Camera anteriore dell'occhio

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La camera anteriore dell'occhio è una porzione del bulbo oculare[1].

Camera anteriore dell'occhio
Schematic diagram of anterior segment human eye.svg
Schema della parte anteriore del bulbo, si notano: 8) cornea 4) camera anteriore 14) iride 6) pupilla 1) cristallino
Gray883.png
Sezione della parte anterosuperiore dell'occhio. La camera anteriore è l'ampio spazio compreso fra cornea e iride
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1012
SistemaApparato visivo
Identificatori
MeSHA09.371.060.067
TAA15.2.06.003
FMA58078

Disposizione e rapportiModifica

La camera anteriore è compresa tra la cornea anteriormente, il limbus sclerocorneale ai margini e l'iride e il cristallino (attraverso la pupilla) posteriormente[1]. L'iride e il cristallino la separano rispettivamente dalla camera posteriore la cui aderenza non stretta consente alle due camere di comunicare e permette la libera circolazione dell'umor acqueo[1].

StrutturaModifica

È uno spazio convesso, leggermente concavo indietro e con una profondità che diminuisce dal centro alla periferia dove termina con un angolo diedro, l'angolo iridocorneale. È ricolmo di umore acqueo[1].

Derivazione embriologicaModifica

La camera anteriore prende origine da una fessura che si forma nel mesenchima tra il cristallino e la cornea in sviluppo. Tale mesenchima darà poi origine allo stroma corneale. Con la scomparsa della membrana pupillare e la formazione della pupilla, le due camere possono comunicare attraverso il seno venoso della sclera (o canale di Schlemm), che rappresenta il passaggio di uscita dell'umore acqueo verso il sistema venoso.[2]

FisiologiaModifica

La camera anteriore è sede di un importantissimo evento fisiologico: nel punto dove l'iride tocca la cornea, anatomicamente viene a crearsi un angolo attraverso il cui trabecolato (canale di Schlemm) avviene il drenaggio dell'umore acqueo, liquido fisiologico secreto dai processi ciliari e riversato in camera posteriore. L'esatto equilibrio tra prodotto e deflusso dell'umore acqueo fa sì che la pressione intraoculare (tono) esercitata dall'umore acqueo verso l'esterno si tenga costante. Una pressione nella norma si aggira intorno ai 16-19 mmHg.

PatologiaModifica

In caso che, in difetto nello smaltimento o (più raramente) per eccesso di produzione, aumenti la quantità di umore acqueo in camera anteriore, aumenta inevitabilmente anche la pressione ad esso associata (ipertono). Valori costanti che superano i 20-22 mm/hg possono portare a tale situazione.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Anastasi et al., p. 366.
  2. ^ Moore e Persaud, p. 428.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Anastasi et al., Trattato di anatomia umana, volume III, Milano, Edi.Ermes, 2007, ISBN 978-88-7051-287-8.
  • Keith Moore e T. V. N. Persaud, Lo sviluppo prenatale dell'uomo, Napoli, EdiSES, 2009, ISBN 978-88-7959-348-9.

Voci correlateModifica

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