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C'era due volte il barone Lamberto

romanzo scritto da Gianni Rodari
C'era due volte il Barone Lamberto
ovvero
I misteri dell'isola di San Giulio
AutoreGianni Rodari
1ª ed. originale1978
Genereromanzo
Sottogenerenovella per ragazzi
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneIsola del Lago d'Orta, nel XX secolo
ProtagonistiIl barone Lamberto
Coprotagonistiil maggiordomo Anselmo
AntagonistiOttavio, i banditi
Altri personaggii 6 impiegati

i 24 direttori delle banche di Lamberto, con i loro 24 segretari

il barcaiolo Duilio chiamato per gioco Caronte

C'era due volte il Barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio è una novella per ragazzi scritta da Gianni Rodari nella forma del romanzo breve. Ha ottenuto un notevole successo di pubblico ed è stata tradotta in 11 lingue.

Indice

TramaModifica

Il decrepito e ricchissimo barone Lamberto [1] vive in una villa sull'isola di San Giulio con il maggiordomo Anselmo e sei persone il cui lavoro è ripetere sempre in continuazione a turno il nome del barone in un microfono: Delfina, Armando, il signor Giacomini, la signora Zanzi, il signor Bergamini e la signora Merlo. Queste sei persone, per svolgere tale compito, vengono pagate quasi quanto il presidente della repubblica (5 euro per ogni "Lamberto" pronunciato - 500 lire nella versione originale): tale è infatti il meccanismo che tiene in vita il barone, e Lamberto ha iniziato a metterlo in pratica dopo aver sentito una profezia a riguardo (colui il cui nome è sempre pronunciato resta in vita) da un santone arabo durante un viaggio in Egitto. Le voci dei sei si diffondono nel palazzo del barone attraverso un sistema di piccoli altoparlanti posizionati in tutte le stanze e sui mobili, in modo che il barone possa ascoltare ovunque e in qualsiasi momento premendo un pulsante. In tal modo il nobiluomo ringiovanisce ogni giorno sempre di più, nonostante le 24 malattie di cui soffre (Anselmo le ha scritte in ordine alfabetico nel suo taccuino); 24 come le banche che il barone possiede nel mondo.

Un giorno San Giulio viene occupata da alcuni banditi i quali sequestrano il barone e chiedono continui riscatti ai direttori delle ventiquattro banche che possiede. Dopo un certo tempo senza ottenere alcuna risposta, decidono di fuggire con una gigantesca mongolfiera, ma verranno presto catturati da un gruppo di giovani scout. Intanto il nipote del barone, Ottavio, che è l'unico familiare ancora in vita, studia un piano per ucciderlo e far ricadere la colpa sui banditi, in modo da ottenere l'immensa eredità dello zio per pagare i propri debiti. Un giorno mette un sonnifero nel pranzo delle sei persone addette alla ripetizione del nome del barone: in tal modo esse si addormentano, e al barone basta una sola notte senza che il suo nome sia pronunciato per tornare improvvisamente vecchio e morire. Anselmo il giorno seguente si accorge del decesso e licenzia in tronco le sei persone, ma improvvisamente, durante il funerale, il barone resuscita, perché il suo nome esce dalle bocche delle centinaia di persone che parlano di lui. I sei addetti alla ripetizione iniziano a ripetere "Lamberto" a ritmo serrato, e il percorso di vita del nobile sembra capovolgersi: da vecchio novantenne torna ad essere un bambino di tredici anni. Gianni Rodari, come sempre, lascia che il finale sia deciso dal lettore.

Nel libro ci sono postille che sono storielle, appunti, poesie a parte, ma che si collegano con dei particolari ad altri particolari del racconto, diciamo, principale e lo scrittore suggerisce di cercarvi significati nascosti.

Nel libro si sente il richiamo a seguire la propria testa. Nel finale del racconto Delfina incita il ragazzino Lamberto a stare da solo sulle sue proprie gambe e quando questi deve prendere una grave decisione (chi vuole come tutore, cosa vuole fare) sia Delfina che il maggiordomo non si intromettono. In una postilla si parla della Nigoglia, fiume emissario del lago d'Orta (dove si svolge la storia), l'unico che scorre a nord, verso le montagne, a differenza di tutti gli altri che scorrono a sud.


NoteModifica

  1. ^ All'inizio del racconto l'autore non esplicita l'età del barone ma successivamente farà affermare più volte da alcuni protagonisti che il barone ha 93 anni

EdizioniModifica

  • Gianni Rodari, C'era due volte il Barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio, collana Letture per la Scuola Media 53, Einaudi, 1978, pp. 130, cap. 13.

Collegamenti esterniModifica

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