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Cantù

comune italiano
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Cantù
comune
Città di Cantù
Cantù – Stemma Cantù – Bandiera
Cantù – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoAlice Galbiati (Lega) dal 26-9-2018
Territorio
Coordinate45°44′N 9°08′E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)Coordinate: 45°44′N 9°08′E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)
Altitudine369 m s.l.m.
Superficie23,25 km²
Abitanti40 007[1] (31-12-2018)
Densità1 720,73 ab./km²
FrazioniAsnago, Cascina Amata, Fecchio, Mirabello, Vighizzolo
Comuni confinantiAlzate Brianza, Brenna, Capiago Intimiano, Carimate, Cermenate, Cucciago, Figino Serenza, Mariano Comense, Orsenigo, Senna Comasco, Vertemate con Minoprio
Altre informazioni
Cod. postale22063
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013041
Cod. catastaleB639
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticanturini
Patronosant'Apollonia
Giorno festivo9 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cantù
Cantù
Cantù – Mappa
Localizzazione del comune di Cantù nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cantù (Cantuu in dialetto brianzolo[2], AFI: [kãˈtyː]) è un comune italiano di 40 007 abitanti della provincia di Como in Lombardia. È il venticinquesimo comune più popoloso della Lombardia.

StoriaModifica

Origini del nome e primo insediamentoModifica

L'origine del nome di Cantù probabilmente risale a Canturium (Canturio) che può trovare la sua origine dai Canturigi, una delle popolazioni celtiche che abitarono la regione Insubria nel VI secolo a.C., o da Cantores indicante una Cantoria presso qualche edificio religioso. L'area canturina era già abitata dall'uomo nella prima età del ferro, documentata dal ritrovamento di una tomba a cremazione contenente vari utensili risalenti alla prima metà del VI secolo a.C.. Il primo nucleo abitato era Galliano, fondato dai Galli Insubri su una collina morenica circondata e protetta dai boschi, risalente al V secolo a.C. Il toponimo di Gallianum (Galliano) deriva dalla popolazione celtica dei Gallianates. Nel 196 a.C. il villaggio venne conquistato dalle legioni romane, guidate dal console Marco Claudio Marcello, e poi inglobato nel municipio Novum Comum (Como). Galliano era un borgo di grande importanza strategica commerciale perché vi passava l'antica strada che univa le città di Milano e Como. La presenza romana in questo luogo è testimoniata dal ritrovamento archeologico di are dedicate al culto di Giove, Minerva e della Triade Capitolina, dei resti di un tempio (sul quale ora si innalzano la basilica e il battistero di Galliano), utensili, monete, necropoli ed epigrafi sparpagliati nelle vicinanze.

Alto MedioevoModifica

Nel V secolo d.C. Galliano, grazie ad un discreto sviluppo culturale e religioso, divenne una pieve e si staccò dal municipio di Como prendendo il nome di Canturio. In questo periodo, ad opera della comunità del posto, sorge la prima basilica paleocristiana dedicata a San Vincenzo di Saragozza. Nel 483, con un decreto di papa Gelasio I indirizzato all'arcivescovo di Milano Teodoro dei Medici, Canturio venne dichiarata Corte Reale insieme ad altre terre. Nel 605 circa, il territorio canturino si separò da quello comasco. Quest'ultimo divenne diocesi suffraganea del Patriarcato di Aquileia. Alla fine del X secolo, Canturio venne unito alla corte di Intimiano nel Distretto della Martesana controllato da Milano.

Basso Medioevo e RinascimentoModifica

 
Ariberto da Intimiano (raffigurato nell'abside della basilica di Galliano) offerente il modello della chiesa.

Da Gerardo e Brielda, nobili signori della curtis di Intimiano di origini canturine, nacque Ariberto, futuro arcivescovo di Milano. Nel 1004-1005 Ariberto da Intimiano ristrutturò la basilica di Galliano e, il 2 luglio del 1007, la riconsacrò a San Vincenzo. Canturio, schieratosi con Milano, partecipò dal 1118 alla decennale lotta contro Como. Nel 1124 i canturini assaltarono il territorio comasco e saccheggiarono Lipomo, Trecallo ed Albate, ma vennero poi sconfitti dai comaschi in una battaglia sulle pendici del Monte Goi. L'esercito comasco devastò il territorio di Canturio e incendiò il vicino villaggio di Vighizzolo. I canturini furono così costretti a chiedere aiuto a Milano. Uniti coi milanesi sconfissero le truppe nemiche a Mariano e posero fine alla guerra il 27 agosto dell'anno 1127 con il saccheggio e la distruzione della città di Como. In seguito Canturio si unì alla Lega Lombarda contro l'imperatore Federico I Barbarossa sconfiggendolo nel 1160. Durante il conflitto politico nella città di Milano, ospitò l'arcivescovo Enrico I da Settala e i nobili milanesi scacciati dal popolo guidato dal capitano Ardigotto Marcellino. Nel XIII secolo Canturio a fianco dei Visconti partecipò alle guerre contro i Torriani e fu teatro delle contese tra guelfi e ghibellini. Nel 1324, divenuta signoria dei fratelli milanesi Gaspare e Giovannolo Grassi, venne fortificata con grosse mura e 35 torri. Il 20 giugno dello stesso anno i fratelli dichiararono, con tanta audacia, l'indipendenza di Canturio da Milano. Grazie ai numerosi avvenimenti che tenevano impegnati i Visconti al di fuori del territorio canturino, il borgo godette un periodo di pace che durò fino alla fine dell'anno 1333 con la sua conquista da parte di Azzone Visconti. Negli anni a seguire Canturio venne tormentata dalle lotte tra le nobili famiglie dei Grassi e dei Carcano per poi passare nelle mani di Filippo Maria Visconti dal 1412 al 1447. Dopo la morte dell'ultimo Duca della dinastia viscontea entrò in gioco Francesco Sforza, nemico di Milano, e Canturio si dovette preparare alle difese. La città riuscì per tre giorni a respingere il nemico, quest'ultimo più potente e numeroso, ma al quarto giorno capitolò in seguito al crollo delle mura sotto i colpi delle bombarde. Nel 1449 Canturio venne governata dal capitano di ventura Antonio Centelles e divenne il "quartier generale" degli Sforza essendo un'importante baluardo dell'Alto Milanese per tenere a freno i territori di Lecco, della Brianza, della Comasina, del Piano d'Erba e del Luganese. Tra la fine dell'anno 1449 e gennaio del 1450 Antonio Centelles si rifugiò a Canturio, in seguito a due cocenti sconfitte riportate contro i veneziani condotti da Jacopo Piccinino, per poi venir fatto imprigionare da Francesco Sforza, prima a Lodi e poi nel castello di Pavia, per il sospetto che volesse cambiare bandiera. Canturio venne donata dal duca Galeazzo Maria Sforza al fratello naturale Polidoro Sforza Visconti e nel 1475 affidata in feudo al nobile milanese Francesco Pietrasanta che vi fece erigere un castello, su uno già esistente in cima al colle centrale, poi distrutto nel 1527 da Gian Giacomo Medici durante il saccheggio della città. Del castello originale rimane solo l'antica torre in pietra, trasformata poi nel campanile della chiesa di San Paolo. Nel 1484, in qualità dei poteri feudalizi del conte Pietrasanta, venne eletto podestà del borgo canturino Tristano Carcano che sposò Margarita Visconti nel 1461 e fu podestà e castellano di Carimate nel 1473. Nel 1496 il borgo di Canturio passò alla nobile famiglia dei Fossani per poi tornare ai Pietrasanta, 19 anni dopo.

Dal Cinquecento ai giorni d'oggiModifica

Dal 1500 la città cambia nome da Canturio a Cantù, e perde il suo aspetto strategico diventando una cittadina operosa nel centro di un vasto comprensorio: si hanno notizie della produzione artigianale dei chiodi e del pizzo a tombolo. Nella prima metà dell'Ottocento inizia la produzione artistica del mobile. Anche il castello, rimasto nelle mani dei Pietrasanta fino al XVIII secolo, perde il suo profilo militare diventando un palazzo di "piacere", ospitando importanti famiglie milanesi, artisti e poeti come Domenico Cimarosa e Giuseppe Parini. Nel 1797, Cantù entra a far parte del Distretto del Lario con la nascita della Repubblica Cisalpina. La fioritura dell'artigianato canturino, in un periodo di intenso sviluppo industriale, è data dall'istituzione di una Scuola d'Arte per l'arredamento nel 1882, la prima del genere sorta in Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 24 ottobre 1942, Cantù venne bombardata dagli aerei degli Alleati portando la distruzione di alcuni edifici come il vecchio fabbricato viaggiatori della Stazione di Cantù-Cermenate.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1966[3]

Stemma e gonfaloneModifica

Lo stemma è stato formalmente riconosciuto con Decreto del Capo del Governo Benito Mussolini del 6 novembre 1928, anche se in uso da almeno un secolo. Nel decreto si blasona:

«D'argento, alla torre quadrata, al naturale, merlata di due alla guelfa, aperta del campo, murata di nero, disposta a destra dello scudo, sopra una pianura di verde e sinistrata da un mastino rampante al naturale, collarinato d'argento; capo d'oro, all'aquila dal volo spiegato, di nero»

(Araldicacivica.it)

La figura del cane con il collare è già presente nei celebri stemmari tardo-gotici lombardi del Trivulziano e del Cremosano. Lo stemma raffigura il cane e la torre attraverso la para-etimologia popolare dell'origine di Canturio dalla fusione delle parole "canis" e "turris". La figura del cane evoca la fedeltà del popolo canturino all'autorità costituita, ma anche il loro carattere forte e battagliero. La torre richiama il periodo in cui Cantù venne fortificata con 35 torri da Gaspare Grassi nel 1324 e rimase indipendente dall'influenza di Milano per quasi 10 anni. Nel 23 aprile 1979 è stato conferito il nuovo gonfalone, di panno verde, con un decreto del Presidente della Repubblica.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La Basilica di Galliano

Altri luoghi d'interesseModifica

ChieseModifica

 
Basilica di San Paolo e Castello Pietrasanta
  • Basilica prepositurale di San Paolo (fine XI secolo)
  • Cappella della Madonnina (fine XI secolo)
 
Basilica di San Teodoro
  • Basilica parrocchiale di San Teodoro (fine XI secolo)
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate (fine XII secolo)
  • Chiesa di San Francesco
    • Accessibile al pubblico: no
    • Datazione costruzione: XIII secolo
    • Tipologia: chiesa conventuale
    • Descrizione: alla chiesa era annesso il convento dei frati francescani, che si erano insediati nel borgo canturino nel 1289, poi soppresso nel 1777. Della struttura è presente solo la facciata in stile gotico ora inglobata in un edificio privato. La chiesetta viene chiamata anche "Cappella Carcano" perché nella seconda metà del XV secolo venne trasformata in tomba della famiglia di Tristano Carcano, che fu podestà di Cantù prima della sua morte nel 1479. All'interno della cappella era posizionato sull'altare il trittico, raffigurante l'Immacolata Concezione, realizzato dall'artista bergamasco Bernardino Zenale. Il trittico fu poi venduto e tagliato in tre parti a diversi collezionisti. Ora i pezzi sono custoditi a Milano nei musei Bagatti Valsecchi e Poldi Pezzoli, e a Malibù al Paul J. Getty Museum.
 
Santuario della Madonna dei Miracoli
  • Santuario della Madonna dei Miracoli (1554); parzialmente crollato nel 1839; facciata del 1901 (arch. Italo Zanolini)
  • Chiesa di Sant'Ambrogio e Antico Monastero (1570)
  • Chiesa di Santa Maria e Monastero delle Benedettine (1665-1680, 1093)
  • Chiesa dei Santi Michele e Biagio (1932)

Strutture militariModifica

 
Porta Ferraia
  • Porta Archinzi detta "Ferraia"
    • Accessibile al pubblico: sì
    • Datazione costruzione: 1324
    • Tipologia: porta perimetrale della cinta muraria medievale
    • Descrizione: eretta durante la fortificazione del borgo canturino da parte del nobile Gaspare Grassi. Dotata di torre trapezoidale alta sette metri costruita con ciottoli di fiume e laterizi e di un arco realizzato di granito per valorizzarne la sua importanza. Ai tempi dalla porta si sorvegliava la vallata verso Galliano. Viene chiamata "Ferraia", perché ai tempi il tributo per la sua costruzione era costituito da materiali di ferro, oppure "porta che non porta".
  • Torri lungo via Corbetta, in Piazza Sirtori, nell'angolo tra Piazza Garibaldi e Via Ariberto, in Via Carlo Annoni (1324)

Ville e strutture pubblicheModifica

  • Villa Archinto (inizio XVII secolo)
  • Villa Brugnola - Cappella dell'Immacolata Concezione (XVII secolo)
  • Villa Foppapedretti (inizio XIX secolo)
  • Villa Sacchi - Scotti (XIX secolo)
  • Villa Sola - Calvi e Parco Martiri delle Foibe (XIX secolo)
  • Teatro comunale San Teodoro (1921)

Opere d'arteModifica

SocietàModifica

Per secoli inclusa nella Provincia di Milano, Cantù fu spostata in Provincia di Como da Napoleone a titolo sperimentale nel 1797 e definitivamente nel 1801. Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1830.

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti al 31 dicembre 2018 nel comune sono 3 884, ovvero il 10,30% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Albania, 524
  2. Romania, 463
  3. Pakistan, 310
  4. Marocco, 269
  5. Cina, 236
  6. Ghana, 221
  7. Tunisia, 206
  8. Ucraina, 206
  9. Repubblica Dominicana, 204
  10. Nigeria, 192

CulturaModifica

IstruzioneModifica

MuseiModifica

  • Museo Galleria del Design e dell'Arredamento (CLAC)

(Collezione Bruno Munari - Razionalismo italiano - Neoliberty - Archivio Storico della Selettiva)

  • Biblioteca del Design e dell'Arredamento
  • Riva1920-Museo del legno
  • Spazio espositivo Villa Calvi
  • Piazza delle Stelle (museo itinerante sulla Pallacanestro Cantù)

SpettacoloModifica

Dal 2012 a Cantù riapre il centenario Teatro San Teodoro in cui si tengono spettacoli teatrali di prosa classica e contemporanea, spettacoli di cabaret, spettacoli di danza e concerti di musica classica e contemporanea.

MediaModifica

A Cantù sorse nel 1977 una delle prime emittenti televisive libere del comasco: la storica Cantivù. Nello stesso anno nacque l'emittente Radio Cantù (originariamente Radio Cantù Brianza) ancora in attività.

MusicaModifica

  • Spazio Tribù
  • Nuova Scuola di Musica di Cantù
  • Accademia Orchestrale e Orchestra Sinfonica del Lario
  • Orchestra Giovanile di Cantù
  • Ass. Gruppo Folkloristico Natale Brambilla "I Fregamüsun" - Vighizzolo di Cantù
  • Corpo Musicale "La Brianzola"
  • Corpo Musicale "Ranscett"
  • Corpo Musicale "La Cattolica"
  • Corpo Musicale "Giuseppe Verdi" - Vighizzolo di Cantù

EventiModifica

ManifestazioniModifica

  • La Giubiana (ultimo giovedì di gennaio): secondo tradizione viene bruciato nella piazza principale un fantoccio raffigurante una donna, dopo averlo fatto sfilare per le vie del paese. L'evento ricorda la condanna a morte di una donna che si narra abbia tradito i compaesani consegnando le chiavi della città ai Comaschi, durante la guerra Milano - Como, in cui Cantù era schierata con la prima. (Manifestazione a cura della Pro Cantù)
  • Carnevale (sabato antecedente la prima domenica di quaresima secondo il rito ambrosiano) tradizionale sfliata di carri allegorici e gruppi mascherati, negli ultimi anni si è affermato come il più grande "Carnevale Ambrosiano"
  • Santa Apollonia e fiera - mercato (9 febbraio)
  • Fiera d'agosto (15 e 16 agosto)
  • Fiera del Crocifisso (3º mercoledì di ottobre)
  • Festival organistico internazionale "Città di Cantù"
  • Premio Letterario Nazionale "Il Tombolo" Città di Cantù (Organizzato dalla Pro Cantù)
  • "Il Mese del Libro" Convegno sul libro oggi - il libro e il mobile - il libro in strada (Organizzato dalla Pro Cantù)
  • Concorso Internazionale per Pianoforte e Orchestra "Città di Cantù"

EconomiaModifica

 
Cascina di Santa Naga, nella frazione Fecchio

L'economia canturina è tradizionalmente basata sull'industria. Il fattore principale e il più appreso è quello della produzione artistica del mobile e del pizzo che rende Cantù una cittadina famosa.[6]

Un altro settore artigianale importante, che occupa donne merlettaie, giovani e anziane, canturine, è la lavorazione del pizzo di Cantù.

Infrastrutture e trasportiModifica

Ferrovie e tranvieModifica

Il territorio comunale è servito da due stazioni ferroviarie, servite dai treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia:

In passato la località era servita da due ulteriori relazioni su ferro, la tranvia Como-Camerlata-Cantù, attiva fra il 1909 e il 1951, che univa altresì le suddette stazioni ferroviarie e la Monza-Meda-Cantù, attiva fra il 1912 e il 1952, di cui costituiva il capolinea orientale. La prima fu sostituita da una filovia, chiusa a sua volta nel 1978.

Mobilità urbanaModifica

La città è servita dalle relazioni automobilistiche interurbane gestite da ASF Autolinee.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 dicembre 1993 29 novembre 1997 Armando Selva Lega Nord Sindaco [7]
30 novembre 1997 25 maggio 2002 Edgardo Arosio Lega Nord Sindaco [8]
26 maggio 2002 21 maggio 2012 Tiziana Sala Lega Nord Sindaco [9][10]
22 maggio 2012 25 giugno 2017 Claudio Bizzozero Liste civiche Sindaco [11]
26 Giugno 2017 26 settembre 2018 Edgardo Arosio Liste civiche Sindaco
26 settembre 2018 26 maggio 2019 Alice Galbiati Lega Nord Vicesindaco f.f.
26 maggio 2019 in carica Alice Galbiati Lega Sindaco

GemellaggiModifica

SportModifica

Impianti sportiviModifica

  • Palazzetto dello Sport Parini
  • Stadio Comunale di Cantù
  • Campo sportivo di Cantù (via Milano)
  • Centro Sportivo Toto Caimi
  • Centro Sportivo di Cascina Amata
  • Centro Sportivo di Asnago
  • Piscina Comunale di Cantù (via Giovanni XXIII): vasca da 25 metri, tribune
  • Centro sportivo via Andina
  • Palasport Pianella (a Cucciago)

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


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