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Brindisi Montagna

comune italiano
(Reindirizzamento da Brindisi di Montagna)
Brindisi Montagna
comune
Brindisi Montagna – Stemma
Brindisi Montagna – Veduta
Brindisi di Montagna
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoGerardo Larocca (lista civica "Radici comunità futuro") dal 26-05-2019
Territorio
Coordinate40°37′N 15°56′E / 40.616667°N 15.933333°E40.616667; 15.933333 (Brindisi Montagna)Coordinate: 40°37′N 15°56′E / 40.616667°N 15.933333°E40.616667; 15.933333 (Brindisi Montagna)
Altitudine800 m s.l.m.
Superficie59,88 km²
Abitanti887[1] (30-4-2017)
Densità14,81 ab./km²
Comuni confinantiAlbano di Lucania, Anzi, Potenza, Tricarico (MT), Trivigno, Vaglio Basilicata
Altre informazioni
Cod. postale85010
Prefisso0971
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076014
Cod. catastaleB181
TargaPZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantibrindisini
PatronoSan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brindisi Montagna
Brindisi Montagna
Brindisi Montagna – Mappa
Posizione del comune di Brindisi Montagna all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Brindisi Montagna (Brìnnese in dialetto lucano[2], Brundisium de Montanea in latino, chiamato spesso Brindisi di Montagna) è un comune italiano di 887 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata. È noto per essere il set de La storia bandita, spettacolo in cui vengono narrate le vicende del brigante Carmine Crocco e della sua banda nel periodo postumo all'unità d'Italia.

Geografia fisicaModifica

Sorge a 800 m s.l.m. nella parte centro-settentrionale della provincia al confine con la parte nord-orientale della provincia di Matera e fa parte della cosiddetta "Area Metropolitana di Potenza".

Confina con i comuni di: Trivigno (9 km), Vaglio Basilicata (13 km), Anzi (19 km), Albano di Lucania (20 km), Potenza (24 km) e Tricarico (MT) (36 km). Dista appunto 24 km da Potenza e 88 km dall'altra provincia lucana Matera.

StoriaModifica

Nel territorio comunale sono state evidenziate testimonianze di insediamenti che risalgono al III secolo a.C. Reperti archeologici dall'Eneolitico all'epoca bizantina (X secolo d.C.) sono conservati al Museo Provinciale di Potenza e testimoniano la continua esistenza di un abitato.

Nell'Alto Medioevo si era stabilita una comunità monastica di monaci basiliani, nella Badia dedicata a Santa Maria dell'Acqua Calda, così denominata per la presenza di una falda di acqua termale. Carlo I d'Angiò, con regio decreto del 1268, affidò il feudo di Brindisi e Anzi a Guidone da Foresta, nominandolo primus dominus Brundisii de Montanea et Ansiae. I signori feudali del posto fortificarono l'abitato con un castello. Il paese, allora situato nella località di “Aia di Brindisi”, era costituito nel 1277 da 136 “fuochi” (700 abitanti circa).

 
Via dei Crojesi

Dopo la conquista di Kruja nel 1478, arrivarono i primi profughi albanesi in terra di Brindisi Montagna.[3] Testimonianza di ciò è la toponomastica nel centro storico che vi ha dedicata la Via dei Crojesi (ovvero della città di Corone). La maggioranza di questi esuli era albanese della Grecia con proveniva dalla Morea, attuale Peloponneso. Essi ricostruirono l'abitato, ormai abbandonato e spopolato da molti secoli.

Per volontà del feudatario di Brindisi di Montagna, Pietro Antonio Sanseverino († 1559 Parigi), 9º conte di Tricarico, 4º principe di Bisignano, nel 1536, giunsero nelle terre abbandonate di Brindisi Montagna 30 famiglie di profughi di Corone, guidati da Lazzaro Mathes (o Lazaro Mathes), condottiero di nobile famiglia albanese e capitano degli stradioti,[4] dove ricostruirono il paese alle pendici del Castello. I cognomi delle 30 famiglie greco-albanesi furono: Barbati, Basta, Bellezza, Beccia, Bello, Bianco, Biluscio, Bodino, Bubbich, Buscicchio, Canadeo, Caparriello, Caporale, Colossi, Como, Creasi, Cresio, Greco, Lech, Licumati, Manes, Mattes, Molicchio, Musciacchio, Plescia, Prete, Pulmett, Rennisi, Scura e Truppa.[5]

La badia basiliana, abbandonata dai basiliani, fu donata dai principi Sanseverino ai monaci della Certosa di Padula; eretta a Grancia di San Demetrio nel 1503, divenne una grande azienda rurale condotta da monaci laici, raggiungendo il suo massimo splendore nel Settecento. Soppressi gli ordini monastici nel 1806, la Grancia fu acquistata da privati e poi rivenduta al Demanio verso il 1925.[6].

Il feudo di Brindisi passò dai Sanseverino ai D'Erario, agli Antinori, ai Battaglia e, da ultimo, ai Fittipaldi.

Nel 1799 anche Brindisi di Montagna partecipò ai moti libertari, capeggiati dal sacerdote Don Fabrizio De Grazia, erigendo l'albero della libertà in piazza. Dal 1860 al 1864 bande di briganti infestavano i boschi circostanti: il 2 novembre 1861, grazie ad un'improvvisa coltre di nebbia che ammantò il paese, i brindisini furono risparmiati dall'incursione delle bande di Crocco, Borjes e Serravalle.

StemmaModifica

Lo stemma di Brindisi rappresenta due covoni di spighe di grano sormontati da una croce.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Centro storico
  • Parco Grancia

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di San Nicola di Bari del XV secolo, costruita su resti di una piccola chiesa di rito bizantina dedicata a San Nicolò
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa di San Vincenzo Ferreri
  • Chiesa di San Giacomo
  • Cappella di San Lorenzo Martire e Grancia di San Demetrio in Contrada Grancia

Architettura storicaModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

 

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 101.
  3. ^ Rocco Larocca, La terra contesa. Feudalità, economia, demografia e conflitti a Brindisi montagna, Anzi, Centro Grafico di Rocco Castrignano, 2013, p. 56, ISBN 8889970960.
  4. ^ Rocco Larocca, p. 44
  5. ^ Andrea Pisani, Brindisi di Montagna - Stato fisico Condizioni economiche e politiche, su lucania1.altervista.org. URL consultato il 31 ottobre 2017.
  6. ^ Ogni anno il 10 settembre la chiesetta dell'ex badia è meta di fedeli per la festa di san Lorenzo martire: fino al 1950 vi andavano i devoti del circondario per invocare il santo contro la malaria; oggi le comitive affluiscono per una sagra rusticana di addio all'estate all'insegna del buon umore e della più cordiale ospitalità.
  7. ^ Brindisi di Montagna, riapre il castello, su ansa.it. URL consultato il 14 ottobre 2018.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Andrea Pisani, Dall'Albania a Brindisi di Montagna all'Italia. Cronistoria dal 1262 al 1927. Palombara Sabina, 1926 (Ristampa anastatica: Matera 1989).
  • Carlo Caterini, Gens Catherina de terra Balii. Edizioni Scientifiche Calabresi, Rende 2009.
  • Luigi Materi, L'ultima Canzone. Il Romanzo della Grancia, R. Caddeo e C., Milano 1922.
  • AA.VV., Brindisi di Montagna in eta moderna: la rivoluzione del 1799, a cura di G. Allegretti; prefazione di Antonio Libutti, Rionero in Vulture, 1990.
  • Nicola Masini, Il castello di Brindisi di Montagna in età medievale, in Regione Basilicata, 3 (1994), pp. 65–72.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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