Reichardia picroides

specie di pianta della famiglia Asteraceae
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Grattalingua comune
Starr 050225-4550 Reichardia picroides.jpg
Reichardia picroides
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Sonchinae
Genere Reichardia
Specie R. picroides
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hyoseridinae
Nomenclatura binomiale
Reichardia picroides
(L.) Roth, 1787
Nomi comuni

Reichardia falsa picride
Caccialepre
Caccialebbra
Latticino
Latticrepolo
Paparrastello

La grattalingua comune (nome scientifico Reichardia picroides (L.) Roth, 1787) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae.

EtimologiaModifica

Il nome generico (Reichardia) è stato dato in onore al medico naturalista di Francoforte J.J. Reichard (1743 - 1782)[1], mentre il nome specifico (picroides) deriva da due parole: dal genere botanico Picris L. (Aspraggine) e dalla parola greca "εἶδος" (eidos)" ( = aspetto) e significa "di aspetto simile al Picris". Il nome del genere Picris deriva da una parola greca (pikros) il cui significato è "amaro" e si riferisce al sapore aspro della pianta.[2]
Il binomio scientifico di questa pianta era inizialmente Scorzonera picroides proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753 e successivamente perfezionato in quello attuale dal fisico e botanico germanico Albrecht Wilhelm Roth (1757-1834) nella pubblicazione "Bot. Abh. Beobacht.: 35" del 1787.[3]

DescrizioneModifica

 
Habitat
 
Habitus

Queste piante sono alte da 2 a 4 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante a ciclo biologico perenne (alcune varietà sono anche annuali), con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, spesso sono dotate di un asse fiorale eretto e privo di foglie. Tutta la pianta è glauca e glabra.[1]

RadiciModifica

Le radici sono secondarie da rizoma.

FustoModifica

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è legnosa e ingrossata; contiene del lattice dal gusto dolce.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta e più o meno ramosa.

FoglieModifica

 
Rosetta basale
 
Foglia

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno e sono variabili: si possono avere foglie lobate con lamina a contorno più o meno lanceolato, oppure sono lineari con diversi lobi sporgenti per lato, oppure la lamina è decisamente pennatosetta, oppure lirata o anche continua appena sinuata. Può essere presente una rosetta basale formata da una foglia a lamina sottile (larghezza 2 – 3 mm; lunghezza 4 – 5 cm) e 7 - 12 lacinie laterali. Le foglie cauline sono poche e spaziate; in genere sono progressivamente ridotte, ma in alcuni casi possono essere lunghe anche 5 – 7 cm. In alcune specie le foglie hanno una consistenza più carnosa.

InfiorescenzaModifica

 
Capolino con in evidenza le squame dell'involucro

Le infiorescenze sono composte da capolini isolati con peduncoli di 10 – 20 cm e numerose brattee. I capolini sono formati da un involucro a forma piriforme alla base e cilindrico in alto composto da brattee (o squame) disposte in modo embricato su 1 - 2 serie all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Il ricettacolo è nudo, senza pagliette a protezione della base dei fiori. I margini delle squame sono stretti e membranosi. Diametro dell'involucro: 12 mm. Diametro del capolino: 15 – 30 mm.

FioreModifica

I fiori sono tutti del tipo ligulato[4] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[5]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo; le corolle esterne nella parte abassiale sono brune o purpuree. Lunghezza della corolla: 20 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[6] Le antere alla base sono acute.
  • Gineceo: lo stilo è filiforme con peli sul lato inferiore; gli stigmi dello stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.
  • Fioritura: tutto l'anno (da aprile a ottobre al nord e a quote più alte).

FruttiModifica

 
Pappo

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono troncati all'apice (senza becco), ristretti alla base, striati; sono inoltre dimorfici: quelli dei fiori più esterni sono di colore scuro con la superficie ricoperta da grossi bitorzoli allineati (acheni tubercolati), quelli dei fiori più interni hanno un colore più chiaro con superficie liscia. Il pappo è formato da peli semplici connati alla base (facilmente si staccano tutti assieme).

RiproduzioneModifica

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitatModifica

 
Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[7] – Distribuzione alpina[8])
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Steno-mediterraneo.
  • Distribuzione: in Italia è una specie abbastanza comune e si trova quasi ovunque. Fuori dall'Italia (nelle Alpi) è presente in alcuni dipartimenti alpini francesi (Alpes-de-Haute-Provence, Alpes-Maritimes, Drôme, Isère), mentre sui vari rilievi europei si trova nel Massiccio Centrale e Pirenei.[8] La presenza di questa specie è continua e abbastanza comune sia in Europa che in Asia e in Africa.[9]
  • Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono le rupi marittime, gli incolti aridi, i muri e lungo le vie; ma anche i campi, le colture e le aree ruderali. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.[8]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1000 m s.l.m.; frequentano quindi il seguente piano vegetazionale: collinare (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

FitosociologiaModifica

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[8]

Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche;
Classe: Lygeo-Stipetea
Ordine: Brachypodietalia phoenicoidis

SistematicaModifica

La famiglia di appartenenza di Reichardia picroides (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[10] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[11]). Il genere Reichardia comprende una decina di specie, due delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana.
Il basionimo per questa specie è: Scorzonera picroides L..
Il numero cromosomico di R. picroides è: 2n = 14.[12]

FilogenesiModifica

In base alle ultime ricerche di tipo filogenetico sul DNA, di alcune parti della pianta, questo genere attualmente è descritto all'interno della sottotribù Hyoseridinae Less. e risulta “gruppo fratello” dei generi Sonchus L. e Launeae Cass.[13] Tradizionalmente, in precedenza, questo genere era descritto all'interno della sottotribù Sonchinae (nuova sottotribù definita dal botanico Bremer nel 1997, alcuni generi della quale attualmente sono confluiti in Hyoseridinae).[14]

VariabilitàModifica

Questa pianta è abbastanza variabile. Pignatti nella "Flora d'Italia" descrive alcune varietà distinte tassonomicamente dalla specie principale come la var. intermedia (Sch. Bip.) Fiori che però non è riconosciuta (così pure quelle descritte più sotto) nelle checklist più aggiornate. I caratteri più soggetti a variabilità sono i seguenti:[1]

  • le foglie sono verdi a consistenza erbacea (var. vulgaris Fiori e var. integrifolia [Moench] Kuntze).
  • le foglie hanno una consistenza carnosa e sono glauche (var. marittima [Boiss.] Fiori ).
  • non è presente una rosetta basale e la distribuzione delle foglie lungo il caule è continua e progressivamente sono più ridotte quelle superiori (piante a portamento piramidato);
  • le foglie sono verdi a consistenza erbacea (var. cupaniana [Nicotra] Fiori).
  • le foglie hanno una consistenza carnosa (var. halophilaa [Sommier] Fiori ).
  • il ciclo biologico può essere annuo (var. intermedia [Sch. Bip] Fiori).


Per questa specie è riconosciuta la seguente sottospecie:[15]

  • Reichardia picroides (L.) Roth subsp. picroides

SinonimiModifica

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[9]

  • Hypochaeris hirta Ucria
  • Picridium crassifolium Willk.
  • Picridium lesbiacum P.Candargy
  • Picridium lingulatum Boiss.
  • Picridium intermedium var. gracile Sch.Bip.
  • Picridium istriacum Gand.
  • Picridium maritimum Rchb.f.
  • Picridium mixtum Gand.
  • Picridium picroides (L.) H.Karst.
  • Picridium prenanthoides B.D.Jacks.
  • Picridium rupestre Pomel
  • Picridium sadleri Gand.
  • Picridium vulgare Desf.
  • Picridium vulgare Desf. subsp. vulgare
  • Picridium vulgare Desf. var. vulgare
  • Reichardia integrifolia Moench
  • Reichardia picroides var. maritima (Batt.) Maire
  • Reichardia picroides var. intermedium Hochr. (sinonimo della sottospecie picroides)
  • Reichardia picroides var. picroides
  • Scorzonera picroides L.
  • Scorzonera variifolia Salisb.
  • Sonchus bocconi DC.
  • Sonchus picroides (L.) All.
  • Sonchus squamosus Lam.

Nomi obsoletiModifica

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi (tra parentesi il taxon a cui si riferisce eventualmente il nome obsoleto):[15]

  • Reichardia picroides subsp. intermedia (Sch.Bip.) Batt. (sinonimo di Reichardia intermedia (Sch.Bip.) Samp.)
  • Reichardia picroides subsp. intermedia (Sch.Bip.) Maire (sinonimo di Reichardia intermedia (Sch.Bip.) Samp.)
  • Reichardia picroides var. gracilis (Sch.Bip.) O.Bolòs & Vigo
  • Reichardia picroides var. intermedia (Sch.Bip.) Fiori
  • Reichardia picroides var. robusta (Willk.) O.Bolòs & Vigo

Specie similiModifica

La specie di questa voce può essere confusa con la pianta Sonchus tenerrimus L. in quanto hanno in comune gli stessi habitat. Quest'ultima comunque si distingue dalla prima in quanto i peduncoli sono privi di brattee squamiformi, è provvista di peli ghiandolari specialmente alla base dell'involucro che spesso si raccolgono in batuffoli cotonosi.[16]

Usi (Cucina)Modifica

Le foglie di questa pianta sono commestibili (crude in insalata o cotte); anche la radice è commestibile.[17]

Altre notizieModifica

La reichardia falsa picride in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Bitterkraut-Reichardie
  • (FR) Reichardia fausse picride

NoteModifica

  1. ^ a b c Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 267.
  2. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 21 novembre 2012.
  3. ^ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  4. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12.
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  6. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1.
  7. ^ Conti et al. 2005, pag. 152.
  8. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 648.
  9. ^ a b Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  10. ^ Judd 2007, pag. 520.
  11. ^ Strasburger 2007, pag. 858.
  12. ^ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  13. ^ Funk & Susanna 2009, pag. 349.
  14. ^ Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 190.
  15. ^ a b Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  16. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 264.
  17. ^ Plants For A Future, su pfaf.org. URL consultato l'11 febbraio 2013.

BibliografiaModifica

  • Jose L. Panero and Vicki A. Funk, Toward a phylogenetic subfamilial classification for the Compositae (Asteraceae), in Proceeding of the biological society of Washington. 115(a):760 – 773. 2002.
  • Angiosperm Phylogeny Website, su mobot.org. URL consultato il 1º dicembre 2010.
  • Pagine 343-383 V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 267, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 648.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 152, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 198, Berlin, Heidelberg, 2007, pag. 190.

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