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Cantina sociale Gotto d'Oro

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Gotto d'oro
StatoItalia Italia
Forma societariasocietà cooperativa
Fondazione1945 a Marino
Sede principaleMarino[1]
FilialiFrascati[1]
Persone chiave
  • Luigi Caporicci, presidente[1]
SettoreAlimentare
ProdottiVini
Fatturato18.000.000 euro[1]
Dipendenti33 fissi; 25 stagionali[1]
Slogan«I Grandi Vini di Roma[1]»
Sito web

La Cantina sociale Gotto d'Oro è un'azienda italiana operativa nel settore vitivinicolo con sede principale a Marino cittadina della provincia di Roma nell'area dei Castelli Romani.

La Gotto d'Oro, fondata nel 1945, è oggi tra i venti gruppi del settore più importanti d'Italia.[1] Controlla il 95% delle quote di mercato di Marino DOC, il 20% del Castelli Romani DOC, il 15% del Frascati DOC ed il 15% del Lazio IGT.[1] Conta 20 soci e 1200 ettari iscritti, tratta ogni anno oltre 150.000 quintali di uva e produce in media 7.000.000 di bottiglie l'anno.[1][senza fonte]

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Marino e Storia di Marino nell'età contemporanea.

Le premesseModifica

 
Palazzo Matteotti, ex-sede comunale, dove il 10 luglio 1945 venne fondata la cantina sociale.

La più antica testimonianza della viticoltura sui Colli Albani risale al VII secolo a.C.,[2] tuttavia gli archeologi ritengono possibile che la cultura della vinificazione fosse stata introdotta dalla Grecia, assieme all'olio, già nell'VIII secolo a.C., come farebbero supporre anfore vinarie e vasi di ceramica.[2] Era comunque una bevanda aristocratica,[2] ed i mezzi di coltivazione erano assai deboli: il primo aratro di cui abbiamo memoria, raffigurato nella situla della Certosa di Bologna, era sufficiente solo a fare solchi e non a rivoltare la terra.[2]

Uno dei primi estimatori del vino di Marino di cui si abbia notizia fu l'imperatore Carlo V d'Asburgo, che ebbe modo di esprimere il suo apprezzamento per il vino marinese durante la sua visita a Roma del 1536[3] (una figlia di Carlo V aveva infatti sposato Ascanio I Colonna, l'allora signore di Marino: peraltro si ritiene che costui avviò un grandioso intervento urbanistico nel centro di Marino, culminato con la costruzione di palazzo Colonna, proprio per accogliere l'imperatore suocero in visita nell'Urbe).[4]

I vitigni diffusi sul territorio, ed autorizzati a produrre l'attuale vino a denominazione di origine controllata dalla disciplinare del 1970,[5] sono la malvasia del Lazio e la malvasia Bianca di Candia. Quest'ultima sarebbe stata importata, secondo la leggenda, dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), a cui avrebbe partecipato un drappello di marinesi al seguito del signore di Marino Marcantonio Colonna, nominato ammiraglio del contingente pontificio da papa Pio V. La vittoria della Lega Santa contro la flotta ottomana fu attribuita dal Papa alla Madonna del Rosario, proclamata patrona dello Stato Pontificio e festeggiata nell'anniversario della battaglia. Nel solco di queste ricorrenze sacre e profane, nel 1925 per opera del poeta romano (di origini marinesi) Leone Ciprelli iniziò a celebrarsi la Sagra dell'uva, uno dei primissimi eventi del genere in Italia.[6]

Gli esordiModifica

Da "Goccia d'Oro" a "Gotto d'Oro"

Fin dalla prima commercializzazione in scala industriale dei vini della Cantina Sociale, nel 1947, sui fiaschi compariva il logo del tradizionale carretto a vino dell'Agro Romano, ancor oggi riprodotto sull'etichetta delle bottiglie. L'unica informazione nota al riguardo, riportata nel volume celebrativo per i cinquant'anni della società curato da Ugo Onorati (1995),[7] riguarda il concorso indetto per il bozzetto del logo, in cui tra ventitré partecipanti vinse la ditta Belvin di Milano.[7] Il debutto del logo pare sia stato tra gli sponsor (diremmo oggi) durante la tournée di spettacoli di varietà di Michele Galdieri, all'inizio del 1948.[8]

Per quanto riguarda il nome con cui venne commercializzato il vino confezionato, era originariamente "Goccia d'Oro". Con lo scemare delle vendite di vino sfuso, fenomeno degli anni Cinquanta,[9] la riconoscibilità della confezione divenne sempre più importante. Infatti era emersa una pericolosa omonimia, con la ditta Mirabella di Marsala, in provincia di Trapani, che pure commercializzava i propri vini con il nome "Goccia d'Oro".[9] La questione del conflitto dei nomi era stata presentata al Ministero dell'industria e del commercio nel 1948, che aveva richiesto ulteriori spiegazioni alla Cantina Sociale di Marino, la quale aveva trascurato di rispondere:[9] i nodi vennero al pettine nel 1953, quando il consiglio d'amministrazione tornò ad occuparsi della questione. La controversia si trascinò fino al 1964, quando i soci, per dirimere la causa giudiziaria, pensarono di apportare una lieve modifica alla denominazione ed al logo, che da "Goccia d'Oro" divenne "Gotto d'Oro".[9]

Il gotto, dice Salvatore Battaglia nel suo monumentale dizionario della lingua italiana, è un "grosso bicchiere di vetro, per lo più con manico", sinonimo di boccale o semplicemente di bicchiere.[10] Deriva dal latino guttus, il cui etimo a sua volta verrebbe, secondo l'erudito e grammatico di tarda età repubblicana Marco Terenzio Varrone,[10] da gutta, "goccia"; ma più probabilmente deriva da guttur, "gola".[10] Può anche indicare, per metonimia, il contenuto del gotto stesso (esiste l'espressione "bere un gotto"),[10] oppure per estensione un "grosso vaso di legno o di metallo dove, nelle imbarcazioni, si versava l'acqua di sentina raccolta con la gottazza";[10] a Venezia, infine, era un'unità di misura della capacità pari a 0,19 litri.[10]

Nonostante i timori dei soci che il cambiamento di denominazione potesse ledere gli affari della Cantina, ciò non avvenne.[9] Nel 1986 il nome "Gotto d'Oro" venne introdotto nella ragione sociale, che fu cambiata dall'originario "Cantina Sociale Cooperativa di Marino S.c.r.l." all'attuale Gotto d'Oro Società Cooperativa.[11]

La società cooperativa Cantina Sociale Cooperativa di Marino s.r.l. (ragione sociale originaria dell'azienda, mantenuta fino al 1986)[11] venne fondata il 10 luglio 1945 a Marino, ad opera di quarantuno soci, proprietari terrieri ed in gran parte esponenti dell'antifascismo marinese.[12] Il capitale sociale ammontava a 41.000 lire; la durata della società fissata in trent'anni.[13] La sede sociale era la residenza municipale di Marino, all'epoca ritornata a palazzo Matteotti dopo il bombardamento di palazzo Colonna del 2 febbraio 1944.[14]

La seconda guerra mondiale era appena finita in Europa, e si avviava a finire in Asia. La spinta a mettere in piedi una cantina sociale cooperativa fu data dall'allora sindaco di Marino pro tempore Zaccaria Negroni,[15] Servo di Dio, membro ed anima del locale Comitato di Liberazione Nazionale e poi senatore democristiano.

Il primo consiglio d'amministrazione della società si tenne, appunto nella sede comunale, il 19 settembre 1945.[13] Fu deliberato di dare incarico al primo presidente della cantina, Achille Trinca, di trattare con Domenico Casella, segretario di stato del Ministero dell'agricoltura e delle foreste e liquidatore delle istituzioni fasciste dell'Ente Economico della Viticoltura e dell'ENADISTIL (ente nazionale per la distillazione delle materie vinose), l'affitto e l'acquisto dell'enopolio-distilleria di Ciampino.

Questa struttura di 12.000 metri2[16] venne inaugurata da Benito Mussolini il 10 dicembre 1939,[16] diciannove mesi dopo la posa della prima pietra tenutasi sempre al cospetto del Duce l'11 maggio 1938.[16] Uno dei promotori dell'impianto fu Luigi Capri Cruciani,[16] grande proprietario terriero marinese, primo sindaco di area popolare a Marino e poi deputato alla Camera dei deputati ed alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Capri Cruciani aveva infatti la presidenza dell'ENADISTIL,[17] creato nel 1937.[18] Non fu un caso dunque che per la collocazione dell'impianto venne scelta l'allora frazione marinese di Ciampino (diventato comune autonomo nel 1974).

Lo stabilimento, benché danneggiato dai frequenti bombardamenti anglo-americani motivati dal vicino aeroporto di Roma-Ciampino, fu preso in affitto dalla Cantina Sociale per 225.000 lire, più 500.000 lire di deposito cauzionale in titoli di Stato a garanzia degli impianti e dei macchinari.[19] Il 6 ottobre 1945 la cantina entrò in possesso dell'enopolio e della distilleria. Venne riattivato anche l'oleificio annesso all'impianto.[19] I soci dovettero accendere un mutuo di 85 milioni di lire con il Credito Agrario di Miglioramento per il ripristino del complesso industriale in vista della vendemmia 1946:[19] la capacità di trattamento dello stabilimento di Ciampino fu portata da 24.000 a 120.000 quintali di uva.[20] Il 15 gennaio di quell'anno il consiglio di amministrazione poté riunirsi per la prima volta in quella nuova sede sociale.[19] Viste le spese affrontate per la gestione e la migliorìa dell'impianto, il consiglio d'amministrazione votò l'acquisto dell'immobile dall'ente liquidatore proprietario per la somma di 28 milioni di lire, grazie all'intercessione della Lega Nazionale delle Cooperative e del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. In cambio lo Stato ebbe il diritto di prelazione sull'acquisto dell'impianto in caso di scioglimento della cooperativa.[20]

Il 17 febbraio 1948 il presidente del Consiglio Alcide de Gasperi si recò in visita allo stabilimento di Ciampino della Cantina Sociale.[21] L'attività incominciava a prendere quota: si passò dai 27 milioni del bilancio di esercizio del 1946 ai 314 milioni del 1947.[21] L'anno commerciale 1952-1953 si chiuse con un risultato di bilancio di 357 milioni ed un risultato lordo di gestione di 239 milioni.[22]

Nel maggio 1947 il presidente della Cantina Sociale, Achille Trinca, aveva viaggiato in alcune città dell'Italia settentrionale alla ricerca di sbocchi commerciali per i vini prodotti dall'azienda.[23] Fu affittato un magazzino a Genova, e sottoscritto un contratto di vendita con la ditta Maselli;[23] a Milano fu contattata la ditta Scoccimarro, che si aggiudicò la vendita in esclusiva di 50.000 fiaschi di vino per la Lombardia, ed in cambio organizzò il padiglione della Cantina Sociale alla Fiera Campionaria di Milano, a cui poi la società continuò a partecipare per molti anni.[23] Per le vendite all'estero, i soci pensarono di affidarsi a ditte del settore, come la COGES, che ottenne il mandato a vendere in Svizzera, in Argentina ed in Brasile: ma quando la ditta chiese l'esclusiva per tutto il mondo, il consiglio d'amministrazione ed il presidente Trinca rifiutarono, in nome del "principio di frazionamento del rischio e delle più elementari regole di marketing" (Onorati-Tonel).[7]

 
Installazione per la Sagra dell'uva 1986

Tuttavia, per semplicità, i soci dapprima affidarono la rete commerciale alla ditta Cosmopol (1º ottobre 1947),[24] che però si dimostrò inaffidabile e perse l'esclusiva il 25 giugno 1948,[25] anche se i rapporti con questa ditta si trascinarono fino al 1950.[21] Allora la società sottoscrisse contratti per zone (con la ditta Rigatti per la Toscana, con la società ACRI per Roma, con la ditta Del Vescovo Mario & Co. per il Lazio e con la ditta Peter Ardito per il Nord America, oltre a contatti diretti con piccoli venditori belgi),[9] ed infine si rivolse alla ditta Scoccimarro. Questa ditta, che già gestiva le vendite in Lombardia, il 3 marzo 1953 ottenne l'esclusiva di tutto il prodotto confezionato.[26] La Scoccimarro ottenne contratti sempre più favorevoli, e nel 1959 lo smantellamento della piccola rete commerciale gestita in proprio dalla Cantina Sociale.[26] Nonostante le lamentele ed i malumori, la maggioranza dei soci riteneva più vantaggiosa questa soluzione rispetto al mantenimento di "un'impalcatura di agenti, ispettori, depositari" che sarebbe costata svariati milioni.[26] Ma quando, nel 1962, il consiglio di amministrazione valutò che la ditta Scoccimarro era esposta verso la società per 90 milioni di lire, deliberò il mancato rinnovo del nuovo contratto di vendita.[27]

La Cantina Sociale così prese in proprio la gestione delle vendite dal 1º maggio 1962: a quella data, quarantadue agenti di commercio rifornivano 2795 clienti in Italia e nel resto del mondo.[27]

L'espansioneModifica

 
La fontana dei Quattro Mori in piazza Giacomo Matteotti addobbata con l'uva durante il celebre "miracolo delle fontane che danno vino" all'ottantaduesima Sagra dell'uva (2006).

Erano gli anni del cosiddetto "miracolo economico italiano", anni di crescita ma anche di forti tensioni sociali. Il 18 aprile 1964, i lavoratori della Cantina Sociale scesero per la prima volta in sciopero, vedendo accontentata la loro richiesta di venire inquadrati nel contratto delle aziende vinicole ed acetiere, con la maggiorazione dello stipendio di 25 lire l'ora.[28] Il 1964 fu anche l'anno in cui si aprirono le celebrazioni per il ventennale della società (1945-1965).[28] Nell'anno commerciale 1965-1966 i clienti erano diventati 12.000, gli ettolitri venduti 54.000 l'anno, contro i 17.000 del 1961.[29]

Vennero investiti 105 milioni per il rimodernamento dello stabilimento di Ciampino, che tuttavia era diventato troppo piccolo per i ritmi di produzione, e soprattutto era ormai soffocato dal turbolento sviluppo urbanistico della frazione.[28] Fu così che nell'assemblea dei soci del 26 gennaio 1964 fu presa in esame la costruzione di un nuovo stabilimento. Si scelse di abbandonare Ciampino, ormai diventato un centro abitato caotico, e di spostarsi nella frazione di Frattocchie, sempre in comune di Marino, nella località del Divino Amore. Il terreno individuato per la costruzione era di proprietà dell'avvocato Michele Lanza, sito sulla strada provinciale 91/b via del Divino Amore, non lontano dalla ferrovia Roma-Velletri. Il progetto venne presentato dall'autore, ingegnere Romano Bastianello, il 20 agosto 1965:[29] un impianto di 22.350 metri2, della capacità di trattamento di 200.000 quintali di uva per ottenerne 25.000 ettolitri di vino. Il progetto fu approvato nel 1966,[29] i lavori iniziarono prontamente ed il 14 maggio 1967 già si inauguravano i lavori per il secondo lotto:[30] la sede venne inaugurata il 24 novembre 1973,[29] anche se gli ultimi uffici si trasferirono da Ciampino solo nel 1976.[29]

Nel 1963 fu istituita la denominazione di origine controllata, marchio di origine a tutela della qualità dei prodotti agroalimentari italiani. Tramontata la possibilità di raggruppare in un'unica DOC tutti i vini prodotti nei comuni dei Colli Albani, nel 1966 essa fu riconosciuta al Frascati.[31] Immediatamente i produttori marinesi passarono all'offensiva, e nel 1967 la Cantina Sociale, principale produttore di vino del territorio, annunciò la creazione del Consorzio volontario per la tutela della denominazione di origine Marino". Nel 1970 anche il Marino fu riconosciuto DOC. La disciplinare è stata modificata nel 2003 e poi parzialmente nel 2010.[32]

Nel 1969 i clienti della Cantina erano 17.000 e gli ettolitri venduti 75.000.[33] Eppure, la sfavorevole congiuntura economica fece sentire i suoi effetti sull'andamento della cantina. Nel 1973 si dovette chiudere la distilleria, cessando la produzione di grappa, che era arrivata negli anni Settanta a quota 68.000 bottiglie:[33] ma l'alta imposta di fabbricazione sui prodotti di distillazione imposta dal governo e l'invecchiamento dell'impianto di distillazione di Ciampino resero antieconomica la produzione.[33] Anche i margini di guadagno dell'attività della cantina erano diminuiti: nell'anno commerciale 1976-1977, per la prima volta da vari anni, il bilancio non venne pareggiato.[34] Tuttavia, nell'assemblea straordinaria del soci del 20 luglio 1978 fu deliberato il prolungamento della durata della società fino al 1990,[34] data in seguito prorogata nel 1980 fino al 2020.[35] In quell'anno fu realizzato presso l'impianto di via del Divino Amore il nuovo magazzino di 2300 metri2, della portata di 300.000 cartoni.[34]

 
Carretti a vino Gotto d'Oro a piazza Navona Roma 1982

Nel 1980 la capacità di produzione dell'impianto fu aumentata fino a 127.000 ettolitri; tuttavia, il mercato era in contrazione, a causa della diminuzione di domanda e della saturazione dell'offerta.[35] Fu così che il consiglio di amministrazione, rinnovato completamente in quell'anno e presieduto da Luciano Bernabei, dovette cercare una via d'uscita dall'impasse. La prima mossa fu introdurre sul mercato americano una confezione da tre litri simile al gallone americano; e d'altra parte si pensò di conquistare il mercato nazionale riducendo il contenuto delle bottiglie a 0.750 litri, ma aumentando la qualità.[36]

Nel frattempo la Cantina Sociale poté giovare del sostegno economico della Regione Lazio, all'epoca presieduta dal marinese Giulio Santarelli (già sindaco di Marino con il primo esperimento di centrosinistra nel 1961, in seguito deputato e sottosegretario negli ultimi anni del Pentapartito).[36] Poterono così essere ripianate le passività onerose accumulate fino ad allora, che avevano paralizzato la cooperativa e ridotto i dividendi tra i soci. Inoltre l'ERSAL, l'ente regionale per lo sviluppo della Regione, fece anche modo di trovare l'accordo per l'acquisto di un altro centro di vinificazione a Frascati, l'ex-stabilimento della ditta Mennuni andato all'asta giudiziaria, che fu rilevato dalla Cantina Sociale, la quale risparmiò così l'affitto versato ad altri impianti della zona che dovevano essere presi a noleggio in occasione della vendemmia per smaltire tutta la produzione.[36]

Peraltro nel 1980 il Comune di Ciampino (autonomo dal 1974) decretò l'esproprio per ragioni di pubblica utilità dell'enopolio-distilleria-oleificio ormai completamente abbandonato fin dal 1976.[36] La società impugnò l'esproprio di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale, e poi di fronte al Consiglio di Stato, che riconobbe illecito l'esproprio.[36] Il Comune di Ciampino così fu così costretto ad indennizzare la Cantina Sociale, e solo allora l'assemblea dei soci del 24 gennaio 1984 autorizzò il presidente Bernabei a trattare la cessione, avvenuta in cambio di 2542 milioni di lire di indennizzo.[36]

Nonostante le difficoltà attraverso cui si muoveva il mercato, con l'agguerrita concorrenza dei produttori esteri, nel 1986 il fatturato segnò il record di 15.280 milioni di lire, di cui 3545 provenienti da esportazioni all'estero.[11] E tutto ciò a dispetto che il 1985 fosse stato funestato dallo scandalo del vino al metanolo, che diede un duro colpo al già provato mercato vitivinicolo italiano. La Cantina Sociale però tranquillizzò i clienti inviandogli dichiarazioni di responsabilità e certificati di analisi.[11] Il 1986 fu anche l'anno della modifica della ragione sociale in "Cantina di Marino Gotto d'Oro S.c.a.r.l."[11] e dell'aumento della quota di partecipazione dalle storiche mille lire (quota ferma dal 1945) a diecimila lire.[11] Il capitale sociale fu ulteriormente innalzato nel 1990, con l'elevazione della quota sociale da diecimila a quarantamila lire.[37] Fu anche abbandonato l'anno commerciale (1º ottobre-30 settembre) adottato anch'esso fin dal 1945, in favore dell'anno solare più rispondente alle necessità moderne.[11] In quell'anno furono imbottigliati 21 milioni di litri, e conferiti oltre 29.000 quintali di uva.[11] Il dividendo dei soci fu aumentato da 30.000 lire a 42.000 lire.[11]

L'affermazioneModifica

Nel 1989 il Ministero dell'agricoltura e delle foreste dichiarò la società "cooperativa di interesse nazionale".[38] In quell'anno, le vendite furono incrementate del 10% toccando quota 8.287.506 bottiglie.[38] Nel 1993, le vendite assommarono a 9.219.000 bottiglie e si toccò il record di uva conferita: 136.623 quintali.[37]

Nel 1994 la Cantina Sociale ha partecipato, con altre aziende della zona, alla predisposizione del disciplinare del nuovo DOC Castelli Romani.[11] Nel 1995-1996 la società ha celebrato i cinquant'anni dalla fondazione.[11]

A partire dal 2003, sotto la presidenza dell'Ing. Luigi Caporicci, la Cantina Sociale ha messo in atto un piano di investimenti da tre milioni di euro, sostenuto dalla Regione Lazio, per il rifacimento dell'impianto di depurazione e l'inserimento di un impianto di osmosi. I lavori sono stati presentati al pubblico nel 2011, nell'ambito dei festeggiamenti per il sessantacinquesimo anniversario della fondazione della cooperativa.[39]

Il presidente Luigi Caporicci si è anche espresso a favore del progetto, partorito nel 2011, di creare un vino Roma DOC che riunisca tutte le tipologie di vino bianco a denominazione di origine controllata con base la malvasia, pur osservando che "si produce prima un buon vino e poi si va a chiedere la DOC".[40] Peraltro quella del 2011 si annunciava come una vendemmia straordinaria: il costo di un quintale d'uva, che nel 2010 si aggirava intorno ai 30 euro, poteva lievitare grazie alla bontà del clima che aveva reso l'uva particolarmente zuccherina.[41]

Lo stabilimento è stato dotato di un impianto fotovoltaico da 100 kw ed è stato realizzato un nuovo punto vendita "Salotto del vino", idoneo ad accogliere eventi, convegni e degustazioni di vini. Utilizzando l'impianto di microvinificazione è stata realizzata una linea di vini a marchio "Mitreo" in onore dell'omonimo luogo di culto presente a Marino.

I quattro vini presentano in etichetta i simboli significativi dell'affresco presente nella grotta e rappresentano il Sol, il Taurus (vini bianchi) ed il Korex e il Mithra (vini rossi).

In occasione della elezione di Papa Benedetto XVI che si presenta come umile coltivatore della vigna del Signore, venne registrato il marchio Vinea Domini ed iniziato, in accordo con alcuni soci, l'impianto di vitigni internazionali. Quegli stessi che i Romani portarono in Gallia al tempo dell'espansione dell'Impero, che coltivati e raffinati sono stati ricollocati nelle nostre aree vulcaniche per esaltarne la mineralità. Nel 2017 detta linea è stata messa in produzione e presentata in Italia ed all'estero con notevole successo e numerosi riconoscimenti:

- 2018 Italia - The WineHunter Award Petit Verdot I.G.T. Lazio 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

- 2018 Corea del Sud - Asia Wine Trophy Cabernet Sauvignon I.G.T Lazio 2015 - Asia GOLD

- 2018 Italia - The WineHunter Award Sauvignon I.G.T. Lazio 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

- 2018 Inghilterra - Decanter World Wine Awards Chardonnay I.G.T. Lazio 2016 - Bronze

- 2018 Germania - Mundus Vini Viognier I.G.T. Lazio 2016 - Medaglia d'oro

- 2018 Italia - The WineHunter Award Viognier I.G.T. Lazio 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

- 2018 Italia - The WineHunter Award Syrah I.G.T. Lazio 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

Nello stesso periodo è stata prodotta e messa in commercio la nuova linea della Roma Doc bianca e rossa, anch'essa premiata in varie occasioni ed in particolare:

- 2018 Inghilterra - International Wine Challenge Roma Doc Rosso 2016 Commended

- 2018 Germania - Berliner Wein Trophy Roma Doc Bianco 2016 - Berlin GOLD

La Cooperativa, che nel rispetto dell'ambiente e delle norme vigenti finalizzate al risparmio energetico, oltre all'impianto fotovoltaico da 100 kw ha realizzato una nuova centrale termica e frigorifera ad alta efficienza che ridurrà in modo significativo i consumi energetici.

Nel 2018, anno in cui il Consiglio si è rinnovato ed ha confermato Presidente l'Ing. Luigi Caporicci per l'intero triennio, sono previsti importanti incrementi in Italia ed all'estero grazie ad una rinnovata struttura commerciale ancora in espansione.

Organigramma societarioModifica

Cronotassi dei consigli di amministrazioneModifica

Presidente Anno Consiglio di amministrazione Collegio sindacale
Achille Trinca 1945 Francesco Pescatori (vicepresidente), Quirino Bernabei, Tito Bellucci, Arturo Negroni, Fulvio De Simoni, Umberto Pasqualini, Enzo Vinciguerra, Achille Marini Benedetto Trillini (presidente), Annibale Mazzeranghi e Renato Frezza (sindaci effettivi)
Achille Trinca 1949 Quirino Bernabei (vicepresidente), Renato Frezza, Olo Galbani, Barnaba Trinca, Giulio Bernabei, Aurelio Pomardi, Tullio Martella, Enzo Vinciguerra, Achille Marini, Fulvio De Simoni Pasquale Tresalti (presidente), Renato Fiorentini e Mario Villani (sindaci effettivi)
Achille Trinca 1951 Quirino Bernabei (vicepresidente), Olo Galbani, Ettore Vinciguerra, Aurelio Pomardi, Reginaldo Baroncini, Giulio Bernabei, Achille Marini, Bernaba Trinca, Tullio Martella Pasquale Tresalti (presidente), Renato Fiorentini e Mario Villani (sindaci effettivi)
Quirino Bernabei 1955 Luigi Limiti (vicepresidente), Giuseppe Bernabei, Giulio Bernabei, Trento Comandini, Olo Galbani, Dionisio Del Vescovo, Tullio Martella, Eugenio Bartolozzi Vito Quagliata (presidente), Emilio Filippini e Renzo Mariani (sindaci effettivi)
Quirino Bernabei 1958 Giuseppe Bernabei (vicepresidente), Dionisio Del vescovo, Olo Galbani, Massimo Negroni, Renato Masi, Eugenio Bartolozzi, Luigi Maino, Trento Comandini, Renato Raparelli, Luigi Limiti Renzo Mariani (presidente), Vito Quagliata e Franco Armati (sindaci effettivi)
Tito Bernabei 1961 Luigi Limiti (vicepresidente), Quirino Bernabei, Dionisio Del Vescovo, Franco Armati, Olo Galbani, Alberto Armati, Agostino Martella, Luigi Maino, Giovanni Battista Capri Cruciani, Pietro del Gallo di Roccagiovane Renzo Mariani (presidente), Vito Quagliata ed Emilio Filipponi (sindaci effettivi)
Tito Bernabei 1964 Luigi Limiti (vicepresidente), Quirino Bernabei, Olo Galbani, Luigi Maino, Pietro del Gallo di Roccagiovane, Giovanni Battista Capri Cruciani, Agostino Martella, Alberto Armati, Luciano Bernabei, Pio Di Marco Renzo Mariani (presidente), Vito Quagliata ed Emilio Filipponi (sindaci effettivi)
Tito Bernabei 1967 Luigi Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Quirino Bernabei, Alberto Armati, Luciano Bernabei, Pietro del Gallo di Roccagiovane, Giovanni Battista Capri Cruciani, Agostino Martella, Giovanni De Sanctis, Olo Galbani, Pio Di Marco, Luigi Maino Mario Bergesio (presidente), Manlio Maglioni e Corrado Masi (sindaci effettivi)
Tito Bernabei 1967 Luigi Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Quirino Bernabei, Alberto Armati, Luciano Bernabei, Pietro del Gallo di Roccagiovane, Giovanni Battista Capri Cruciani, Agostino Martella, Giovanni De Sanctis, Olo Galbani, Pio Di Marco, Luigi Maino Mario Bergesio (presidente), Manlio Maglioni e Corrado Masi (sindaci effettivi)
Tito Bernabei 1970 Luigi Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Quirino Bernabei, Alberto Armati, Luciano Bernabei, Luigi Maino, Pio Di Marco, Pietro del Gallo di Roccagiovane, Giovanni Battista Capri Cruciani, Sanzio Romanalli, Agostino Martella, Olo Galbani Mario Bergesio (presidente), Manlio Maglioni e Corrado Masi (sindaci effettivi)
Tito Bernabei 1973 Luigi Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Quirino Bernabei, Pietro del Gallo di Roccagiovane, Pio Di Marco, Agostino Martella, Alberto Armati, Luigi Maino, Paolo Galbani, Dante Rosi, Luciano Bernabei, Franco Quagliarini Mario Bergesio (presidente), Muzio Caracci e Corrado Masi (sindaci effettivi)
Lamberto Sanguigni 1976 Luigi Limiti (vicepresidente), Pietro del Gallo di Roccagiovane, Luigi Di Tommaso, Franco Quagliarini, Alberto Armati, Alberto Botti, Paolo Galbani, Pio Di Marco, Enrico Ciocci, Agostino Martella, Luigi Maino, Tito Bernabei Mario Bergesio (presidente), Muzio Caracci e Domenico De Marzi (sindaci effettivi)
Lamberto Sanguigni 1979 Marcello Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Pietro del Gallo di Roccagiovane, Luigi Caporicci, Paolo Galbani, Dante Rosi, Luciano Bernabei, Franco Quagliarini, Agostino Martella, Luigi Del Vescovo, Mario Giovenale, Pio Di Marco Muzio Caracci (presidente), Corrado Masi e Domenico Trinca (sindaci effettivi)
Luciano Bernabei 1982 Marcello Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Luigi Caporicci, Luigi Del Vescovo, Mario Giovenale, Paolo Galbani, Domenico Romalli, Agostino Martella, Dante Rosi, Antonio Serani, Pio Di Marco, Ubaldo Gargano Vittorino D'Arienzo (presidente), Fernando Quagliarini ed Enrico Trovalusci (sindaci effettivi)
Luciano Bernabei 1985 Marcello Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Luigi Caporicci, Luigi Del Vescovo, Pio Di Marco, Cesare Fabi, Paolo Galbani, Mario Giovenale, Agostino Martella, Domenico Romalli, Dante Rosi, Antonio Serani Enrico Trovalusci (presidente), Fernando Quagliarini ed Ennio Lolli (sindaci effettivi)
Luciano Bernabei 1988 Marcello Limiti (vicepresidente), Luigi Di Tommaso, Luigi Caporicci, Luigi Del Vescovo, Pio Di Marco, Cesare Fabi, Paolo Galbani, Mario Giovenale, Agostino Martella, Dante Rosi, Antonio Serani, Giovanni Benedetti Enrico Trovalusci (presidente), Fernando Quagliarini ed Ennio Lolli (sindaci effettivi)
Luciano Bernabei 1991 Marcello Limiti (vicepresidente), Luigi Caporicci, Luigi Del Vescovo, Pio Di Marco, Fernando Carucci, Cesare Fabi, Paolo Galbani, Luca del Gallo di Roccagiovane, Agostino Martella, Dante Rosi, Antonio Serani, Giovanni Benedetti Enrico Trovalusci (presidente), Ennio Lolli e Renzo Collina (sindaci effettivi)
Luciano Bernabei 1994 Marcello Limiti (vicepresidente), Luigi Caporicci, Claudio Blasi, Pio Di Marco, Fernando Carucci, Cesare Fabi, Luca del Gallo di Roccagiovane, Agostino Martella, Dante Rosi, Antonio Serani, Giovanni Benedetti, Carlo Sterbini Enrico Trovalusci (presidente), Ennio Lolli e Renzo Collina (sindaci effettivi)
Luciano Bernabei 1997 Luigi Caporicci (vicepresidente), Giovanni Benedetti, Claudio Blasi, Fernando Carucci, Luca del Gallo di Roccagiovine, Pio Di Marco, Cesare Fabi, Agostino Martella, Dante Rosi, Antonio Serani, Carlo Sterbini Enrico Trovalusci (presidente), Ennio Lolli e Renzo Collina (sindaci effettivi)
Luciano Bernabei 2000 Luigi Caporicci (vice presidente), Giovanni Benedetti, Fernando Carucci, Pio Di Marco, Cesare Fabi, Tommaso Galassini, Marcello Limiti, Claudio Luigi Petrecca, Dante Rosi, Antonio Serani, Carlo Sterbini Enrico Trovalusci (presidente), Ennio Lolli e Renzo Collina (sindaci effettivi)
Luigi Caporicci 2003

Tommaso Galassini (vice presidente), Giovanni Benedetti, Fernando Carucci, Pio Di Marco, Cesare Fabi, Marcello Limiti, Claudio Luigi Petrecca, Antonio Serani, Carlo Sterbini, Luciano Bernabei, Mauro Gargano, Gian Luigi Limiti, Bernardo Trovalusci.

Enrico Trovalusci (presidente), Ennio Lolli e Renzo Collina (sindaci effettivi)
Luigi Caporicci 2006 Tommaso Galassini (vice presidente), Giovanni Benedetti, Fernando Carucci, Pio Di Marco, Cesare Fabi, Claudio Luigi Petrecca, Carlo Sterbini, Luciano Bernabei, Mauro Gargano, Gian Luigi Limiti, Bernardo Trovalusci, Tommaso Galassini, Umberto Grizi, Carlo Nicolini Enrico Trovalusci (presidente), Ennio Lolli e Renzo Collina (sindaci effettivi)
Luigi Caporicci 2009 Luca del Gallo di Roccagiovane (vicepresidente delegato) Tommaso Galassini (vice presidente), Cesare Fabi, Claudio Luigi Petrecca, Carlo Sterbini, Luciano Bernabei, Mauro Gargano, Gian Luigi Limiti, Bernardo Trovalusci, Umberto Grizi, Carlo Nicolini. Renzo Collina (presidente), Ennio Lolli e Lupi Ferdinando (sindaci effettivi)
Luigi Caporicci 2012 Luca del Gallo di Roccagiovane (vicepresidente delegato), Mauro Gargano (vice presidente), Claudio Luigi Petrecca, Carlo Sterbini, Luciano Bernabei, Mauro Gargano, Gian Luigi Limiti, Bernardo Trovalusci, Umberto Grizi, Carlo Nicolini, Raimondo Del Vescovo, Stefano Serani, Basilio Ventura. Renzo Collina (presidente), Lupi Ferdinando e Fabi Cesare (sindaci effettivi)
Luigi Caporicci 2015 Luca del Gallo di Roccagiovane (vicepresidente delegato), Mauro Gargano (vice presidente), Gian Luigi Limiti, Bernardo Trovalusci, Umberto Grizi, Carlo Nicolini, Raimondo Del Vescovo, Stefano Serani, Basilio Ventura, Carlo Sterbini, Luciano Bernabei. Renzo Collina (presidente), Lupi Ferdinando e Fabi Cesare (sindaci effettivi)
Luigi Caporicci 2018 Luca del Gallo di Roccagiovine (vicepresidente delegato), Gian Luigi Limiti (vice presidente), Luciano Bernabei, Umberto Grizi, Carlo Nicolini, Raimondo Del Vescovo, Stefano Serani, Basilio Ventura, Carlo Sterbini, Bernardo Trovalusci. Renzo Collina (presidente), Lupi Ferdinando e Trovalusci Pio (sindaci effettivi)

Cronotassi dei presidentiModifica

Presidente Anno di inizio mandato Anno di fine mandato
Achille Trinca 1945 1955
Quirino Bernabei 1955 1961
Tito Bernabei 1961 1975
Pietro del Gallo di Roccagiovane (ad interim) 1975 1976
Lamberto Sanguigni 1976 1982
Luciano Bernabei 1982 (2003)
Luigi Caporicci (2003) in carica

La produzioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Marino (vino).

La Gotto d'Oro produce il 95% del Marino DOC, il 15% del Frascati DOC, il 20% del Colli Albani DOC ed il 15% del Lazio IGT, per una produzione totale di 7 milioni di bottiglie ed un fatturato economico annuo di 15 milioni di euro. 150.000 sono i quintali di uva conferita annualmente all'azienda, provenienti da 210 soci e da 1200 ettari iscritti nei comuni di Marino, Ciampino, Grottaferrata e Frascati. Per questo, la Gotto d'Oro è fra le prime venti aziende in Italia nel settore vitivinicolo: i prodotti Gotto d'Oro sono acquistati in tutta la Penisola ed anche all'estero.

I prodotti Gotto d'Oro arrivano al consumatore al 38% grazie alle catene di supermercati ed ipermercati, al 34% grazie a gruppi d'acquisto, all'11% tramite cash & carry, al 7% dai grossisti e al 5% rispettivamente tramite la vendita al dettaglio e tramite ristoranti e alberghi.

Le linee Gotto d'oroModifica

Linea Vinea Domini

Messa in commercio nel 2017, Vinea Domini è frutto dell'interscambio culturale fra le nazioni europee, iniziatosi con l'espansione dell'Impero Romano e che oggi ci consente di apprezzare la complessità delle uve d'Oltralpe coltivate nel territorio che ha dato origine alla moderna vitivinicultura : i Castelli Romani. La natura vulcanica e la freschezza dei terreni che circondano Roma, esaltano magnificamente il varietale dei sei monovitigni (Chardonnay, Sauvignon, Viognier, Cabernet Sauvignon, Syrah e Petit Verdot), volutamente mai a contatto con il legno per un'immediata e gradevole riconoscibilità delle uve vinificate in purezza. Vini acquistabili nell'enoteca Gotto d'oro di Frattocchie - Marino (Roma) in Via del Divino Amore, 347 cap 00047 e online su www.gottodoro.com

Disponibili solo nel formato 0,750 lt

Prodotto Formato
Petit Verdot Igt Lazio 0,750
Syrah Igt Lazio 0,750
Cabernet Sauvignon Igt Lazio 0,750
Chardonnay Igt Lazio 0,750
Sauvignon Igt Lazio 0,750
Viognier Igt Lazio 0,750

Linea Mitreo

Della Linea Mitreo fanno parte quattro vini d'annata creati per discutere e riflettere sul territorio. Vini che vogliono seguire e orientare le influenze sulle tecniche di coltivazione e vinificazione tradizionali, sostenere l'introduzione di nuovi vitigni e spingere per il ripristino degli autoctoni. Vini acquistabili nella grande distribuzione, nell'enoteca Gotto d'oro di Frattocchie - Marino (Roma) in Via del Divino Amore, 347 cap 00047 e online su www.gottodoro.com

Disponibili solo nel formato 0,750 lt

Prodotto Formato
Sol Bianco 0,750
Mithra Rosso 0,750
Taurus Bianco 0,750
Korex Rosso 0,750

Linea Selezione

La Linea Selezione comprende una ampia gamma di vini tipici della tradizione romana, gli autoctoni e i vini moderni che esaltano e si integrano con i piatti della cucina tipica dei Castelli Romani e di Roma. Vini acquistabili nella grande distribuzione, e nell'enoteca Gotto d'oro di Frattocchie - Marino (Roma) in Via del Divino Amore, 347 cap 00047 e online su www.gottodoro.com.

Disponibili solo nel formato 0,750 lt

Prodotto Formato
Roma Doc Bianco 0,750
Roma Doc Rosso 0,750
Marino Doc Superiore 0,750
Frascati Doc Secco 0,750
Malvasia del Lazio - IGT 0,750
Chardonnay del Lazio - IGT 0,750
Castelli Romani Doc Rosso 0,750
Castelli Romani Doc Rosato 0,750
Castelli Romani Doc Bianco frizzante 0,750
Merlot IGT Frizzante 0,750
Merlot IGT Lazio 0,750
Novello IGT 0,750
Prosecco DOC 0,750
Grappa 0,750

Linea Biologica

L'ultima nata in casa Gotto d'oro messa in commercio nel 2017, vini acquistabili nella grande distribuzione, nell'enoteca Gotto d'oro di Frattocchie - Marino (Roma) in Via del Divino Amore, 347 cap 00047 e anche online su www.gottodoro.com.

Disponibili solo nel formato 0,750 lt

Prodotto Formato
Marino doc bio 0,750
Castelli Romani Doc Rosso bio 0,750
Castelli Romani Doc bianco bio 0,750

Linea Classica

Nata nel 1945, viene distribuita capillarmente su tutto il territorio nazionale. I vini della linea classica sono leader nella Grande distribuzione organizzata. Vini da bere sempre, quotidiani e per il consumo in famiglia. Vini acquistabili nella grande distribuzione e nell'enoteca Gotto d'oro di Frattocchie - Marino (Roma) in Via del Divino Amore, 347 cap 00047.

Disponibili nei formati: 0,750 lt 1000 lt 1,500 lt e 2000 lt

Prodotto Formato
Marino Doc Secco 0,750
Est Est Est Secco 0,750
Rosato Igt Lazio Secco 0,750
Rosso Igt Lazio Secco 0,750
Frascati Doc Secco 0,750
Castelli Romani Frizz Bianco 0,750
Colli Albani Doc Secco 0,750
Frascati Doc Secco 1,000
Marino Doc Secco 1,000
Rosato Igt Lazio Secco 1,000
Vino Castelli Romani Bianco Secco 1,000
Frascati Doc Secco 1,500
Marino Doc Secco 1,500
Marino Doc Amabile 1,500
Vino Bianco Secco 1,500
Rosato Igt Lazio 1,500
Lazio Rosso frizzante 1,500
Lazio rosso 1,500
Lazio bianco frizzante 1,500
Vino rosso secco 2,000
Vino rosato secco 2,000
Vino bianco secco 2,000

Riconoscimenti 2019/2018/2017Modifica

2019 Germania - Mundus Vini

Frascati Doc 2018 - Medaglia d'argento

2019 Germania - Mundus Vini

Roma Doc Bianco 2017 - Medaglia d'argento

2019 Germania - Mundus Vini

Viognier I.G.T. Lazio 2017 - Medaglia d'oro

2018 Italia - The WineHunter Award

Petit Verdot I.G.T. Lazio 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

2018 Corea del Sud - Asia Wine Trophy

Cabernet Sauvignon I.G.T Lazio 2015 - Asia GOLD

2018 Italia - The WineHunter Award

Sauvignon I.G.T. Lazio 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

2018 Italia - The WineHunter Award

Mitreo Taurus 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

2018 Inghilterra - Decanter World Wine Awards

Chardonnay I.G.T. Lazio 2016 - Bronze

2018 Inghilterra - International Wine Challenge

Roma Doc Rosso 2016 Commended

2018 Germania - Mundus Vini

Viognier I.G.T. Lazio 2016 - Medaglia d'oro

2018 Germania - Berliner Wein Trophy

Roma Doc Bianco 2016 - Berlin GOLD

2018 Italia - The WineHunter Award

Syrah I.G.T. Lazio 2015 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

2018 Italia - The WineHunter Award

Viognier I.G.T. Lazio 2016 Bollino Rosso (88,00-89,99/100)

2018 Italia - I Migliori Vini Italiani Luca Maroni

Marino Doc Superiore 2016 - Miglior Vino secondo l'indice Valore Prezzo 88/100

2017 Svizzera - Vinum

Mitreo Korex Rosso 2014 15.4/20

Mitreo Sol Bianco 2015 15.5/20

Mitreo Taurus Bianco 2014 15.5/20

Roma Doc Bianco 2015 15.6/20

Mitreo Mithra Rosso 2014 15.7/20

Roma Doc Rosso 2015 15.8/20

Vinea Domini Cabernet Sauvignon I.G.T. Lazio 2015 15.9/20

Vinea Domini Viognier I.G.T. Lazio 2016 16/20

Vinea Domini Chardonnay I.G.T. Lazio 2016 16/20

Vinea Domini Petit Verdot I.G.T. Lazio 2015 16.1/20

Vinea Domini Sauvignon I.G.T. Lazio 2016 16.2/20

Vinea Domini Syrah I.G.T. Lazio 2015 16.8/20

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Sito ufficiale della Cantina sociale Gotto d'Oro - La nostra azienda, su gottodoro.it. URL consultato il 19 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2011).
  2. ^ a b c d Pino Chiarucci, La civiltà laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Il Lazio Antico - Atti del corso di archeologia tenutosi presso il Museo civico di Albano, 1982-1983, p. 33.
  3. ^ Giuseppe Tomassetti, La Campagna Romana antica, medioevale e moderna, vol. IV p. 176.
  4. ^ Carlo Armati, Interventi urbanistici a Marino in occasione della visita di Carlo V, in Il Tesoro delle città: strenna dell'Associazione Storia della Città, anno 2004, pp. 38-44.
  5. ^ ARSIAL - Disciplinare di produzione per il vino a denominazione di origine controllata "Marino" (PDF) [collegamento interrotto], su lazionauta.it. URL consultato il 22 settembre 2011.
  6. ^ Onorati, p. 145.
  7. ^ a b c Onorati-Tonel, p. 26.
  8. ^ Onorati-Tonel, pp. 48-50.
  9. ^ a b c d e f Onorati-Tonel, p. 32.
  10. ^ a b c d e f Salvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, vol. VI (FIO-GRAU) p. 992, Torino, UTET, 1970.
  11. ^ a b c d e f g h i j k Onorati-Tonel, p. 62.
  12. ^ Onorati-Tonel, p. 7.
  13. ^ a b Onorati-Tonel, p. 10.
  14. ^ Vedi anche la voce Castelli Romani durante la seconda guerra mondiale.
  15. ^ Onorati-Tonel, p. 8.
  16. ^ a b c d Onorati-Tonel, pp. 13-14.
  17. ^ Senato della Repubblica - Luigi Capri Cruciani, su notes9.senato.it. URL consultato il 19 settembre 2011.
  18. ^ Camera dei Deputati, commissione Finanze e Tesoro - Liquidazione del patrimonio dell'ente nazionale per la distillazione delle materie vinose (PDF), su legislature.camera.it. URL consultato il 13 giugno 2009.
  19. ^ a b c d Onorati-Tonel, p. 15.
  20. ^ a b Onorati-Tonel, p. 16.
  21. ^ a b c Onorati-Tonel, p. 30.
  22. ^ Onorati-Tonel, p. 34.
  23. ^ a b c Onorati-Tonel, p. 24.
  24. ^ Onorati-Tonel, p. 27.
  25. ^ Onorati-Tonel, p. 28.
  26. ^ a b c Onorati-Tonel, p. 37.
  27. ^ a b Onorati-Tonel, p. 38.
  28. ^ a b c Onorati-Tonel, p. 42.
  29. ^ a b c d e Onorati-Tonel, pp. 45-46.
  30. ^ Onorati-Tonel, p. 47.
  31. ^ Massimiliano Rella, 40 anni ma non li dimostra: il Frascati DOC, in Il Sommelier, anno XXIV n° 6/2006, pp. 4-6. (PDF), su fisar.com. URL consultato il 2 settembre 2011.
  32. ^ Decreto ministeriale n° 89 del 17 aprile 2010, su gazzettaufficiale.biz. URL consultato il 22 settembre 2011.
  33. ^ a b c Onorati-Tonel, pp. 53-54.
  34. ^ a b c Onorati-Tonel, p. 55.
  35. ^ a b Onorati-Tonel, p. 58.
  36. ^ a b c d e f Onorati-Tonel, p. 61.
  37. ^ a b Onorati-Tonel, p. 66.
  38. ^ a b Onorati-Tonel, p. 65.
  39. ^ Marino, i grandi vini del Lazio strizzano l'occhio all’ambiente, in Ecco! La notizia quotidiana del 20 aprile 2011 [collegamento interrotto], su eccolanotiziaquotidiana.it. URL consultato il 22 settembre 2011.
  40. ^ Luigi Jovino, L'Arsial scommette sul «Roma Doc» ma a Frascati tutti stanno zitti..., in Il Tuscolo del 4 aprile 2011, su iltuscolo.it. URL consultato il 22 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2013).
  41. ^ Chiara Rai, Marino: sono dieci anni che ai Castelli Romani la vendemmia non era così è "eccezionale", in Il Tempo del 6 settembre 2011 [collegamento interrotto], su iltempo.it. URL consultato il 22 settembre 2011.

BibliografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia sui Castelli Romani.
  • Ugo Onorati, Luigi Tonet, Gotto d'Oro - 50 anni di cooperazione, Ariccia, Graphic & Printing, 1996.
  • Ugo Onorati, La Sagra dell'Uva di Marino, Ciampino, Arti Grafiche Ciampino, 2004 (IIa edizione).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica