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Cantiere della Foce

Il cantiere della Foce è stato un cantiere navale di Genova che sorgeva alla foce del Bisagno, ed ha operato fino all'inizio degli anni trenta.

La Foce era un antichissimo borgo sorto sulle pendici rocciose del promontorio che delimitava a ponente la collina di Albaro, abitato da pescatori e contadini che per secoli hanno rifornito con i loro prodotti i mercati di Genova. L'abitato si estese successivamente anche alla base della collina, nella piana sulla sponda orientale del Bisagno, conservando tuttavia le caratteristiche di un piccolo borgo di pescatori e per secoli sulla spiaggia del borgo venivano costruite navi, in piccoli cantieri artigiani. Il cantiere della Foce ebbe un notevole impulso all'inizio dell'Ottocento, nel periodo della Repubblica Ligure napoleonica. Le prime navi varate in quel cantiere furono la fregata "L'Incorruptible" e il brick "Le Cyclope" (16 novembre 1804), a cui seguì la fregata “La Pomone”, varata nel marzo 1805.[1]

L'arsenaleModifica

Dopo l'annessione della Liguria al regno sabaudo per il cantiere ebbe inizio una vera e propria fase di sviluppo. Il Regno di Sardegna, che in precedenza disponeva solo del piccolo porto di Villefranche, nella contea di Nizza, dopo aver acquisito questo importante sbocco al mare, stabilì a Genova la sede della propria flotta, e il cantiere della Foce fu destinato alla costruzione delle nuove navi militari.

Il cantiere venne ampliato su parte dell'area dove in precedenza sorgeva un lazzaretto edificato nel XV secolo; con gli sviluppi della medicina, a metà dell'Ottocento le funzioni del lazzaretto furono trasferite al nuovo ospedale di Pammatone e l'edificio demolito per consentire l'ampliamento del cantiere che raggiungeva un'estensione di circa 70.000 m2 sulla sponda sinistra alla foce del Bisagno: Il cantiere, di proprietà municipale, fu dato in gestione prima ai fratelli Westermann, poi ai fratelli Orlando, siciliani trapiantati a Genova e Luigi Orlando, uno dei fratelli, venne nominato direttore del cantiere. Gli Orlando erano quattro fratelli originari della Sicilia, già proprietari di un'industria meccanica di Palermo, che per motivi politici avevano abbandonato la loro isola. I fratelli Orlando vararono il primo piroscafo genovese, battezzato con il nome di Sicilia chiaramente in omaggio all'isola di origine. Durante la loro gestione Orlando, nel 1862, fu impostato l'avviso a elica "Vedetta", primo piroscafo militare con scafo in ferro costruito in Italia, varato nel 1866[2]).

Nel 1865 gli Orlando trasferirono a Livorno le loro attività. abbandonando la gestione del cantiere.

Il borgo della Foce veniva inglobato nel 1873 al comune di Genova, quando, con un regio decreto, il Comune di Genova si espandeva oltre il confine del Bisagno, inglobando, oltre alla Foce, i comuni di San Francesco d'Albaro, San Martino, Staglieno, Marassi e San Fruttuoso, e dando avvio ad un'espansione urbanistica che avrebbe radicalmente cambiato il volto di quei quartieri.

Nel 1880 Enrico Cravero prese in affitto dal Comune il vecchio cantiere della Foce, trasformandolo nel giro di pochi in un moderno complesso industriale.

Il cantiere OderoModifica

Nel 1890, Attilio Odero rilevò da Enrico Cravero il cantiere della Foce, unificandone l'attività con quello di Sestri Ponente.

Durante la gestione Odero furono costruite grandi navi civili e militari, tra le quali il transatlantico Re Vittorio nel 1907, l'incrociatore Amalfi nel 1908 e la corazzata Leonardo da Vinci nel 1911. L'attività dei cantieri Odero si legò soprattutto a compagnie come Navigazione Generale Italiana con la costruzione di navi passeggeri e furono inoltre impegnati nella fornitura di piroscafi a ruota per la navigazione lacustre, specie la Società Lariana. Una di queste navi, la Concordia, varata nel 1926 è tuttora in servizio sul lago di Como, unico esemplare rimasto al mondo di battello a vapore con macchina del tipo Arturo Caprotti.

Il cantiere cessò l'attività nel 1930, in seguito a nuovi lavori di urbanizzazione della città di Genova. L'ultima unità costruita fu l'incrociatore ARA Almirante Brown della classe Veinticinco de Mayo, ordinato dalla Marina argentina, varato il 28 settembre 1929.

Il posto dei cantieri venne occupato, per un breve periodo, dal Villaggio Balneare, sede di numerosi eventi fieristici, prima di lasciare spazio all'espansione urbanistica della città. Nel 1936 sulla sponda destra del Bisagno, ormai coperto, fu costruita la “Casa dei Pescatori”, complesso edilizio destinato ad ospitare la popolazione dell'antico borgo, demolito per far posto ai moderni insediamenti residenziali e alle nuove strade.

NoteModifica

  1. ^ LA Marina ligure di Napoleone (1797-1814)[collegamento interrotto]
  2. ^ Vedetta

BibliografiaModifica