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Calvario di Plougastel-Daoulas

Calvario di Plougastel-Daoulas
21 Plougastel-Daoulas C.jpg
Autoreanonimo
Data1602-1604
Materialekersantite
UbicazioneChiesa di San Pietro, Plougastel-Daoulas
Coordinate48°22′26.07″N 4°22′12.37″W / 48.373907°N 4.370102°W48.373907; -4.370102Coordinate: 48°22′26.07″N 4°22′12.37″W / 48.373907°N 4.370102°W48.373907; -4.370102
Alcune figure scolpite nel calvario di Plougastel-Daoulas
Altre figure scolpite nel calvario
Particolare del calvario

Il calvario di Plougastel-Daoulas (in francese: Calvaire de Plougastel-Daoulas; in bretone: Kalvar Plougastell-Daoulaz) è un monumentale calvario del comune francese di Plougastel-Daoulas, nel Finistère (Bretagna), realizzato tra il 1602 e il 1604[1][2][3][4][5]. Si trova di fronte alla Chiesa di San Pietro realizzata nel 1870[1] (che sostituì una chiesa del XVII secolo) ed è tutto ciò che rimane di un complesso parrocchiale (enclos paroissial) andato distrutto[1].

È classificato come monumento nazionale.[5]

StoriaModifica

Il calvario fu eretto come ringraziamento da parte della popolazione locale per essere sopravvissuti all'epidemia di peste del 1598.[1][2][4][5] Secondo la leggenda, sarebbe il frutto di un voto fatto dal signore di Kereraod, che avrebbe promesso di erigere un monumentale calvario se fosse stato l'ultimo a sopravvivere all'epidemia.[1]

La realizzazione iniziò nel 1602[1][2][4][5] e terminò nel 1604[1][2][3][5]

Nel corso della Rivoluzione francese, durante l'epoca del Terrore, il calvario fu distrutto.[2] Fu quindi sottoposto ad opera di restauro durante il XIX secolo.[2].

Tra il 23 e il 24 agosto 1944, durante l'avanzata verso Brest nel corso della seconda guerra mondiale, il calvario fu gravemente danneggiato dai bombardamenti dell'aviazione statunitense.[1][2]

Furono gli stessi statunitensi, in particolare grazie all'interesse di un soldato di nome John Davis Skilton[1], ad occuparsi del restauro del monumento[1].

DescrizioneModifica

Il calvario si erge su uno zoccolo in pietra gialla di Logonna-Daoulas[3] e si compone di 171 figure[2] scolpite in kersantite[2], lo scuro granito bretone, che raffigurano scene della Vita di Cristo disposte su due registri[3].

Il calvario è sormontato da tre croci, con Cristo affiancato dai due ladroni.[5] Sotto la croce con Gesù sono visibili le date 1602 e 1604.[2]

 
Plougastel-Daoulas: il calvario

Tra le scene raffigurate, vi sono la Natività, la Fuga in Egitto, l'entrata trionfale di Cristo a Gerusalemme, l'Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, ecc.[2] Scena "originale" di questo calvario è quella che raffigura il matrimonio tra Maria e Giuseppe.[1]

Altre scene degne di nota sono l'invocazione di San Roch e San Sebastiano contro la peste[1] e (come nel calvario di Guimiliau[1]) il viaggio agli Inferi di Katell Kollet ("Caterina la perduta")[1].

 
Particolare del calvario
 
Particolare del calvario

Il calvario presenta inoltre numerose iscrizioni che danno indicazioni sui possibili autori dell'opera[2], come la seguente[2]:

«Ce mace fut achevé a l[']an 1602 Fabriques lors M. A. Corr. F. Periou. I. Baod. Curé»

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n Calvaire de Plougastel-Daoulas Archiviato il 1º febbraio 2015 in Internet Archive. su Les 7 calvaires monumentaux de Bretagne
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Calvaire de Plougastel-Daoulas su Infobretagne
  3. ^ a b c d A.A.V.V., Francia del Nord, Touring Club Italiano, Milano, 2003
  4. ^ a b c Patitz, Alex, Guida Marco Polo - Bretagna, Mairs Geographischer Verlag, Ostfildern - Hachette, Paris - De Agostini, Novara, 1999
  5. ^ a b c d e f Calvaire di Plougastel-Daoulas su Culture.gouv.fr

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