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Bruno Tassan Din

Bruno Tassan Din (Milano, 6 febbraio 1935Parigi, 26 dicembre 2000) è stato un dirigente d'azienda italiano.

BiografiaModifica

Laureato a pieni voti all'Università Bocconi di Milano, nel 1973 entra nel gruppo Rizzoli-Corriere della Sera per occuparsi del settore finanziario e amministrativo. Pochi anni dopo diviene direttore generale. Entra nel consiglio d'amministrazione del gruppo con il 10% delle azioni[1].

Coinvolto nello scandalo del Banco Ambrosiano e della P2 (1981), finisce in carcere per le vicende legate all'amministrazione dell'azienda. Nel processo per il fallimento della casa editrice viene condannato a sei anni e quattro mesi di detenzione, in quello inerente al Banco Ambrosiano subisce una pena iniziale di quattordici anni, successivamente patteggiata a otto anni e due mesi.

Da tempo malato di sclerosi multipla, muore a Parigi a 65 anni[2].

NoteModifica

  1. ^ Cesare Lanza, Un grande talento rovinato da un'avventura disperata, in «La Verità», 29 ottobre 2017, pag. 16.
  2. ^ Cinzia Sasso, Parigi, è morto Tassan Din, su repubblica.it, 29 dicembre 2000. URL consultato il 6 luglio 2017.