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BiografiaModifica

Ambiente familiareModifica

Bruno Bottai era figlio di Giuseppe Bottai, che fu Governatore di Roma (1935-1936) e ministro dell'Educazione Nazionale (1936-1943) durante il Regime Fascista, e di Cornelia Ciocca (1896-1978).

Carriera diplomaticaModifica

Laureato in giurisprudenza, a 24 anni entrò nella carriera diplomatica a seguito di concorso pubblico. Ben presto fu nominato vice console a Tunisi[1] e poi secondo segretario alla Rappresentanza italiana presso la Comunità Europea dal 1958 al 1961[1]. Capo del servizio coordinamento presso la segreteria generale del Ministero (1961-1966)[1] e poi consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio Emilio Colombo (1970-1972)[1] ha seguito, in particolare, lo sviluppo delle Comunità Europee. Negli anni '70 è stato capo del servizio stampa della Farnesina (1972-1976)[1], poi ambasciatore presso la Santa Sede (1979-1981)[1]. Promosso ambasciatore di grado nel maggio del 1981, fu incaricato della direzione generale degli Affari Politici (1981-1985)[1] e, successivamente, nominato ambasciatore a Londra (1985-1987)[1]. Tra il 1987 e il 1994 ha rivestito l’incarico di Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri, la più alta carica della diplomazia[2]. A chiusura di carriera, dal 1994 al 1997, ha rivestito nuovamente la carica di ambasciatore presso la Santa Sede[2].

Attività successivaModifica

Dall'aprile del 1995 sino alla morte, Bottai è stato Presidente della Società Dante Alighieri[2], l'ente nazionale fondato nel 1889 da Giosuè Carducci e un gruppo di intellettuali, con lo scopo di tutelare e promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo. Sotto la sua guida, la Società avviò numerosi progetti innovativi quali la certificazione PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) e la rete internet, ed adottò un nuovo statuto, che la parificava alle ONLUS. La sua visione della politica culturale dell'italiano all'estero si concentrò particolarmente nel favorire i rapporti tra la Dante Alighieri e la Farnesina nell'ambito di un sistema integrato che le permettesse di collaborare a livello internazionale con la rete diplomatica.

Nell'aprile del 1999, Bruno Bottai fu nominato Presidente della Fondazione Internazionale Premio Balzan[2].

Durante il suo periodo da Ambasciatore a Londra, Bottai venne a contatto con il gioco del cricket conoscendo Simone Gambino, figlio di Antonio, suo amico di lunga data, e Presidente della Federazione Cricket Italiana. Su invito di Simone Gambino, al rientro in Italia nel settembre 1987, Bottai assunse il ruolo di Presidente Onorario della Federazione Cricket Italiana.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1982[3]
  Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola e della cultura
— 2 aprile 2003[4]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Voices on Europe, Interview with Bottai, Bruno by M. G. Melchionni, European University Institute, Historical Archives of the European Union, Roma 17 February 1998 - 20 March 1998

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN179668 · ISNI (EN0000 0001 0652 8007 · SBN IT\ICCU\LO1V\162800 · LCCN (ENnr98007092 · GND (DE142877654 · BNF (FRcb135766825 (data) · WorldCat Identities (ENnr98-007092
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