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Calendula maritima

specie di pianta della famiglia Asteraceae

MorfologiaModifica

È una pianta perenne camefita suffruticosa alta 20–40 cm.

Il fusto, legnoso alla base, si suddivide dicotomicamente in numerosi rami, con portamento strisciante.

Le foglie, ricoperte da una fitta peluria, sono ovaliformi alla base del fusto e oblanceolato-spatolate verso l'apice.

Presenta una infiorescenza a capolino di 3–5 cm diametro con fiori giallo-citrini.

Distribuzione e habitatModifica

La C. maritima è diffusa in un areale ristretto al tratto costiero compreso tra Marsala e il Monte Cofano, nel territorio all'interno della Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, in quella delle saline di Trapani e Paceco e sulle isole di Formica e Favignana).[1]

Colonizza le aree litoranee ricche di azoto, quali gli accumuli di Posidonia oceanica depositati sulle spiagge.

ConservazioneModifica

La C. maritima è considerata dalla IUCN una specie in pericolo critico di estinzione ed è stata inserita nella lista delle 50 specie botaniche più minacciate dell'area mediterranea.[2]

È in corso un progetto, finanziato dalla fondazione Klorane di Tolosa, in collaborazione con l'istituto di Genetica vegetale del Cnr di Palermo, che prevede la riproduzione in vitro della specie e la successiva messa a dimora nella riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco e nelle Isole dello Stagnone di Marsala.[3][4]

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Troìa, A. & Pasta, S. 2006, Calendula maritima, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ Calendula maritima [collegamento interrotto], su IUCN Top 50 Campaign Mediterranean Island Plants.
  3. ^ I francesi sbarcano in Sicilia per salvare i fiori di calendula, su Repubblica Palermo. URL consultato il 10 aprile 2013.
  4. ^ Sauvegarde du Calendula maritima, su Institut Klorane (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2013).

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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