Apri il menu principale

Campione d'Italia

comune italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il riconoscimento sportivo, vedi Campionato italiano.
Campione d'Italia
comune
Campione d'Italia – Stemma Campione d'Italia – Bandiera
Campione d'Italia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoGiorgio Zanzi (commissario prefettizio) dal 21-9-2018
Territorio
Coordinate45°58′15″N 8°58′15″E / 45.970833°N 8.970833°E45.970833; 8.970833 (Campione d'Italia)Coordinate: 45°58′15″N 8°58′15″E / 45.970833°N 8.970833°E45.970833; 8.970833 (Campione d'Italia)
Altitudine273 m s.l.m.
Superficie0,91[2] km²
Abitanti1 961[3] (31-3-2019)
Densità2 154,95 ab./km²
Frazioninessuna[1]
Comuni confinantiArogno (CH-TI), Bissone (CH-TI), Lugano (CH-TI), Melide (CH-TI), Paradiso (CH-TI)
Altre informazioni
Cod. postaleCH-6911 e I-22061
Prefisso(+41) 091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013040
Cod. catastaleB513
TargaTI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticampionesi
Patronosan Zenone
Giorno festivo12 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campione d'Italia
Campione d'Italia
Campione d'Italia – Mappa
Posizione del comune di Campione d'Italia, exclave territoriale, rispetto al resto della provincia di Como
Sito istituzionale

Campione d'Italia (Campiùn in dialetto comasco[4][5][6], AFI: [kɑɱˈpjʊŋ]; storicamente, Campione d'Intelvi) è un comune italiano di 1 961 abitanti in provincia di Como, nella Regione Lombardia.

Exclave italiana in territorio svizzero, si affaccia sul lago di Lugano. Il territorio comunale è separato dal resto della provincia ed è circondato dal Cantone Ticino.

Il capoluogo dista da quello del comune di Alta Valle Intelvi circa 4,3 km in linea d'aria; i confini tra i due comuni distano invece solo circa 700 metri.

EtimologiaModifica

La denominazione originaria della località è semplicemente Campione, toponimo forse giustificato dalla presenza di un castello d'epoca tardo-romana denominato Campiglio o Campilionum. Fino al 1865 la denominazione fu "Campione d'Intelvi" altrimenti semplificata in "Campione Intelvi"[7]. L'attuale composizione del nome fu decretata in epoca fascista con il Regio Decreto numero 1959 del 18 dicembre 1933 a seguito della domanda formulata in data 5 ottobre 1933 dal podestà di Campione, in esecuzione della propria deliberazione del 10 giugno 1933, in cui si chiedeva l'autorizzazione di modificare la denominazione del comune in "Campione d'Italia"[8].

GeografiaModifica

Campione d'Italia è un'exclave italiana circondata dal territorio svizzero ed è parte integrante dello Stato italiano, con una superficie di circa 2,6 km² (0,9 km² di terraferma e 1,7 km² di lago 'territoriale').

L'estensione del comune è molto esigua (la parte di terraferma è il doppio della Città del Vaticano) considerando che la conformazione orografica di forte pendenza rende possibile l'urbanizzazione su una superficie ancora minore. Infatti, la larghezza del territorio va dai pochi metri all'estremità nord ai circa 650 m (in linea d'aria) di quella meridionale con una variazione altimetrica di circa 324 m (dai 271 m al livello del lago ai 595 in corrispondenza del termine di confine). L'estensione lineare nord-sud del territorio è di circa 2,5 km.

La lunghezza della linea di confine è di circa 7 km dei quali 3,4 km terrestri.

StoriaModifica

Età anticaModifica

Le prime notizie storiche di insediamenti sulle coste del lago di Lugano risalirebbero al I secolo a.C. quando i Romani vi avrebbero insediato un posto avanzato di guardia a causa della discesa dei Reti lungo le valli alpine. L'ipotesi manca comunque del supporto di dati archeologici. Si può immaginare che il villaggio fosse dedito all'agricoltura e alla pesca lacustre.

MedioevoModifica

Durante il Medioevo Campione fu luogo di insediamento longobardo. La conversione di questo popolo dall'arianesimo al cattolicesimo romano, avvenuta nel VII secolo, aumentò il prestigio della Chiesa di Roma, la quale cominciò a ricevere lasciti e donazioni in tutta la Lombardia. In questo clima si hanno le prime notizie testuali su Campione. Il primo documento, datato 756, e riguarda la donazione di un uliveto in favore della locale basilica di San Zenone. Nel 769 vi è la donazione di un altro uliveto sempre alla stessa basilica. Una data fondamentale per la definizione dello status di Campione è il 777, anno in cui muore Totone da Campione, appartenente a una famiglia possidente locale di stirpe longobarda, che nel testamento nomina erede universale dei suoi terreni la chiesa e il monastero di Sant'Ambrogio[9] di Milano.

Il testamento di Totone, atto giuridico privato, mosso più da interessi economici che da vero sentimento religioso, ebbe conseguenze più che millenarie nella storia politica di Campione, anzitutto perché staccò quella terra dalla dipendenza del vescovo di Como. Inoltre da quella data Campione divenne un feudo dell'abbazia di Sant'Ambrogio di Milano, il che cambiò anche il suo status giuridico. Infatti la dominazione abbaziale si mantenne per circa nove secoli, mentre dal punto di vista politico questa signoria venne a costituire un'isola giurisdizionale, riconosciuta dal Sacro Romano Impero.

A partire dall'editto di re Rotari Campione fu culla di una serie praticamente ininterrotta di lapicidi, plasticatori, pittori, capomastri, architetti e ingegneri attivi nei principali centri della Lombardia storica, conosciuti nella storia dell'arte come Maestri Campionesi.

Campione seguirà poi le vicende del Milanese, entrando nell'orbita della signoria dei Visconti e del Ducato di Milano sin a partire dalla sua fondazione nel 1395, pur mantenendo lo status di feudo imperiale concesso agli abati di Sant'Ambrogio di Milano: de facto Campione fu un'entità semi-indipendente all'interno del Ducato di Milano.

Età modernaModifica

Nel 1521 i cantoni confederati svizzeri conquistarono il territorio del luganese costituendo un baliaggio che nei secoli successivi andò a costituire parte del moderno Canton Ticino. Lo status giuridico di Campione, quale feudo imperiale concesso agli abati ambrosiani, preservò il suo territorio dall'annessione alla Svizzera, ponendo così le premesse alla sua costituzione come exclave italiana in territorio elvetico.

Nel 1596 alcuni documenti testimoniano dispute di confine con Arogno. In quell'occasione il limitrofo comune svizzero accusava Campione di aver manomesso e fatto scomparire alcuni termini del confine di stato. La conferma della sentenza condannava i campionesi alla ridemarcazione del confine con il risarcimento pecuniario dell'operazione.

Gli obblighi dei campionesi nei confronti dell'abate milanese erano sanciti da statuti che vennero pubblicati solo nel 1639. Per quanto riguarda il territorio questi statuti prevedevano la nullità di donazioni operate a qualunque titolo e in qualsiasi forma da abitanti di Campione in favore di stranieri. Tali transazioni acquistavano validità solo se entro un anno il nuovo proprietario eleggeva la sua residenza nel feudo. Tali norme dovevano anche preservare l'integrità territoriale del feudo.

La prima rilevazione catastale della zona di Como e territori adiacenti avvenne nel 1718 sotto l'imperatore Carlo VI (1685-1740) che, tra alterne vicende, fu pubblicata sotto l'imperatrice Maria Teresa (1717-1780) il 1º gennaio 1760 e passò alla storia con il nome di Catasto Teresiano. Una seconda rilevazione avvenne nella prima metà del XIX secolo e fu chiamata catasto Lombardo-Veneto.

 
L'arco d'ingresso a Campione in piazza Indipendenza al confine tra Italia e Svizzera

Età contemporaneaModifica

Dopo oltre nove secoli quale feudo imperiale semi-indipendente, l'invasione francese del 1797 fece mancare la protezione della Chiesa e dell'Impero. Il 2 febbraio 1797 il territorio di Campione fu incorporato nella Repubblica Cisalpina. Per suffragare tale azione i francesi indissero un finto plebiscito per avvalorare l'intento di aiutare i campionesi. A seguito della debellatio della Repubblica Cisalpina da parte della coalizione austro-russa del 1799, vi fu l'occupazione austriaca e il 14 novembre dello stesso anno si proclamò la decadenza dell'autorità feudale. Restaurata la Repubblica Cisalpina nel 1800, essa fu trasformata in Repubblica Italiana nel 1801. Con la Repubblica Cisalpina, il territorio di Campione fu unito per la parte civile alla Val d'Intelvi, Dipartimento del Lario, Mandamento di San Fedele e più tardi Mandamento di Castiglione; per la parte ecclesiastica, invece, alla pieve di San Mamete in Valsolda compresa nell'arcidiocesi di Milano.

Una delle ragioni per cui fu mantenuta l'unione di Campione all'arcidiocesi di Milano, escludendolo dalla diocesi di Como, fu data dall'ultimo vicario Carboni, che, interpellato dall'arcivescovo di Milano e dal vescovo di Como, ottenne di risolvere amichevolmente la questione: non per la secolare attinenza al rito ambrosiano, ma per la maggior durata del carnevale ambrosiano, alla quale i campionesi non erano disposti a rinunciare.

Dopo la proclamazione dell'Impero francese nel 1804, la Repubblica italiana divenne il Regno d'Italia con la corona a Napoleone. In questi eventi Campione seguì le sorti dei territori lombardi e fu rioccupata dai francesi. Forse approfittando della situazione di dominazione, i Cantoni svizzeri iniziarono a rivendicare il territorio di Campione, ma un referendum respinse l'annessione. Nel 1800 la Confederazione svizzera aveva proposto lo scambio di Campione con il villaggio di Indemini, situato tra il lago di Lugano e il lago Maggiore, ma la questione non ebbe seguito.

Nel 1814 il Canton Ticino chiese ufficialmente all'Alta Dieta federale di offrire i suoi buoni uffici nei lavori del Congresso di Vienna (1814-1815) ove la delegazione svizzera richiese, ancora senza successo, l'unificazione al Canton Ticino di Campione. Nel 1815, a seguito della sconfitta di Napoleone, la Lombardia passò sotto il governo degli austriaci divenendo il Regno Lombardo-Veneto e Campione ne seguì le sorti rientrando nella provincia di Como.

Dopo le Cinque Giornate di Milano (marzo 1848) e lo scoppio della prima guerra di indipendenza italiana (marzo-agosto 1848) furono, per la prima volta, i campionesi a chiedere (29 marzo 1848) al governo svizzero l'annessione, essendo oramai probabile una loro unione al Regno di Sardegna in caso di occupazione del Regno Lombardo-Veneto. Il 9 maggio 1848 il governo ticinese chiese l'appoggio del Gran Consiglio per avvalorare la richiesta, considerando che:

«per il Ticino è un inconveniente gravissimo l'avere sul suo territorio una terra non sua, nella quale possono essere gittati più armati: l'accesso al quale può dar luogo a movimenti di truppe inquietanti sul lago di Lugano. È un inconveniente grave per il Ticino l'avere continua contestazione sulla giurisdizione lacuale e persino sopra una parte della strada postale tra Lugano e Melide

Il governo della Confederazione elvetica, dopo aver vagliato attentamente la richiesta, la respinse per opportunità politica al fine di conservare la dichiarata neutralità. Terminata la dominazione austriaca con la seconda guerra di indipendenza italiana e la costituzione del Regno d'Italia nel 1861, i due governi decisero una revisione della linea di confine delimitata con molte difficoltà con il Trattato di Varese del 1752. Tali trattative portarono alla Convenzione del 5 ottobre 1861 con la quale, per quanto riguarda Campione, veniva ceduto alla Svizzera, in via definitiva, il territorio della Costa di San Martino e della Casaccia, situati sulla riva opposta a Campione.

Dal 1861 il territorio di Campione non subì ulteriori variazioni e nel 1923 la nuova demarcazione migliorò semplicemente quella del secolo passato.

Il NovecentoModifica

Nel 1933, in pieno Fascismo, ecco comparire la dicitura d'Italia all'interno del toponimo comunale e la fondazione del casinò. Dopo l'armistizio del 1943, Campione inizialmente è governata dalla Repubblica Sociale, ma nel 1944 un gruppo di cittadini, inclusi i carabinieri locali, ripristina l'autorità del Regno d'Italia. A causa dell'isolamento territoriale, i nazifascisti non saranno in condizione di riprendere il comune. Con l'avvento della Repubblica, il territorio di Campione d'Italia costituisce un comune della provincia di Como.

 
Vista di Campione con Lugano sullo sfondo a nord

Il villaggio subì un forte sviluppo edilizio residenziale e turistico, in particolare dopo l'apertura del casinò municipale; completamente riedificato nel 1999 su progetto dell'architetto ticinese Mario Botta definito dalla critica un "ecomostro" per l'imponente cubatura spigolosa[10].

Anni DuemilaModifica

Dal luglio 2018 Campione d’Italia attraversa un periodo di crisi, causato soprattutto dal fallimento del casinò[11] (che ha accumulato debiti per 3 milioni e mezzo di franchi con la Svizzera e il Ticino); si sta quindi valutando l’ipotesi di annettere l'enclave alla Svizzera[12].

StemmaModifica

Lo stemma araldico comunale, concesso con decreto del presidente della Repubblica l'8 gennaio 1997 è uno scudo gotico presentante la seguente blasonatura:

«Partito; nel primo, d'oro alla parte superiore del pastorale, di rosso, rivoltato; nel secondo, di rosso, alla mano destra di carnagione, con il polso vestito d'oro, afferrante lo staffile di cuoio al naturale, munito di cinque strisce ricurve, mano e staffile posti in palo. Il tutto sotto il capo d'argento, caricato dalla chiocciola, al naturale, rivoltata. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, il motto in lettere maiuscole di nero, COMMUNITATIS CAMPILIONI»

 
Stemma conforme alle regole araldiche italiane

Ciascun elemento è evocativo di un aspetto della storia campionese: il pastorale allude al periodo in cui la località era feudo dell'abate di Sant'Ambrogio a Milano, la mano con la sferza è il tradizionale attributo del santo patrono milanese per la sua opera di custode e difensore della fede contro gli ariani (siffatta iconografia si ritrova anche nel gonfalone del comune di Milano), la chiocciola alluderebbe o all'immaginaria derivazione del toponimo comunale da CAMPUS HELICEUS (letteralmente “campo delle chiocciole”) o all'uso dei maestri campionesi di portare con sé i loro beni (rappresentati dalla conchiglia) lasciando al contempo il segno del loro passaggio (come la bava del mollusco) ovunque andassero, grazie alle loro opere e ai loro lavori. Il cartiglio col motto COMMUNITAS CAMPILIONI lega invece il toponimo alla parola latina Campilia, designante un insieme di appezzamenti di terra coltivabili.

Lo stemma viene declinato in due versioni: una, secondo il modello araldico svizzero, del tutto priva di orpelli esterni, mentre l'altra, oltre a presentare la forma emblematica di scudo francese moderno, include i coronamenti araldici comunali propri della Repubblica Italiana (corona turrita e serto di quercia e alloro serrato da un nastro tricolore).

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Sagrato della chiesa di Santa Maria dei Ghirli e il Monte San Salvatore

Architettura religiosaModifica

  • La chiesa di San Zenone, documentata dal 756, fu fondata dalla famiglia di Totone; ricostruita nel XIV secolo, trasformata secondo lo stile barocco nel XVIII secolo e sconsacrata dal 1967. È adibita a galleria per l'esposizione di mostre artistiche. Si trova invece in viale Marco da Campione la nuova chiesa parrocchiale di San Zenone, un monumentale edificio moderno con chiesa inferiore e slanciato campanile, realizzato nel biennio 1966-1967 da Mario Salvadè con copertura in cemento armato precompresso; il fonte battesimale del 1576 proviene dall'antica parrocchiale.
  • La chiesa di Santa Maria dei Ghirli, meta di pellegrinaggio, su un terrazzo direttamente raggiungibile dal lago mediante una monumentale scalinata doppia di quattro rampe, contiene importanti cicli di affreschi databili dal secolo XIII fino al secolo XVIII.
  • La chiesa-oratorio di San Pietro, in piazza Roma, documentato dal 1148, è posta all'entrata dell'antico centro del borgo. Indagini archeologiche condotte nel 1994 hanno appurato le origini medievali della fondazione. Lo scavo ha permesso di individuare cinque fasi d'uso. In età altomedievale l'area venne adibita a necropoli e nell'VIII secolo su di essa fu edificata una chiesa dedicata ai santi Nazario e Vittore con funzione cimiteriale.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[13]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo le statistiche ISTAT[14] al 1º gennaio 2014 la popolazione straniera residente nel comune era di 497 persone, pari al 24% della popolazione.

Peculiarità e regole specialiModifica

Il comune è fortemente integrato dal punto di vista economico con la Svizzera: si utilizza sia l'euro sia il franco svizzero, fa parte della rete telefonica svizzera Swisscom, appartiene al sistema postale elvetico col codice CH-6911 e quello italiano col codice I-22061.[15] Pur non facendo ufficialmente parte dell'area doganale svizzera, Campione è stato sottoposto al regime doganale elvetico dal 1925 sino al 2019, con relativa imposizione dell'IVA elvetica, con decisione unilaterale delle autorità elvetiche nel 1925; questo ne fa una zona extradoganale,

Le targhe automobilistiche sono svizzere (TI) e non italiane. Le patenti nautiche ottenute a Campione hanno valore in Italia e in tutto il Canton Ticino.

A seguito di un accordo con le poste svizzere, dal maggio 1944 l'ufficio postale di Campione d'Italia utilizzò propri francobolli. L'accordo restò in vigore fino al 31 maggio 1952[16]. Vi era, sino al 2019, un Ufficio Postale gestito dal comune in cui erano effettuabili operazioni sia con Poste Italiane sia con la Posta Svizzera.

Campione d'Italia ha la particolarità di essere un'exclave separata dal territorio italiano da un lago: non è possibile raggiungere l'Italia da Campione attraversando il Lago di Lugano senza passare nelle acque territoriali svizzere, infatti l'Italia con il decreto del presidente della Repubblica numero 633/1972 regola il proprio settore lacustre e lo definisce come acque italiane del Lago di Lugano, comportando la non applicazione della normativa doganale italiana in fatto di IVA al 22% e altre accise. Tuttavia, il confine è considerato aperto, senza controlli di frontiera con barriere.

In seguito a un accordo firmato il 7 settembre 2011 al municipio di Campione d'Italia dal sindaco Maria Paola Mangili Piccaluga e dal presidente del Consiglio di Stato ticinese Laura Sadis e del Cancelliere di Stato Giampiero Gianella, si equiparano i cittadini residenti a Campione a quelli svizzeri, compresi coloro che sono domiciliati nei paesi confinanti ed è stata istituita una commissione paritetica permanente tra il comune di Campione d'Italia ed il Canton Ticino[17].

La sicurezza a Campione d'Italia è garantita dall'Arma dei Carabinieri e dalla Polizia Locale. È presente anche la Protezione Civile Italiana.

CasinòModifica

Campione è famosa per aver ospitato fino a metà del 2018 uno dei casinò italiani (gli altri tre attualmente aperti sono Venezia, Sanremo, Saint Vincent), regolato da una legislazione risalente a prima della Seconda guerra mondiale, più favorevole rispetto a quella italiana e svizzera. Nel 2007 il casinò di Campione ha traslocato in un moderno edificio concepito dall'architetto ticinese Mario Botta. Con una superficie quadrata di 590.000 piedi quadrati, è il più grande casinò in Europa.[18] Il 27 luglio 2018 il Tribunale di Como ha dichiarato fallito il casinò.[19] La richiesta di fallimento era stata presentata dalla Procura di Como in seguito all'impossibilità da parte del casinò di versare le quote dovute al Comune di Campione, unico socio, provocandone il dissesto finanziario.[20] A chiedere il fallimento della casa da gioco è stato il pubblico ministero Pasquale Addesso a seguito del debito milionario creatosi con il municipio. Già al 30 aprile 2018 infatti i debiti ammontavano a €132 milioni, di cui 42 spettanti al Comune di Campione d'Italia.[21]

Gli indizi di un possibile fallimento si erano già presentati all'inizio dell'anno, con il licenziamento collettivo di 109 dipendenti su 492, decisione definita dal sindaco dell'enclave Roberto Salmoiraghi e dall'Amministratore unico Marco Ambrosini come "atto dovuto in risposta all'istanza di fallimento chiesta dalla Procura di Como".[22]

Al fallimento dl casinò, è seguita nel 2018 la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune, le dimissioni di quattro Consiglieri[23] e il successivo scioglimento del Consiglio Comunale eletto nel 2017[24], la nomina di un Organismo Straordinario di Liquidazione[25] e di un commissario prefettizio[26], l'ulteriore licenziamento collettivo di 86 dei 102 dipendenti in pianta organica del Municipio, con disservizi notevoli per la popolazione residente.[27] La decisione è stata inizialmente sospesa d'urgenza dal TAR[28], e infine confermata a giugno del 2019 dal Consiglio di Stato.[29]

 
Il Casinò di Campione

SportModifica

A Campione d'Italia ha sede l'Associazione Polisportiva Campionese, attiva dal 1978, che gioca le partite casalinghe al centro sportivo comunale ed è l'unica squadra italiana di calcio a militare nel campionato svizzero [1] in Quarta Lega (calcio). L'A.P. Campionese è inoltre attiva nello sci, nella pallavolo, nel beach volley e nell'atletica leggera. Tutte le squadre militano in Svizzera.

CiclismoModifica

Il 20 maggio 1968 da Campione d'Italia ha preso il via il Giro d'Italia con il prologo a cronometro individuale vinto dal francese Charly Grosskost e il giorno dopo ha preso il via la tappa Campione d'Italia-Novara vinta dal belga Eddy Merckx.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Comune di Campione d'Italia - Territorio e confini
  2. ^ 2,68 km² includendo le acque territoriali.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  4. ^ Campione d'Italia, in Dizionario storico della Svizzera. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 124.
  5. ^ Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, 1853, p. 4.
    «Il Comasco esténdesi in quasi tutta la provincia di Como, tranne l'estrema punta settentrionale al di là di Menagio e di Bellano a destra ed a sinistra del Lario; e in quella vece comprende la parte meridionale del Cantone Ticinese, sino al monte Cènere».
  6. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  7. ^ Cfr. Tullio Parenzan, La condizione giuridica dell'enclave di Campione d'Italia, Del Bianco, Trieste, 1969
  8. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, numero 34, parte prima, 10 febbraio 1934
  9. ^ Sant'Ambrogio, in Dizionario storico della Svizzera.
  10. ^ Quando l'architettura trasforma le città - ma anche «Troppi ecomostri con firme illustri», su www.architettiroma.it. URL consultato il 25 marzo 2016.
  11. ^ https://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/27/news/fallisce_il_casino_di_campione_d_italia-202798895/.
  12. ^ https://finanza.repubblica.it/News/2018/09/23/campione_ditalia_casino_chiuso_e_comune_in_crisi_la_svizzera_pronta_allannessione-9/.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Popolazione straniera residente per età e sesso al 1º gennaio 2014
  15. ^ https://www.nonsolocap.it/cap/22061/ CAP 22061
  16. ^ Lo strano caso dei francobolli di Campione d'Italia
  17. ^ Campione, accordo con il Ticino - Residenti equiparati agli svizzeri
  18. ^ (EN) Top 5 Biggest Casinos in Europe - Casino.org Blog, in Casino.org Blog, 21 novembre 2016. URL consultato il 18 maggio 2018.
  19. ^ Campione, fallito il Casinò. In assemblea i 500 dipendenti. URL consultato il 27 luglio 2018.
  20. ^ Fallito il casinò di Campione d'Italia. URL consultato il 7 agosto 2018.
  21. ^ Campione, fallito il casinò. I debiti ammontano a 132 milioni, in laprovinciadicomo.it, 27 luglio 2018. URL consultato il 7 agosto 2018.
  22. ^ A Campione d'Italia licenziamento collettivo per 109 lavoratori, in laregione.ch, 9 febbraio 2018. URL consultato il 7 agosto 2018.
  23. ^ Campione d'Italia: i consiglieri comunali si dimettono e scrivono a Salvini, su giornaledicomo.it, 20 agosto 2018. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 21 agosto 2018).
  24. ^ Amministrazione comunale Campione d'Italia, su tuttitalia.it. URL consultato il 22 luglio 2019.
  25. ^ Dichiarazione di dissesto finanziario - organo di liquidazione, su comune.campione-d-italia.co.it. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 23 luglio 2018).
  26. ^ Comune di Campione d’Italia, la sentenza del Consiglio di Stato: «I licenziamenti sono legittimi», su Corriere di Como, 29 giugno 2019. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 29 giugno 2019).
  27. ^ Marco Marelli, Campione d'Italia in ginocchio dopo la chiusura del casinò, su La Stampa, 11 febbraio 2019. URL consultato il 23 luglio 2019 (archiviato il 23 luglio 2019).
  28. ^ Campione d'Italia, licenziamenti dei dipendenti comunali sospesi dal Tar: salvi i servizi pubblici, su quicomo.it, 4 marzo 2019. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 4 marzo 2019).
  29. ^ Campione d'Italia il Consiglio di Stato conferma gli 87 esuberi in Comune, su Il Giornale di Como, 28 giugno 2019. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 29 giugno 2019).

BibliografiaModifica

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S. A., Bellinzona 1967, 27, 183, 184, 230, 240, 252, 260-262, 265, 376, 410, 415.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 323-326.
  • AA.VV., Il Santuario dei Ghirli in Campione d'Italia. Guida storico-artistica, Edizioni Pedrazzini, Locarno 1984.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 359-362.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN144818760 · LCCN (ENn82013675 · GND (DE4009381-5 · WorldCat Identities (ENn82-013675