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Brossasco

comune italiano
Brossasco
comune
Brossasco – Stemma Brossasco – Bandiera
Brossasco – Veduta
Panorama dal Colle della Ciabra
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoPaolo Amorisco (lista civica) dal 02/06/2017
Territorio
Coordinate44°34′11″N 7°21′40″E / 44.569722°N 7.361111°E44.569722; 7.361111 (Brossasco)Coordinate: 44°34′11″N 7°21′40″E / 44.569722°N 7.361111°E44.569722; 7.361111 (Brossasco)
Altitudine606 m s.l.m.
Superficie28,06 km²
Abitanti1 051[1] (30-11-2017)
Densità37,46 ab./km²
FrazioniMasueria, San Sisto, S.Mauro, Tonda, Varetto, Canonici, Castello, Barra, paris, Bianchi, Spagnoli.
Comuni confinantiBusca, Frassino, Gambasca, Isasca, Martiniana Po, Melle, Sampeyre, Sanfront, Valmala
Altre informazioni
Cod. postale12020
Prefisso0175
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004033
Cod. catastaleB204
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantibrossaschesi
PatronoMadonna della Neve
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brossasco
Brossasco
Brossasco – Mappa
Posizione di Brossasco in provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Brossasco (Brossasch in piemontese, Brousasc in occitano) è un comune italiano di 1 051 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte, situato nella Valle Varaita.

Geografia fisicaModifica

È situato nella bassa val Varaita a 606 m s.l.m. alla confluenza del torrente Gilba nel fiume Varaita.

StoriaModifica

La felice posizione del Comune, il luogo soleggiato e adagiato alla confluenza tra il torrente Varaita e il torrente Gilba che conferisce abbondanza di apporti alluvionali e rende il terreno favorevole all'agricoltura, fanno presumere che i primi insediamenti umani siano avvenuti già in epoca pre romana.

Il territorio comunale di Brossasco, come quello dell'intera Valle Varaita, fu abitato in origine da popolazioni celto-liguri, successivamente romanizzate a partire dal II secolo a.C.
A partire dal V secolo l'intero Piemonte sud-occidentale fu soggetto ad incursioni da parte di popolazioni barbariche le quali, con la definitiva caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) crearono domini stabili: all'inizio gli Ostrogoti, poi i Longobardi ed infine i Franchi che, con la creazione del Sacro Romano Impero (800 d.C.) suddivisero i territori piemontesi in contadi.
All'inizio del 900 i territori del sud Piemonte furono invasi dai Saraceni, che partendo dalla baia di La Garde Freinet, vicino a Nizza, compirono scorrerie e si stabilirono anche in Valle Varaita. La cacciata definitiva dei Saraceni avvenne tra il 970 e il 973, ma della loro presenza ancora oggi restano tracce, soprattutto nella toponomastica e in alcuni Comuni, nella tradizione di far rivivere nelle “Baìe” il ricordo del loro dominio.
L'atto di concessione fatta dall'imperatore Ottone III nell'anno 998 al vescovo Amizzone di Torino è forse il primo documento che riporta il nome della Valle Varaita e accenna alla presenza della sua popolazione.
La concomitanza della sconfitta dei Saraceni del 973, della prima menzione nel 998, e della unicità (per la valle) dello stemma che richiama il tempo dei saraceni, con le due lune crescenti e le due teste di moro, fa ritenere molti che Brossasco sia nato dalla stanziamento nell'area di una banda delle orde saracene sconfitte in quegli anni.
Altri documenti della prima metà del secolo XI (Cartario dell'abbazia di Breme) fanno menzione del luogo di Brossasco, dove il monastero di Pagno aveva alcuni possedimenti agricoli (campi, vigne, castagneti, boschi e terre per il pascolo. Il castello di Brossasco, di cui oggi rimangono poche tracce, fu eretto nel secolo XI a difesa del territorio dalle famiglie signorili del luogo che avevano il dominio feudale sul territorio.
Nel Medioevo la storia di Brossasco, il cui borgo cinto da forti mura era dominato dall'alto dal castello, fu legata alle vicende degli altri Comuni della Valle; fu feudo di diversi padroni, dai signori di Verzuolo ai Marchesi di Saluzzo, ai Savoia fino all'unificazione d'Italia.
Alla prima guerra mondiale (1915-18) Brossasco diede un tributo altissimo di sangue: una lapide ricorda ancora oggi i nomi dei 49 giovani brossaschesi morti nel conflitto.
Ancora nel secondo conflitto mondiale Brossasco è teatro di numerose vicende belliche, nel periodo della guerra di Liberazione, tra le formazioni partigiane, i tedeschi e i soldati di Salò. Le due piazze principali di Brossasco sono oggi dedicate a due partigiani che morirono sulle sue montagne: Volchi Savorgnan d'Osoppo e Mario Morbiducci.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[2]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Brossasco sono 53[3], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[4]:

  1. Romania, 29

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
La parrocchiale
  • la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea
  • la cappella di San Rocco, cistruzione del XVI secolo con affreschi sulla vita di san Rocco.

CulturaModifica

EconomiaModifica

AmministrazioneModifica

 
Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Domenico Amorisco Forza Italia Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Bartolomeo Beoletto lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Bartolomeo Beoletto lista civica Sindaco [5]
26 maggio 2014 31 gennaio 2017 Marcello Giacomo Nova lista civica Sindaco [5]
31 gennaio 2017 20 febbraio 2017 Claudia Bergia Comm. prefettizio [5]
20 febbraio 2017 12 giugno 2017 Claudia Bergia Comm. straordinario [5]
12 giugno 2017 in carica Paolo Amorisco lista civica: insieme per Brossasco Sindaco [5]

Altre informazioni amministrativeModifica

Brossasco faceva parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 21 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  4. ^ Dati superiori alle 20 unità
  5. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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