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Calipso

Oceanina o dea della mitologia greca, colei che trattenne Ulisse presso Ogigia
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Calypso, olio su tela di George Hitchcock, 1906, Museo delle Arti di Indianapolis

Nella mitologia greca Calipso (in greco antico: Καλυψώ, Kalypsṓ) è una Oceanina, o una Nereide, o una Ninfa, ovvero una Dea del mare, il cui nome deriva dal verbo greco καλύπτω kalýptο («nascondere»).

Indice

OrigineModifica

Sulla sua genealogia le fonti sono discordi:

MitologiaModifica

Secondo il racconto dell'Odissea di Omero era figlia di Atlante e viveva sull'isola di Ogigia, che gli autori pongono nell'Occidente mediterraneo e che è simile alla penisola di Ceuta, di fronte a Gibilterra ma anche una grotta in riva al mare, nell'isola di Gozo, viene indicata come la dimora di Calipso. Donna bellissima e immortale, Calipso fu punita dagli dei per essersi schierata dalla parte del padre nella Titanomachia. Fu costretta a rimanere sull'isola di Ogigia, dove le Moire mandavano uomini bellissimi ed eroici di cui non faceva che innamorarsi, ma che poi dovevano partire.

Un giorno Ulisse, scampato al vortice di Cariddi, approdò sull'isola e Calipso se ne innamorò. L'Odissea racconta come ella lo amò e lo tenne con sé, secondo Omero, per sette anni (secondo lo Pseudo-Apollodoro cinque e secondo Igino solo uno) offrendogli invano l'immortalità, che l'eroe insistentemente rifiutava. Ulisse conservava in fondo al cuore il desiderio di tornare ad Itaca, e non si lasciò sedurre.

Calipso abitava in una grotta profonda, con molte sale, che si apriva su giardini naturali, un bosco sacro con grandi alberi e sorgenti che scorrevano attraverso l'erba. Ella passava il tempo a filare, tessere, con le schiave, anch'esse ninfe, che cantavano mentre lavoravano.

Le lacrime di Ulisse vennero accolte da Atena, la quale, dispiaciuta per il suo protetto, chiese a Zeus di intervenire. Il dio allora mandò Ermes per convincere Calipso a lasciarlo partire e lei a malincuore acconsentì. Gli diede legname per costruirsi una zattera, e provviste per il viaggio. Gli indicò anche su quali astri regolare la navigazione.

Le leggende posteriori all'Odissea attribuiscono a Ulisse e Calipso un figlio, chiamato Latino, più spesso considerato come figlio di Circe; talvolta, si racconta che essi avessero avuto due figli, Nausitoo e Nausinoo, i cui nomi ricordano la nave. Infine si attribuisce loro come figlio anche Ausone, l'eponimo dell'Ausonia.

Nella letteratura modernaModifica

A Calipso è dedicato il testo conclusivo della raccolta L'Ultimo viaggio di Ulisse (nei Poemi conviviali) di Pascoli. Il testo si apre con un Ulisse naufrago, spinto fino all'isola di Ogigia dal mare dopo aver perduto la nave e i compagni contro lo scoglio delle Sirene. L'isola della dea è selvaggia e carica di profumi, il canto di Calipso che siede intenta alla sua tela si mescola con quello insistente del gufo e della cornacchia, presagi di sventura. La dea, uscita dalla sua caverna, trova il corpo dell'amato eroe ormai esanime e non può far altro che abbracciarlo e sciogliersi in lacrime di dolore:

«Non esser mai! non esser mai! più nulla,
ma meno morte, che non esser più!»

Nella cultura di massaModifica

  • A Calipso è dedicato il singolo omonimo del 2018, cantato da Stefflon Don e Luis Fonsi.
  • A Calipso è dedicato il singolo omonimo del 2019, prodotto da Charlie Charles e Dardust con la partecipazione di Sfera Ebbasta, Mahmood e Fabri Fibra.
  • Calipso è uno dei personaggi principali della saga Pirates of Caribbean.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN) Oceanine, su homepage.mac.com. URL consultato il 14 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2007).
Controllo di autoritàVIAF (EN30340088 · LCCN (ENsh88002549 · GND (DE119137151