Brachetto d'Acqui spumante

vino DOCG piemontese
Brachetto d'Acqui spumante
Dettagli
StatoItalia Italia
Resa (uva/ettaro)8,0 t
Resa massima dell'uva70%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
10,0%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
12,0% di cui almeno il 6% svolto
Estratto secco
netto minimo
18,0 g/l
Riconoscimento
TipoDOCG
Istituito con
decreto del
30/11/11  
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il Brachetto d'Acqui spumante è un vino a DOCG[1]

Zona di produzioneModifica

Il territorio dei comuni di Vesime, Cessole, Loazzolo, Bubbio, Monastero Bormida, Rocchetta Palafea, Montabone, Fontanile, Mombaruzzo, Maranzana, Quaranti, Castel Boglione, Castel Rocchero, Sessame, Castelletto Molina, Calamandrana, Cassinasco, Nizza Monferrato in provincia di Asti e

Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Alice Bel Colle, Strevi, Ricaldone, Cassine, Visone in provincia di Alessandria

Vitigni con cui è consentito produrloModifica

  • Brachetto minimo 97%;
  • Altri vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte per un massimo del 3%

Tecniche di produzioneModifica

Sono ammessi solo vigneti collinari

Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4 000 ceppi/ha.

L'allevamento è consentito solo a controspalliera

È vietata ogni pratica di forzatura. Ma è consentita l'irrigazione di soccorso. La rifermentazione può essere effettuata in bottiglia metodo classico o in autoclave metodo Martinotti

Tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, debbono essere effettuate nella zona DOCG.

Caratteristiche organoletticheModifica

  • spuma: fine, persistente
  • colore: rosso rubino di media intensità e tendente al granato chiaro o rosato;
  • odore: aroma muschiato, molto delicato;
  • sapore: dolce, morbido, delicato caratteristico;

Informazioni sulla zona geograficaModifica

Le caratteristiche del "Brachetto d'Acqui" docg sono date principalmente dal territorio di produzione, l'Alto Monferrato. All'interno della zona di produzione, ripartita su 26 comuni tra la provincia di Asti ed Alessandria, si trovano terreni di composizione argillosa nella zona di Nizza Monferrato mentre nell'acquese vi è presenza di sabbia e limo. Queste caratteristiche influiscono nettamente ed in modo rilevante sulle sfumature olfattive delle uve prodotte e dei vini derivanti.[1]

Cenni storiciModifica

Il Brachetto d'Acqui spumante nasce grazie ad un produttore rispettoso della tradizione ma lungimirante quale Arturo Bersano che, intorno agli anni 50, mise a punto un Brachetto spumante vinificato in autoclave con metodo Charmat[1](metodo Martinotti)

Precedentemente all'attuale disciplinare questo vino è stato riconosciuto DOC con DPR 13.08.1969 (G.U. 282 - 07.11.1969), successivamente è stato riconosciuto DOCG con DM 24.04.1996 (G.U. 132 - 07.06.1996), modificato con DM 28.02.2011 (G.U. 61 - 15.03.2011) e infine modificato con DM 30.11.2011 (Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP)[1]

Secondo il disciplinare del 1996 il "Brachetto d'Acqui spumante" risultava un vino ottenuto dalla fermentazione di uva Brachetto dal 90 al 100%. Con le seguenti caratteristiche:

  • resa_uva=80 q
  • resa_vino=70,0%
  • titolo_uva=10,0%
  • titolo_vino=12,0%
  • estratto_secco=18,0‰
  • colore: rosso rubino di media intensità e tendente al granato chiaro o rosato
  • odore: aroma muschiato molto delicato
  • sapore: dolce, morbido, delicato, caratteristico

Abbinamenti consigliatiModifica

Crostate di frutta, in particolare ai frutti di bosco, con fragole fresche e con macedonie di frutta (senza liquore). Ottimo con il cioccolato in particolar modo la versione di Brachetto d'Acqui docg "passita". Apprezzato anche come aperitivo con formaggi e salumi.

ProduzioneModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica