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Campionato mondiale di Formula 1 1996

edizione del mondiale di Formula 1
Campionato mondiale di Formula 1 1996
Edizione nº 47 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio10 marzo
Termine13 ottobre
Prove16
Titoli in palio
PilotiRegno Unito Damon Hill
su Williams FW18
CostruttoriRegno Unito Williams
Altre edizioni
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Edizione in corso

La stagione 1996 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 47ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 39ª ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 10 marzo ed è terminata il 13 ottobre, dopo 16 gare.

Il mondiale piloti è stato vinto per la prima volta dal pilota inglese Damon Hill, figlio di Graham, a sua volta iridato nel 1962 e nel 1968, facendo di essi i primi "padre-figlio" ad aggiudicarsi il titolo di categoria. Il mondiale costruttori è stato vinto dalla Williams.

La prestagioneModifica

Scuderie e pilotiModifica

Team Costruttore Telaio Motore Gomme Piloti GP Collaudatore
  Scuderia Ferrari Ferrari F310 Ferrari 046 3.0 V10 G 1   Michael Schumacher Tutti   Nicola Larini
2   Eddie Irvine Tutti
  Mild Seven Benetton Renault Benetton B196 Renault RS8 3.0 V10 G 3   Jean Alesi Tutti   Vincenzo Sospiri
  Allan McNish
4   Gerhard Berger Tutti
  Rothmans Williams Renault Williams FW18 Renault RS8 3.0 V10 G 5   Damon Hill Tutti   Jean-Christophe Boullion
6   Jacques Villeneuve Tutti
  Marlboro McLaren Mercedes McLaren MP4/11
MP4/11B
Mercedes FO 110 3.0 V10 G 7   Mika Häkkinen Tutti   Jan Magnussen
  Ralf Schumacher
8   David Coulthard Tutti
  Equipe Ligier Gauloises Blondes Ligier JS43 Mugen-Honda MF-301 HA 3.0 V10 G 9   Olivier Panis Tutti   Kelvin Burt
10   Pedro Paulo Diniz Tutti
  B&H Total Jordan Peugeot Jordan 196 Peugeot A12 EV5 3.0 V10 G 11   Rubens Barrichello Tutti   Gianni Morbidelli
12   Martin Brundle Tutti
  Red Bull Sauber Ford Sauber C15 Ford JD Zetec-R 3.0 V10 G 14   Johnny Herbert Tutti   Norberto Fontana
15   Heinz-Harald Frentzen Tutti
  Footwork Hart Footwork FA17 Hart 830 3.0 V8 G 16   Ricardo Rosset Tutti   Kenny Bräck
17   Jos Verstappen Tutti
  Tyrrell Yamaha Tyrrell 024 Yamaha OX11A 3.0 V10 G 18   Ukyo Katayama Tutti   Emmanuel Collard
19   Mika Salo Tutti
  Minardi F1 Team Minardi M195B Ford EDM2 3.0 V8
Ford EDM3 3.0 V8
G 20   Pedro Lamy Tutti   Tarso Marques
  Giovanni Lavaggi
21   Giancarlo Fisichella 1, 4-10
  Tarso Marques 2-3
  Giovanni Lavaggi 11-16
  Forti Corse Forti FG01B
FG03
Ford ECA Zetec-R 3.0 V10 G 22   Luca Badoer 1-10   Franck Lagorce
23   Andrea Montermini 1-10

Modifiche al regolamentoModifica

Sulla scia di quanto realizzato dalla Sauber fin dal 1994, a partire da questa stagione furono resi obbligatori i bordi rialzati dell'abitacolo, in modo tale da creare una protezione per il capo e il collo dei piloti, riparandoli da bruschi spostamenti laterali che potevano causare gravi conseguenze fisiche. Siffatte protezioni dovevano coprire l'area che si trovava a 150 mm dalla retta congiungente la sommità della presa d'aria situata dietro l'abitacolo e il bordo frontale dell'abitacolo stesso.

Cambiò anche il sistema di qualifiche, riducendo tutto a una sola sessione il sabato. Inoltre cambiò anche il sistema di numerazione delle vetture. Fino alla stagione precedente solo la vettura del campione del mondo uscente cambiava numero prendendo il numero 1, e il compagno di squadra il 2, mentre si scambiavano i numeri con la scuderia che "consegnava" il numero iridato ottenuto nella penultima stagione. Dal 1996 invece il numero 1 e 2 andava sempre alla scuderia con il campione del mondo piloti, mentre gli altri numeri venivano assegnati progressivamente seguendo la classifica costruttori della stagione precedente. Tale sistema rimase in vigore fino al 2013, quando si decise di passare dalla stagione successiva alla numerazione fissa.

Riprese televisiveModifica

Per la prima ed unica volta, l'intera stagione di Formula 1 1996 è stata trasmessa dalle prime due reti Fininvest-Mediaset come Italia 1 che trasmetteva 14 gare e Canale 5 le altre due, sia in diretta che in differita all'interno di Grand Prix e Formula 1 '96, due programmi televisivi prodotti entrambi dalla redazione motoristica della R.T.I. Sport con la conduzione e il commento di Andrea De Adamich e Guido Schittone e la partecipazione degli inviati come Claudia Peroni per le interviste ai team principal, ai meccanici ed ai piloti nel pre-gara, durante le prove libere, le qualifiche, il warm-up e la gara e nel post-gara e Giorgio Piola dai box.

RisultatiModifica

Gara Gran Premio Circuito Sede Pole position Giro veloce Pilota vincitore Team vincitore Resoconto
1   Gran Premio d'Australia Melbourne Grand Prix Circuit Melbourne   Jacques Villeneuve   Jacques Villeneuve   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto
2   Gran Premio del Brasile Autodromo José Carlos Pace San Paolo   Damon Hill   Damon Hill   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto
3   Gran Premio d'Argentina Autódromo Oscar Alfredo Gálvez Buenos Aires   Damon Hill   Jean Alesi   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto
4   Gran Premio d'Europa Nürburgring Nürburg   Damon Hill   Damon Hill   Jacques Villeneuve   Williams-Renault Resoconto
5   Gran Premio di San Marino Autodromo Enzo e Dino Ferrari Imola   Michael Schumacher   Damon Hill   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto
6   Gran Premio di Monaco Circuit de Monaco Monaco   Michael Schumacher   Jean Alesi   Olivier Panis   Ligier-Mugen-Honda Resoconto
7   Gran Premio di Spagna Circuit de Catalunya Montmeló   Damon Hill   Michael Schumacher   Michael Schumacher   Ferrari Resoconto
8   Gran Premio del Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal   Damon Hill   Jacques Villeneuve   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto
9   Gran Premio di Francia Circuit de Nevers Magny-Cours Magny-Cours   Michael Schumacher   Jacques Villeneuve   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto
10   Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone Circuit Silverstone   Damon Hill   Jacques Villeneuve   Jacques Villeneuve   Williams-Renault Resoconto
11   Gran Premio di Germania Hockenheimring Hockenheim   Damon Hill   Damon Hill   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto
12   Gran Premio d'Ungheria Hungaroring Mogyoród   Michael Schumacher   Damon Hill   Jacques Villeneuve   Williams-Renault Resoconto
13   Gran Premio del Belgio Circuit de Spa-Francorchamps Stavelot   Jacques Villeneuve   Gerhard Berger   Michael Schumacher   Ferrari Resoconto
14   Gran Premio d'Italia Autodromo Nazionale Monza Monza   Damon Hill   Michael Schumacher   Michael Schumacher   Ferrari Resoconto
15   Gran Premio del Portogallo Autódromo do Estoril Cascais   Damon Hill   Jacques Villeneuve   Jacques Villeneuve   Williams-Renault Resoconto
16   Gran Premio del Giappone Suzuka Circuit Suzuka   Jacques Villeneuve   Jacques Villeneuve   Damon Hill   Williams-Renault Resoconto

Riassunto della stagioneModifica

Gran Premio d'AustraliaModifica

 
La Jordan 196 che Martin Brundle guidò in questa stagione. Durante il Gran Premio d'Australia, la vettura dell'inglese, a causa di un contatto con la Sauber di Herbert, si capovolse a quasi 200 km/h, ma il pilota uscì fortunatamente illeso.[1]
 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Australia 1996.

La stagione iniziò il 10 marzo con il Gran Premio d'Australia, che per la prima volta si disputò sull'inedito tracciato di Albert Park. Grandi attese vi erano per un eventuale scontro al vertice tra la Williams e la Ferrari, accreditate come le favorite per la vittoria del titolo mondiale.[2] Le qualifiche videro prevalere le vetture della scuderia inglese, con il debuttante Villeneuve in pole position, seguite da quelle della casa di Maranello, con Irvine terzo e Schumacher quarto, a causa della rottura di una bandella nell'alettone posteriore.[2]

In gara furono necessarie due partenze a causa di un incidente avvenuto tra varie vetture e in cui la Jordan di Martin Brundle, dopo essersi capovolta, si spezzò a metà. Il pilota uscì illeso e prese parte quindi alla seconda partenza,[3] al contrario di Johnny Herbert, anch'egli coinvolto nello scontro. Durante questa Villeneuve riuscì a mantenere la prima posizione, seguito dal compagno di squadra, Irvine e Schumacher. Pochi giri dopo il tedesco superò il compagno di squadra e si mantenne, fino al ritiro, un ritmo gara simile a quello delle due Williams.[2] Al decimo giro Jean Alesi fu costretto al ritiro per un contatto con il ferrarista Irvine, che gli aveva chiuso la traiettoria mentre tentava il sorpasso.[3] Dopo i pit-stop le posizioni rimasero invariate fino a che Villeneuve non ebbe problemi al cambio che lo costrinsero a cedere a Hill la prima piazza. L'inglese vinse quindi la gara, seguito dal compagno di squadra, Irvine, Berger, Häkkinen e Salo.

Gran Premio del BrasileModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1996.

Durante le qualifiche la pole venne conquistata da Damon Hill, affiancato in prima fila da Rubens Barrichello. La gara si svolse sotto una pioggia battente. Durante i primi giri vi fu un lungo duello tra Jean Alesi e Barrichello per la terza posizione, con il francese in grado di neutralizzare per tre volte nella stessa maniera gli attacchi del brasiliano.[4] Dopo la prima sosta, poi, Alesi riuscì a guadagnare la seconda piazza con un sorpasso su Villeneuve, il quale finì anche fuori pista, venendo costretto al ritiro. Intanto Schumacher si portò in terza posizione, resistendo agli attacchi di Barrichello, costretto poi per un contatto col tedesco a ritirarsi. La gara non vide quindi altri stravolgimenti e le posizioni di testa rimasero invariate. In zona punti conclusero Häkkinen, Salo e Panis.

Hill si portò quindi a quota 20 punti, seguito dal compagno di squadra e da Alesi, fermi però a quota 6 in classifica. Dopo questa gara vi furono anche varie polemiche in casa Ferrari, riguardanti il progettista John Barnard, accusato di non essere stato in grado di creare una vettura competitiva.[5]

Gran Premio d'ArgentinaModifica

 
La Williams FW18 di Damon Hill. L'inglese fu autore, in questa stagione, di tre vittorie consecutive nelle prime tre gare, risultato che mancava alla sua scuderia dal 1992.[6]
 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Argentina 1996.

Per la seconda volta consecutiva durante le prove la prima posizione fu ottenuta da Hill, affiancato dalla Ferrari di Schumacher, quest'ultima favorito sia dalla poca benzina imbarcata che dalla conformazione del circuito.[7] Alla partenza Villeneuve perse parecchie posizioni e si ritrovò nono; cominciò quindi una lunga rimonta. Intanto, nel gruppetto di testa non si registrarono sorpassi, nemmeno dopo la prima serie di soste. Al ventiquattresimo giro, però, Diniz agganciò in frenata la Forti di Badoer, la cui vettura si capovolse e causò l'entrata in pista della safety car. I piloti rientrarono quindi ai box per rifornire, ma durante la sosta di Diniz il tappo del serbatoio non si chiuse correttamente[8] e la benzina fuoriuscì sulla vettura, che prese fuoco. Il brasiliano riuscì comunque ad uscire dalla sua Ligier senza conseguenze. Dopo il rientro della vettura di sicurezza si registrarono vari ritiri, tra cui quello di Michael Schumacher, a causa di un detrito lasciato dalla Jordan di Brundle, vittima a sua volta di un incidente con Tarso Marques alcuni giri prima.

In questa fase di gara, grazie ad una serie di giri veloci, Alesi riuscì ad avvicinarsi parecchio a Damon Hill, ma, nella seconda serie di pit-stop, il francese spense il motore, vanificando la sua rimonta.[7] Rientrato al terzo posto non riuscì più ad avvicinare le due Williams. La gara vide quindi la terza vittoria consecutiva di Hill, seguito dal compagno di squadra e dal francese della Benetton. A punti giunsero poi Barrichello, Irvine e Verstappen. Dopo questa gara si parlò anche di un eventuale sostituzione a fine stagione di Hill con Frentzen, ma il team decise di non rispondere a domande riguardanti l'argomento.[6]

Gran Premio d'EuropaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Europa 1996.

Ancora una volta la Williams monopolizzò le qualifiche piazzando le sue vettura in prima e seconda posizione, seguite da Schumacher e da Alesi. Al via Hill ebbe una cattiva partenza, rallentando anche il tedesco della Ferrari,[9] così come il francese della Benetton, rallentato da un nuovo sistema di blocco dell'impianto frenante.[9] Nel tentativo poi di rimontare posizioni, Alesi finì per speronare Mika Salo, ritirandosi. Intanto Villeneuve si era portato in testa, seguito da Coulthard, Barrichello, Schumacher e Hill. L'inglese superò poi il rivale tedesco pochi giri più tardi. Nel centro del gruppo Irvine, che lamentava problemi di sovrasterzo e sottosterzo,[10] , fu protagonista di un incidente con Olivier Panis che costò il ritiro ad entrambi. Durante la prima serie di soste, poi, Hill perse parecchi secondi, mentre Schumacher rimontò, grazie ad un pit-stop velocissimo,[9] diverse posizioni fino a trovarsi alle spalle di Villenueve.

Dopo la seconda fermata ai box, il tedesco sembrava poter riuscire a superare anche il canadese, ma fu rallentato da Coulthard e Rosset e dovette quindi accontentarsi della seconda piazza finale.[9] Il podio venne completato dallo scozzese della McLaren, seguito da Hill, Barrichello e Brundle. Dopo questo Gran Premio, Flavio Briatore si scagliò contro i suoi piloti, accusandoli di commettere troppi errori.[9][11] A questo punto del mondiale Hill era ancora in testa con 33 punti, seguito dal compagno di squadra a 22 e da Schumacher ed Alesi a 10.

Gran Premio di San MarinoModifica

 
La F310 di Schumacher. Con questa vettura il pilota tedesco vinse tre Gran Premi, assicurandosi il terzo posto nella classifica piloti del 1996. Ottenne la prima vittoria con la vettura "a muso basso" e le altre due vittorie con la vettura modificata "a muso alto" (in figura).
 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di San Marino 1996.

Al Gran Premio di San Marino, per la prima volta nella stagione, la pole position fu conquistata dalla Ferrari di Michael Schumacher, anche grazie ad un motore molto potente utilizzato solamente per le qualifiche e a varie modifiche nella veste aerodinamica della vettura.[12] Al via Coulthard si portò in testa, seguito da Hill e dal tedesco della Ferrari. Intanto Alesi, scattato velocissimo,[12] piegava una sospensione in un contatto con Villeneuve, costretto poi a rientrare ai box per una foratura. Dopo pochi giri Schumacher riuscì a sopravanzare l'inglese della Williams, portandosi in seconda posizione. Durante le soste ai box, poi, Verstappen partì prima che il rifornimento fosse completato, trascinandosi dietro un meccanico, che riportò poi una ferita ad una spalla.[12]

Intanto, nelle posizioni di testa, Coulthard fu costretto al ritiro, mentre Schumacher, attardato di oltre venti secondi da Hill, cominciò a guadagnare diversi secondi sul leader della gara, fino a quando non si trovò bloccato dalle vetture di Häkkinen e Diniz, in lotta tra loro e, per questa causa, perse oltre quindici secondi.[12] Hill vinse quindi il Gran Premio seguito da Schumacher, Berger, Irvine, Barrichello e Alesi. L'inglese guidava quindi la classifica piloti con 43 punti, seguito da Villeneuve fermo a quota 22 e dal tedesco della Ferrari a 16.

Gran Premio di MonacoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 1996.
 
La Ligier JS43, vettura con cui Panis vinse il Gran Premio di Monaco. La vittoria mancava al team francese dal 1981.

Ancora una volta la pole position venne conquistata da Michael Schumacher, che precedette Hill e le due Benetton. Al via, però, il tedesco sbagliò la partenza e venne superato dal rivale inglese. Durante il primo giro, nel tentativo di riconquistare la testa della corsa, il ferrarista scivolò su un cordolo andando a colpire un guard rail e ritirandosi. In seconda posizione si portò quindi Alesi, seguito dal compagno di squadra Berger, che, però, dopo fu costretto dopo poco al ritiro per problemi al cambio, e da Eddie Irvine. Dopo la prima serie di pit-stop le prime posizioni rimasero invariate, mentre Panis cominciò a rimontare varie posizioni. Poco prima del quarantesimo passaggio il francese della Ligier superò il ferrarista portandosi in terza piazza e al 41º giro riuscì ad occupare la seconda posizione grazie al ritiro del leader della corsa Damon Hill, fermato da problemi al motore.

Alesi intanto guidava la corsa, ma fu costretto anch'egli al ritiro a causa di un problema ad una sospensione. Panis riuscì quindi a vincere la sua unica corsa in carriera, precedendo Coulthard ed Herbert. Il traguardo fu tagliato da sole quattro vetture, evento che non accadeva dal 1931.[13] In classifica piloti e costruttori non cambiarono i distacchi visti i ritiri di tutti i piloti di testa.

Gran Premio di SpagnaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Spagna 1996.

Durante le qualifiche Damon Hill ottenne i migliori tempi, girando in 1:20.650 e stabilendo il nuovo record sul giro.[14] Precedeva Villeneuve, Schumacher e le due Benetton. Già dalla serata di sabato sul circuito catalano cominciò a cadere una forte pioggia, che continuò fino a domenica pomeriggio;[15] vista la situazione alcuni piloti chiesero il rinvio della partenza[15] e inizialmente si prevedeva di far partire la gara dietro alla safety car, ma successivamente, siccome il circuito era dotato di moderni sistemi di drenaggio dell'acqua,[15] si decise di dare il via regolarmente alla gara.[15]

Il via fu costellato da vari incidenti, con Villeneuve in grado di portarsi in testa seguito da Alesi. Schumacher, che aveva avuto problemi alla frizione si ritrovò settimo.[15] Dopo pochi passaggi si ritirarono Hill e Irvine, mentre il tedesco della Ferrari, che era il più veloce in pista, cominciò a rimontare portandosi in testa e girando tre secondi più veloce dei suoi inseguitori,[15] anche se a partire da metà gara venne rallentato da problemi al motore.[16] Grazie alle soste ai box Alesi riuscì a portarsi in seconda posizione, passando Villeneuve, mentre Barrichello, Berger e Verstappen vennero uno a uno costretti al ritiro mentre si trovavano in zona punti. Schumacher vinse quindi la sua prima gara con la Ferrari davanti al francese e al canadese. Chiudevano la zona punti Frentzen, Häkkinen e Diniz.

Nonostante il ritiro Hill manteneva la testa della graduatoria con 43 punti, precedendo Schumacher e Villeneuve, entrambi a quota 26.

Risultati e ClassificheModifica

Classifica PilotiModifica

Pos. Pilota                                 Punti
1   Damon Hill 1 1 1 4 1 Rit Rit 1 1 Rit 1 2 5 Rit 2 1 97
2   Jacques Villeneuve 2 Rit 2 1 11 Rit 3 2 2 1 3 1 2 7 1 Rit 78
3   Michael Schumacher Rit 3 Rit 2 2 Rit 1 Rit NP Rit 4 9 * 1 1 3 2 59
4   Jean Alesi Rit 2 3 Rit 6 Rit 2 3 3 Rit 2 3 4 2 4 Rit 47
5   Mika Häkkinen 5 4 Rit 8 8 * 6 * 5 5 5 3 Rit 4 3 3 Rit 3 31
6   Gerhard Berger 4 Rit Rit 9 3 Rit Rit Rit 4 2 13 * Rit 6 Rit 6 4 21
7   David Coulthard Rit Rit 7 3 Rit 2 Rit 4 6 5 5 Rit Rit Rit 13 8 18
8   Rubens Barrichello Rit Rit 4 5 5 Rit Rit Rit 9 4 6 6 Rit 5 Rit 9 14
9   Olivier Panis 7 6 8 Rit Rit 1 Rit Rit 7 Rit 7 5 Rit Rit 10 7 13
10   Eddie Irvine 3 7 5 Rit 4 7 * Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit 11
11   Martin Brundle Rit 12 * Rit 6 Rit Rit Rit 6 8 6 10 Rit Rit 4 9 5 8
12   Heinz-Harald Frentzen 8 Rit Rit Rit Rit 4 4 Rit Rit 8 8 Rit Rit Rit 7 6 7
13   Mika Salo 6 5 Rit SQ Rit 5 * SQ Rit 10 7 9 Rit 7 Rit 11 Rit 5
14   Johnny Herbert Rit Rit 9 7 Rit 3 Rit 7 SQ 9 Rit Rit Rit 9 * 8 10 4
15   Pedro Paulo Diniz 10 8 Rit 10 7 Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 6 Rit Rit 2
16   Jos Verstappen Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit Rit Rit 8 Rit 11 1
17   Ukyo Katayama 11 9 Rit SQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 7 8 10 12 Rit 0
18   Ricardo Rosset 9 Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 11 8 9 Rit 14 13 0
19   Giancarlo Fisichella Rit 13 Rit Rit Rit 8 Rit 11 0
20   Pedro Lamy Rit 10 Rit 12 9 Rit Rit Rit 12 Rit 12 Rit 10 Rit 16 12 0
21   Luca Badoer NQ 11 Rit NQ 10 Rit NQ Rit Rit NQ 0
22   Giovanni Lavaggi NQ 10 * NQ Rit 15 NQ 0
23   Andrea Montermini NQ Rit 10 NQ NQ NP NQ Rit Rit NQ 0
-   Tarso Marques Rit Rit 0
Pos. Pilota                                 Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica CostruttoriModifica

Posizione Costruttore Pilota AUS   BRA   ARG   EUR   SMR   MON   SPA   CAN   FRA   GBR   GER   UNG   BEL   ITA   POR   GIA   Punti
1   Williams-Renault Hill 1 1 1 4 1 Rit Rit 1 1 Rit 1 2 5 Rit 2 1 175
Villeneuve 2 Rit 2 1 11 Rit 3 2 2 1 3 1 2 7 1 Rit
2   Ferrari Schumacher Rit 3 Rit 2 2 Rit 1 Rit NP Rit 4 9 1 1 3 2 70
Irvine 3 7 5 Rit 4 7 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit
3   Benetton-Renault Alesi Rit 2 3 Rit 6 Rit 2 3 3 Rit 2 3 4 2 4 Rit 68
Berger 4 Rit Rit 9 3 Rit Rit Rit 4 2 13 Rit 6 Rit 6 4
4   McLaren-Mercedes Häkkinen 5 4 Rit 8 8 6 5 5 5 3 Rit 4 3 3 Rit 3 49
Coulthard Rit Rit 7 3 Rit 2 Rit 4 6 5 5 Rit Rit Rit 13 8
5   Jordan-Peugeot Barrichello Rit Rit 4 5 5 Rit Rit Rit 9 4 6 6 Rit 5 Rit 9 22
Brundle Rit 12 Rit 6 Rit Rit Rit 6 8 6 10 Rit Rit 4 9 5
6   Ligier-Mugen-Honda Panis 7 6 8 Rit Rit 1 Rit Rit 7 Rit 7 5 Rit Rit 10 7 15
Diniz 10 8 Rit 10 7 Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 6 Rit Rit
7   Sauber-Ford Herbert Rit Rit 9 7 Rit 3 Rit 7 SQ 9 Rit Rit Rit 9 8 10 11
Frentzen 8 Rit Rit Rit Rit 4 4 Rit Rit 8 8 Rit Rit Rit 7 6
8   Tyrrell-Yamaha Salo 6 5 Rit SQ Rit 5 SQ Rit 10 7 9 Rit 7 Rit 11 Rit 5
Katayama 11 9 Rit SQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 7 8 10 12 Rit
9   Footwork-Hart Verstappen Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit Rit Rit 8 Rit 11 1
Rosset 9 Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 11 8 9 Rit 14 13
10   Minardi-Ford Lamy Rit 10 Rit 12 9 Rit Rit Rit 12 Rit 12 Rit 10 Rit 16 12 0
Fisichella Rit 13 Rit Rit Rit 8 Rit 11
Marques Rit Rit
Lavaggi NQ 10 NQ Rit 15 NQ
11   Forti-Ford Badoer NQ 11 Rit NQ 10 Rit NQ Rit Rit NQ 0
Montermini NQ Rit 10 NQ NQ NP NQ Rit Rit NQ
Posizione Costruttore Pilota AUS   BRA   ARG   EUR   SMR   MON   SPA   CAN   FRA   GBR   GER   UNG   BEL   ITA   POR   GIA   Punti

NoteModifica

  1. ^ I momenti del brivido, in Quattroruote speciale, 1997, p. 6.
  2. ^ a b c Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 7.
  3. ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 6.
  4. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 8.
  5. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 9.
  6. ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 11.
  7. ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 10.
  8. ^ I momenti del brivido, in Quattroruote speciale, 1997, p. 10.
  9. ^ a b c d e Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 12.
  10. ^ I momenti del brivido, in Quattroruote speciale, 1997, p. 11.
  11. ^ "Alesi, basta errori", in repubblica.it, 03 maggio 1996. URL consultato il 24 aprile 2009.
  12. ^ a b c d Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 14.
  13. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 15.
  14. ^ Cristiano Chiavegato, La Williams doma anche Schumi [collegamento interrotto], in La Stampa, 2 giugno 1996, p. 35.
  15. ^ a b c d e f Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 16.
  16. ^ Nestore Morosini, Schumi da impazzire, in Corriere della sera, 3 giugno 1996, p. 33 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2014).

BibliografiaModifica

  • Brin Williams, Colin McMaster, Roberto Boccafogli, F1 96, Vallardi&Associati, 1996, ISBN 88-86869-02-9.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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