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Caffè Fiorio
Caffè Fiorio.jpg
Ingresso dai portici di via Po.
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàTorino
IndirizzoVia Po, 8
Coordinate45°04′09.82″N 7°41′17.15″E / 45.069394°N 7.688097°E45.069394; 7.688097Coordinate: 45°04′09.82″N 7°41′17.15″E / 45.069394°N 7.688097°E45.069394; 7.688097
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1780
Inaugurazione1780
Usocommerciale
Il Caffè Fiorio

Il Caffè dei Fratelli Fiorio (noto semplicemente come Fiorio) è un caffè storico e tipico della città piemontese, situato nella centrale via Po.
Nella storia era abituale ritrovo dei nobili all'epoca della restaurazione e in seguito dei maggiori intellettuali e politici del Risorgimento. Ancora oggi è apprezzato ritrovo dei torinesi.

Indice

StoriaModifica

Inaugurato nel 1780 nella Contrada di Po, l'elegante Caffè Fiorio fu inizialmente frequentato da aristocratici e alti ufficiali, in contrapposizione allo scomparso Caffè Calosso di via Dora Grossa, ricettacolo di ferventi rivoluzionari e patrioti. La frequentazione di una clientela di orientamento conservatore gli valse la definizione di «Caffè dei Machiavelli» o «Caffè dei Codini».
Analogamente a quanto accadde per il vicino Caffè Baratti & Milano, anche il Fiorio fu citato dalla letteratura del tempo.[1] La fama del Fiorio crebbe costantemente a tal punto da iniziare ad essere frequentato anche dalla borghesia del tempo ma per l'aristocratica clientela abituale non fu più il Fiorio di un tempo, tant'è che nel 1850 cambiò nome (anche se per poco) in Caffè della Confederazione Italiana.

Si dovette attendere la fine dell'Ottocento per rivedere il Fiorio divenire rinomato luogo di incontro dei maggiori intellettuali e personaggi politici del Risorgimento, tra i quali: Urbano Rattazzi, Massimo D'Azeglio, Camillo Benso Conte di Cavour, Giacinto Provana di Collegno, Cesare Balbo, Giovanni Prati, Santorre di Santarosa ed è risaputo alle cronache del tempo che re Carlo Alberto nutrisse la consuetudine quotidiana di chiedere cosa si dicesse al Caffè Fiorio prima di aprire le sue udienze.[2]
In questo caffè nacque il cono gelato da passeggio.[3]

CaratteristicheModifica

Il locale inizialmente comprendeva le prime tre sale comunicanti. Nel 1845 vi fu un primo restauro delle sale e degli arredi, introducendo le ancora presenti sedie in velluto rosso, le tappezzerie alle pareti e arricchendo i locali con affreschi e sculture di celebri artisti come Francesco Gonin e Giuseppe Bogliani.

Nel 1850 il locale venne ampliato aggiungendo la grande sala longitudinale comunicante con il piano superiore, anch'esso costituito da tre salette comunicanti. Questa sala, normalmente adibita a sala ristorante, ha ospitato nel corso degli anni eventi culturali e musicali. Dal 1 febbraio 2013 al 21 marzo 2014 ha ospitato milonghe, serate danzanti di tango argentino.

Nella cultura di massaModifica

All'interno del locale vennero girate alcune scene del film Tutti giù per terra (1996) di Davide Ferrario.[4]

NoteModifica

  1. ^ «Di nobilitade emporio/ chiuso alla plebe vile/ risplende il caffè Fiorio/ che in sua grandezza umile/ solo ornamenti apprezza/ del tempo di Noè:/ evviva la bellezza/ del nobile Caffè.» (Anonimo del 1845)
  2. ^ Benvenuti da Fiorio Consultato il 1º settembre 2012.
  3. ^ Torino. Aperi-tour nella patria dell'aperitivo
  4. ^ Enciclopedia del cinema in Piemonte

BibliografiaModifica

  • Piera Condulmer, Il Risorgimento al filtro dei Caffè torinesi, Daniela Piazza editore, Torino 1981

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica