Canto de Ossanha

Canto de Ossanha
ArtistaBaden Powell
Vinícius de Moraes
Autore/iBaden Powell de Aquino (musica), Vinícius de Moraes (testo)
GenereBossa nova
Samba
Esecuzioni notevoliElis Regina, Maysa, Mina, Vinícius de Moraes & Baden Powel
Pubblicazione originale
IncisioneOs Afro-sambas
Data1966
Durata2:46

Canto de Ossanha è una canzone composta da Vinícius de Moraes e Baden Powell de Aquino e incisa per la prima volta nel loro Os Afro-sambas del 1966.

La canzone, popolare anche grazie all'interpretazione di Elis Regina, è considerata uno dei simboli di svolta stilistica impressa dall'album. In un referendum di Rolling Stone Brasil del 2009, ha occupato la nona posizione tra le 100 canzoni che hanno cambiato il volto del Brasile.[1]

Storia e significatoModifica

Il brano era stato scritto sull'onda dell'esperienza, che i due artisti avevano maturato nei primi anni sessanta quando avevano scoperto e studiato le tradizioni culturali e musicali di Bahia. Il chitarrista Baden Powell era rimasto a Salvador per alcuni mesi e in quell'occasione ebbe modo di familiarizzare con artisti e intellettuali del posto. Qui venne a contatto con il sincretismo religioso e le tradizioni africane ancora vive nella cultura bahiana, con i rituali e le danze, il candomblé e la capoeira. Quando rincontrò de Moraes i due decisero di iniziare a comporre alcune canzoni ispirate alla cultura afro-brasiliana.[2] Nacquero così una serie di canzoni che trattavano dei riti afro-brasiliani come il candomblé. In quei riti vengono venerate delle semidivinità, appartenenti originariamente alla mitologia dei popoli dell'Africa occidentale Yoruba, chiamate orisha. Ossanha e Xango, di cui si parla nella canzone, erano appunto due di essi, il primo era l’orisha della medicina, mentre Xango impersonava la giustizia.

NoteModifica

  1. ^ G. Lo Presti, “Canto de Ossanha” di Vinícius de Moraes e Baden Powell, 19 Ottobre 2013 leggi online
  2. ^ Luiz Américo Lisboa Junior, Baden e Vinicius Os Afro Sambas 1966 leggi online Archiviato il 2 giugno 2018 in Internet Archive.

Collegamenti esterniModifica