Cameron Beaubier

pilota motociclistico statunitense
Cameron Beaubier
Cameron Beaubier Road America 2015.jpg
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Motociclismo IlmorX3-003.png
Carriera
Carriera nel Motomondiale
Esordio 2009 in classe 125
Miglior risultato finale 15º
Gare disputate 36
Punti ottenuti 69
Pole position 1
Giri veloci 1
Carriera in Superbike
Esordio 2016
Miglior risultato finale 26º
Gare disputate 2
Punti ottenuti 6
 

Cameron Charles Beaubier (Roseville, 6 dicembre 1992) è un pilota motociclistico statunitense.

Vincitore di sei titoli nazionali nel MotoAmerica: uno nella classe Daytona Sportbike nel 2013 e cinque in Superbike nel 2015, 2016, 2018, 2019 e 2020.

CarrieraModifica

Ha iniziato la sua carriera internazionale nel motociclismo essendo stato scelto con altri due piloti statunitensi per partecipare alla Red Bull Rookies Cup del 2007;[1] nell'ambito della stessa iniziativa ha partecipato nel 2008 al campionato di velocità spagnolo prima di essere chiamato a far parte del team Red Bull KTM Motorsport per partecipare alle gare del motomondiale - classe 125[2].

Nel 2009 esordisce così con la KTM FRR 125 del team ufficiale avendo come compagno di squadra Marc Márquez e, al termine della stagione, si piazza al 29º posto in classifica generale.

Dal 2010 è passato invece a correre nel campionato statunitense AMA prima nella categoria Supersport alla guida di una Yamaha YZF-R6[3] ed in seguito dal 2011 nella categoria Daytona Sportbike.

Nel 2013 vince la 200 Miglia di Daytona,[4] chiudendo primo anche il campionato Statunitense nella classe Daytona Sportbike, guidando una Yamaha YZF-R6.[5] Ottiene il suo secondo titolo in ambito nazionale, vincendo nel 2015 il campionato MotoAmerica Superbike con una Yamaha YZF R1.[5] Torna a disputare delle gare mondiali nel 2016, quando viene chiamato nel mondiale Superbike a sostituire l'infortunato Sylvain Guintoli in sella alla Yamaha YZF-R1 del team Pata Yamaha.[6] Ottiene sei punti e chiude ventiseiesimo in classifica piloti. Nello stesso anno nel MotoAmerica conquista il suo secondo titolo Superbike, risultato che replica nel 2018, 2019 e 2020.

Nel 2021 torna a correre nel motomondiale, nella classe Moto2, alla guida della Kalex del team American Racing; il compagno di squadra è Marcos Ramírez. Ottiene come miglior risultato due quinti posti (Americhe e Algarve) e chiude la stagione al quindicesimo posto con 50 punti.[7]

Risultati in garaModifica

MotomondialeModifica

2009 Classe Moto                                   Punti Pos.
125 KTM 16 16 15 Rit NQ 18 Rit NE 14 Rit NP 19 22 Rit Rit 17 Rit 3 29º
2021 Classe Moto                                     Punti Pos.
Moto2 Kalex 11 Rit 9 Rit Rit 8 19 10 16 Rit 20 Rit 14 21 5 Rit 5 21 50 15º
2022 Classe Moto                                           Punti Pos.
Moto2 Kalex 9 12 11 Rit 16
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Gara non valida Non qual./Non part. Ritirato/Non class Squalificato '-' Dato non disp.

Campionato mondiale SuperbikeModifica

2016 Moto                           Punti Pos.
Yamaha Rit 10 6 26º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Gara non valida Non qual./Non part. Ritirato/Non class Squalificato '-' Dato non disp.

NoteModifica

  1. ^ Scheda di Cameron Beaubier, su redbullrookiescup.com, Red Bull.
  2. ^ (EN) Intervista a Beaubier Archiviato il 6 dicembre 2009 in Internet Archive.
  3. ^ (EN) La prima gara AMA 2010 su motourage,net Archiviato il 1º luglio 2016 in Internet Archive.
  4. ^ Daytona200 2013: vince Cameron Beaubier, due donne nella Top-ten, su motocorse.com, Nexus Web Services, 18 marzo 2013.
  5. ^ a b (DE) Björn Reichert, Albo d'oro del campionato statunitense, su motorrad-autogrammkarten.de.
  6. ^ Alessio Piana, Superbike: Cameron Beaubier sostituirà Guintoli, su corsedimoto.com, 20 Maggio 2016. URL consultato il 31 maggio 2016.
  7. ^ (EN) Redazione, Moto2 2021 - World Championship Classification (PDF), su resources.motogp.com, Dorna Sports S.L., 14 novembre 2021.

Collegamenti esterniModifica