Burcardo III di Svevia

duca di Svevia
Burcardo III di Svevia
Hadwig (Schwaben).jpg
Burcardo e la sua seconda moglie Edvige, fondator dell'abbazia di San Giorgio sull'Hohentwiel nel 970, affresco del 1437 circa
Duca di Svevia
In carica 954 –
12 novembre 973
Predecessore Liudolfo
Successore Ottone I
Luogo di sepoltura Monastero sull'isola di Reichenau
Dinastia Hunfridingi
Padre Burcardo II
Madre Regelinda
Coniugi ? (dinastia degli Immedingi)
Edvige di Svevia
Figli Di primo letto:
Teodorico (contestato)
Burcardo (contestato)

Burcardo III (915 circa – 12 novembre 973) fu il conte di Turgovia, conte di Zürichgau e forse conte di Retia, e poi duca di Svevia dal 954 alla sua morte.

BiografiaModifica

Era il figlio di Burcardo II e Regelinda[1], dunque membro della dinastia Hunfridingi[2]. In giovane età dopo la morte di suo padre nel 926, fu inviato in Sassonia per motivi di sicurezza dopo la successione al ducato paterno di Ermanno I. In Sassonia sposò un membro della famiglia degli Immedingi, discendenti da Vitichindo e stessa dinastia della regina Matilde, e da questo matrimonio nacquero due figli: Teodorico, conte di Wettin (il primo della dinastia Wettin; questa parentela è però contestata) e Burcardo, conte di Liesgau (anche questa affiliazione è poco certa). Il suo secondo matrimonio fu con Edvige, figlia di Enrico I di Baviera e Giuditta di Baviera, divenendo così nipote acquisito di Ottone I; i due in ogni caso non ebbero figli[3]. Secondo le Cronache di San Gallo, il matrimonio, celebrato tra ormai un anziano Burcardo e la giovane Edvige, durò poco a causa della di lui morte poco dopo le nozze, anche se in realtà la relazione durò diciotto anni[4].

Burcardo costruì una grande fortezza in cima al monte Hohentwiel e Edvige fu la fondatrice del monastero di San Giorgio.

Dopo la ribellione nel 954 del duca Liudolfo, figlio del re Ottone I, il re conferì il titolo ducale a suo nipote acquisito Bucardo e a un consiglio generale ad Arnstadt. Burcardo era un intimo di Ottone e della moglie Adelaide d'Italia. Era spesso alla corte reale e accompagnava Ottone nella sua campagna contro i Magiari ed era presente alla grande battaglia di Lechfeld del 10 agosto 955.

Nel 965 condusse una terza campagna contro Berengario II nel Regnum Italicum. Nella battaglia del Po del 25 giugno, Burcardo sconfisse il figlio di Berengario, Adalberto, e riportò il regno d'Italia sotto il controllo ottoniano[5][6], assieme ai principati del sud Italia nel 972. Nel 973 morì e fu sepolto nella cappella di Sant'Erasmo nel monastero sull'isola di Reichenau sul lago di Costanza. Gli successe Ottone, figlio di Liudolfo.

NoteModifica

  1. ^ «[…] forse un figlio, certamente un parente stretto di Burcardo II, ucciso nel 926» (Reuter 1991, p.159).
  2. ^ Reuter 1991, p. 159.
  3. ^ Leyser 1979, pp. 91-92.
  4. ^ Gian Carlo Alessio (a cura di), Eccardo IV di San Gallo, 90, in Cronache di San Gallo, traduzione di Gian Carlo Alessio, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2004, p. 215 e nota 362, ISBN 88-06-17085-6.
  5. ^ Bachrach 2012, p. 66.
  6. ^ Walter Landi, Re nazionali senza nazione. Il Regnum Italiae e la marca di Trento fra la fine del IX e i primi anni dell’XI secolo, Bolzano, 2015, p. 66.

BibliografiaModifica

  • David S. Bachrach, Warfare in Tenth-Century Germany, The Boydell Press, 2012.
  • Karl Leyser, Rule and Conflict in an Early Medieval Society:Ottonian Saxony, Edward Arnold, 1979.
  • Timothy Reuter, Germany in the Early Middle Ages C. 800-1056, Routledge, 1991.

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