Brenno Useria

frazione del comune italiano di Arcisate
Brenno Useria
frazione
Brenno Useria – Veduta
Il santuario sul monte Useria
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaVarese
ComuneArcisate-Stemma.png Arcisate
Territorio
Coordinate45°51′50″N 8°53′00″E / 45.863889°N 8.883333°E45.863889; 8.883333 (Brenno Useria)Coordinate: 45°51′50″N 8°53′00″E / 45.863889°N 8.883333°E45.863889; 8.883333 (Brenno Useria)
Altitudine382 m s.l.m.
Abitanti1 630 (ISTAT 21/10/2001)
Altre informazioni
Cod. postale21051
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantibrennesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brenno Useria
Brenno Useria

Brenno Useria (spesso abbreviata in Brenno, nome ufficiale fino al 1863, Brènn in dialetto varesotto) è una frazione del comune di Arcisate, in provincia di Varese. Prima del gennaio 1929 era però un comune autonomo della provincia di Varese, e prima del 1927 della provincia di Como.

Useria è anche il nome di una collina all'interno del territorio della frazione, alta 555 metri[senza fonte], sulla quale sorge il “Santuario dell'Useria”, dedicato alla madonna, una delle tre chiese consacrate di Brenno, la cui festa si celebra il lunedì dell'angelo. Il santuario fu riedificato nel secolo XVII su un precedente edificio. In cima all'Useria vi è anche una grade croce posta nei primi anni del Novecento chiamata "crocione".

Le altre due chiese di Brenno sono la chiesa parrocchiale di S.Maria Immacolata e la chiesetta di S.Antonio accanto alla parrocchiale dove si celebrano le messe feriali.

Il paese conquistò una certa fama nei primi anni del Novecento quando da una cava (ormai esaurita), chiamata Predera, veniva estratta la cosiddetta "pietra bianca di Brenno", una pietra piuttosto morbida di colore bianco con pochissime impurità o irregolarità, caratteristiche che la resero ideale per la scultura, tanto che veniva paragonata al marmo di Carrara. Gli scalpellini di Brenno si ritagliarono un piccolo angolo di celebrità nella storia e molti emigrarono negli USA. Ora in memoria di quell'epoca rimangono nel paese esempi come targhe commemorative, il monumento ai caduti e le statue nella chiesa.

StoriaModifica

 
Scalpellini della Predera, marzo 1905

Il nome di Brenno deriva dal celtico "bren" che significa luogo boscoso, quale doveva essere appunto la contrada a quei tempi. Il nome di Useria che fino alla seconda metà dell'800 indicava una località vicina ma diversa, venne unito a quello di Brenno nel 1859, quando la circoscrizione della nuova parrocchia incorporò anche il santuario d'Useria.[senza fonte]

Nelle antiche torbiere, tutt'intorno al paese, furono rinvenuti reperti archeologici dell'età della pietra e del bronzo, testimonianza dei primitivi insediamenti umani; la tradizione poi fa di Brenno il capoluogo di tribù celtiche e la zona in cui Caio Mario (156-86 a.C.) stabilì i suoi accampamenti durante la guerra coi Cimbri.[senza fonte]

Lo stazionamento dei romani in questa terra è provata da documenti archeologici risalenti ai primi decenni dell'impero.[senza fonte]

Brenno è citato come un villaggio popolato da 99 persone nel 1571. Registrato agli atti del 1751 come un borgo di 191 abitanti, nel 1786 Brenno entrò per un quinquennio a far parte dell'effimera Provincia di Varese,[1] per poi cambiare continuamente i riferimenti amministrativi nel 1791, nel 1798 e nel 1799. Alla proclamazione del Regno d'Italia nel 1805 risultava avere 313 abitanti.[2] Dopo una triennale annessione ad Induno, nel 1812 si registrò la prima esperienza di unione con Arcisate a seguito di un regio decreto di Napoleone, ma l'autonomia di Brenno fu poi ripristinata a seguito del ritorno degli austriaci. L'abitato crebbe poi discretamente, tanto che nel 1853 risultò essere popolato da 563 anime, salite a 666 nel 1871. Dopo una leggera crescita demografica nella seconda metà del XIX secolo, la situazione si stabilizzò fino ai 751 residenti del 1921. Fu quindi il fascismo a riproporre nel 1928 l'antico modello napoleonico, stabilendo la definitiva annessione ad Arcisate.

 
Cappelletta dedicata alla Madonna

Il colera agli inizi dell'OttocentoModifica

«ASCOLTATE O SIGNORE I PRIEGHI NOSTRI ED IL SUONO DELLE FLEBILI NOSTRE VOCI A VOI ARRIVI[3]»

(Salmo 101)

In paese è attivo più che mai l'Oratorio dell'Addolorata, innalzato nel 1836, per voto dei brennesi decimati da un'epidemia di colera, sui resti della cinquecentesca cappella di S. Michele Arcangelo.

In via G.B.Grassi è presente una piccola cappella consacrata alla Madonna, eretta nel 1837 anch'essa come voto per le vittime del colera. All'interno della cappella è inciso:

NELLE INDIE ORIENTALI INSORSE
IL MISTERIOSO E MICIDIALE FLAGELLO CHOLERA MORBUS
DOPO IL SERPEGGIO DI XIX ANNI PEL GLOBO TERRAQUEO
RESTO CONFUSO L'UMAN SAPERE NEL FRAPPORSI
NON RIMASE ALTRO CONFORTO CHE UMILIARSI A DIO
GIUNSE A BRENNO CON TERRIBILE ASPETTO NEL SETTEMBRE MDCCCXXXVI
DA COMUNE DEVOZIONE QUESTO A DIO E ALLA B. V. ADDOLORATA ERESSERO
L'ANNO DI CRISTO MDCCCXXXVII
SOPRA ANTICA ED ABBANDONATA CAPPELLETTA.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Buzzi Gianpiero e Cinzia, Arcisate - Secoli di rintocchi e voci dal silenzio, Edizione casa nostra - Pro Arcisate, ottobre 1999, ISBN non esistente.

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