bluest Eyes in Texas - Nina Person / Nathan Larson
  2. A New Shade of Blue - The Bobby Fuller Four
  3. She's Got a Way - The Smithereens
  4. Who's That Lady? - The Isley Brothers
  5. Codine Blues - The Charlatans
  6. Silver Wings - The Knitters
  7. Who Do You Love? - Quicksilver Messenger Service
  8. Tuesday's Gone - Lynyrd Skynyrd
  9. Haunt - Roky Erickson
  10. Dustless Highway - Nathan Larson
  11. What's Up With That? - The Dictators
  12. Why Can't We Live Together? - Timmy Thomas
  13. Boys don't cry - The Cure
  14. She's a diamond - Opal

Fu pubblicata l'11 novembre 1999 dalla Koch Records.

DistribuzioneModifica

Date di uscitaModifica

ControversieModifica

Benché sia basato su una storia vera, il film presenta notevoli incongruenze e ha scatenato proteste da parte delle persone realmente coinvolte nella vicenda, tra i quali i familiari della vittima, Lana Tisdale e gli abitanti di Falls City. È del tutto assente ad esempio Philip DeVinne, fidanzato della sorella della Lambert e terza vittima di John Lotter e Tom Nissen, né viene mai menzionato.

La madre di Brandon, JoAnn, manifestò il proprio disappunto all'agenzia di stampa Associated Press, nel 2000, nei confronti dell'attrice protagonista Hilary Swank, che la notte degli Oscar pronunciò un discorso di ringraziamento riferendosi alla figlia come un "lui". Continuò inoltre a negare che la figlia fosse un transgender, rivelando che da piccola era stata molestata e avesse deciso di travestirsi come mera strategia difensiva.

Lana Tisdale si lamentò con la produzione per invasione della privacy, l'uso non autorizzato del suo nome e l'interpretazione della Sevigny la dipingesse come una persona pigra, spesso ubriaca, viscida e incolta (white trash). Tisdale smentì la sua presenza nella scena dell'omicidio e soprattutto il prosieguo della relazione dopo aver scoperto l'identità somatica di Brandon. Per la scena dello stupro, peraltro, il film fu catalogato con un RESTRICTED (RATED NC-17) (vietato ai minori di 17 anni) dalla Motion Picture Association of America mentre in Italia fu apposto il divieto ai minori di 18 anni.

RiconoscimentiModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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