Cagnes-sur-Mer

comune francese
Cagnes-sur-Mer
comune
Cagnes-sur-Mer – Stemma Cagnes-sur-Mer – Bandiera
(dettagli)
Cagnes-sur-Mer – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoArms of Nice.svg Alpi Marittime
ArrondissementGrasse
CantoneCagnes-sur-Mer-1
Cagnes-sur-Mer-2
Amministrazione
SindacoLouis Nègre (LR) dal 18/06/1995
Territorio
Coordinate43°39′52″N 7°08′56″E / 43.664444°N 7.148889°E43.664444; 7.148889 (Cagnes-sur-Mer)Coordinate: 43°39′52″N 7°08′56″E / 43.664444°N 7.148889°E43.664444; 7.148889 (Cagnes-sur-Mer)
Altitudine93 m s.l.m.
Superficie17,95 km²
Abitanti48 605[1] (2009)
Densità2 707,8 ab./km²
Comuni confinantiVence, La Gaude, Saint-Laurent-du-Var, Villeneuve-Loubet
Altre informazioni
Cod. postale06800
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06027
Targa06
Nome abitantiCagnois/Cagnoises
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Cagnes-sur-Mer
Cagnes-sur-Mer
Sito istituzionale

Cagnes-sur-Mer (in occitano Canha de Mar, in italiano storico Cagno[2]) è un comune francese di 48.605 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Dista otto chilometri da Nizza e ospita un famoso ippodromo.

A Cagnes è vissuto il pittore Pierre-Auguste Renoir, in una casa che dopo la sua morte è divenuta il Museo Renoir, dove sono custodite ed esposte numerose opere dell'artista.
Anche il pittore belga Georges-Émile Lebacq trascorse diversi anni a Cagnes, nella Villa delle Orchidee, nei pressi della tenuta Les Collettes che Renoir aveva acquistato per salvare un grande oliveto dall'abbattimento e che, come detto, aveva abitato.

StoriaModifica

Dopo la conquista romana, portata a compimento nel 14 a.C., l'imperatore romano Augusto organizza le Alpi in province, e il territorio di Cagnes dipende dalla provincia delle Alpi Marittime.

Nell'alto medioevo nella zona operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo monastico[3][4][5], che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valichi con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola. Furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.

Nel corso del medioevo Cagnes fece parte della Borgogna Cisgiurana e poi del Regno d'Arles. Attorno al X secolo divenne parte della contea di Provenza, per poi passare ai re di Francia.

Nel 1309 Ranieri I di Monaco, signore di Monaco, divenne anche signore di Cagnes. Costruì il castello Grimaldi, che sarebbe presto diventato una proprietà ed un feudo del ramo dei marchesi Grimaldi di Antibes, fino alla Rivoluzione francese.

Dal 1388 Cagnes divenne un'importante città di frontiera fra la Francia e l'Italia, quando la contea di Nizza con la dedizione di Nizza alla Savoia, seguì le vicende storiche della Contea di Savoia, del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna sino al 1860, quando Nizza venne ceduta alla Francia.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Per i riferimenti si vedano: Dell'itinerario d'Italia e sue più notabili curiosità di ogni specie di Alessandro Maggioni, Arcangelo Sartori editore, Ancona 1832, Vol. I pag. 281; Nouveau guide du voyageur en Italie, Paris 1841, Maison (successaur de M. Audin) Editeur des Itinéraires Europeens de Richard, pag. 63; Miscellanea di storia italiana, Fratelli Bocca Editori, Torino 1870, Vol. X pag. 847; The maritime Alps and their seaboard, by the author of "Vera" di Charlotte Louisa H. Dempster, Longmans Green & Co, London 1885, pag. 227; Essai sur la toponymie de la Provence di Charles Rostaing, éd. d'Artrey, Paris 1950, pag. 131.
  3. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  4. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  5. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN134977430 · LCCN (ENn88177501 · GND (DE4085113-8 · BNF (FRcb11873853n (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n88177501
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