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Campionato mondiale di Formula 1 1974

edizione del mondiale di Formula 1
Campionato mondiale di Formula 1 1974
Edizione nº 25 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio13 gennaio
Termine6 ottobre
Prove15
Titoli in palio
PilotiBrasile Emerson Fittipaldi
su McLaren M23
CostruttoriRegno Unito McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1974 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 25ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 17ª ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 13 gennaio e terminata il 6 ottobre, dopo 15 gare, lo stesso numero di gare della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la seconda volta a Emerson Fittipaldi e il titolo costruttori per la prima volta alla McLaren.

Da quest'anno i numeri delle macchine rimasero fissi per tutta la stagione. Prima venivano assegnati gara per gara.

La pre-stagioneModifica

Il calendarioModifica

Solo a gennaio venne confermata la tenuta del Gran Premio di Monaco, per il 26 maggio, dopo che, per la crisi petrolifera, era stato invece cancellato il Rally di Montecarlo.[1]

Gara Nome ufficiale del gran premio Gran Premio Circuito Sede Data Ora
1   Gran Premio de la República Argentina GP d'Argentina Autodromo Municipal Ciudad de Buenos Aires Buenos Aires 13 gennaio 16:30[2]
2   Grande Prêmio do Brasil GP del Brasile Circuito di Interlagos San Paolo del Brasile 27 gennaio 11:30[3]
3   Lucky Strike South African Grand Prix GP del Sudafrica Circuito di Kyalami Midrand 30 marzo 14:30[4]
4   Gran Premio de España GP di Spagna Circuito Permanente del Jarama Jarama 28 aprile 12:00[5]
5   Bang & Olufsen Grote Prijs van Belgie GP del Belgio Circuito di Nivelles Nivelles 12 maggio 15:30[6]
6   Grand Prix Automobile de Monaco GP di Monaco Circuito di Montecarlo Monaco 26 maggio 15:30[7]
7   Texaco Sveriges Grand Prix GP di Svezia Scandinavian Raceway Anderstorp 9 giugno
8   Grote Prijs van Nederland GP d'Olanda Zandvoort Park Zandvoort 23 giugno
9   Grand Prix de France GP di Francia Circuito di Digione-Prenois Prenois 7 luglio
10   John Player British Grand Prix GP di Gran Bretagna Circuito di Brands Hatch West Kingsdown 20 luglio
11   Großer Preis von Deutschland GP di Germania Nürburgring Nürburg 4 agosto
12   Memphis Großer Preis von Österreich GP d'Austria Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 18 agosto
13   Gran Premio d'Italia GP d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 8 settembre
14   Grand Prix Labatt's 50 du Canada GP del Canada Mosport International Raceway Bowmanville 22 settembre
15   United States Grand Prix GP degli USA Watkins Glen International Watkins Glen 6 ottobre

Accordi e fornitoriModifica

La scuderia Hill proseguì a impiegare vetture costruite da altri, ma non più una Shadow, bensì la Lola T370, con cui il costruttore britannico rientrava in F1, dopo aver costruito il telaio per la Honda nel 1968.[8]

La Scuderia Ferrari si accordò con l'Agip, per la creazione di un rapporto di collaborazione sia nel settore tecnico-industriale che per le competizioni. La casa italiana sostituì la Shell quale fornitrice dei carburanti.[9]

Scuderie e pilotiModifica

ScuderieModifica

Prima del Gran Premio del Brasile Rikky von Opel, che non aveva preso parte al primo gran premio della stagione, decise di abbandonare definitivamente l'Ensign, che così non partecipò alla gara, e decise di rinviare il suo ritorno in F1 alla stagione europea.[10]

Dal Gran Premio del Sudafrica la Hesketh partecipò, per la volta in una gara valida per il mondiale, quale costruttore, abbandonando così l'uso di vetture costruite da altre case.[11] In Spagna esordì nel campionato mondiale la Amon col modello AF101. Fece il suo esordio in una gara iridata anche la Trojan-Tauranac Racing, scuderia legata alla casa automobilistica britannica Trojan, con la T103: si trattava originariamente di una vettura di Formula 5000, adattata alla F1, concepita da Ron Tauranac.[12]

Nel Gran Premio del Belgio fu il turno per l'esordio nel mondiale per la Token. La vettura, la RJ02, era stata concepita da Ray Jessop, su richiesta di Ron Dennis, manager della scuderia di Formula 2 Rondel. Dennis dovette poi abbandonare l'idea di debuttare in F1, ma la vettura, ormai costruita, venne acquistata da Tony Vlassopoulo e Ken Grob, che decisero di proseguire l'impegno nella massima formula fondando la Token. Alla gara non prese parte la Amon, mentre partecipò la Scuderia Finotto, che disponeva di una Brabham privata.[13] Per la gara di Montecarlo si decise di limitare a solo 28 vetture il parco degli ammessi. Non si presentarono così la Lyncar, la Token, nonché la scuderie private Finotto e AAW; la Williams iscrisse una sola vettura, per Arturo Merzario, mentre la Brabham limitò la sua presenza a sole due vetture. Dichiarò forfait anche la scuderia nipponica Maki, che avrebbe dovuto esordire nel mondiale. Si rivide, invece, la Amon, che aveva saltato la gara di Nivelles.[14][15]

PilotiModifica

Il campione del mondo 1972, il brasiliano Emerson Fittipaldi, passò dalla Lotus alla McLaren, ove fece coppia con Denny Hulme. Una terza McLaren venne affidata al team semiufficiale, sponsorizzato dalla Yardley, con pilota Mike Hailwood. La Lotus sostituì Fittipaldi con Jacky Ickx, proveniente dalla Iso-Williams.

 
Niki Lauda passò dalla BRM alla Scuderia Ferrari.

Alla Scuderia Ferrari arrivarono due piloti impegnati nella stagione 1973 con la BRM: il ticinese Clay Regazzoni (che aveva corso per la scuderia italiana tra il 1970 e il 1972), e l'austriaco Niki Lauda. Anche la Tyrrell dovette sostituire i due piloti titolati del 1973, a causa della morte di François Cevert e del ritiro di Jackie Stewart: arrivarono Jody Scheckter, dalla McLaren, e Patrick Depailler, già impiegato in un paio di gare nel 1972, che aveva corso nel 1973 in F2.

Carlos Reutemann venne confermato alla Brabham, dove fece l'esordio in F1 il pilota britannico Richard Robarts, proveniente dalla F3. Il nordirlandese John Watson, impiegato nel 1973, trovò un volante ancora con una Brabham, del team privato John Goldie Racing with Hexagon. La BRM presentò un trio di piloti francesi: al confermato Jean-Pierre Beltoise si affiancarono Henri Pescarolo, che nel 1973 aveva corso 3 gare con March e Iso, e François Migault, che nel 1972 aveva esordito in F1 con la Connew.

La scuderia statunitense Shadow modificò la sua coppia di piloti: Peter Revson, che arrivava dalla McLaren, e Jean-Pierre Jarier, che nell'anno precedente era stato impiegato dalla March. Quest'ultimo team schierò due monoposto ufficiali: una per l'esordiente tedesco, figlio d'arte, Hans Joachim Stuck, e una per Howden Ganley, che arrivava dalla Iso-Williams. Il Team Hesketh proseguì a impiegare una March privata, sempre guidata da James Hunt.

La Surtees confermò Carlos Pace e il pilota tedesco Jochen Mass, mentre Arturo Merzario guidava la sola Williams iscritta. La Hill, oltre al veterano Graham Hill, portò l'esordio il britannico Guy Edwards.[8]

Da questa stagione la numerazione dei piloti fu fissata ad inizio campionato. Ad ogni scuderia vennero attribuiti dei numeri, che non cambiavano da gara a gara. Il numero 1, non potendo venir assegnato a Jackie Stewart, campione uscente, ma non ripresentato in campionato, non venne però riservato alla sua ex scuderia, ovvero la Tyrrell, ma venne attribuito al Team Lotus, che aveva vinto la Coppa Costruttori 1973. Fu Ronnie Peterson a fregiarsi del numero 1, unico caso nella storia del mondiale, dall'introduzione dei numeri fissi, in cui tale numero non fu attribuito, per la stagione, a un campione del mondo uscente.

La settimana prima del Gran Premio del Sudafrica il circuito di Kyalami. A causa della rottura di una sospensione della sua Shadow, il pilota statunitense Peter Revson uscì di pista alla Barbecue, alla velocità di circa 200 km/h. La monoposto di infranse contro le barriere e prese fuoco; malgrado l'intervento di Graham Hill, Emerson Fittipaldi, Eddie Keizan e Denny Hulme, poté essere estratto dall'abitacolo solo dopo qualche minuto, e dopo l'arrivo di un mezzo antincendio. Estratto ancora vivo dalla fiamme, ma in gravi condizioni, morì poco prima dell'arrivo in ospedale. Revson aveva disputato 30 gran premi validi per il campionato mondiale di F1, in cui aveva colto due vittorie e una pole position. Revson era il primo pilota a morire in F1, dopo il decesso di François Cevert, avvenuto nelle qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973. La Shadow decise di non partecipare alla gara, in segno di lutto.[16] La gara vide la solita presenza di una pattuglia di scuderie e piloti locali. La Scribante Lucky Strike Racing utilizzò una McLaren M23 per Dave Charlton e una Lotus 72A per l'esordiente John McNicol (quest'ultimo non parteciperà alle prove in quanto la scuderia preferì concentrarsi sul solo Charlton).[17] Il team Gunston impiegò, invece, due Lotus72E per Paddy Driver (già presente nell'edizione del 1963, anche se non partito) e Ian Scheckter, all'esordio nel campionato, fratello più anziano di Jody, pilota della Tyrrell. Il team Blignaut, sostenuto dall'Embassy, sponsor anche della scuderia di Graham Hill, iscrisse Eddie Keizan, su una Tyrrell 004. A sua volta il team di Hill impiegò una sola vettura, per il solo titolare, lasciando così a piedi Guy Edwards. In compenso la Iso-Williams iscrisse una seconda macchina, guidata dal pilota danese Tom Belsø. Belsø era già stato iscritto a un paio di gare dalla stessa scuderia inglese, nel 1973, senza prendere però parte a nessun gran premio.

La March portò all'esordio in F1 il pilota brianzolo trentaseienne Vittorio Brambilla. Il monzese aveva corso in F2, e aveva anche disputato una gara del Motomondiale 1969, nella classe 500. Brambilla sostituì Howden Ganley.[18]

Dal GP di Spagna Rikky von Opel prese il posto di Richard Robarts alla Brabham. La Shadow sostituì il defunto Peter Revson con Brian Redman. Redman aveva già corso per la scuderia statunitense nel Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973. Alla McLaren Denny Hulme affrontò la gara col numero 56, in luogo del tradizionale 6.

Chris Amon rientrò nel campionato, al volante della propria scuderia. La Trojan affidò la sua unica monoposto a Tim Schenken; l'australiano aveva corso per l'ultima volta nel mondiale nel Gran Premio del Canada 1973, con una Iso-Marlboro. La scuderia privata Finotto iscrisse una Brabham BT42 per il pilota elvetico Silvio Moser. Il pilota, però, fu vittima di un grave incidente nella 1000 km di Monza, corsa pochi giorni prima del gran premio. Le gravi ferite non gli consentirono di prendere parte all'evento e lo portarono al decesso nel maggio del 1974.[12][19]

Tra gli iscritti alla gara risultava anche il pilota locale Jorge de Bagration, che aveva acquistato una Surtees TS16, grazie al sostegno di una catena di grandi magazzini, El Corte Inglés. De Bagration era figlio della famiglia reale della Georgia, nato a Roma, ma presto trasferito in Spagna. Aveva un a certa esperienza sia nella gara di durata che in Formula 2.

Il presidente della Federazione Automobilistica Spagnola (Real Federación Española de Automovilismo) perse però la lista degli iscritti alla gara, che dovette essere così redatta nuovamente, dimenticando però di menzionare de Bagration. Il pilota perse il sostengo del suo sponsor, che anzi negò di averglielo mai dato, e, quando riammesso nella lista, non ebbe più il sostegno economico necessario per partecipare al gran premio.[20][21]

Nella gara di Nivelles la Brabham ingaggiò una terza vettura, una BT42, affidata al pilota esordiente locale Teddy Pilette, figlio d'arte, dell'ex pilota di F1 André Pilette. Pilette aveva però disputato varie gare non valide come prove di Campionato, al volante sempre di vetture di Formula 5000. Un'altra Brabham venne guidata da Gérard Larrousse, pilota francese, che prese il posto dell'infortunato Silvio Moser alla Scuderia Finotto. Larrousse, anche lui all'esordio, era già stato iscritto, senza prendere parte all'evento, al Gran Premio di Francia 1971, dalla Surtees.

Il terzo esordiente, impegnato nelle qualifiche, fu il finlandese Leo Kinnunen. Iscritto dal team privato AAW Racing Team, guidava una Surtees TS16. Kinnunen, che fu il primo pilota del suo Paese a tentare l'avventura nella massima formula, aveva una certa esperienza nella gare di durata. Kinnunen fu anche l'ultimo pilota a correre in F1 senza utilizzare un casco integrale. Anche la Token si affidò a un esordiente, il gallese Tom Pryce, pilota di F2 del team Rondel.

Gijs van Lennep sostituì Tom Belsø alla Iso-Marlboro. L'olandese aveva già disputato, nel 1973, tre gare con la scuderia anglo-italiana. L'Ensign, dopo aver saltato i tre precedenti gran premi rientrò in campionato schierando Vern Schuppan. L'australiano non era partito nel Gran Premio del Belgio 1972, al volante di una BRM. Denny Hulme, dopo aver utilizzato il numero 56 nella gara del Jarama, tornò al suo tradizionale numero 6.[13]

Tabella riassuntivaModifica

I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1974.

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
  John Player Team Lotus Lotus 72E
76
Ford Cosworth DFV G 1   Ronnie Peterson
2   Jacky Ickx
31   Tim Schenken
  ELF Tyrrell Racing Team Tyrrell 005
006
007
Ford Cosworth DFV G 3   Jody Scheckter
4   Patrick Depailler
  Texaco McLaren McLaren M23 Ford Cosworth DFV G 5   Emerson Fittipaldi
6   Denny Hulme
  Yardley Team McLaren McLaren M23 Ford Cosworth DFV G 33   Mike Hailwood
  David Hobbs
  Jochen Mass
  Motor Racing Developments Brabham BT42
BT44
Ford Cosworth DFV G 7   Carlos Reutemann
8   Richard Robarts
  Rikky von Opel
  Carlos Pace
34   Teddy Pilette
  March Engineering March 741 Ford Cosworth DFV G 9   Hans-Joachim Stuck
  Reine Wisell
10   Howden Ganley
  Vittorio Brambilla
  Scuderia Ferrari SEFAC SpA Ferrari 312B3 Ferrari Tipo 001/11 G 11   Clay Regazzoni
12   Niki Lauda
  Team Motul BRM BRM P160E
P201
BRM P142 F 14   Jean-Pierre Beltoise
15   Henri Pescarolo
  Chris Amon
37   François Migault
  UOP Shadow Racing Team Shadow DN1
DN3
Ford Cosworth DFV G 16   Peter Revson
  Brian Redman
  Bertil Roos
  Tom Pryce
17   Jean-Pierre Jarier
  Bang & Olufsen Team Surtees Surtees TS16 Ford Cosworth DFV F 18   Carlos Pace
18/19   José Dolhem
18/39   Derek Bell
19   Jochen Mass
  Jean-Pierre Jabouille
  Helmuth Koinigg
30   Dieter Quester
    Frank Williams Racing Cars Iso-Marlboro FW Ford Cosworth DFV F 20   Arturo Merzario
  Richard Robarts
21   Tom Belsø
  Gijs van Lennep
  Jean-Pierre Jabouille
  Jacques Laffite
  Team Ensign Ensign MN174 Ford Cosworth DFV F 22   Rikky von Opel
  Vern Schuppan
22/25   Mike Wilds
  Team Scribante Lucky Strike Rac. McLaren M23 Ford Cosworth DFV G 23   Dave Charlton
25   John McNicol
  Trojan Tauranac Racing Trojan T103 Ford Cosworth DFV F 23
29
41
  Tim Schenken
  AAW Racing Surtees TS16 Ford Cosworth DFV F 23/44   Leo Kinnunen
  Hesketh Racing March
Hesketh
731
P308
Ford Cosworth DFV F 24   James Hunt
31   Ian Scheckter
  Maki Engineering Maki F101 Ford Cosworth DFV F 25   Howden Ganley
  Scuderia Finotto Brabham BT42 Ford Cosworth DFV F


G

25   Silvio Moser
25/43   Gérard Larrousse
29   Manfred Mohr
32   Helmuth Koinigg
  Jean-Louis Lafosse
31   Carlo Facetti
41   Andy Sutcliffe
  Embassy Racing with Hill Lola T370 Ford Cosworth DFV F 26   Graham Hill
27   Guy Edwards
  Peter Gethin
  Rolf Stommelen
  John Goldie with Exagon Racing Brabham BT42
BT44
Ford Cosworth DFV F 28   John Watson
34   Carlos Pace
  Team Gunston Lotus 72E Ford Cosworth DFV G 29   Ian Scheckter
30   Paddy Driver
  Escuderia Calvo Sotello Surtees TS16 Ford Cosworth DFV F 29   Jorge de Bagration
  Pinch Plant Ltd. Lyncar 006 Ford Cosworth DFV F 29   John Nicholson
  Chris Amon Racing Amon AF101 Ford Cosworth DFV F 30   Chris Amon
  Larry Perkins
  Blignaut Embassy Racing S.Afr. Tyrrell 004 Ford Cosworth DFV F 32   Eddie Keizan
  Dempster Intern. Rac. Team March 731 Ford Cosworth DFV F 35   Mike Wilds
  The Chequered Flag Brabham BT42 Ford Cosworth DFV G 35/42   Ian Ashley
  Token Racing Token RJ02 Ford Cosworth DFV F 35/42   Ian Ashley
42   Tom Pryce
  Jacques Laffite
  David Purley
  Team Canada Formula 1 Brabham BT42 Ford Cosworth DFV G 50   Eppie Wietzes
  Parnelli Jones Racing Parnelli VPJ4 Ford Cosworth DFV F 55   Mario Andretti
  Penske Cars Penske PC1 Ford Cosworth DFV G 66   Mark Donohue
  Allied Polymer Group Brabham BT42 Ford Cosworth DFV G 208   Lella Lombardi

Gare MondialiModifica

Rnd Gran Premio Data Circuito Pole Position GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1   Gran Premio d'Argentina 13 gennaio Oscar Gálvez   Ronnie Peterson   Clay Regazzoni   Denny Hulme   McLaren-Ford Resoconto
2   Gran Premio del Brasile 27 gennaio Interlagos   Emerson Fittipaldi   Clay Regazzoni   Emerson Fittipaldi   McLaren-Ford Resoconto
3   Gran Premio del Sudafrica 30 marzo Kyalami   Niki Lauda   Carlos Reutemann   Carlos Reutemann   Brabham-Ford Resoconto
4   Gran Premio di Spagna 28 aprile Jarama   Niki Lauda   Niki Lauda   Niki Lauda   Ferrari Resoconto
5   Gran Premio del Belgio 12 maggio Nivelles   Clay Regazzoni   Denny Hulme   Emerson Fittipaldi   McLaren-Ford Resoconto
6   Gran Premio di Monaco 26 maggio Montecarlo   Niki Lauda   Ronnie Peterson   Ronnie Peterson   Lotus-Ford Resoconto
7   Gran Premio di Svezia 9 giugno Anderstorp   Patrick Depailler   Patrick Depailler   Jody Scheckter   Tyrrell-Ford Resoconto
8   Gran Premio d'Olanda 23 giugno Zandvoort   Niki Lauda   Ronnie Peterson   Niki Lauda   Ferrari Resoconto
9   Gran Premio di Francia 7 luglio Digione   Niki Lauda   Jody Scheckter   Ronnie Peterson   Lotus-Ford Resoconto
10   Gran Premio di Gran Bretagna 20 luglio Brands Hatch   Niki Lauda   Niki Lauda   Jody Scheckter   Tyrrell-Ford Resoconto
11   Gran Premio di Germania 4 agosto Nürburgring   Niki Lauda   Jody Scheckter   Clay Regazzoni   Ferrari Resoconto
12   Gran Premio d'Austria 18 agosto Österreichring   Niki Lauda   Clay Regazzoni   Carlos Reutemann   Brabham-Ford Resoconto
13   Gran Premio d'Italia 8 settembre Monza   Niki Lauda   Carlos Pace   Ronnie Peterson   Lotus-Ford Resoconto
14   Gran Premio del Canada 22 settembre Mosport Park   Emerson Fittipaldi   Niki Lauda   Emerson Fittipaldi   McLaren-Ford Resoconto
15   Gran Premio degli Stati Uniti 6 ottobre Watkins Glen   Carlos Reutemann   Carlos Pace   Carlos Reutemann   Brabham-Ford Resoconto

Gare non valide per il MondialeModifica

Riassunto della stagioneModifica

Gran Premio d'ArgentinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Argentina 1974.
 
La Brabham fece esordire in Argentina il nuovo modello BT44.

Alla partenza Ronnie Peterson mantenne il comando, precedendo James Hunt e Carlos Reutemann, autori di un buon avvio. Più dietro Peter Revson urtò la vettura di Mike Hailwood, partendo poi di traverso sul tracciato, provocando il caos alla Esse Del Cervo. Molti piloti dovettero evitare l'impatto con la vettura di Revson, con Clay Regazzoni che andò in testacoda, mentre l'altro pilota della Shadow, Jean-Pierre Jarier, non poté evitare il contatto con Revson. Il francese fu costretto all'abbandono; poco dopo anche Revson fu costretto a ritirarsi. Nel corse del primo giro Hunt attaccò Peterson all'Entrado, ma a causa di un errore, finì in testacoda, e venne passato da tutti gli altri piloti.

Peterson guidava, al termine del primo giro, davanti a Reutmann, Fittpaldi, Hailwood, Ickx, Hulme e Pace. Il comando della gara cambiò al terzo giro, quando Reutemann superò Peterson. Al quarto passaggio Emerson Fittipaldi fu costretto ai box per un problema con una candela e, poco dopo, Hulme passò Jacky Ickx. Il neozelandese, al settimo giro, passò anche Hailwood, mentre Niki Lauda entrò in zona punti, passando Pace.

Al giro 8 Mike Hailwood cedette ancora una posizione, a Ickx. Peterson si trovava in grave difficoltà con gli pneumatici, e venne passato da Hulme, che così scalo secondo. Nei giri successivi lo svedese della Lotus dovette cedere anche a Hailwood, Lauda e Pace. L'austriaco passò subito il pilota della McLaren, ponendosi quarto, alle spalle di Carlos Reutemann, Denny Hulme e Ickx.

Al ventiduesimo giro Pace fu costretto al ritiro, per un guasto al motore; ciò consentì a Regazzoni, che dopo il problema al via era sceso lontano dai primi, di scalare settimo. Al ventisettesimo giro Ickx, vittima di una foratura lenta, venne passato da Lauda. Il belga, poi costretto ai box, ripartì solo tredicesimo. La classifica era sempre comandata dal pilota di casa Reutemann, davanti a Hulme, Lauda, Hailwood, Peterson, Regazzoni e Jean-Pierre Beltoise.

Al trentaduesimo giro Regazzoni, nella parte più lenta del tracciato, prese la quinta piazza a Peterson, sempre penalizzato dagli pneumatici. Dopo tre giri l'elvetico ebbe la meglio anche su Mike Hailwood. Peterson, intanto, dovette cedere altre posizioni, uscendo definitivamente dalla zona dei punti. Per il battistrada, Reutemann, ci fu la rottura della presa d'aria, posta sopra la testa del pilota. La presa restava fissata sul telaio, ma rischiava di cadere sul capo del pilota. Questo inconveniente rendeva meno performante la Brabham, ciò che consentiva a Hulme di ridurre il margine di distacco dal primo.

Negli ultimi giri Reutemann dovette far fronte anche a una mancanza di carburante. Nel pre-gara, infatti, i meccanici avevano dovuto risolvere un problema a un mozzo di ruota, cosa che non aveva permesso loro di completare correttamente l'approvvigionamento del carburante. Al giro 52 Hulme passò l'argentino, che cercava solo di completare la gara.

Nell'ultimo giro Reutemann fu costretto a fermarsi, venendo classificato solo settimo. Hulme ottenne la sua ottava, e ultima, vittoria nel campionato mondiale di F1. Il neozelandese precedette le due Ferrari di Niki Lauda, al primo podio nel mondiale, e Clay Regazzoni. Patrick Depailler, sesto, ottenne il suo primo punto iridato.

Gran Premio del BrasileModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1974.

Il segnale del via venne dato con un certo anticipo, cosa che provocò una certa confusione. Carlos Reutemann prese il comando alla prima curva, seguito da Ronnie Peterson, Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni. Lauda si trovò, dopo una partenza non perfetta, in mezzo al plotone, mentre Arturo Merzario venne penalizzato da un problema al motore.

La gara di Lauda terminò al terzo giro, per un guasto a una valvola del propulsore. Al quarto giro Peterson passò Reutemann che, poco dopo, dovette cedere anche la seconda piazza a Fittipaldi. L'argentino aveva rovinato gli pneumatici alla partenza, e fu così costretto a cedere anche a Regazzoni, al nono giro.

Al decimo giro anche Jacky Ickx passò Reutemann, mentre Revson, prossimo a passare il pilota della Brabham, fu costretto all'abbandono, per il surriscaldamento del motore della sua Shadow. In testa Peterson riusciva a contenere a malapena i tentativi di sorpasso di Fittipaldi; lo svedese era vittima di una foratura lenta, che lo rallentava.

Al sedicesimo giro, approfittando del doppiaggio di Merzario, Fittipaldi passò Peterson, e s'involò al comando della gara. Al ventesimo giro Ronnie Peterson fu costretto infine ai box per sostituire la gomma che si stava afflosciando. Ripartì decimo. La classifica vedeva, alle spalle di Fittipaldi, Clay Regazzoni (a quindici secondi dal battistrada), poi Jacky Ickx, Carlos Pace, Mike Hailwood e Carlos Reutemann.

Peterson proseguiva la sua rimonta. Dopo aver passato Jody Scheckter al giro 23, passò anche Hans-Joachim Stuck, il giro successivo, ponendosi nuovamente ai margini della zona dei punti. Due giri dopo Stuck fu costretto al ritiro, per un problema tecnico. Al giro 29 Peterson sfruttò ancora gli pneumatici in crisi di Reutemann per passare l'argentino, e divenne sesto.

Attorno al trentesimo giro la pista fu colpita da un forte temporale, che rese il tracciato impraticabile. Pur con le scuderie pronte a passare alle gomme da bagnato, la direzione di corsa decise di concludere la gara anzitempo. All'inizio del trentaduesimo giro venne esposta la bandiera rossa, al passaggio di Jacky Ickx sul traguardo. Fittipaldi e Regazzoni, che erano già passati sul traguardo, procedettero ancora lentamente, e al termine del giro da loro già iniziato, si videro esposta la bandiera a scacchi.

Per Emerson Fittipaldi fu la decima vittoria, in una gara valida per il mondiale di F1. Regazzoni e Ickx completarono il podio.

Gran Premio del SudafricaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Sudafrica 1974.

Niki Lauda, Carlos Reutemann e Clay Regazzoni si trovarono quasi appaiati alla Crowthorne, prima curva del gran premio, mentre Carlo Pace e Arturo Merzario vennero risucchiati più dietro. Lauda fu capace di mantenere il comando, davanti all'argentino e al compagno di team, che fu costretto anche a mettere due ruote fuori dall'asfalto. Jacky Ickx colpì il suo compagno di scuderia, Ronnie Peterson, che finì in testacoda nella sabbia. Lo svedese sfiorò il contatto con Jochen Mass, che a sua volta aveva toccato Pescarolo.

Lauda conduceva davanti a Reutemann, Regazzoni, Scheckter, Hunt, Fittipaldi, Hailwood e Depailler. Hunt, malgrado delle vibrazioni della sua Hesketh, era capace di rintuzzare gli attacchi di Fittipaldi e Hailwood. Al giro dieci cambiò il leader di gara, con Reutemann che passò Lauda sul rettilineo d'arrivo.

Al quattordicesimo giro James Hunt fu costretto all'abbandono a causa della rottura del cardano della trasmissione. Jody Scheckter era messo sotto pressione da Emerson Fittipaldi, che passò il pilota di casa al giro 21. Il sudafricano, a causa di un errore nella cambiata, dovette cedere ancora una posizione, a Mike Hailwood, nel giro successivo. Nei giri successivi le posizioni nei punti restarono congelate, mentre si accese la lotta per l'ottava piazza, con Merzario passato da Denny Hulme e Jean-Pierre Beltoise.

Al quarantesimo giro Hulme, per degli pneumatici usurati, cedette la posizione, ottava, a Beltoise. Il francese, al giro 44, passò anche Patrick Depailler. La rimonta del pilota della BRM proseguì sorpassando anche Scheckter, anche lui limitato dalle gomme. Al giro 49 Mike Hailwood prese la quarta posizione a Fittipaldi.

Al cinquantacinquesimo passaggio Depailler entrò nella zona punti, superando Scheckter. Il problema della gomme costò poi a Hulme due posizioni, passato da Stuck e Merzario. Al giro 58 Beltoise superò Fittipaldi, per il quinto posto. Il brasiliano, nei giri seguenti, venne messo sotto pressione da Depailler e Scheckter. Fittipaldi dovette cedere a Depailler, al giro 63, mentre, il giro seguente, Beltoise ebbe la meglio su Hailwood. Difficoltà tecniche costarono due posizioni a Scheckter, passato da Stuck e Merzario.

Al giro 65 terminò la gara di Regazzoni, comodo terzo, che, a causa di un problema alla pressione dell'olio del motore, fu costretto a rientrare ai box. Beltoise scalò terzo, alle spalle di Carlos Reutemann e Niki Lauda. Tre giri dopo i problemi tecnici di Fittipaldi permisero a Merzario di scalare settimo.

La gara di Lauda finì al giro 75, per un problema all'iniezione. Carlos Reutemann riportò il primo successo nel mondiale, seguito da Jean-Pierre Beltoise (all'ultimo podio per la BRM) e Mike Hailwood. Completarono la zona dei punti Patrick Depailler, Hans-Joachim Stuck e Arturo Merzario. Quella di Reutemann fu la prima vittoria di un pilota argentino, dal successo di Juan Manuel Fangio nel Gran Premio di Germania 1957, e la prima per la Brabham dal Gran Premio del Sudafrica 1970.

Gran Premio di SpagnaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Spagna 1974.
 
Il Gran Premio di Spagna vide l'esordio nel mondiale per la vettura costruita da Chris Amon.

Al via Ronnie Peterson pattinò leggermente, ma riuscì a prevalere sulle due Ferrari di Niki Lauda e Clay Regazzoni. Alle spalle dei due piloti ferraristi vi erano Jacky Ickx, Emerson Fittipaldi, Arturo Merzario, Jody Scheckter e Carlos Reutemann. Già al secondo giro Schcketer passò Merzario, mentre Jarier colse il nono posto, passando Hunt. Il britannico, al giro 4, cedette anche a Denny Hulme.

Al nono passaggio Reutemann effettuò un'escursione di pista, scendendo in diciassettesima posizione. Poco dopo la pioggia cessò: Peterson comandava con due secondi di margine su Lauda, seguivano poi Regazzoni, Ickx, Fittipaldi, Scheckter, Merzario e Hulme. All'undicesimo giro Scheckter ebbe la meglio su Fittipaldi, la cui McLaren scontava dei problemi tecnici. Peggio andava per un'altra McLaren, quella di Hulme, che fu costretto a una sosta ai box per controllare l'efficienza della monoposto, danneggiata al via da un contatto con Reutemann. L'argentino, dopo un'altra uscita di pista, fu costretto al ritiro.

Al giro 14 Jean-Pierre Jarier fu costretto ai box da un problema tecnico: la lunga sosta lo fece precipitare in ultima posizione. La pista, nel frattempo, si asciugava. Il primo a fermarsi fu Hans-Joachim Stuck, che era ottavo. Toccò poi a Regazzoni e Fittipaldi, col ticinese che mantenne il vantaggio sul brasiliano, che rientrò, invece, alle spalle di Stuck. Al ventunesimo passaggio si fermò anche il leader della corsa, Ronnie Peterson. La sosta era dovuta non solo all'esigenza di montare gomme da asciutto, ma anche per controllare il motore della sua Lotus. Nello stesso giro si fermarono anche Scheckter e Hunt.

Niki Lauda si trovò al comando, davanti a Ickx, Merzario e Regazzoni, che aveva appena passato Brian Redman. Seguivano Schenken, Depailler e Stuck. Al giro 23 l'austriaco si fermò ai box, per il cambio delle gomme, impiegando 35 secondi. Nello stesso passaggio si fermarono anche Merzario e Depailler. Al ventiquattresimo giro vi fu l'abbandono per Ronnie Peterson, per un problema al motore. L'altro pilota della Lotus, Ickx, ormai al comando, attese il giro 25, ma la lunghezza della sosta gli fece perdere diverse posizioni. Si ritrovarono al comando le due Ferrari di Lauda e Regazzoni, seguite da Tim Schenken, che cambiò le gomme al giro 26, lasciando la terza posizione a Stuck. Seguivano poi Merzario, Fittipaldi e Mass. Scheckter era settimo, precedendo Pace. Ickx abbandonò la gara al giro 28, mentre Mass, per un guasto al cambio, dovette rinunciare a proseguire, al trentaseiesimo passaggio.

Al trentottesimo giro Merzario uscì di pista nella zona Pegaso: la sua Iso atterrò oltre le barriere, ferendo quattro fotografi. Il pilota uscì invece indenne dall'abitacolo. Lauda comandava con circa 25 secondi di margine su Regazzoni, seguivano poi Stuck, Fittipaldi, Scheckter e Hunt. Fittipaldi, dopo il miglior giro in gara, passò Stuck, entrando sul podio virtuale, al giro sessanta.

Le Ferrari controllavano la gara agevolmente, tanto da doppiare tutti gli altri concorrenti. Al sessantottesimo giro Hulme entrò in zona punti, passando James Hunt. Il britannico dovette poi cedere diverse posizioni, nella parte finale della gara. Il gran premio venne interrotto al raggiungimento delle due ore di gara, che non consentì di effettuare tutti i novanta giri previsti. Niki Lauda ottenne la sua prima vittoria nel mondiale di F1 (ful cinquantaduesimo pilota a riuscirci), davanti a Clay Regazzoni ed Emerson Fittipaldi. Per la Scuderia Ferrari si trattò del cinquantesimo successo in una gara valida per il mondiale. La scuderia non trionfava dal Gran Premio di Germania 1972.

Gran Premio del BelgioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Belgio 1974.

Clay Regazzoni, Jody Scheckter e Emerson Fittipaldi furono protagonisti di un buona avvio. Alla prima curva Regazzoni e Scheckter arrivarono appaiati alla prima curva, con il ticinese che mantenne il comando della gara. Scheckter venne insidiato, con successo, sia da Emerson Fittipaldi che da Niki Lauda. Il brasiliano ebbe la meglio sul pilota della Tyrrell, che si difese dall'austriaco. Nel corso del primo giro Lauda venne passato anche da Ronnie Peterson. Seguivano poi James Hunt, Carlos Pace, Jean-Pierre Beltoise e Patrick Depailler.

Lauda, già al terzo giro, riprese la posizione a Peterson, mentre all'ottavo passò anche Scheckter, per il terzo posto. La gara rimase congelata, almeno nelle prime posizioni, per diversi giri, mentre era più intesa la lotta per le posizioni di rincalzo. Al dodicesimo giro Henri Pescarolo fu colpito da Guy Edwards, e fu costretto a una sosta per riparare la sua monoposto, senza però poter rientrare in gara. Carlos Reutemann, molto staccato, si fermò per dei problemi di vibrazione, e dopo un paio di giri, riprese il gran premio. Due giri di fermò anche Pace, per sostituire uno pneumatico danneggiato da una foratura.

Al giro 30, Lauda, ostacolato da un doppiaggio, dovette cedere la terza piazza nuovamente a Jody Scheckter. Il pilota della Ferrari ripasso quello della Tyrrell al giro 38. Nello stesso giro Peterson, che era alle spalle proprio della coppia Scheckter-Lauda, dovette rientrare ai box per problemi di vibrazione della sua Lotus. Al trentanovesimo giro Clay Regazzoni, primo, effettuò un'escursione di pista nel corso di un doppiaggio di Gérard Larrousse. Pur in grado di riprendere la pista, l'elvetico venne passato sia da Fittipaldi che da Lauda. Al termine della gara Regazzoni si lamentò per il comportamento di Larrousse.

Al quarantaseiesimo giro James Hunt subì la rottura di una sospensione posteriore: la sua Hesketh perse la ruota, partì in testacoda e l'inglese dovette abbandonare. Nello stesso passaggio Mike Hailwood passò Patrick Depailler, e si trovò quinto. Hailwood, il giro seguente, commise un errore di guida, cedendo nuovamente a Depailler.

Fittipaldi comandava il gran premio, con un secondo di vantaggio su Lauda. Seguivano poi Clay Regazzoni, Jody Scheckter, Patrick Depailler, Jean-Pierre Beltoise e Denny Hulme. La gara di Depailler terminò al cinquantaquattresimo giro. Gli pneumatici risultavano molto deteriorati e vi era un problema all'impianto frenante. Al giro 60 vi fu anche il ritiro definitivo per Peterson, ormai lontano dalla zona dei punti. Cinque giri anche Reutemann abbandonò la gara.

Al giro 66 Mike Hailwood passò Hulme, posizionandosi sesto. Il neozelandese, poco dopo, cedette anche a Jarier. Al sessantanovesimo giro Hailwood ebbe la meglio anche su Beltoise, passato poco dopo, anche lui da Jean-Pierre Jarier.

Scheckter, in attacco su Regazzoni, colpì la vettura di Tom Pryce, mandandola in testacoda. Il sudafricano poté continuare, mentre il gallese fu costretto al ritiro. Al settantanovesimo giro Jarier, che era senza benzina a causa di un problema al sistema di alimentazione, fu costretto ad effettuare un rabbocco di carburante, cosa che lo allontanò dalla zona dei punti. Al giro 81 esplose, sul rettilineo d'arrivo, il motore di Brian Redman.

Anche Mike Hailwood si ritrovò, nei giri finali, a corto di carburante e, dovendo rallentare il ritmo, si fece passare da Beltoise e Hulme. Nell'ultimo giro Lauda attaccò Fittipaldi, proprio sul traguardo, ma senza successo. La vettura di Lauda aveva perso i pesi di bilanciamento delle ruote anteriori, cosa che provocava forti vibrazioni.

Regazzoni si trovò senza benzina, concluse la gara, ma alle spalle di Scheckter. Completarono la zone dei punti Jean-Pierre Beltoise e Denny Hulme. Per Emerson Fittipaldi fu l'undicesima vittoria iridata, mentre Jody Scheckter colse il suo primo arrivo a podio. Fu la settantesima vittoria per una vettura motorizzata dalla Ford Cosworth.

Gran Premio di MonacoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 1974.

Alla partenza Clay Regazzoni bruciò Niki Lauda ponendosi in testa alla prima curva; subito dietro si posizionò al terzo posto Jean-Pierre Jarier. Sulla salita del Beau Rivage Jean-Pierre Beltoise tentò il sorpasso su Denny Hulme, ma le due vetture andarono in collisione. Il neozelandese finì conto le barriere, mentre molte vetture, alle sue spalle, per evitare la sua vettura, si tamponarono. Merzario, Pace, Redman, Brambilla, Schuppan e Schenken finirono nel caos, e solo Hulme e Merzario poterono proseguire con le vetture ancora funzionanti, mentre Schuppan poté proseguire solo dopo aver cambiato uno pneumatico.

In testa, alle spalle del duo della Ferrari e di Jarier, si trovavano Ronnie Peterson, Carlos Reutemann, Jody Scheckter e James Hunt. Al terzo giro Peterson prese la terza posizione a Jarier, mentre Mike Hailwood passò Hunt. Al quarto giro Hunt venne attaccato anche da Hans-Joachim Stuck: anche in questo caso ci fu un contatto tra le monoposto, al Mirabeau, con Stuck che finì contro le barriere e fu costretto al ritiro.

Al quinto giro François Migault terminò contro le barriere alla chicane fuori dal Tunnel: il pilota risultò illeso. Un giro dopo Pterson terminò in testacoda alla Rascasse: la sua Lotus venne tamponata dal sopraggiungente Reutemann. Lo svedese poté continuare, scalando al sesto posto, a differenza dell'argentino che ruppe una sospensione.

Al dodicesimo giro terminò la gara anche per Hailwood. Il pilota della McLaren perse il controllo della vettura su una macchia d'olio nella salità verso il Casino e finì contro le barriere. Ronnie Peterson recuperò la quarta piazza al giro 19, quando sorpassò Scheckter. Due giri dopo Regazzoni compì lo stesso errore di Peterson, alla Rascasse. L'elvetico venne passato da Lauda, Jarier, Peterson e Scheckter.

Jarier cedette la sua posizione a Peterson, al giro 25. Il francese commise un errore di guida al Loews, consentendo allo svedese di innalzarsi al secondo posto. Jarier cedette ancora una posizione, due giri dopo, a favore di Scheckter. Al giro 28 terminò il gran premio anche per Hunt, che era sesto, per un guasto alla trasmissione della sua Hesketh.

Al trentatreesimo giro cambiò il leader della gara. Lauda rallentò nella discesa verso il Mirabeau, dando via libera a Peterson. Poco dopo l'austriaco fu costretto all'abbandono, per un problema all'accensione. Peterson portò il suo vantaggio su Scheckter a una quindicina di secondi. Il sudafricano, a sua volta, precedeva di dieci secondi Jarier. Al giro 54 Patrick Depailler, che stava recuperando, fu costretto a fermarsi ai box per far fissare meglio una gomma. Ripartì ultimo, staccato di 3 giri dal primo.

La classifica non mutò più e Peterson conquistò la sua quinta vittoria nel mondiale. Jody Scheckter chiuse al secondo posto, e Jean-Pierre Jarier ottenne il primo podio nel mondiale. Emerson Fittipaldi, quinto, si trovò in testa alla classifica mondiale, con 2 punti di vantaggio su Clay Regazzoni.

Classifica PilotiModifica

Pos. Pilota                               Punti
1   Emerson Fittipaldi 10 1 7 3 1 5 4 3 Rit 2 Rit Rit 2 1 4 55
2   Clay Regazzoni 3 2 Rit 2 4 4 Rit 2 3 4 1 5 Rit 2 11 52
3   Jody Scheckter Rit 13 8 5 3 2 1 5 4 1 2 Rit 3 Rit Rit 45
4   Niki Lauda 2 Rit 16 * 1 2 Rit Rit 1 2 5 Rit Rit Rit Rit Rit 38
5   Ronnie Peterson 13 6 Rit Rit Rit 1 Rit 8 1 10 4 Rit 1 3 Rit 35
6   Carlos Reutemann 7 * 7 1 Rit Rit Rit Rit 12 Rit 6 3 1 Rit 9 1 32
7   Denny Hulme 1 12 9 6 6 Rit Rit Rit 6 7 Rit 2 6 6 Rit 20
8   James Hunt Rit 9 Rit 10 Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 3 Rit 4 3 15
9   Patrick Depailler 6 8 4 8 Rit 9 2 6 8 Rit Rit Rit 11 5 6 14
10   Jacky Ickx Rit 3 Rit Rit Rit Rit Rit 11 5 3 5 Rit Rit 13 Rit 12
11   Mike Hailwood 4 5 3 9 7 Rit Rit 4 7 Rit 15 * 12
12   Carlos Pace Rit 4 11 13 Rit Rit Rit NQ 9 12 Rit 5 8 2 11
13   Jean-Pierre Beltoise 5 10 2 Rit 5 Rit Rit Rit 10 12 Rit Rit Rit NC NQ 10
14   Jean-Pierre Jarier Rit Rit Rit 13 3 5 Rit 12 Rit 8 8 Rit Rit 10 6
15   John Watson 12 Rit Rit 11 11 6 11 7 16 11 Rit 4 7 Rit 5 6
16   Hans-Joachim Stuck Rit Rit 5 4 Rit Rit Rit NQ Rit 7 11 * Rit Rit NQ 5
17   Arturo Merzario Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit Rit 4 Rit Rit 4
18   Graham Hill Rit 11 12 Rit 8 7 6 Rit 13 13 9 12 8 14 8 1
19   Tom Pryce Rit Rit Rit 8 6 10 Rit NC 1
20   Vittorio Brambilla 10 9 Rit 10 * 10 11 Rit 13 6 Rit NQ Rit 1
-   Guy Edwards 11 Rit NQ 12 8 7 Rit 15 NQ 0
-   David Hobbs 7 9 0
-   Jochen Mass Rit 17 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 14 Rit 16 7 9
-   Brian Redman 7 18 * Rit 0
-   Mario Andretti 7 SQ 0
-   Howden Ganley 8 * Rit NQ NQ 0
-   Tom Belsø Rit NQ 8 NQ 0
-   Rikky von Opel Rit Rit NQ 9 9 NQ 0
-   Henri Pescarolo 9 14 18 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit 0
-   Chris Amon Rit NQ NQ NC 9 0
-   Dieter Quester 9 0
-   Tim Schenken 14 * 10 Rit NQ Rit NQ 10 Rit SQ 0
-   Helmuth Koinigg NQ 10 Rit 0
-   Rolf Stommelen Rit Rit 11 12 0
-   Derek Bell NQ 11 NQ NQ NQ 0
-   Mark Donohue 12 Rit 0
-   Ian Scheckter 13 NQ 0
-   François Migault Rit 16 15 Rit 16 Rit Rit 14 NC NQ Rit 0
-   Ian Ashley 14 NC NQ NQ 0
-   Gijs van Lennep 14 NQ 0
-   Eddie Keizan 14 0
-   Richard Robarts Rit 15 17 NQ 0
-   Vern Schuppan 15 Rit SQ SQ NQ NQ Rit 0
-   Jacques Laffite Rit NC Rit 15 Rit 0
-   Teddy Pilette 17 0
-   Dave Charlton 19 0
-   Peter Revson Rit Rit 0
-   Leo Kinnunen NQ Rit NQ NQ NQ NQ 0
-   Mike Wilds NQ NQ NQ NQ NC 0
-   Gérard Larrousse Rit NQ 0
-   Paddy Driver Rit 0
-   Reine Wisell Rit 0
-   Bertil Roos Rit 0
-   Peter Gethin Rit 0
-   Eppie Wietzes Rit 0
-   José Dolhem NQ NQ WD 0
-   Jean-Pierre Jabouille NQ NQ 0
-   David Purley NQ 0
-   Lella Lombardi NQ 0
-   John Nicholson NQ 0
-   Larry Perkins NQ 0
-   Carlo Facetti NQ 0
Pos. Pilota                               Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Sistema di punteggioModifica

Il regolamento del 1974 divideva il campionato in due blocchi: le prime 8 corse e le successive 7. Per ogni blocco ogni pilota doveva scartare un risultato (tra parentesi sono riportati i punti reali).

Classifica CostruttoriModifica

Pos. Costruttore Motore ARG
 
BRA
 
RSA
 
ESP
 
BEL
 
MON
 
SWE
 
NED
 
FRA
 
GBR
 
GER
 
AUT
 
ITA
 
CAN
 
USA
 
Punti Vittorie Pole GPV
1   McLaren Ford-Cosworth 9 9 4 4 9 (2) 3 4 1 6 - 6 6 9 3 73 (75) 4 2 1
2   Ferrari Ferrari 6 6 - 9 6 3 - 9 6 3 9 2 - 6 - 65 3 10 6
3   Tyrrell Ford-Cosworth 1 - 3 2 4 6 9 2 3 9 6 - 4 2 1 52 2 1 3
4   Lotus Ford-Cosworth - 4 - - - 9 - - 9 4 3 - 9 4 - 42 3 1 2
5   Brabham Ford-Cosworth - - 9 - - 1 - - - 1 4 9 2 - 9 35 3 1 3
6   Hesketh Ford-Cosworth - - - - 4 - - - - 4 - 3 4 15 0 0 0
7   BRM BRM 2 - 6 - 2 - - - - - - - - - - 10 0 0 0
8   Shadow Ford-Cosworth - - - - - 4 2 - - - 1 - - - - 7 0 0 0
9   March Ford-Cosworth - - 2 3 - - - - - - - 1 - - - 6 0 0 0
10   Iso Marlboro Ford-Cosworth - - 1 - - - - - - - - - 3 - - 4 0 0 0
11   Surtees Ford-Cosworth - 3 - - - - - - - - - - - - - 3 0 0 0
12   Lola Ford-Cosworth - - - - - - 1 - - - - - - - - 1 0 0 0
Pos. Costruttore Motore ARG
 
BRA
 
RSA
 
ESP
 
BEL
 
MON
 
SWE
 
NED
 
FRA
 
GBR
 
GER
 
AUT
 
ITA
 
CAN
 
USA
 
Punti Vittorie Pole GPV

Sistema di punteggioModifica

Il regolamento del 1974 divideva il campionato in due blocchi: le prime 8 corse e le successive 7. Per ogni blocco ogni costruttore doveva scartare un risultato (tra parentesi sono riportati i punti reali). Ai fini del punteggio contava soltanto la macchina meglio classificata tra quelle iscritte.

NoteModifica

  1. ^ (ES) El 26 de Mayo el G.P. de Monaco (PDF), in El Mundo Deportivo, 23 gennaio 1974. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  2. ^ Carlos Orsi, Hulme apre in Argentina Le Ferrari al 2º e 3º posto (PDF), in Stampa Sera, 14 gennaio 1974, p. 12. URL consultato il 24 gennaio 2019.
  3. ^ F.1, sfida a quattro con Ferrari in luce (PDF), in La Stampa, 27 gennaio 1974, p. 17. URL consultato il 27 gennaio 2019.
  4. ^ Lauda, il più veloce parte in prima fila (PDF), in La Stampa, 30 marzo 1974, p. 21. URL consultato il 14 marzo 2019.
  5. ^ Questi i migliori al "via" (PDF), in La Stampa, 28 aprile 1974, p. 21. URL consultato il 16 aprile 2019.
  6. ^ Tv in diretta (PDF), in La Stampa, 12 maggio 1974, p. 19. URL consultato il 19 aprile 2019.
  7. ^ Si prova a Montecarlo (PDF), in La Stampa, 23 maggio 1974, p. 19. URL consultato il 23 aprile 2019.
  8. ^ a b (FR) 1. Argentine 1974, su statsf1.com. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  9. ^ Accordo Agip-Ferrari (PDF), in La Stampa, 12 gennaio 1974, p. 15. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  10. ^ (FR) 2. Brésil 1974, su statsf1.com. URL consultato il 1° febbraio 2019.
  11. ^ (FR) 3. Afrique du Sud 1974, su statsf1.com. URL consultato il 4 marzo 2019.
  12. ^ a b (FR) 4. Espagne 1974, su statsf1.com. URL consultato il 27 marzo 2019.
  13. ^ a b (FR) 5. Belgique 1974, su statsf1.com. URL consultato il 12 aprile 2019.
  14. ^ (FR) 6. Monaco 1974, su statsf1.com. URL consultato il 23 aprile 2019.
  15. ^ Montecarlo chiama Ferrari (e gli italiani) (PDF), in Stampa Sera, 22 maggio 1974, p. 12. URL consultato il 23 aprile 2019.
  16. ^ Muore Revson in Sud Africa (PDF), in La Stampa, 23 marzo 1974, p. 17. URL consultato il 4 marzo 2019.
  17. ^ (FR) John McNicol, su statsf1.com. URL consultato il 4 marzo 2019.
  18. ^ (ES) Brambilla correra con "March-Beta" (PDF), in El Mundo Deportivo, 18 marzo 1974, p. 40. URL consultato il 9 marzo 2019.
  19. ^ Giorgio Viglino, Grave lo svizzero Moser uscito di strada in curva (PDF), in La Stampa, 26 aprile 1974, p. 17. URL consultato il 4 aprile 2019.
  20. ^ (FR) Jorge de Bagration, su statsf1.com. URL consultato il 3 aprile 2019.
  21. ^ (EN) Jorge de Bagration - Biography, su f1rejects.com (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2013).

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