Camaleunti

gruppo musicale italiano
Camaleunti
Camaleunti2009.JPG
I Camaleunti nel 2009
Paese d'origineItalia Italia
GenereRock demenziale
Periodo di attività musicale1987 – 1992
EtichettaDracma Records, Mercury Records, Polygram
Album pubblicati2
Studio2

«Noi siamo per la musica quello che Don Lurio è stato per il basket»

(Camaleunti[1])

«Più forti dell'Uniplus, più simpatici di Sbirulino, più belli di Tarzan e più alti di Rascel»

(Camaleunti[2])

I Camaleunti sono stati un gruppo torinese di rock demenziale.

Storia del gruppoModifica

Il gruppo nasce a Torino nel 1987 da un gruppo di amici che iniziano a suonare, inizialmente con il nome Marco Giecson e i Camaleunti, scegliendo tutti nomi d'arte.

In quel periodo nel capoluogo piemontese si assiste ad una rinascita del demenziale: si formano in quegli anni i Karamamma, i Powerillusi e i Persiana Jones & le tapparelle maledette, sempre nello stesso periodo inizia la carriera da solista, dopo l'esordio nelle Vecchie pellacce, Marco Carena, e pochi anni dopo Paolo Zunino darà inizio al Festival di Sanscemo; anche i Camaleunti si collocano in questo filone.

Presto iniziano i primi concerti nella loro regione, in cui, oltre alla musica, danno ampio spazio all'elemento teatrale e alle gag, grazie soprattutto alla verve del cantante Marco Vergnano (alias Marco Giecson): il repertorio è tutto di loro composizione, con frequenti citazioni di stacchetti anni '60, sul modello di ciò che faranno, anni dopo, Elio e le Storie Tese (una delle loro canzoni più note, Polifemo aveva i rayban, ad esempio, cita Il geghegè di Rita Pavone).

Ottenuto il contratto discografico con la Dracma Records, pubblicano nel 1989 L'importante è partecipare: il loro stile ironico è già presente nella copertina, in quanto sopra il titolo campeggia una fotografia del corridore Ben Johnson, che pochi mesi prima ha avuto alcuni problemi di doping.

Nello stesso periodo iniziano i primi concerti nel nord Italia, con recensioni incoraggianti.

Il 1990 è l'anno del primo festival di Sanscemo, vinto da Marco Carena; Marco Giecson e i Camaleunti partecipano con Cecilia (ti amavo), un terzinato che si classifica al secondo posto e che viene anche inserito nella compilation del festival, pubblicata dalla Mercury Records (etichetta del gruppo Polygram): la canzone viene anche pubblicata su 45 giri, e sul retro viene inserita Me ne ritorno a Gassino (tratta da L'importante è partecipare).

Con Sanscemo iniziano anche le apparizioni televisive e si moltiplicano i concerti; il gruppo decide di ridurre il nome (da Marco Giecson e i Camaleunti, che dava più risalto al cantante, a Camaleunti), e nel 1991 si presenta nuovamente al festival di Sanscemo con Giapponesi Giapponesi.

La canzone, a ritmo di tango, descrive il popolo nipponico in maniera divertente, e nel ritornello recita: «In Albania ci sono gli Albani, / in Romania ci sono le Romine, / .... / in Tanzania ci sono i Tarzanelli, / in Bulgaria ci sono i Bulgarelli, / in tutto il mondo Giapponesi Giapponesi»; viene presentata dal gruppo con una serie di gag e scenette, che la portano a vincere l'edizione di quell'anno di Sanscemo, a pari merito con i Powerillusi.

Anche questo brano viene inserito dalla Polygram nella compilation, ed è inoltre il brano di punta di Mario[3], disco che ottiene molte recensioni positive da parte delle riviste specializzate (da Ciao 2001 a Tutto musica e spettacolo), grazie a canzoni come Ragazzo metropolitano e Caino cha cha cha.

Dopo i concerti estivi dell'estate, all'inizio del 1992 il gruppo torna in sala d'incisione per quello che dovrebbe essere il nuovo disco: decidono però di sciogliersi, poiché alcuni componenti sono stanchi dei concerti e preferiscono dedicarsi ad altre attività, per cui le registrazioni non vengono mai ultimate (anche se una versione dell'album, con canzoni come Torna a casa lessico, Pellerina Road, basata sulla musica di Portobello Road del film Pomi d'ottone e manici di scopa e Fatti mangiare dai cavalli Cristina D'Avena, già conosciute perché eseguite in precedenza dal vivo, viene diffusa come bootleg).

Nel 2007 il periodico musicale XL del quotidiano La Repubblica[4] li inserisce tra i gruppi fondamentali del rock demenziale italiano, accomunandoli agli Skiantos, Elio e le Storie Tese, gli Squallor, i Powerillusi e Latte & i Suoi Derivati.

FormazioneModifica

DiscografiaModifica

AlbumModifica

45 giriModifica

CompilationModifica

NoteModifica

  1. ^ Dall'autopresentazione del gruppo contenuta in Musica a Torino 1991, pag. 13
  2. ^ Fabrizio Zampa, Powerillusi e Camaleunti vincitori ex-aequo, articolo pubblicato su Il Messaggero, di martedì 26 marzo 1991
  3. ^ http://discografia.dds.it/scheda_titolo.php?idt=8211
  4. ^ Nel numero 17, gennaio 2007

BibliografiaModifica

  • Mario Luzzatto Fegiz, Sanscemo: ti amo come una bestia, articolo pubblicato sul Corriere della Sera, di lunedì 9 aprile 1990
  • Scemi e cavolfiori, articolo pubblicato su Stampa Sera, di lunedì 25 marzo 1991
  • Fabrizio Zampa, Powerillusi e Camaleunti vincitori ex aequo, articolo pubblicato su Il Messaggero, di martedì 26 marzo 1991
  • Articolo pubblicato su Tutto musica e spettacolo, nº 5 maggio 1991
  Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rock