Camporosso

comune italiano
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Camporosso
comune
Camporosso – Stemma Camporosso – Bandiera
Camporosso – Veduta
Spiaggia di Camporosso
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Davide Gibelli (Lista civica "Camporosso nel cuore") dal 26-5-2014
Data di istituzione 1925
Territorio
Coordinate 43°48′54.46″N 7°37′42.36″E / 43.815128°N 7.628433°E43.815128; 7.628433 (Camporosso)Coordinate: 43°48′54.46″N 7°37′42.36″E / 43.815128°N 7.628433°E43.815128; 7.628433 (Camporosso)
Altitudine 25 m s.l.m.
Superficie 17,94 km²
Abitanti 5 602[1] (28-2-2017)
Densità 312,26 ab./km²
Frazioni Balloi, Brunetti, Camporosso Mare, Ciaixe, Magauda, San Giacomo, Trinità
Comuni confinanti Dolceacqua, San Biagio della Cima, Vallecrosia, Ventimiglia
Altre informazioni
Cod. postale 18033
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008011
Cod. catastale B559
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 301 GG[2]
Nome abitanti camporossini
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camporosso
Camporosso
Camporosso – Mappa
Posizione del comune di Camporosso nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Camporosso (Camporosso in ligure, Campurussu nella variante locale[3]) è un comune italiano di 5 602 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Ottavo comune della provincia per numero di abitanti, è interamente compreso nella conurbazione di Ventimiglia.

Indice

Geografia fisicaModifica

Il territorio di Camporosso è ubicato nella Riviera dei Fiori tra Sanremo e Montecarlo, dove si affaccia sul mar Ligure per un breve tratto di circa 300 m, quest'ultimo tra i meno estesi d'Italia. Si estende nell'ampio fondovalle alluvionale alla destra del torrente Nervia e ai piedi della dorsale collinare che divide dalla valle del Roia.

Nel territorio comunale camporossino è preservata un'oasi naturalistica e faunistica, sito di interesse comunitario, posta alla foce del torrente Nervia.

StoriaModifica

 
Raffigurazione del territorio di Camporosso ripreso in una mappa settecentesca del cartografo Matteo Vinzoni

Il toponimo Camporosso deriva dal latino Campus Rubeus riconducibile ai boschi di oleandri rossi, lungo le rive del torrente Nervia. Altre deduzioni fanno inoltre presupporre il significato del nome al colore un po' rossiccio del terreno.

Del periodo romano rimangono ad oggi un cippo funerario e resti dell'acquedotto che riforniva Albintimilium, l'odierna Ventimiglia, con le acque del torrente Seborrino. Sotto tuttavia presenti reperti archeologici di età preromana dei castellari ubicati presso le cime Bandiera, Fontane e Ciaixe[4].

La storia di Camporosso seguì di fatto quella della comunità di Ventimiglia - la dominazione dei conti Lascaris e del comune intemelio[5] - nonostante il suo territorio sia posto al confine con Dolceacqua, dominio della famiglia genovese Doria, avversari dei conti ventimigliesi. Proprio la vicinanza con Ventimiglia scatenò nei secoli battaglie sanguinose subendo frequentemente occupazioni militari dal borgo rivale. La prima citazione documentata di Camporosso è risalente al 1256[4] o 1259[5].

Già sede di un proprio scalo commerciale[5] lungo le sponde del torrente Nervia, solamente nel corso del XV secolo[5] ebbe assieme ad altri luoghi e comunità vicine una maggiore fase di "importanza" nelle scelte di governo del Comune di Ventimiglia. Per scongiurare altre incursioni dei pirati saraceni nel Cinquecento[5] il territorio di Camporosso fu cinto da mura difensive e tre porte d'accesso al borgo vecchio (demolite nel corso del XVIII secolo[4]). Un'importante atto della storia di Camporosso fu siglato il 21 aprile 1686[5][6] quando le "ville" orientali di Ventimiglia (Bordighera, Borghetto San Nicolò, Camporosso, San Biagio della Cima, Sasso, Soldano, Vallebona e Vallecrosia) andarono a costituire la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi[6]: una prima realtà confederativa di collaborazione e associazionismo tra borghi, retta da "capitoli di buon governo"[6] e gestita da quattro sindaci[6] e da un parlamento centrale (composto da venti delegati, ai quali era affidato il compito di amministrare il territorio della comunità[6]), ma con ampia e singola autonomia dei rispettivi luoghi. Una comunità formata da quattro circoscrizioni[6] (Bordighera, Camporosso, Vallebona e Vallecrosia) e amministrativamente ascritta al capitaneato di Ventimiglia (non più quindi alle dirette dipendenze dell'ente intemelio), all'interno dei confini della Repubblica di Genova, e che sopravvisse per oltre un secolo.

 
Il Dipartimento delle Alpi Marittime nel 1805, con Camporosso (in arancione) nel cantone di Ventimiglia.

Fu la successiva dominazione napoleonica del 1797 a provocare la caduta della repubblica genovese e, conseguentemente, la soppressione della Magnifica Comunità con l'istituzione di singole municipalità: Camporosso divenne quindi comune del cantone di Bordighera[5], nella Giurisdizione delle Palme con capoluogo Sanremo. Con la revisione degli ordinamenti della nuova Repubblica Ligure, nel 1802[5], fu inserito nel cantone di Ventimiglia all'interno della Giurisdizione degli Ulivi (capoluogo Oneglia). Con il Primo Impero francese, dal 1805[5], Camporosso entrò a far parte nel circondario di Sanremo del Dipartimento delle Alpi Marittime.

La caduta di Napoleone Bonaparte (1814) e il successivo congresso di Vienna portò il passaggio del territorio ponentino ligure nel Regno di Sardegna[5], nella contea e poi divisione di Nizza. Nel 1861 con il Regno d'Italia la municipalità di Camporosso fu sottoposta nel VIII mandamento di Ventimiglia del circondario di Sanremo della provincia di Nizza[5] (poi provincia di Porto Maurizio dopo la cessione alla Francia del territorio nizzardo). Il regio decreto del 6 dicembre 1923[5][7] sancì la provvisoria cessazione del comune di Camporosso che, nella costituita provincia di Imperia, fu aggregato al comune di Ventimiglia; un successivo decreto reale del 7 agosto 1925[5][8] ricostituì l'ente municipale camporossino.

Nel XIX secolo la coltivazione delle olive e la produzione dell'olio di oliva fece fiorire l'economia del comune, alimentando il reddito di molte famiglie camporossine.

Nel 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, alla fine del suo settennato, ha concesso all'ente comunale il titolo onorifico di Città. Nell'occasione dei festeggiamenti per il riconoscimento è stata concessa nel gennaio 2007 la cittadinanza onoraria a Giuseppe Capponi[9], frate francescano cappuccino, meglio conosciuto come Padre Candido. L'amministrazione comunale ha infatti deciso di concedere la cittadinanza al frate per l'impegno con cui i frati francescani cappuccini, hanno portato nel mondo la parola di san Francesco Maria da Camporosso detto "il Padre Santo".

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.

SimboliModifica

 
« Di rosso, alla croce latina azzurra solcata da cinque stelle d'oro a sei punte »
(Descrizione araldica dello stemma[10])
« Drappo partito di rosso e azzurro... »
(Descrizione araldica del gonfalone[10])

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato all'11 maggio del 1963[10]; nello stesso decreto fu approvato il gonfalone comunale.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista nel centro storico. Fu costruita nel XV secolo ed ampliata nel Settecento. Il campanile del XIX secolo è stato recentemente restaurato. All'interno sono presenti diversi polittici e una statua in legno raffigurante San Marco del XVI secolo.
  • Oratorio dei Neri (o del Suffragio). L'edificio è situato sul fondo di piazza Garibaldi, la piazza principale del centro storico di Camporosso, ed è preceduto da un'ampia scalinata con doppia balaustra incurvata. Sulla facciata è collocato, dal 1787, l'orologio della vicina chiesa parrocchiale di San Marco.
  • Chiesa di San Pietro, risalente all'XI secolo, adiacente al cimitero, è una struttura in stile romanico a una sola navata con abside semicirolare; l'edificio fu in seguito ampliato aggiungendo una nuova navata laterale.
  • Oratorio dei Bianchi (o dell'Annunziata) nel capoluogo, del XVI secolo, ornato da un campanile triangolare e da affrescature interne databili al Seicento.
  • Cappella di San Francesco Maria da Camporosso nella località di Braie.
  • Cappella della Madonna della Neve nella frazione di Ciaixe, del 1436.
  • Cappella di San Giacomo nella frazione di San Giacomo.
  • Chiesa parrocchiale della Santissima Trinità nella frazione di Trinità, del 1689.

Aree naturaliModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[11]

 

Nelle rilevazioni demografiche del 2007 Camporosso ha avuto la particolarità di risultare il comune con la percentuale più elevata[12] di minori di tutta la Liguria. Al 24 gennaio 2007 su una popolazione residente di 5.498 abitanti ben 966 camporossini rientravano nella fascia minorile 0-18 anni.

Etnie e minoranze straniereModifica

 
L'oratorio del Suffragio nel centro storico di Camporosso

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Camporosso sono 376[13], pari al 6,61% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[14]:

  1. Romania, 84
  2. Francia, 59
  3. Marocco, 50
  4. Cina, 25

Qualità della vitaModifica

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge[15] nel 2013.

Raccolta differenziataModifica

Dati:

  2006 2007 2008 2009 2010 2011
Camporosso[16] 25.2% 29.5% 42.8% 52.2% 52.5% 54,61%

CulturaModifica

 
Statua a san Francesco Maria da Camporosso, al secolo Giovanni Croese.

CucinaModifica

Tra i prodotti culinari tipici del territorio camporossino e dell'entroterra del val Nervia vi sono i barbagiuai (ravioli fritti, ripieni di zucca profumati con formaggio brusso ed erbe aromatiche) e dolcetti di pasta frolla e nocciole localmente denominate bane.

Persone legate a CamporossoModifica

Geografia antropicaModifica

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle frazioni di Balloi, Brunetti, Camporosso Mare, Ciaixe, Magauda, San Giacomo e Trinità per una superficie territoriale di 17,94 km²[17].

Confina a nord con i comuni di Ventimiglia e Dolceacqua, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Ventimiglia, ad est con San Biagio della Cima e Vallebona.

EconomiaModifica

Si basa principalmente sull'attività agricola.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il territorio di Camporosso è attraversato principalmente dalla strada provinciale 64 che nel tratto più a sud s'innesta con la strada statale 1 Via Aurelia, ai confini con Ventimiglia, e prosegue a nord verso Dolceacqua.

AmministrazioneModifica

 
Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Achille Grassi Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Aldo Rossi Lista civica di centro-sinistra Sindaco
1995 1999 Aldo Rossi Lista civica di sinistra Sindaco
1999 2009 Marco Bertaina Lista civica Sindaco
2009 2014 Tiziana Civardi Lista civica "Per un'amministrazione aperta" Sindaco
2014 in carica Davide Gibelli Lista civica "Camporosso nel cuore" Sindaco

SportModifica

CalcioModifica

  • U.S. Camporosso, militante nel campionato di Promozione. Disputa i suoi incontri nel campo comunale di Camporosso, che è in erba sintetica.[18]
  • U.S.D. Don Bosco Vallecrosia Intemelia, militante nel campionato di Prima Categoria.

Formula 1Modifica

A seguito dell'incidente accorso a Rolf Stommelen nel Gran Premio di Spagna del 1975 disputatosi sul cirtuito cittadino di Montjuic, si accese una polemica sulla sicurezza di questo tipo di tracciati, così si progettò di realizzare per il 1976 un circuito permanente sul territorio comunale che andasse a sostituire il vicino circuito cittadino di Montecarlo, il progetto del Autodromo dei Fiori non si sviluppò ulteriormente.[19]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  6. ^ a b c d e f Fonte dal libro di Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1, Peveragno, Blu Edizioni, 2005.
  7. ^ Regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2769
  8. ^ Regio decreto 7 agosto 1925, n. 1533
  9. ^ Camporosso: sabato 20 padre Candido Capponi riceverà la Cittadinanza Onoraria, riviera24.it. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  10. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Dati presi dal sito del Comune di Camporosso
  13. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  14. ^ Dati superiori alle 20 unità
  15. ^ Bandiere blu spiagge dell'anno 2013, bandierablu.org. URL consultato il 4 giugno 2013.
  16. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  17. ^ Fonte dallo statuto comunale di Camporosso, incomune.interno.it. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  18. ^ Campo Comunale di Camporosso, albengacalcio.com. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  19. ^ G. De Carli, Autodromo dei Fiori, gdecarli.it.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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