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BiografiaModifica

Figlio di un operaio svizzero e di madre italiana, debutta al cinema nel 1960 nel film Der Herr mit der schwarzen Melone, grazie al quale viene notato dall'attore Gustav Knuth, che ne apprezza il talento. Nel 1970 è uno dei fondatori, assieme al regista Peter Stein e all'attrice Edith Clever, della compagnia teatrale berlinese di ispirazione brechtiana Schaubühne am Halleschen Ufer. Torna nel cinema nel 1975.

Il grande salto lo compie nel 1977, quando il regista tedesco Wim Wenders gli affida la parte del corniciaio Jonathan Zimmermann ne L'amico americano. Nel 1978 interpreta l'agente immobiliare Jonathan Harker nella celebre rivisitazione di Nosferatu, il principe della notte di Werner Herzog; il successo arriva nel 1987 con il film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Nel 1995 recita nella miniserie televisiva Il grande Fausto, incentrata sulla vita del campionissimo del ciclismo Fausto Coppi, interpretando il ruolo del massaggiatore non vedente Biagio Cavanna, scopritore e guida per l'intera carriera di Coppi.

La sua partecipazione a Pane e tulipani gli vale il David di Donatello 2000 come miglior attore protagonista. Si è segnalato anche come interprete teatrale, segnatamente nel Prometeo incatenato di Eschilo (1987) e in alcune opere di Bertolt Brecht. Tra le rappresentazioni teatrali più celebri, quella del Faust goethiano nella messinscena diretta da Peter Stein nel 2000 ad Hannover durante l'EXPO.

Nel 2004 interpreta Adolf Hitler nel film La caduta, diretto da Oliver Hirschbiegel, mentre nel 2010 è Tiziano Terzani ne La fine è il mio inizio, diretto da Jo Baier e tratto dall'omonimo libro postumo del giornalista e scrittore fiorentino. L'11 agosto 2011 l'attore, che vive dividendosi tra Zurigo, Berlino e Venezia, riceve il Pardo alla carriera al Festival del cinema di Locarno.[2] Nel 2013 viene scelto dal regista Ridley Scott per interpretare il ruolo del Papa nella serie The Vatican.[3]

Nel 2018 gli viene diagnosticato un carcinoma intestinale, malattia per cui inizia a sottoporsi a sedute di chemioterapia;[4] muore il 16 febbraio 2019 a casa sua ad Au (Wädenswil).[5][6]

Vita privataModifica

Dalla moglie Sabine, che ha sposato nel 1965 e da cui si è poi separato, Ganz ha avuto il figlio Daniel (1972).[7] L'attore possedeva tre case: una a Zurigo (sua città natale dove viveva principalmente), una a Venezia e una a Berlino.

È stato compagno della fotografa Ruth Walz.[8]

Filmografia parzialeModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

OnorificenzeModifica

Doppiatori italianiModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Bruno Ganz è stato doppiato da:

NoteModifica

  1. ^ Articolo FAZ
  2. ^ Pardo alla carriera a Bruno Ganz, su www3.varesenews.it, 12 agosto 2011. URL consultato il 29 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2011).
  3. ^ The Vatican, ciak a Roma per la nuova serie di Ridley Scott, su kataweb.it, 22 aprile 2013.
  4. ^ Bruno Ganz, who played Hitler in Downfall, dies aged 77, BBC News, 16 febbraio 2019. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  5. ^ Urs Bühler: Ob Engel oder Diktator: Bruno Ganz legte den allzu menschlichen Kern seiner Figuren frei. Nachruf in: Neue Zürcher Zeitung vom 16. Februar 2019, abgerufen am 10. März 2019.
  6. ^ Michel Imhof: Daniel Rohr erlebte die letzten Minuten der Schauspiellegende: «Bruno Ganz starb im Beisein seiner Partnerin und seines Sohnes». In: Blick.ch vom 16. Februar 2019, abgerufen 3. März 2019.
  7. ^ Bruno Ganz - MYmovies, su mymovies.it. URL consultato il 2 marzo 2016.
  8. ^ (DE) Bruno Ganz – zwischen Himmel und Hölle, su welt.de. URL consultato il 2 marzo 2016.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN85499663 · ISNI (EN0000 0001 1576 6840 · LCCN (ENn92046447 · GND (DE122265939 · BNF (FRcb13894283v (data) · NLA (EN35774923 · WorldCat Identities (ENn92-046447