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Bulzi
comune
(IT) Bulzi
(SC) Bultzi
Bulzi – Stemma Bulzi – Bandiera
Bulzi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoEdoardo Multineddu (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate40°50′49″N 8°49′49″E / 40.846944°N 8.830278°E40.846944; 8.830278Coordinate: 40°50′49″N 8°49′49″E / 40.846944°N 8.830278°E40.846944; 8.830278
Altitudine250 m s.l.m.
Superficie21,67 km²
Abitanti509[1] (30-4-2017)
Densità23,49 ab./km²
Comuni confinantiLaerru, Perfugas, Santa Maria Coghinas, Sedini
Altre informazioni
Cod. postale07030
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090019
Cod. catastaleB265
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) bulzesi
(SC) bultzesos
Patronosan Sebastiano martire
Giorno festivo20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bulzi
Bulzi
Bulzi – Mappa
Posizione del comune di Bulzi nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Bulzi (Bultzi in sardo[2]) è un comune italiano di 509 abitanti della provincia di Sassari. Si trova nella regione storica dell'Anglona.

Indice

StoriaModifica

La storia di Bulzi comincia nel paleolitico inferiore. Attraverso gli scavi archeologici sono attestate le presenze dei nuragici e dei romani. Il paese compare nelle carte medioevali del 1368.

Nel medioevo fece parte del Giudicato di Torres, nella curatoria dell'Anglona, e a partire dal XIII secolo fu governata dai monaci benedettini di Montecassino. Alla caduta del giudicato (1259) passò ai Doria, ai Malaspina e successivamente (metà del XIV secolo) agli Aragonesi. I Doria costruirono presso Bulzi e presso Perfugas due importanti castelli. Nel XVIII secolo il paese venne incorporato nel principato d'Anglona, sotto la signoria prima dei Pimentel e poi dei Tellez-Giron, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
San Pietro di Simbranos - Bulzi

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di San Pietro delle Immagini: risalente al XIII secolo, in stile romanico pisano, chiamata popolarmente Chiesa delle Immagini per il rilievo presente sulla lunetta del portale. L'esterno è caratterizzato dalla facciata bicroma arricchita da archetti in pietra biancastra. Singolare è la sua ubicazione, posta sullo sfondo delle montagne e tra i prati e le rocce dell'Anglona.[3]
  • Chiesa di San Sebastiano: All'interno la chiesa conserva un raro gruppo della Deposizione lignea policroma, eseguita forse in Toscana alla fine del XIII secolo.

Architetture civiliModifica

  • Funtana Manna: complesso idrico costituito da una fontana e da tre distinte vasche, risalente al XIX secolo. Le prime due vasche, così disposte rispetto all'ingresso e facenti parte di un medesimo sistema idrico, erano in uso come lavatoio; mentre la terza, non comunicante con le altre due e posta all'esterno della cinta muraria, serviva invece da abbeveratoio. Interessantissima, sotto l'aspetto architettonico, soprattutto la fontana. Le cui quattro bocche sono perennemente alimentate da una condotta d'acqua sorgiva del tutto separata dall'acquedotto civico.[4]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 


Lingue e dialettiModifica

La lingua che tutt'oggi si parla a Bulzi (scritto Bultzi, in sardo) è il sardo, nella sua variante logudorese. Naturalmente lo stesso logudorese segue, come in ogni paese, le sue tipiche inflessioni dialettali. A Bulzi, così come in vari centri di lingua logudorese, si mantengono alcuni suoni particolari sotto influenza del vicino dialetto sassarese come:

  • "sc" "rc" come nelle parole ischudere, ischire, archu. Si pronuncia opponendo la radice della lingua contro il palato molle e facendo passare l'aria in mezzo.
  • "sth" "lth" "rdh" "rth" come nelle parole isthare, sardhu, isthoccare. Si pronuncia opponendo la punta della lingua contro il palato (come per pronunciare la lettera T) ma facendo uscire un flusso d'aria da un lato della bocca.

Altra particolarità del parlato bulzese è l'articolo plurale: i sostantivi maschili al plurale richiedono sempre l'articolo femminile. Nel bulzese non esiste l'articolo "sos", ma solo "sas" (es.: su cane, sas canes, su caddu, sas caddos, su pitzinnu, sas pitzinnos).

CulturaModifica

 
La Deposizione di Bulzi
 
La chiesa di San Sebastiano

Tradizioni e festeModifica

  • 6 gennaio: Epifania (Sos tres Res in bulzese è maggiormente utilizzato Pasca 'e Annuntziu)
  • 20 gennaio: S. Sebastiano Martire, patrono (Sanctu Bestianu)
  • Carnevale antico (Carrasciale Antigu): "Sapadu iscasciadu" (Il sabato matto) o "Jobja de redundulos"(Giovedì dei rimasugli)
  • Settimana Santa: riti e celebrazioni (sa Ckida Sancta)
  • Pasquetta: Lunis de Pasca 'e Abrile
  • Vigilia dell'Ascensione di NS: Festa degli Ammalati (Festa de sos Malaidos)
  • Ascensione di NS: sa die de su Rughefixsu, con s'ardia (Su Caragolu) attorno al paese e attorno alla Basilica e al Monastero di San Pietro di Simbranos (o delle Immagini)
  • 24 giugno: San Giovanni (Sanctu Juhanne)
  • 29 giugno: Santi Pietro e Paolo (Sanctos Pedru et Paul(u))
  • 15 agosto, Vergine Assunta (S'Assunta), con s'ardia (Su Caragolu)
  • Dal 15 agosto al 13 settembre: Sant'Isidoro e Santa Lucia (Sanctu Isidoro et Sancta Lughìa)
  • 14 settembre: Santa Croce (Sancta Rughe)
  • 8 dicembre: Immacolata (Maria Ckene Mancia de Peccadu)
  • 24-25 dicembre: Natale (Pasca 'e Nadale)

MusicaModifica

  • At boghe 'e chiterra: Cantu a chiterra
  • At boghe sicka (A voce secca. Solo voce, monodica o polifonica, senza accompagnamento musicale):
    • Cantu at cuncordu della confraternita (cunfrarìa) a quattro voci (più il falsetto, su faltzitu o quinta)
    • Cantu at cuncordu delle consorelle (cunsorres) a due o tre voci
    • Cantu at cuncordu (profano) (polifonia a 4 o 5 voci religiosa e profana)
  • Strumenti della Settimana Santa
    • Matrackas
    • Tzirriolas
  • Altri strumenti (pipiriolu, truvedda, piffaru, sonete)

BalliModifica

  • Su passu o ballu mannu
  • Ballu tundu / su ballitu
  • Sa dansa / su dillu
  • Su tres in ckimbe

Artigianato tradizionaleModifica

  • Intreccio
    • Canestri
    • Cesti e cestini
    • S'orriu
    • Palme sacre
    • Spighe votive
    • Nassette e reti per la pesca di fiume
  • Tessitura
    • Lana e lino
    • Tappeti (in realtà il loro uso originale era come coperte o sottosella)
    • Bisacce
    • Cordoncini sacri e bottoni in intreccio di filo
  • Calzoleria e pelletteria
    • Scarpe
    • Gambali
    • Cinturoni
    • Selle
  • Lavorazione e intaglio del legno
    • Strumenti e attrezzi da lavoro
    • Mobilio

Il costume di BulziModifica

Il costume anticoModifica

Costume maschileModifica
  • Sa berrita
  • Su bentone
  • Su cosso
  • Su gabbanu e su gabbaneddu
  • Su manteddu
  • Sa bertula
  • Sa chinta/chintolza/tzintula
  • Sas ragas
  • Sas caltzones
  • Sas ghettas
  • Sas bottas russas
  • Sas buttones (in filigrana, madreperla, filo di cotone intrecciato)
Costume femminileModifica
  • Su mucaloru, diverso a seconda che fosse della giovinetta, della donna adulta (talvolta sostituito da Sa Cappitta), della vedova (sa batìa, in associazione a Su Codincabu più anticamente e successivamente a Sa Cappitta) o della sposa. Le consorelle portavano un fazzoletto bianco, come le spose.
  • Sa camija
  • S'imbustu
  • S'ijacca
  • Su cansciu
  • Sa bunnedda
  • Sa faldita
  • Sa cappita (de sa femina manna e de sa batìa)
  • Su codincabu
  • S'isciallu
  • S'isciallitu

Il costume del NovecentoModifica

MaschileModifica
  • Sas caltzones de belludu o de frustanu (impunturati all'interno coscia o meno, la tasca è a taglio, con cuciture di decorazione. Posteriormente una tasca, a destra)
  • Su bentone
  • Su cosso (a differenza di quello del costume antico, il retro è di raso o di tela grigia, con cui vengono create le foderature interne dei pantaloni)
  • Sa giancheta. Due tipologie: "Sa catziadora" (con le tasche intagliate comunicanti lungo il retro, nella base della giacca). Sa giancheta "normale" presenta i classici quattro archetti al carrè e la martingala applicata. Tasche, sul fronte, applicate e con "anta" con bottone.
  • Sa galota o sciscìa
FemminileModifica

Di influenza piemontese è stato ricostruito dalla sarta

Piana, partendo da fotografie dell'epoca e grazie all'ausilio della ultracentenaria Tzia Simona.

EconomiaModifica

L'economia del paese è prevalentemente di tipo agro-pastorale.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 24 maggio 1998 Edoardo Multineddu lista eterogenea Sindaco [6]
24 maggio 1998 26 maggio 2002 Lorenzo Vito Farina lista civica Sindaco [7]
26 maggio 2002 27 maggio 2007 Leonarda Maria Pinna lista civica "La Svolta" Sindaco [8]
27 maggio 2007 10 giugno 2012 Leonarda Maria Pinna lista civica Sindaco [9]
10 giugno 2012 5 giugno 2016 Italo Mattia Stefano Vacca lista civica "Cambiare per Crescere" Sindaco [10]
5 giugno 2016 - Edoardo Multineddu lista civica "Crescere Uniti" Sindaco [11]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Sardegna Mappe, Regione Autonoma della Sardegna. URL consultato il 1º agosto 2015.
  3. ^ "Tesori d'Italia", Selezione dal Reader's Digest, Milano, 1975, pag.63-64
  4. ^ Funtana Manna, su monumentiaperti.com. URL consultato il 22 aprile 2019.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Comunali 12/06/1994, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 24/05/1998, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 26/05/2002, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 27/05/2007, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 10/06/2012, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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