Campionato europeo di calcio

campionato europeo di calcio per squadre nazionali maschili

Il Campionato europeo di calcio UEFA (in inglese UEFA European Football Championship) è il massimo torneo calcistico per squadre nazionali maschili europee. Ufficialmente la fase finale è nota con il nome commerciale di UEFA EURO seguito dall'anno dell'edizione. Nato nel 1960 da un'idea del dirigente sportivo francese Henri Delaunay, è organizzato dalla UEFA e si disputa ogni quattro anni.

Campionato europeo di calcio UEFA
UEFA European Football Championship
Altri nomiCampionato d'Europa UEFA
SportFootball pictogram.svg Calcio
TipoSquadre nazionali maschili
FederazioneUEFA
OrganizzatoreUEFA
TitoloUEFA European Championship winner (vincitore del campionato europeo di calcio dell'UEFA) (de iure)
European champion (campione d'Europa) (de facto)
CadenzaQuadriennale (anni bisestili)
Aperturagiugno
Chiusuraluglio
Partecipanti24
FormulaGironi all'italiana + eliminazione diretta
Sito InternetUEFA European Football Championship
Storia
Fondazione1960
Numero edizioni16
DetentoreItalia Italia
Record vittorieGermania Germania
Spagna Spagna (3)
Ultima edizione Europa 2020
Prossima edizioneGermania 2024
UEFA European Cup.svg
Trofeo o riconoscimento

Le prime edizioni della manifestazione negli anni sessanta e settanta videro un numero ristretto di partecipanti, ma eventi come la dissoluzione dell'Unione Sovietica e della Cecoslovacchia, nonché la progressiva disgregazione politica della Jugoslavia, hanno provocato un considerevole aumento del numero degli Stati europei e dei paesi membri dell'UEFA, con un conseguente incremento del numero di nazionali partecipanti alle fasi di qualificazione ed alla fase finale.

Dalla prima edizione del 1960 fino a quella del 1976 vi erano solamente quattro squadre partecipanti alla fase finale; dall'edizione del 1980 il numero fu aumentato ad otto e rimase tale fino al 1992. Dal 1996 fu introdotta la formula con sedici partecipanti, rimasta in vigore fino al 2012. Dal 2016 si è passati a ventiquattro squadre.

Per accedere alla fase finale, per una nazionale è necessario qualificarsi attraverso i gironi di qualificazione. La squadra del paese ospitante è l'unica ad essere ammessa d'ufficio alla fase finale. Dal 1980 la sede è assegnata prima delle qualificazioni. Dall'edizione del 1984 l'UEFA ha abolito la finale per il terzo posto, disputata nelle sei edizioni dal 1960 al 1980; nelle edizioni del 2008 e del 2012 l'UEFA ha assegnato alle semifinaliste perdenti la medaglia di bronzo[1][2].

Nessuna nazionale ha partecipato a tutte le edizioni del campionato europeo; quella con più partecipazioni è la Germania, che ha partecipato a tredici edizioni su sedici complessive, e che dal 1972 si è sempre qualificata alla fase finale. Altro primato che vanta la Germania, condiviso con la Spagna, è quello del numero di trionfi: tre. Nell'albo d'oro, seguono le due vittorie dell'Italia e della Francia, e i trionfi singoli di Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Paesi Bassi, Danimarca, Grecia e Portogallo. La Spagna è stata l'unica nazionale a vincere la competizione per due volte consecutive, nel 2008 e nel 2012. Quattro squadre hanno vinto il campionato europeo alla prima partecipazione alla fase finale: l'Unione Sovietica nel 1960, la Spagna nel 1964, l'Italia nel 1968 e la Germania Ovest nel 1972.

L'attuale detentrice del trofeo è l'Italia, vincitrice dell'edizione 2020 posticipata al 2021 a causa della pandemia di COVID-19 e giocata in modalità itinerante con le semifinali e la finale disputate al Wembley Stadium, dopo aver battuto nell'atto conclusivo la nazionale padrona di casa per 3-2 ai tiri di rigore dopo l'1-1 dei tempi supplementari.

Per quanto riguarda la premiazione, tutti i componenti della rosa che vengono omaggiati con la medaglia alla cerimonia di premiazione risultano essere campioni europei.

StoriaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del campionato europeo di calcio.

Nato nel 1960, il campionato europeo di calcio fu organizzato dalla UEFA, che scelse, in base alle squadre qualificate, di disputare tale torneo in Francia.

Nell'edizione del 1960 presero parte alla fase finale solo quattro squadre e così fu fino al 1976. Dal 1980, invece, la UEFA sceglie una nazione ospitante qualificata di diritto ed il torneo si estese prima ad otto squadre, poi dal 1996 a sedici e, dal 2016, a ventiquattro. Nelle qualificazioni, tutte le squadre nazionali affiliate alla UEFA si sfidano in un lungo torneo a gironi che si tiene nei due anni precedenti alla fase finale.

La sedicesima edizione, in occasione del sessantesimo anniversario della prima edizione, ha un'organizzazione paneuropea e, per la prima volta dal 1980, non c'è stata alcuna nazionale qualificata d'ufficio alla fase finale; venti posti (o meno, a seconda di paesi ospitanti) sono stati assegnati con le qualificazioni, mentre quattro attraverso la UEFA Nations League. Tale edizione, inizialmente prevista tra giugno e luglio 2020, è stata rinviata di dodici mesi in modo da poter completare le coppe europee e i campionati nazionali della stagione 2019-2020, sospesi per la pandemia di COVID-19 in Europa[3].

TrofeoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Coppa Henri Delaunay.
 
La Coppa Henri Delaunay

Il trofeo assegnato alla squadra vincitrice si chiama ufficialmente Coppa Henri Delaunay in onore del primo segretario generale dell'UEFA e promotore della prima edizione della manifestazione. La coppa in palio dall'edizione del 2008 è in argento puro, pesa 8 kg ed è alta 60 cm.[4]

Esistono, in realtà, due versioni del trofeo. Il primo è stato usato dall'edizione del 1960 a quella del 2004. Questo primo trofeo fu realizzato dall'orafo Chobillon, su progetto di Arthus Bertrand.

A partire dall'edizione del 2008 viene consegnata una nuova versione del trofeo, che si differenzia dall'originario per la mancanza della base a forma di parallelepipedo quadrato su cui venivano inseriti i nomi delle nazioni vincitrici. Nella nuova versione il nome dei vincitori non viene più inciso sul piedistallo, ma sul retro del trofeo. Inoltre, il nuovo trofeo è più alto di diciotto centimetri e pesa due chilogrammi in più del precedente; la base, in conseguenza della rimozione del piedistallo, è stata leggermente allargata per dare maggior stabilità. A livello decorativo, evidente è il cambiamento della lingua in cui sono scritte le incisioni: dall'originaria versione in francese, si è passati all'inglese. Per finire, la piccola figura con il pallone che campeggiava nella parte posteriore del trofeo è stata rimossa. La nuova coppa è stata forgiata dalla Asprey di Londra, nota casa orafa che vanta una lunga tradizione nell'ambito dei trofei, che affonda le sue origini alla creazione dell'America's Cup, disegnata dalla consociata Garrard nel 1848. L'adozione del nuovo trofeo è stata voluta dalla UEFA per meglio evidenziarne il prestigio e l'importanza, in quanto simbolo del massimo torneo continentale organizzato dalla stessa federazione. La coppa originale resta in ogni caso alla UEFA, che la impiega solo al momento della premiazione; al termine della cerimonia il trofeo viene riconsegnato e la squadra vincitrice porta con sé una replica della coppa, delle stesse dimensioni e con sopra la sola incisione della Nazionale vincitrice dell'ultima edizione.

Nazioni vincitriciModifica

Dalla prima edizione ad oggi sono dieci le nazionali che hanno vinto il trofeo nelle sedici edizioni sinora disputate: l'albo d'oro raffigura tre vittorie per la Germania (due come Germania Ovest, 1972 e 1980, e una dopo la riunificazione, nel 1996) e la Spagna (1964, 2008, 2012), due vittorie per l'Italia (1968, 2020) e la Francia (1984, 2000), una vittoria per l'Unione Sovietica (1960), la Cecoslovacchia (1976), i Paesi Bassi (1988), la Danimarca (1992), la Grecia (2004) ed il Portogallo (2016).

La Spagna nel 1964 e l'Italia nel 1968 sono riuscite a vincere la competizione nella prima occasione in cui la stessa si disputava nel rispettivo territorio nazionale. La Francia vi riuscì solo nella seconda occasione (1984). Singolarmente la Germania, ovvero la nazione che ha vinto più titoli nella storia della competizione a pari merito con la Spagna, non è mai riuscita ad aggiudicarsi il trofeo quando l'evento si svolgeva sul proprio territorio.

Formula del torneoModifica

Fase di qualificazioneModifica

Già dalla prima edizione del torneo, l'UEFA inserì nel regolamento una fase di qualificazione volta a restringere il lotto delle partecipanti alla fase finale. In quest'occasione furono diciassette le selezioni iscritte alla fase di qualificazione, con turni successivi ad eliminazione diretta. La modalità fu confermata anche nelle due edizioni seguenti, che pure videro la crescita del numero di partecipanti a ventinove e trentuno partecipanti. A partire dal terzo europeo, i primi due turni vennero sostituiti da otto gironi, con qualificazione per le vincenti di ogni gruppo e successivo play-off, in doppia gara, tra esse. Il successo dell'innovazione fu tale da venire confermato anche per la quarta e la quinta edizione, ognuna delle quali vide trentadue nazionali iscritte alle eliminatorie. In tal modo, venivano selezionate le quattro partecipanti alla fase finale, ad una delle quali veniva affidata l'organizzazione della manifestazione.

Poiché gli anni ottanta videro un'ulteriore crescita delle partecipanti alle qualificazioni, sino a raggiungere la quota di trentaquattro squadre, si optò per un cambio di formato. A partire dall'edizione del 1980, la fase finale venne allargata ad otto formazioni e la nazione ospitante era ammessa d'ufficio.

Per l'edizione del 1996 si cambiò ancora: la fase finale comprese sedici squadre (su quarantasette iniziali), quattordici delle quali provenienti dai gironi ed una dallo spareggio (cui prendevano parte le due peggiori seconde). La formula era tuttavia destinata a rivelarsi provvisoria, in quanto alle eliminatorie del successivo torneo presero parte quarantanove formazioni, ciò anche a causa dell'organizzazione congiunta tra due paesi, Belgio e Paesi Bassi. La qualificazione era diretta per le vincitrici di ciascun raggruppamento e per la migliore seconda, prevedendo quattro spareggi (con gare di andata e ritorno) tra le altre otto squadre giunte in seconda posizione. Con l'eccezione dell'edizione del 2004 (dieci gironi da cinque squadre, con qualificazione diretta solo per le prime e spareggi tra le seconde), nel nuovo millennio la formula rimase in vigore: sia l'edizione del 2008 sia quella del 2012, infatti, sono state ancora organizzate congiuntamente da due nazioni. Nell'ultima edizione si è inoltre toccato il tetto delle cinquantatré iscritte.

Poiché nel 2016 alla fase finale hanno partecipato ventiquattro formazioni, la quota di iscrizioni ha raggiunto la cinquantaquattresima unità: dal torneo preliminare sono uscite le altre ventitré finaliste, che hanno conteso il titolo alla Francia, paese ospitante. Nel 2020, invece, a causa di un'organizzazione paneuropea, nessuna delle tredici, successivamente ridotte ad undici, federazioni ospitanti l'evento è stata ammessa a priori.[5]

La nazionale detentrice del titolo non è mai stata qualificata d'ufficio.

Fase finaleModifica

Indipendentemente dal numero di partecipanti alla fase finale, peraltro più volte mutato, essa prevede inizialmente gironi all'italiana: le squadre che superano questa fase accedono al tabellone dell'eliminazione diretta.

A partire dall'edizione 2016, con l'allargamento a ventiquattro squadre, vengono introdotti i ripescaggi delle terze classificate dei gruppi, escludendo le due peggiori, e gli ottavi di finale. Rispetto al format precedente, le partite necessarie per vincere la manifestazione passano quindi da sei a sette.

Il sorteggio per la composizione dei gruppi avviene, di norma, nel dicembre dell'anno precedente il torneo: in questo senso, la prassi ricalca quella utilizzata per i campionati mondiali. Le squadre riconosciute teste di serie sono sei: tra esse la nazione ospitante e, se qualificati, gli eventuali detentori del titolo. Le restanti vengono divise in urne, sulla base dei risultati conseguiti nelle eliminatorie e nell'ultimo mondiale.

La nuova formula prevede così sei gruppi iniziali, con i seguenti criteri per eventuale parità in classifica di due o più squadre[6]:

  1. Maggior numero di punti negli scontri diretti (classifica avulsa);
  2. Miglior differenza reti negli scontri diretti;
  3. Maggior numero di reti realizzate negli scontri diretti;
  4. Riproposizione dei primi tre criteri applicati esclusivamente alle gare tra le squadre in questione;
  5. Miglior differenza reti totale;
  6. Maggior numero di gol realizzati in totale;
  7. Miglior condotta fair play al torneo, ovvero minor numero di punti nella classifica fair play così calcolata:
    • 1 punto per ogni ammonizione;
    • 3 punti per ogni espulsione diretta o doppia ammonizione nella stessa partita;
  8. Miglior posizione occupata nel ranking UEFA per nazioni.

Se due squadre che si affrontano nell'ultima gara hanno conseguito lo stesso numero di punti (segnando e subendo le stesse reti) e l'incontro termina in parità, si procede all'esecuzione dei tiri di rigore (senza tempi supplementari) per determinare la classifica finale. Questa eventualità, introdotta nel 2004, è valida solamente se nessuna delle altre squadre ha totalizzato gli stessi punti in classifica.

Le gare della fase a eliminazione diretta sono in partita unica, con eventuale ricorso a tempi supplementari e rigori in caso di pareggio.

Di seguito un riepilogo delle formule del torneo:

  • 1960-1976: 4 squadre con semifinali e finali;
  • 1980: 8 squadre divise in due gruppi da 4 squadre ciascuno, le prime classificate disputano la finale, mentre le seconde disputano la finale per il terzo posto;
  • 1984-1992: 8 squadre divise in due gruppi da 4 squadre ciascuno, semifinali e finale, con abolizione della finale per il terzo posto;
  • 1996-2012: 16 squadre divise in quattro gruppi da 4 squadre ciascuno, semifinali e finale;
  • Dal 2016: 24 squadre divise in sei gruppi da 4 squadre ciascuno, ottavi di finale, con partecipazione delle quattro migliori terze classificate, quarti di finale, semifinali e finale.

Scelta del paese ospitanteModifica

Fino all'edizione del 1976, dopo che si erano svolte le qualificazioni, la competizione si disputava in uno dei quattro paesi la cui nazionale era riuscita a qualificarsi.

Dall'edizione del 1980, svolta in Italia, ogni federazione può presentare la propria candidatura e i rappresentanti della UEFA votano a scrutinio segreto uno dei candidati (singole federazioni o candidature congiunte di due federazioni).

Per l'edizione del 2020, in occasione del sessantesimo anniversario del primo campionato europeo, la UEFA ha deciso di assegnare l'organizzazione a tredici diverse città europee (poi ridotte a undici), con le sole semifinali e la finale svoltesi in un'unica città.[5][7]

Copertura mediaticaModifica

A differenza dei campionati mondiali di calcio, tutte le edizioni dei campionati europei hanno avuto copertura mediatica almeno nei paesi interessati, cioè nei paesi dove le rispettive nazionali disputavano il torneo.

MascotteModifica

Tutte le edizioni dei campionati europei, a partire dal 1980, hanno avuto la propria mascotte. Essa cerca di rappresentare i valori del paese e dell'Euro, e questo diverte i bambini che si avvicinano così al calcio e allo sport in generale.

Le mascotte adottate dall'edizione del 1980 fino ad oggi sono state:

Edizione Mascotte Immagine Descrizione
 
Italia 1980
Pinocchio   È ispirato all'omonimo personaggio di Carlo Collodi, col naso dipinto con i colori della bandiera d'Italia.
 
Francia 1984
Peno Un galletto bianco vestito con una divisa con i colori della Francia.
 
Germania Ovest 1988
Berni Un leprotto dal pelo marrone scuro, vestito con una divisa con i colori della Germania.
 
Svezia 1992
Rabbit Un leprotto dal pelo marrone chiaro identico a Berni, vestito con una divisa con i colori della Svezia.
 
Inghilterra 1996
Goaliath Un leone vestito con la divisa dell'Inghilterra.
   
Belgio / Paesi Bassi 2000
Benelucky
 
Un leone-diavolo con una criniera dipinta con i colori delle bandiere belga e olandese.
 
Portogallo 2004
Kinas   Un ragazzo vestito con la divisa del Portogallo, il cui nome ricorda lo scudo armillare che decora la bandiera lusitana.
   
Austria / Svizzera 2008
Trix & Flix   Due ragazzi gemelli vestiti con le divise di Austria e Svizzera.
   
Polonia / Ucraina 2012
Slavko & Slavek   Due gemelli punk con le divise di Polonia e Ucraina.
 
Francia 2016
Super Victor   Un supereroe bambino.
 
Europa 2020
Skillzy Un ragazzo esperto di freestyle e street football.

Albo d'oroModifica

Anno Paese ospitante Finale 3º-4º posto/Semifinaliste Squadre
Vincitore Risultato Finalista Terzo posto[8] Risultato Quarto posto[8]
1960  
Francia
 
Unione Sovietica
2 – 1 (dts)
Parco dei Principi, Parigi
 
Jugoslavia
 
Cecoslovacchia
2 – 0
Stadio Vélodrome, Marsiglia
 
Francia
4
1964  
Spagna
 
Spagna
2 – 1
Santiago Bernabéu, Madrid
 
Unione Sovietica
 
Ungheria
3 – 1 (dts)
Camp Nou, Barcellona
 
Danimarca
4
1968  
Italia
 
Italia
1 – 1 (dts)
2 – 0 (rip)
Stadio Olimpico, Roma
 
Jugoslavia
 
Inghilterra
2 – 0
Stadio Olimpico, Roma
 
Unione Sovietica
4
1972  
Belgio
 
Germania Ovest
3 – 0
Stadio Heysel, Bruxelles
 
Unione Sovietica
 
Belgio
2 – 1
Stadio Maurice Dufrasne, Liegi
 
Ungheria
4
1976  
Jugoslavia
 
Cecoslovacchia
2 – 2 (dts)
(5-3 dtr)
Stadio Stella Rossa, Belgrado
 
Germania Ovest
 
Paesi Bassi
3 – 2 (dts)
Stadio Maksimir, Zagabria
 
Jugoslavia
4
1980  
Italia
 
Germania Ovest
2 – 1
Stadio Olimpico, Roma
 
Belgio
 
Cecoslovacchia
1 – 1[9]
(9-8 dtr)
Stadio San Paolo, Napoli
 
Italia
8
1984  
Francia
 
Francia
2 – 0
Parco dei Principi, Parigi
 
Spagna
  Portogallo
  Danimarca
8
1988  
Germania Ovest
 
Paesi Bassi
2 – 0
Olympiastadion, Monaco di Baviera
 
Unione Sovietica
  Germania Ovest
  Italia
8
1992  
Svezia
 
Danimarca
2 – 0
Ullevi, Göteborg
 
Germania
  Paesi Bassi
  Svezia
8
1996  
Inghilterra
 
Germania
2 – 1 (gg)
Wembley, Londra
 
Rep. Ceca
  Inghilterra
  Francia
16
2000    
Belgio e Paesi Bassi
 
Francia
2 – 1 (gg)
De Kuip, Rotterdam
 
Italia
  Portogallo
  Paesi Bassi
16
2004  
Portogallo
 
Grecia
1 – 0
Stadio da Luz, Lisbona
 
Portogallo
  Rep. Ceca
  Paesi Bassi
16
2008    
Austria e Svizzera
 
Spagna
1 – 0
Stadio Ernst Happel, Vienna
 
Germania
  Russia
  Turchia
16
2012    
Polonia e Ucraina
 
Spagna
4 – 0
Stadio Olimpico, Kiev
 
Italia
  Portogallo
  Germania
16
2016  
Francia
 
Portogallo
1 – 0 (dts)
Stade de France, Saint-Denis
 
Francia
  Galles
  Germania
24
2020[10]  
Europa
 
Italia
1 – 1 (dts)
(3-2 dtr)
Wembley Stadium, Londra
 
Inghilterra
  Spagna
  Danimarca
24
2024  
Germania
24
2028  
da stabilire
24

Per vedere soltanto i tabellini delle finali:

  Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato europeo di calcio.

MedagliereModifica

 
Mappa dei vincitori

Segue una lista delle squadre che hanno raggiunto le prime tre posizioni in almeno un europeo. La Germania e la Spagna detengono il record di vittorie della competizione, tre. La Spagna è stata finora l'unica a vincere due europei consecutivi, mentre la Germania detiene il record di partecipazioni alla fase finale (tredici), di finali disputate (sei), di finali consecutive (tre), di piazzamenti tra le prime quattro (nove volte complessivamente) e di partite disputate nelle fasi finali. Dal 1984 non si disputa la finale per il terzo posto (nel 2008 e nel 2012 le medaglie di bronzo sono state consegnate in forma privata alle semifinaliste sconfitte).

Squadra  
Vincitore
 
Secondo posto
 
Terzo posto
Quarto posto  Semifinalista[n 1]    
Totale podi
Totale piazzamenti nei primi quattro posti Edizioni vincenti Partecipazioni
  Germania[n 2]
3
3
-
-
3
9
9
13
  Spagna
3
1
-
-
1
5
5
11
  Italia
2
2
-
1
1
5
6
10
  Francia
2
1
-
1
1
4
5
10
  Russia[n 3]
1
3
-
1
1
5
6
12
  Rep. Ceca[n 4]
1
1
2
-
1
5
5
9
  Portogallo
1
1
-
-
3
5
5
8
  Paesi Bassi
1
-
1
-
3
5
5
10
  Danimarca
1
-
-
1
2
3
4
9
  Grecia
1
-
-
-
-
1
1
4
  Serbia[n 5]
-
2
-
1
-
2
3
-
5
  Inghilterra
-
1
1
-
1
3
3
-
10
  Belgio
-
1
1
-
-
2
2
-
6
  Ungheria
-
-
1
1
-
1
2
-
4
  Svezia
-
-
-
-
1
1
1
-
7
  Turchia
-
-
-
-
1
1
1
-
4
  Galles
-
-
-
-
1
1
1
-
2
  1. ^ Dall'edizione 1984 non si disputa più la finale per il terzo posto; dall'edizione 2008 ad entrambe le semifinaliste perdenti viene assegnata la medaglia di bronzo
  2. ^   Germania Ovest fino all'edizione 1988
  3. ^   Unione Sovietica fino all'edizione 1988,   Comunità degli Stati Indipendenti nell'edizione 1992
  4. ^   Cecoslovacchia fino all'edizione 1992
  5. ^   Jugoslavia fino all'edizione 1992,   Serbia e Montenegro fino all'edizione 2004 (anche se fino all'edizione 2000 ha mantenuto il nome di Jugoslavia)

Partecipazioni e prestazioniModifica

Legenda

-: non qualificata.
R: ritiratasi prima dell'inizio del torneo o durante le qualificazioni (per incontri non disputati).
S: squalificata.
Q: qualificata per un torneo ancora da disputarsi.
1T: eliminata nella fase a gironi (dal 1980 in poi).
OF: eliminata agli ottavi di finale (dal 2016 in poi).
QF: eliminata ai quarti di finale (dal 1996 in poi).
SF: eliminata in semifinale (dal 1984 in poi).
4ª: quarta classificata (dal 1960 al 1980).
3ª: terza classificata (dal 1960 al 1980).
2ª: seconda classificata.
V: vincitrice.
  : Nazione ospitante.

Nazionale  
1960
 
1964
 
1968
 
1972
 
1976
 
1980
 
1984
 
1988
 
1992
 
1996
   
2000
 
2004
  
2008
  
2012
 
2016
 
2020
 
2024
Totale Vincitore
  Germania
  Germania Ovest[11]
- V V 1T SF V 1T 1T SF SF OF Q 14 3
  Spagna R V - - - 1T 1T - QF QF 1T V V OF SF 11 3
  Italia - V - - - SF - 1T 1T QF QF V 10 2
  Francia - - - - - V - 1T SF V QF 1T QF OF 10 2
  Russia 1T - 1T SF 1T 1T 1T 12 1
  Comunità degli Stati Indipendenti 1T
  Unione Sovietica V - - - Q[n 1]
  Rep. Ceca 1T SF 1T QF 1T QF 10 1
  Cecoslovacchia - - - V - - -
  Paesi Bassi - - - 1T - V SF QF SF SF QF 1T - OF 10 1
  Danimarca - - - - - SF 1T V 1T 1T QF - 1T - SF 9 1
  Portogallo - - - - - - SF - - QF SF QF SF V OF 8 1
  Grecia - - - - 1T - - - - - V 1T QF - - 4 1
  Inghilterra - - - 1T - 1T 1T SF 1T QF - QF OF 10 0
  Svezia - - - - - - - SF - 1T QF 1T 1T 1T OF 7 0
  Belgio - - - 1T - - - 1T - - - QF QF 6 0
  Croazia QF - 1T QF 1T OF OF 6 0
  Serbia
  Serbia e Montenegro[n 2]
  Jugoslavia[n 3]
- - - 1T - S[n 4] S QF - - - - - 5 0
  Turchia - - - - - - - - - 1T QF - SF - 1T 1T 5 0
  Romania - - - - - - 1T - - 1T QF - 1T - 1T - 5 0
  Svizzera - - - - - - - - 1T - 1T 1T - OF QF 5 0
  Ungheria - - - - - - - - - - - - OF 1T 4 0
  Polonia - - - - - - - - - - - - 1T 1T QF 1T 4 0
  Irlanda - - - - - - - 1T - - - - - 1T OF - 3 0
  Scozia - - - - - - 1T 1T - - - - - 1T 3 0
  Austria - - - - - - - - - - - - 1T - 1T OF 3 0
  Ucraina - - - - 1T 1T QF 3 0
  Galles - - - - - - - - - - - - - SF OF 2 0
  Slovacchia - - - - - OF 1T 2 0
  Bulgaria - - - - - - - - - 1T - 1T - - - - 2 0
  Islanda - - - - - - - - - - - QF - 1 0
  Irlanda del Nord - - - - - - - - - - - - - - OF - 1 0
  Norvegia - - - - - - - - - - 1T - - - - - 1 0
  Slovenia - 1T - - - - - 1 0
  Lettonia - - 1T - - - - 1 0
  Albania - - - - - - - - - - - 1T - 1 0
  Finlandia - - - - - - 1T 1 0
  Macedonia del Nord - - - - - - 1T 1 0

Record e statisticheModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche del campionato europeo di calcio.
Individualisti di maggior successo
Zinedine Zidane  , 1 Miglior giocatore, 2 su 2 possibili (=100%) Squadra del torneo, 2 su 2 possibili (=100%) Maggior numero di MoM in 1 torneo (2000, 2004), 1 giunto più MoM (2) in 1 fase a eliminazione diretta (2000), 1 giunto più MoM (2) in 1 fase a gironi (2004), media di 2 MoM per torneo.
Andrés Iniesta  , 1 Miglior giocatore, 2 su 3 possibili (=67%) Squadra del torneo, 2 su 3 possibili (=67%) Maggior numero di MoM in 1 torneo (2012, 2016), 2 giunto più MoM (2) in 1 fase a gironi (2008, 2012), media di 2 MoM per torneo.
Xavi  , 1 Miglior giocatore, 2 su 3 possibili (=67%) Squadra del torneo.
Maggior numero di vittorie dei campionati

2: Rainer Bonhof (  Germania Ovest, 1972[12] & 1980[13]); Xavi, Andrés Iniesta, Cesc Fàbregas, Iker Casillas, David Silva, Xabi Alonso, Sergio Ramos, Fernando Torres, Raúl Albiol, Álvaro Arbeloa, Santi Cazorla, Pepe Reina ( , 2008[14] & 2012[15])

Maggior numero di vittorie dei campionati consecutivi

2: Xavi, Andrés Iniesta, Cesc Fàbregas, Iker Casillas, David Silva, Xabi Alonso, Sergio Ramos, Fernando Torres, Raúl Albiol, Álvaro Arbeloa, Santi Cazorla, Pepe Reina ( , 2008[14] & 2012[15])

Maggior numero di finali

3: Rainer Bonhof (  Germania Ovest, 1972 (vinta)[12], 1976 (persa)[16], 1980 (vinta)[13])

Maggior numero di finali consecutive

3: Rainer Bonhof (  Germania Ovest, 1972 (vinta)[12], 1976 (persa)[16], 1980 (vinta)[13])

Maggior numero di apparizioni in squadra del torneo

5: Cristiano Ronaldo ( , 2004[17], 2012[18], 2016[19])

4: Pepe ( , 2008[20], 2012[18], 2016[19])

3: Paolo Maldini ( , 1988[21], 1996[22], 2000[23]) e Laurent Blanc ( , 1992[24], 1996[22], 2000[23])

2: Lev Yashin ( , 1960, 1964); Valentin Ivanov ( , 1960, 1964), Karlheinz Förster (  Germania Ovest, 1980, 1984), Andreas Brehme (  Germania Ovest , 1984, 1992), Marco van Basten ( , 1988, 1992), Marcel Desailly ( , 1996, 2000), Rui Costa ( , 1996, 2000), Zinedine Zidane ( , 2000, 2004), Luis Figo ( , 2000, 2004), Gianluigi Buffon ( , 2008, 2012), Philipp Lahm ( , 2008, 2012), Iker Casillas ( , 2008, 2012), Xavi ( , 2008, 2012), Andrés Iniesta ( , 2008, 2012), Cesc Fàbregas ( , 2008, 2012)

Maggior numero di apparizioni consecutive in squadra del torneo

3: Laurent Blanc ( , 1992[24], 1996[22], 2000[23]), Pepe ( , 2008[20], 2012[18], 2016[19])

Maggior numero di gol segnati in una singola competizione

9: (in 5 partite), Michel Platini ( , 1984)[25]

6: (in 7 partite), Antoine Griezmann ( , 2016)[26]

Maggior numero di gol segnati in una singola competizione per partita

4 in 2 partite = 2 gol per partita, Gerd Müller (  Germania Ovest, 1972),[12], Dieter Müller (  Germania Ovest, 1976)[16]

9 in 5 partite = 1,80 gol per partita, Michel Platini ( , 1984)[25]

Maggior numero di gol segnati in una finale

2: Gerd Müller (  Germania Ovest vs  , 1972),[27] Horst Hrubesch (  Germania Ovest vs  , 1980),[28] Oliver Bierhoff (  vs  , 1996)[29]

Maggior numero di gol segnati in una fase a eliminazione diretta

5: (in 4 partite), Antoine Griezmann ( , 2016)[26]

4: 4 (in 2 partite), Gerd Müller (  Germania Ovest, 1972),[12] (in 2 partite) Dieter Müller (  Germania Ovest, 1976)[16]

3: 3 (in 2 partite), Nuno Gomes ( , 2000),[30] (in 2 partite) Patrick Kluivert ( , 2000),[30] (in 3 partite) Kasper Dolberg (| , 2020)[31]

Maggior numero di gol segnati nelle fasi a eliminazione diretta

5: Antoine Griezmann ( , 2016)[26]

4: Gerd Müller (  Germania Ovest, 1972),[12]Dieter Müller (  Germania Ovest, 1976),[16] Nuno Gomes ( , 2000,[30] 2008)[14]

Maggior numero di gol segnati in una fase a gironi

7: (in 3 partite), Michel Platini ( , 1984)[32]

Maggior numero di gol segnati nelle fasi a gironi

11: (in 15 partite) Cristiano Ronaldo (  2004, 2008, 2012, 2016, 2020)

Maggior numero di gol segnati in competizione

14: (in 25 partite) Cristiano Ronaldo (  2004, 2008, 2012, 2016, 2020)

Capocannonieri delle singole edizioniModifica

Edizione Capocannoniere Nazionale Reti
Francia 1960 François Heutte
Viktor Ponedel'nik
Valentin Koz'mič Ivanov
Milan Galić
Dražan Jerković
  Francia
  Unione Sovietica
  Unione Sovietica
  Jugoslavia
  Jugoslavia
2
Spagna 1964 Jesús María Pereda
Ferenc Bene
Dezső Novák
  Spagna
  Ungheria
  Ungheria
2
Italia 1968 Dragan Džajić   Jugoslavia 2
Belgio 1972 Gerd Müller   Germania Ovest 4
Jugoslavia 1976 Dieter Müller   Germania Ovest 4
Italia 1980 Klaus Allofs   Germania Ovest 3
Francia 1984 Michel Platini   Francia 9
Germania Ovest 1988 Marco van Basten   Paesi Bassi 5
Svezia 1992 Henrik Larsen
Karl-Heinz Riedle
Dennis Bergkamp
Tomas Brolin
  Danimarca
  Germania
  Paesi Bassi
  Svezia
3
Inghilterra 1996 Alan Shearer   Inghilterra 5
Belgio-Paesi Bassi 2000 Patrick Kluivert
Savo Milošević
  Paesi Bassi
  Jugoslavia
5
Portogallo 2004 Milan Baroš   Rep. Ceca 5
Austria-Svizzera 2008 David Villa   Spagna 4
Polonia-Ucraina 2012 Fernando Torres[33][34]   Spagna 3
Francia 2016 Antoine Griezmann   Francia 6
Europa 2020 Cristiano Ronaldo
Patrik Schick
  Portogallo
  Rep. Ceca
5

Miglior giocatore (premio dal 1996)Modifica

Edizione Miglior giocatore Nazionale
Inghilterra 1996 Matthias Sammer   Germania
Belgio-Paesi Bassi 2000 Zinédine Zidane   Francia
Portogallo 2004 Theodōros Zagorakīs   Grecia
Austria-Svizzera 2008 Xavi   Spagna
Polonia-Ucraina 2012 Andrés Iniesta   Spagna
Francia 2016 Antoine Griezmann   Francia
Europa 2020 Gianluigi Donnarumma   Italia

Miglior giovane (premio dal 2016)Modifica

Edizione Miglior giocatore Nazionale
Francia 2016 Renato Sanches   Portogallo
Europa 2020 Pedri   Spagna

EsordientiModifica

Anno Paese ospitante Nazionali esordienti
1960   Francia   Cecoslovacchia,   Francia,   Jugoslavia,   Unione Sovietica
1964   Spagna   Danimarca,   Spagna,   Ungheria
1968   Italia   Inghilterra,   Italia
1972   Belgio   Belgio,   Germania Ovest
1976   Jugoslavia   Paesi Bassi
1980   Italia   Grecia
1984   Francia   Portogallo,   Romania
1988   Germania Ovest   Irlanda
1992   Svezia   Comunità degli Stati Indipendenti,   Germania,   Svezia,   Scozia
1996   Inghilterra   Bulgaria,   Croazia,   Rep. Ceca,   Russia,   Svizzera,   Turchia
2000   Belgio
  Paesi Bassi
  Jugoslavia,   Norvegia,   Slovenia
2004   Portogallo   Lettonia
2008   Austria
  Svizzera
  Austria,   Polonia
2012   Polonia
  Ucraina
  Ucraina
2016   Francia   Albania,   Galles,   Irlanda del Nord,   Islanda,   Slovacchia
2020   Europa   Finlandia,   Macedonia del Nord
Nazionali mai qualificate al torneo

Stadi del campionato europeo di calcioModifica

Gli stadi ad aver ospitato due edizioni del campionato europeo di calcio sono il Parco dei Principi di Parigi, lo Stade Vélodrome di Marsiglia, lo Stadio Olimpico di Roma, lo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, lo Stadio di Wembley di Londra, lo Stade Roi-Baudouin/Heysel di Bruxelles e lo Sclessin Stadion di Liegi. Di questi stadi, gli unici ad aver ospitato due finali del campionato sono il Parco dei Principi di Parigi, lo Stadio Olimpico di Roma e lo Stadio di Wembley di Londra.

Lisbona (con lo Stadio José Alvalade e quello da Luz) e Porto (con lo stadio do Bessa Século XXI e quello do Dragão) sono le uniche due città ad aver ospitato delle gare del campionato europeo in due impianti differenti; i quattro impianti hanno ospitato delle gare nella stessa edizione, nel 2004.

Lo Stadio Olimpico di Roma è l'impianto ad avere ospitato il maggior numero di partite, cioè 11, anche se le gare di Roma sono state disputate in tre edizioni differenti (1968, 1980 e 2020).

Lo stadio con la maggiore capienza è stato il Camp Nou di Barcellona, nel 1964, per un totale di 98 000 spettatori.

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ L'Unione Sovietica riuscì a qualificarsi al campionato europeo, ma non poté partecipare alla fase finale perché la nazione scomparve: al suo posto partecipò la nazionale di calcio della Comunità degli Stati Indipendenti, che rappresentava tutte le repubbliche che fino all'anno prima facevano parte dell'Unione Sovietica, ad eccezione di Estonia, Lettonia, Lituania e Georgia. Tale nazionale non riuscì però a superare il primo turno.
  2. ^ Nell'edizione 2004.
  3. ^ Fino all'edizione 2000.
  4. ^ La Jugoslavia riuscì a qualificarsi per l'edizione 1992, ma venne esclusa dalla UEFA per motivi bellici. Al suo posto giocò la Danimarca, seconda classificata del girone di qualificazione.

FontiModifica

  1. ^ (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2006/08 (PDF), su uefa.com, p. 3. URL consultato il 2 luglio 2012.
  2. ^ (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2010-12 (PDF), su uefa.com, p. 3. URL consultato il 1º luglio 2016.
  3. ^ La UEFA posticipa EURO 2020 di 12 mesi, su it.uefa.com, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 marzo 2020.
  4. ^ (EN) The Henri Delaunay Cup, su uefa.com, Union of European Football Associations, 4 febbraio 2013. URL consultato il 14 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2021).
  5. ^ a b Tredici città per UEFA EURO 2020, in uefa.com, 25 gennaio 2013. URL consultato il 19 febbraio 2013.
  6. ^ (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2014-16 (PDF), su uefa.com.
  7. ^ Decisioni su UEFA EURO 2021 e Supercoppa UEFA, in uefa.com, 30 giugno 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.
  8. ^ a b La finale per il 3º posto si è disputata solo fino al 1980.
  9. ^ Non si disputarono i tempi supplementari.
  10. ^ Edizione disputatasi nel 2021 a causa della pandemia di COVID-19, cfr. La UEFA posticipa EURO 2020 di 12 mesi, su it.uefa.com, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 marzo 2020.
  11. ^ Fino all'edizione 1988.
  12. ^ a b c d e f UEFA Euro 1972 at UEFA.com
  13. ^ a b c UEFA Euro 1980 at UEFA.com
  14. ^ a b c UEFA Euro 2008 at UEFA.com
  15. ^ a b UEFA Euro 2012 at UEFA.com
  16. ^ a b c d e UEFA Euro 1976 at UEFA.com
  17. ^ https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/2004/
  18. ^ a b c https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/2012/
  19. ^ a b c https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/2016/
  20. ^ a b https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/2008/
  21. ^ https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/1988/
  22. ^ a b c https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/1996/
  23. ^ a b c https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/2000/
  24. ^ a b https://www.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/1992/
  25. ^ a b EURO records: most appearances, top scorers, key stats, su uefa.com, 15 giugno 2021. URL consultato il 16 giugno 2021.
  26. ^ a b c UEFA Euro 2016 at UEFA.com
  27. ^ UEFA Euro 1972 official website
  28. ^ UEFA Euro 1980 official website
  29. ^ UEFA Euro 1996 official website
  30. ^ a b c UEFA Euro 2000 at UEFA.com
  31. ^ UEFA Euro 2020 official website
  32. ^ UEFA Euro 1984 at UEFA.com
  33. ^ History, su uefa.com.
  34. ^ EURO top scorers: All time and for every tournament, su uefa.com, 11 luglio 2021.

Voci correlateModifica

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