Candidatura di Roma per ospitare i Giochi della XXXII Olimpiade

La candidatura di Roma per i Giochi della XXXII Olimpiade, detta anche Roma 2020, fu una proposta del CONI[1] per l'assegnazione delle Olimpiadi estive del 2020 alla città di Roma. La candidatura per i Giochi del 2020 venne ritirata a causa della mancanza di sostegno da parte del Governo italiano.[2]

Cronologia della candidaturaModifica

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) annunciò la selezione di Roma come città candidata per l'Italia il 19 maggio 2010.[3] Roma era stata selezionata vincendo la concorrenza di Venezia, ritenuta non in grado di soddisfare i requisiti fissati dal CIO per ospitare i Giochi; tra l'altro il capoluogo veneto faceva troppo affidamento su sedi fuori città, tra cui Treviso e Padova. La proposta iniziale di Roma includeva 61 milioni di dollari budget di candidatura e un piano per utilizzare il 70% per cento delle sedi in impianti già esistenti.

Al presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, che diresse il comitato organizzatore della Coppa del Mondo FIFA 1990, venne chiesto di guidare il comitato della candidatura,[4] ma rifiutò l'offerta. La proposta venne fatta anche all'imprenditore Nerio Alessandri, ma anch'egli rifiutò.[5] Al loro posto venne scelto il vicepresidente del CIO Mario Pescante.[6] La sua nomina fu approvata dal Comitato Etico del CIO, che non riscontrò alcun conflitto di interessi.[7]

In un'intervista del settembre 2011, il presidente del CIO Jacques Rogge difese la capacità di Roma e Madrid (altra candidata) di ospitare le Olimpiadi del 2020 nonostante la crisi del debito nella zona euro. Rogge sottolineò che entrambe le città avevano già molte sedi di gara esistenti e non sarebbe stato necessario costruire numerose nuove strutture.[8] La candidatura di Roma venne sostenuta completamente dal Governo italiano, guidato da Silvio Berlusconi, il 22 febbraio 2011.[5][9] Il presidente del comitato di candidatura, Pescante, dichiarò di sperare che la candidatura di Roma potesse servire come un «modello per un ritorno alla responsabilità fiscale e alla reale sostenibilità nel processo di candidatura olimpica».[10]

Il 3 ottobre 2011, il comitato Roma 2020 annunciò di aver assunto la società di marketing Helios Partners come consulente per la candidatura. L'azienda aveva in passato assistito candidature di successo di diverse città olimpiche.[11]

Nel novembre 2011 venne lanciato il progetto "GiovaniRoma2020" per promuovere la candidatura e l'educazione olimpica giovanile.[12] Il mese successivo, Roma 2020 ricevette il sostegno del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che affermò che la candidatura doveva essere «ecosostenibile per aumentare le sue possibilità di successo».[13] La candidatura venne sostenuta anche dalla Camera dei deputati.[14]

Nel gennaio 2012, il comitato Roma 2020 stimò che il costo per l'organizzazione dei Giochi sarebbe stato di 9,8 miliardi di euro, ma che ospitare l'evento avrebbe portato ad una crescita di 17,7 miliardi di euro (pari ad un aumento dell'1,4% del PIL italiano), con la creazione di 29.000 nuovi posti di lavoro. Il costo pubblico sarebbe di 4,6 miliardi di euro e ospitare i Giochi avrebbe portato a 4,6 miliardi di euro di entrate fiscali. A gennaio 2012, c'era un forte sostegno della cittadinanza italiana alla candidatura, con il 74% degli intervistati che sostenevano la proposta (il 77% dei residenti di Roma). Di questi, il 70% era a favore perché credeva che ospitare le Olimpiadi avrebbe creato vantaggi economici e posti di lavoro.[15]

Il 14 febbraio 2012, il nuovo presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti decretò la fine della candidatura, citando costi incerti e benefici finanziari sconosciuti. L'annuncio arrivò un giorno prima della scadenza per la presentazione al CIO dei dossier di candidatura da parte delle città candidate.[16]

Sedi di garaModifica

Le sedi di gara inserite nel dossier erano le seguenti:

NoteModifica

  1. ^ Olympic.org, https://www.olympic.org/news?articleid=138217.
  2. ^ roma.corriere.it, https://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_febbraio_14/monti-cdm-roma-alemanno-olimpiadi-2020-1903276387660.shtml.
  3. ^ Rome Is Italy's Candidate In 2020 Summer Games Bid, in GamesBids.com, 19 maggio 2010. URL consultato il 10 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2010).
  4. ^ Olympics-Ferrari's Montezemolo asked to lead Rome's 2020 bid, in Reuters, 18 febbraio 2011. URL consultato il 10 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2013).
  5. ^ a b Berlusconi backs Rome 2020 bid led by Pescante, USA Today, 23 febbraio 2011. URL consultato il 12 aprile 2011.
  6. ^ IOC VP new choice for Rome's Olympic bid, USA Today, 21 febbraio 2011. URL consultato il 10 aprile 2011.
  7. ^ Exclusive - Q&A with Rome 2020 Olympic Bid Chair Mario Pescante, in AroundtheRings.com, 22 febbraio 2011. URL consultato il 13 aprile 2011.
  8. ^ AroundtheRings.com, http://aroundtherings.com/articles/view.aspx?id=37990.
  9. ^ Berlusconi Promises Support for Rome Olympic Bid, in AroundtheRings.com, 23 febbraio 2011. URL consultato il 13 aprile 2011.
  10. ^ GamesBids.com, http://www.gamesbids.com/eng/olympic_bids/2020_bid_news/1216135960.html.
  11. ^ GamesBids.com, http://www.gamesbids.com/eng/olympic_bids/2020_bid_news/1216135914.html.
  12. ^ SportsFeatures.com, http://www.sportsfeatures.com/olympicsnews/story/49195/rome-2020-launch-of-youthrome-2020-movement-to-promote-and-support-the-bid.
  13. ^ AGI - Agenzia Giornalistica Italia, agi.it, http://www.agi.it/english-version/italy/elenco-notizie/201112161417-pol-ren1047-environment_ministry_supports_rome_s_2020_olympics_bid.
  14. ^ AroundtheRings.com, http://www.aroundtherings.com/articles/view.aspx?id=38818.
  15. ^ GamesBids.com, http://www.gamesbids.com/eng/olympic_bids/2020_bid_news/1216136033.html.
  16. ^ GamesBids.com, http://www.gamesbids.com/eng/olympic_bids/2020_bid_news/1216136092.html.
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