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Caduta di Trebisonda
Medieval Trebizond 2.png
Piano di fortificazione della città centrale di Trebisonda (attuale Trabzon, Turchia). In rosso i resti attuali
DataDal 14 Settembre 1460 fino al 15 Agosto 1461
LuogoTrebisonda
EsitoGli Ottomani conquistano Trebisonda, cade l'ultimo territorio erede dell'Impero Romano
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
60,000 cavalieri
80,000 fanti
200 galee
10 navi da guerra[1]
sconosciuti
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La caduta di Trebisonda fu l'assedio che decretò la caduta della città di Trebisonda - capitale dell'Impero di Trebisonda - dagli ottomani sotto il sultano Mehmed II, che si concluse il 15 agosto 1461. L'assedio è stato il culmine di una lunga campagna militare dal lato ottomano, che ha coinvolto le manovre coordinate - ma indipendenti - di un grande esercito e la marina. I difensori di Trebisonda avevano fatto affidamento su una rete di alleanze che li avrebbero fornito supporto militare e manodopera quando gli ottomani iniziarono l'assedio, ma la mancanza di una rete diplomatica dell'imperatore Davide II di Trebisonda non permise a Trebisonda di ricevere adeguati aiuti militari.

Papa Pio II cercò di salvare Trebisonda, ma dopo la sua morte avvenuta nel 1464, nessun regno cristiano osò intraprendere una Crociata contro gli Ottomani.[2]

NoteModifica

  1. ^ John Freely, The Grand Turk: Sultan Mehmed II, Conqueror of Constantinople and Master of an Empire (New York: Overlook Press, 2009), p. 67
  2. ^ Babinger, Mehmed, p. 198

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