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Cantastorie

figura della letteratura orale e della cultura popolare che raccontava con il canto una storia
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il personaggio di Vico, vedi Cantastorie (personaggio).
Il ragazzo Vittorio Amodio, dipinto di Francesco Cecere, 1876

Il cantastorie (o Vico) è una figura tradizionale della letteratura orale e della cultura folklorica, un artista di strada che si spostava nelle piazze e raccontava con il canto una storia, sia antica, spesso in una nuova rielaborazione, sia riferita a fatti e avvenimenti contemporanei. Le storie narrate entravano a far parte del bagaglio culturale collettivo di una comunità.

I cantastorie accompagnavano la "Cantata" con uno strumento: di norma era la chitarra, ma ne usavano anche altri, come la fisarmonica (o la lira in tempi più remoti). Si aiutavano con un cartellone su cui veniva raffigurata la storia, descritta nelle principali scene. La loro opera veniva remunerata con le offerte degli spettatori o con la vendita di foglietti volanti, su cui era descritta la storia. Dopo gli anni '50, con l'avvento del vinile, queste storie venivano incise e vendute su dischi, prima a 78 giri poi 45.

Indice

StoriaModifica

La tradizione deriva da lontani precedenti, quali gli aedi e i rapsodi greci, i giullari, i menestrelli, i bardi celtici, gli scaldi nei paesi dei Vichinghi, i trovatori o trovieri del Medioevo francese e nella scuola poetica siciliana[1]. Simili figure sono presenti anche nella cultura islamica, indiana (tipiche le donne chitrakar del Bengala occidentale[2]) e africana (i griot).

A partire dal XIV secolo si allontanarono dalla letteratura più colta e contribuirono a diffondere in dialetto le gesta dei paladini carolingi della chanson de geste, argomento anche dell'Opera dei Pupi. Ebbero la massima fioritura nella Sicilia del XVII secolo, nella Roma del XVIII secolo (il cui massimo esponente fu Andrea Faretta) e furono appoggiati dalla Chiesa con lo scopo di diffondere presso il popolo le storie dei santi e della Bibbia. Nel 1661 a Palermo i Gesuiti avevano costituito la congregazione degli "Orbi", cantori ciechi a cui veniva insegnato a suonare uno strumento musicale e che erano legati a temi esclusivamente religiosi sotto il controllo ecclesiastico.

NoteModifica

  1. ^ Nel Medioevo in area di lingua tedesca affini ai trovatori erano i Minnesänger, i cantori del minnesang.
  2. ^ Mariangela Giusti e Urmila Chakraborty (a cura di), Immagini Storie Parole. Dialoghi di formazione coi dipinti cantati delle donne Chitrakar del West Bengal, 2014, ISBN 978-88-97683-39-1.

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Voci correlateModifica

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