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Brian May

chitarrista britannico
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo compositore australiano, vedi Brian May (compositore).
Brian May
Brianmaywestminster.jpg
Brian May nel 2013
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenereHard rock
Glam rock[1]
Arena rock[2]
Rock progressivo[2]
Art rock[2]
Heavy metal[2]
Rock psichedelico[2]
[2]
[2]
Periodo di attività musicale1964 – in attività
StrumentoChitarra, voce, pianoforte, ukulele, arpa, sintetizzatore, koto, banjo, tastiere, batteria
Gruppo attualeQueen + Adam Lambert
Gruppi precedentiQueen / Queen + Paul Rodgers
Album pubblicati44
Studio19 (16 con i Queen, 3 solista)
Live10 (9 con i Queen, 1 solista)
Raccolte15 (15 con i Queen)
Sito ufficiale

Brian Harold May (Twickenham, 19 luglio 1947) è un chitarrista, cantautore e compositore britannico, famoso per essere membro dei Queen, band da lui fondata insieme a Roger Taylor. È l'autore di alcuni dei brani più celebri del gruppo, come Tie Your Mother Down, We Will Rock You, Flash, Hammer to Fall, Who Wants to Live Forever, I Want It All, Save Me, '39, No-One but You (Only the Good Die Young) (con Taylor e Deacon), The Show Must Go On. Figura al 26º posto nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi redatta nel 2011 dalla rivista Rolling Stone[3].

Indice

BiografiaModifica

Brian May nasce a Feltham (un sobborgo di Londra) il 19 luglio 1947[4]. All'età di cinque anni incomincia a suonare il pianoforte, ma la sua vera passione è la chitarra. Incomincia a prendere confidenza con la chitarra suonando l'ukulele-banjo o banjolele (George Formby style) portato in guerra da suo padre. May apprende molto velocemente i fondamenti dello strumento e ben presto si cimenta nel suonare una chitarra flamenca amplificata da un pick-up da lui stesso costruito. I suoi genitori, Harold e Ruth May, non sono in grado di acquistargli una costosa Fender Stratocaster, così nel 1963, a sedici anni, May, con l'aiuto del padre ingegnere, incomincia a costruire la sua Red Special, ultimata nel 1965 e utilizzata ancora oggi[5].

Prima dell'inizio degli studi universitari suona con Tim Staffell, un bassista e cantante, con i 1984, formatisi nel 1964[1]; quindi fonda gli Smile, nei quali suona il giovane batterista Roger Taylor. Tim Staffell presenta a May un compagno di studi chiamato Farrokh Bulsara (che cambierà il suo nome in Freddie Mercury). Intanto a causa di problemi interni, gli Smile si separano. Tim Staffell decide di ritirarsi e di suonare in altre band più motivate mentre Freddie, Brian e Roger fondano un nuovo gruppo, chiamato Queen. Nel 1971 dopo anni di ricerca dell'ultimo componente si aggiunge a loro il bassista John Deacon. Brian, oltre a essere chitarrista ha portato avanti i suoi studi universitari; nel 1965 si trasferisce a Londra, dove incomincia a frequentare la facoltà di Fisica e Astronomia dell'Imperial College London (la canzone Long Away, inclusa nell'album A Day at the Races del 1976, rispecchia la passione del chitarrista per le stelle). Si laurea con lode in Fisica, intraprende poi il dottorato di ricerca in Astronomia dell'infrarosso, che abbandona per dedicarsi alla carriera musicale. All'età di 60 anni decide di riprendere gli studi e ottiene il dottorato in astrofisica ad agosto 2007.[6] Poco dopo pubblica la sua tesi: Un'analisi delle velocità radiali della nube zodiacale. Nel 2015 collabora alla missione New Horizons per lo studio di Plutone[7]. Questa sua specializzazione è menzionata anche nella motivazione della dedica dell'asteroide 52665 Brianmay.

 
Brian May nel 1977

Dopo i primi due album, Queen del 1973 e Queen II del 1974, i Queen vanno in tour come supporto dei Mott the Hoople. A causa di una siringa infetta, usata per iniettare un vaccino, Brian contrae l'epatite C[senza fonte], che gli impedisce di continuare il tour in America ma che comunque non gli impedirà di lavorare al terzo album del gruppo, Sheer Heart Attack, che ottiene un buon successo. Il 1975 è l'anno della svolta: con l'uscita dell'album A Night at the Opera, i Queen trionfano aggiudicandosi la fama in tutto il mondo. Con il passare degli anni la band inglese diventa sempre più famosa, fino a quando, nel 1986, si svolge il Live at Wembley, il concerto-emblema dei Queen, nel quale Brian può farsi apprezzare in canzoni quali One Vision, Tie Your Mother Down e Bohemian Rhapsody, dove il chitarrista dà il via a una serie di improvvisazioni miste alla tablatura originale. Nel corso degli anni Brian ha dato vita a numerosi e apprezzati progetti da solista, collaborando con diversi chitarristi come Tony Iommi dei Black Sabbath Slash dei Guns 'n' Roses e con cantanti come Zucchero e Luciano Pavarotti. Il 30 giugno 1993 apre come guest il concerto dei Guns 'n' Roses a Modena in Italia suonando in assolo.

Il 29 novembre 2003 prende parte al 46664 Nelson Mandela AIDS Day Concert. Insieme con artisti come Anastacia e Dave Stewart scrive "Amandla" (parola xhosa e zulu che significa "Forza"), la colonna sonora dell'evento organizzato da Nelson Mandela ed eseguita dal vivo insieme con [Anastacia]], Dave Stewart, Bono e Beyoncé al Green Point Stadium di Città del Capo, Sudafrica.[8][9]

Il 16 febbraio 2012 è stato ospite al Festival di Sanremo per suonare con Kerry Ellis e Irene Fornaciari che era una concorrente della manifestazione, accompagnando le due cantanti con la sua Red Special in We Will Rock You. Il 12 agosto 2012 ha partecipato alla cerimonia di chiusura dei Giochi della XXX Olimpiade, suonando Brighton Rock ed esibendosi in We Will Rock You con Roger Taylor e Jessie J.

Il 25 aprile 2013 viene pubblicato il doppio album dal vivo Starmus - Sonic Universe, frutto della collaborazione con il gruppo di musica elettronica tedesco Tangerine Dream, registrato il 24 giugno 2011 presso il Magma Arte & Congresos Concert Hall di Tenerife in occasione dello Starmus Festival 2011.[10] Nell'album May suona in quattro brani: Supernova (Real Star Sounds) e Sally's Garden (brani inediti composti per l'occasione), Last Horizon (tratta dall'album Back to the Light) e We Will Rock You (uno dei pezzi storici della discografia dei Queen), riproposte in una nuova veste riarrangiata in collaborazione con i Tangerine Dream.

Il 3 giugno 2015 è presente come ospite d'onore allo spettacolo "Arena di Verona: Lo spettacolo sta per iniziare", presso l'Arena di Verona, uno spettacolo d'introduzione alla stagione lirica dell'arena. Lo spettacolo è presentato da Paolo Bonolis, e presenta come colonna sonora Who Wants to Live Forever, scritta dallo stesso Brian. Durante lo spettacolo prende parte a un tributo a Freddie Mercury, dove, insieme con Kerry Ellis e Vittorio Grigolo, al coro e all'orchestra dell'arena, suona e canta Who Wants to Live Forever, Bohemian Rhapsody, We Will Rock You, Somebody to Love e altre famose opere della band inglese.

Nel 2018 esce in tutto il mondo il film Bohemian Rhapsody, nel quale May è interpretato dall'attore Gwilym Lee.

StileModifica

In possesso di una grande capacità compositiva, May è noto anche per il suo suono, che lo rende riconoscibile. Il suo tratto sonoro distintivo è dato dall'utilizzo della chitarra come strumento orchestrale, per armonie polifoniche, creando strati su strati di parti e soli di chitarra in sovraincisione, il tutto registrato in studio tramite il Deacy Amp, un piccolo amplificatore a transistor da 1 watt costruito dal bassista John Deacon nei primi anni 70 utilizzando pezzi di una vecchia radio a pile (Conquest Pr80 Supersonic) trovata in un cassonetto dell'immondizia a Londra[senza fonte]. Questa tecnica di registrazione con la costruzione di intricate armonie è presente in tutti gli album dei Queen, specialmente nei primi.

May è stato uno dei primi chitarristi a utilizzare il tapping e ad accordare la chitarra un tono sotto (The Prophet's Song in A Night at the Opera)[senza fonte]. Tra coloro che hanno detto di essersi ispirati a Brian, Steve Vai e Joe Satriani.

La Red SpecialModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Red Special.
 
Brian May in concerto nel 2005

Un aneddoto è legato alla Red Special, la chitarra che May suona usualmente; dato che tutte le chitarre più belle e appetibili erano economicamente al di fuori della portata della sua famiglia, il giovane Brian e il padre, un ingegnere appassionato di modellismo, ne costruirono una in casa con componenti di fortuna ricavati da legno di quercia e da parti dell'architrave (vecchio di 100 anni) di un caminetto in mogano per la tastiera. I segnatasti furono realizzati sagomando a mano dei bottoni presi dalla cesta per il cucito della madre Ruth. Ponte e blocco cordiera-tremolo furono ideati da May e costruiti presso l'officina situata all'interno della sua scuola. Il tremolo fu equipaggiato con molle prese da una vecchia motocicletta e con la leva ricavata da un sellino di bicicletta e un ferro da calza. Solo i pick-up furono acquistati in negozio, (Burns Tri-Sonic) e successivamente modificati da Harold e da Brian, riavvolgendoli con più spire e immergendoli in resina epossidica (Potting)[senza fonte]. Il suono della chitarra non soddisfaceva comunque il chitarrista, che fu completamente soddisfatto solo quando decise di usare come plettro, dopo innumerevoli prove, una monetina da 6 pence[senza fonte].

La Red Special, come fu battezzato lo strumento dagli amici di Brian, risultò di fattura così pregevole che anche dopo aver raggiunto il successo May si rifiutò di usare, se non in rare occasioni, altre chitarre. È in assoluto l'oggetto più caro a May che lo lega in qualche modo anche a suo padre, che aiutò il giovane Brian nella costruzione dello strumento.[senza fonte] Nel 2014 ha pubblicato un libro dedicato alla sua chitarra intitolato Brian May's Red Special. Il sound base di May può essere raggiunto abbinando una Red Special (attivando i pick-up al centro e al ponte in fase fra di loro), un pedale Treble booster e un amplificatore valvolare Vox AC30 spinto al massimo della potenza utilizzando il canale Normal.

Gli strumenti usati da May occasionalmenteModifica

Chitarre elettricheModifica

Chitarre acusticheModifica

Attivismo animalistaModifica

Nel 2010 May è diventato noto per la sua attività animalista, fondando in Inghilterra l'organizzazione no-profit Save Me.

Il 1º settembre 2012 è stato nominato vicepresidente della RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals) a Wildlife Rocks.

Nel 2013 veniva riportato come May desiderasse d'essere ricordato, oltre che per la sua vita artistica, anche per il suo "impegno nel cambiare il modo in cui ci comportiamo con le altre creature"[11].

OnorificenzeModifica

CuriositàModifica

 
Brian Harold May in concerto a Varsavia nel 1998.

DiscografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Brian May.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Queen.

Album da solistaModifica

Album in studioModifica

Album dal vivoModifica

EPModifica

CollaborazioniModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Brian May, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ a b c d e f g (EN) Queen, su AllMusic, All Media Network.
  3. ^ (IT) Rolling Stone Italia, La classifica dei 100 chitarristi migliori di sempre (40-20), in Rolling Stone Italia. URL consultato il 19 ottobre 2018.
  4. ^ (EN) May, Dr Brian Harold, (born 19 July 1947), guitarist, songwriter and producer; Owner, London Stereoscopic Company, since 2008 | WHO'S WHO & WHO WAS WHO, DOI:10.1093/ww/9780199540884.001.0001/ww-9780199540884-e-247368;jsessionid=e52cac3fdb5175656803886d587bf22c. URL consultato il 19 ottobre 2018.
  5. ^ (EN) Brian May: Me, my dad and ‘the old lady’, su the Guardian, 18 ottobre 2014. URL consultato il 19 ottobre 2018.
  6. ^ (EN) Queen star hands in science PhD
  7. ^ Brian May e New Horizons: il chitarrista dà una mano per studiare Plutone [collegamento interrotto], in International Business Times, 18 luglio 2015.
  8. ^ (EN) news.bbc.co.uk, http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/4042981.stm.
  9. ^ (EN) cbsnews.com, http://www.cbsnews.com/news/bono-we-can-do-more-about-aids/.
  10. ^ (EN) Tangerine Dream release Starmus – Sonic Universe featuring Brian May on 25th April, su queenonline.com, 24 aprile 2013. URL consultato il 10 gennaio 2014.
  11. ^ Brian May e il suo amore per gli animali (http://www.youanimal.it/brian-may-e-il-suo-amore-per-gli-animali/)
  12. ^ Articolo su musicalnews.com
  13. ^ Bang! The Complete History of the Universe by Brian May, Patrick Moore and Chris Lintott

Voci correlateModifica

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